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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri, 18_06_018

twitter: claudianeri

Dal Sud Tirolo Studio Mut, graphic designer DOP

L’eclettismo di Patrick Tuttofuoco, giovane e affermato artista milanese

I photo essays di Giuseppe Fanizza

Da New York il talento di Amber Vittoria, giovane illustratrice


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Parole O_Stili, edizione 2018

Parole O_Stili 2018: oltre 1.000 esperti della rete e persone da tutta Italia a Trieste per fare il punto sui temi dell’ostilità in rete.

Trieste, 7 giugno 2018 – “Quando le parole sono un ponte” – quinto principio del Manifesto della comunicazione non ostile e, oggi più che mai, tema di grande attualità – è il filo condutture di Parole O_Stili 2018, l’appuntamento annuale che giovedì 7 giugno vede riunirsi a Trieste oltre 1.000 esperti della rete, giornalisti, manager, politici, comunicatori, influencer, rappresentanti della PA e numerose persone e professionisti provenienti da tutta Italia, legati dalla volontà di promuovere un dialogo per contrastare il linguaggio dell’odio in rete e non solo.

Hate speech, fake news, fact-checking, disinformazione e formazione, consapevolezza e fiducia: tanti i temi affrontati in diversi ambiti, dal giornalismo alla politica, dal business alla pubblica amministrazione, dalla scuola alla famiglia, a partire dai nuovi dati delle ricerche presentate in anteprima per questa occasione:

l’indagine inedita di SWG su “Hate speech e Fake news nel lavoro e nel business”, condotta tra cittadini, lavoratori e dirigenti;
gli esiti della ricerca “Trust in progress. Viaggio alla scoperta dei nuovi costruttori di fiducia” realizzata da RENA per indagare gli attori, le realtà e i meccanismi necessari per favorire una nuova creazione di fiducia;
i dati su “Competenze digitali e mediazione sociale dei ragazzi online” di “EU Kids Online per Miur e Parole O_Stili”, la ricerca condotta dall’OssCom dell’Università Cattolica in collaborazione con il Miur e l’ATS Parole Ostili.

Al via inoltre due nuovi importanti progetti: il lancio del “Manifesto della comunicazione non ostile…per le aziende”, scritto da Annamaria Testa e da un gruppo di aziende sensibili al tema, e l’iniziativa Paroleinformazione, una vera e propria chiamata al mondo dell’informazione affinché possa farsi portatore di consigli e di un messaggio di sensibilizzazione su un tema attuale come quello dell’utilizzo del linguaggio in rete e non solo.

Rispetto ai cittadiniscende significativamente il livello di allarme e di attenzione sull’hate speech, dal 70 al 53% (-17% rispetto al 2017), mentre sulle fake news il calo di chi ritiene il grado di allarme e di attenzione su questo tema adeguato risulta più ridotto, dal 65 al 59% (- 6%). Per entrambi i fenomeni, a distanza di un anno si evince una tendenza all’assuefazione rispetto alle precedenti rilevazioni espresse dai cittadini, con un conseguente calo dell’attenzione “di massa” e della consapevolezza nei confronti di fake news ed hate speech, pur restando un fenomeno all’ordine del giorno. Due persone su tre pensano che le fake news e i toni offensivi usati in rete siano una nuova realtà con cui ci si dovrà misurare d’ora in avanti, un nuovo modo di comunicare della società di oggi e in rete (lo pensa il 66%), mentre solo per il 23% si tratta di un fenomeno temporaneo, legato in parte al periodo di crisi in cui viviamo e alla necessità di imparare a utilizzare i nuovi strumenti. Se i millennial, cresciuti nell’epoca dei social, percepiscono meno il salto di paradigma (-6%), la percezione risulta invece maggiore nelle fasce di popolazione più istruita (+7%). Dai dati si evidenzia anche un legame tra la percezione di questi fenomeni e il livello d’istruzione degli intervistati: sono infatti le persone laureate le più preoccupate, mentre chi non supera la licenza media percepisce minor odio nelle comunicazioni. In generale, politica/economia ed esteri/migrazioni rimangono i temi centrali su cui si innescano fake news ed hate speech, sebbene il tema esteri/migrazioni (31%) mostri un minor livello di hate speech rispetto al primo (50%). 

Inedite le rilevazioni di SWG sul campione di lavoratori e dirigenti: il 58% dei lavoratori dipendenti intervistati sostiene che l’uso di linguaggio aggressivo e irrispettoso sia diffuso in ambito lavorativo e che lo sia di più rispetto a 10 anni fa (lo crede il 47%). Eppure sette dipendenti su dieci ritengono che lo stile comunicativo delle imprese abbia una funzione pedagogica perché incide direttamente sul cambiamento di linguaggio della società. Emerge quindi anche l’importanza che le aziende possono avere nel ruolo di sensibilizzazione ed educazione verso una maggiore consapevolezza e uso degli strumenti del digitale.
Da parte loro anche i dirigenti ritengono molto cambiata la comunicazione negli ultimi 10 anni e circa un terzo si sente ancora a disagio con il nuovo modello comunicativo (36%), i cui ingredienti principali sono protagonismo e aggressività, prevalenti rispetto ad assertività ed empatia. L’81% dei dirigenti ritiene che le aziende siano bersaglio di odio e fake news e il 59% afferma di riscontrare difficoltà nel controllo della propria brand image online, soprattutto sui social. Andando più nel dettaglio emerge che, per sentirsi attrezzate a comunicare sui social network, alle aziende mancano soprattutto competenze (42%), ma anche risorse umane (30%), approccio mentale e culturale al fenomeno (24%), investimenti (20%), pratica ed esperienza (18%). Infine, sulla linea tra buona educazione e toni forti, per la quasi totalità dei dirigenti (95%) la buona educazione e il linguaggio incidono sulla brand reputation delle imprese di oggi, sebbene il 43% degli intervistati affermi allo stesso tempo che una pubblicità, per essere efficace, debba usare toni forti.

“Il tema della parola e dell’ostilità nel linguaggio è centrale in questo momento storico. A dimostrarcelo sono state le centinaia di migliaia di persone, provenienti da ogni parte d’Italia, che
in poco più di un anno hanno aderito spontaneamente al Manifesto della comunicazione non ostile, portandolo a compiere un viaggio straordinario fra case, scuole, uffici, istituzioni, al di là di
qualsiasi aspettativa. Insegnanti, impiegati, manager d’azienda, comunicatori, professionisti e persone che hanno reso Parole O_Stili una community sempre più grande, espressione chiara e trasversale di un bisogno di stile e rispetto nell’utilizzo dei social media e, in generale, del
linguaggio, dalla politica alle imprese, alla vita di tutti i giorni, per accompagnare la crescita di una società civile consapevole e responsabile. Grazie di cuore, da parte nostra, a tutte queste
persone”, ha commentato Rosy Russo, fondatrice di Parole O_Stili.

Dalla scrittrice Michela Murgia ad Agnese Moro, dalla giornalista Maria Concetta Mattei alla Senatrice Valeria Fedeli, da Antonia Klugmann, chef stellata e giudice di MasterChef Italia, a Carlo Verna, Presidente Ordine dei Giornalisti Italiani, da Annamaria Testa, esperta di comunicazione e saggista, a Paola Bonini, Consultant Digital Direction Rai: sono solo alcuni dei nomi che, a partire da ambiti, esperienze, stili e professioni diverse, hanno dialogato e riflettuto sull’importanza del linguaggio e delle parole, sulla consapevolezza che “virtuale è reale” e che l’ostilità espressa in Rete può avere conseguenze concrete e permanenti nella vita delle persone ma anche di aziende, enti e istituzioni. Con l’obiettivo di trovare insieme soluzioni che possano contribuire a ridurre e contrastare questo fenomeno.

Parole O_Stili 2018 è stato realizzato con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Porto di Trieste e grazie agli Sponsor Carrefour, Costa Crociere, Sorgenia, Illy, Coca-Cola HBC Italia, Genertel, Eurospital, Ikea.

L’appuntamento di Trieste segna una nuova tappa nel percorso di Parole O_Stili, la prima community in Italia contro la violenza 2.0 nata a febbraio 2017 con il lancio del “Manifesto della comunicazione non ostile” - dieci principi di stile per arginare e combattere i linguaggi ostili in Rete – che in pochi mesi ha già compiuto un viaggio straordinario di bacheca in bacheca, passando per le aule delle scuole, per le università, gli uffici e molte aziende, non solo Italia, ma anche in Europa.

Il “Manifesto della comunicazione non ostile…per le aziende” 

Rappresenta una risposta delle imprese e per le imprese ai rischi connessi alla diffusione del linguaggio d’odio nella società il “Manifesto della comunicazione non ostile… per le aziende”, dieci principi a cui aziende e imprese possono ispirarsi per gestire al meglio il dialogo sui social media e i rapporti online. Come già era avvenuto per l’elaborazione, prima per la Politica e poi per la PA, ad ogni punto del Manifesto corrisponde una declinazione per il business, elaborata nella sua versione finale da Annamaria Testa sulla base dei contributi proposti da aziende sensibili alla tematica dell’ostilità nel linguaggio in rete e non, che hanno deciso di partecipare alla stesura del Manifesto. Fra queste vi sono in particolare: Carrefour, Coca Cola HBC Italia, Costa Crociere, Discovery, Piaceri Mediterranei, Genertel, Granarolo, Groupon, Ikea, Illy, AXA Italia, Mondadori Education, Gruppo Nestlé Italia, Nissan, Playmobil, SEC – Strategy PR Advocacy, Signify, Sorgenia, Spin Master, The Walt Disney Company Italia, Trieste Airport.

Il “Manifesto della comunicazione non ostile…per le aziende” fa parte delle iniziative promosse dall’“Academy Parole O_Stili”, nata per definire e promuovere i principi di rispetto e
cittadinanza che devono governare la comunicazione delle imprese e delle pubbliche amministrazioni nei social media. Rivolto a collaboratori di aziende, istituzioni ed enti, il percorso formativo si propone di promuovere anche in azienda una maggiore consapevolezza rispetto al linguaggio sui social allo scopo di attivare un cambiamento nei comportamenti comunicativi delle persone: virtuale è reale, reale è virtuale. Da poche settimane, il Porto di Trieste è la prima istituzione in Italia ad aver ottenuto l’attestato “Parole O_Stili. Per una comunicazione responsabile”, dopo aver intrapreso e concluso un percorso formativo dedicato che ha visto parte del personale lavorare con esperti qualificati e partecipare a corsi e workshop sull’importanza dell’utilizzo dei linguaggi non ostili sui social network e sul web.

Paroleinformazione 

Organizzata da Ordine dei Giornalisti nazionale, Federazione Nazionale Stampa Italiana e Parole O_Stili, l’iniziativa “Paroleinformazione” è una “chiamata collettiva” ai giornalisti italiani, per chiedere di contribuire alla creazione di una raccolta di consigli, punti di vista, esempi riguardanti lo stile con cui un giornalista può (e dovrebbe) stare in rete. L’obiettivo: portare l’attenzione sul tema dell’utilizzo delle parole in rete e creare uno strumento agile e utile per le nuove leve che credono nel giornalismo, per quanti intendono lavorare con le parole, per quanti sono semplicemente interessati al tema.

In che modo si può partecipare? Commentando, rigorosamente in 280 caratteri (lo spazio di un tweet), uno fra i dieci principi del Manifesto della Comunicazione non ostile, e offrendo un contributo professionale e allo stesso tempo personale. Una parte dei commenti formerà un ebook che verrà diffuso in rete.

Il libro “Parole OStili – dieci racconti” 

Appena uscito in libreria e reso disponibile gratuitamente dal MIUR in ebook per tutti i docenti, il libro “Parole Ostili – dieci racconti” – edito da Laterza e dal Salone internazionale del Libro di Torino – presenta 10 racconti per 10 scrittori, ciascuno liberamente ispirato a un principio del Manifesto della comunicazione non ostile. A cura di Loredana Lipperini e nato dalla collaborazione tra il progetto “Parole O_Stili” e il MIUR, il libro riunisce alcune fra le voci più interessanti della narrativa contemporanea - Tommaso Pincio, Giordano Meacci, Giuseppe Genna, Diego De Silva, Helena Janeczek, Alessandra Sarchi, Fabio Geda, Nadia Terranova, Christian Raimo, Simona Vinci - per riflettere sull’uso del linguaggio in rete, attraverso lo strumento del racconto.

Parole O_Stili e il Manifesto della comunicazione non ostile 

Nato dal lavoro collettivo di oltre cento professionisti della comunicazione, il Manifesto della comunicazione non ostile esprime una duplice volontà: rendere la Rete un luogo migliore, meno violento, più rispettoso e civile e responsabilizzare ed educare gli utenti a praticare forme di comunicazione non ostile. Lanciato a Trieste nel febbraio 2017, in pochi mesi si è diffuso non solo in Italia, ma in tutta Europa, ed è stato tradotto in 17 lingue. Oggi è al centro di un grande e ambizioso progetto di educazione collettiva promosso dall’Associazione Parole O_Stili, impegnata nella sensibilizzazione contro l’ostilità delle parole online e offline. Sono numerose le iniziative che, negli ultimi mesi, si sono sviluppate intorno al Manifesto, dalla comunicazione tra Pubblica Amministrazione e cittadini, alla comunicazione d’impresa, a quella politica, oltre a progetti e appuntamenti dedicati a studenti e docenti. Questi ultimi, in particolare sono stati resi possibili grazie alla partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Giuseppe Toniolo, da sempre sostenitori centrali del progetto, e all’importante protocollo d’intesa firmato dall’ATS Parole Ostili con il Miur. Tutte le iniziative sono consultabili su: paroleostili.com


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buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 04_06_018

twitter: @claudianeri

L’eclettismo di Pascale Georgiev curatrice e art director

Il talento di Emiliano Ponzi, che non ha bisogno di presentazioni

I luoghi abbandonati nelle foto di Seph Lawless

Da Berlino graphic design e art direction di Ceecee Creative

 


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 28_05_018

twitter: @claudianeri

Dagli Stati Uniti, l’eclettismo grafico di Tyler Spangler

Da Singapore i reportage fotografici di Jose Jeuland

Murales e street art firmata  Emily Eldridge, illustratrice americana di base a Barcellona

Dalla Grecia, urban calligraphy di Simon Silaidis

 


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 14_05_018

twitter: @claudianeri

Il talento di Daniele Mari, fotografo italiano

Da New York l’eclettismo di Chris Nosenzo art director di Bloomberg Businessweek

L’arte di John Copeland, giovane artista americano

Sophia Chang, giovane talento Asian American dell’illustrazione

 

 


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 07_05_018

twitter @claudianeri

L’indiscutibile talento di Matthieu Gafsou, fotografo artista svizzero

Certezze: typography e design targato Studio Dumbar

La Comics Art firmata Vittorio Giardino

Lo stile di Federico Conti Picamus illustratore italiano


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Che musica Italianism!

Ancora una volta ADCI sarà partner di Italianism, la conferenza creativa indipendente ideata da Renato Fontana, dedicata alla lingua e alle specificità della cultura italiana. Per questa 5ª edizione, il format itinerante ha selezionato una location dalla bellezza storica indiscutibile: la Reggia di Portici, in provincia di Napoli. Il 10 e l’11 maggio la piattaforma creativa sarà incentrata sulla musica italiana di oltre mezzo secolo: centinaia di contributi artistici e creativi, dal pop alla cultura visiva e una programmazione ricchissima, con performance, mostre e interventi di designer, scrittori, fotografi, produttori, distributori, promoter e registi. In programma ci sarà anche una masterclass di John Barnbrook, il grande art director inglese, noto per aver curato l’immagine di David Bowie e tutte le copertine del “Duca Bianco” dal 2000 in poi: per l’occasione il famoso creativo parlerà del rapporto tra grafica e musica.

ADCI ha contribuito, con il suo apporto creativo, a realizzare i contenuti delle Visualizzazioni della Creative Conference, il convegno su “Le parole della musica italiana”: sono proprio questi gli eventi che ci piacciono, i momenti di incontro, lo scambio e la formazione, utili non solo ai professionisti ma anche agli studenti o ai semplici appassionati.

Per ultimo saranno aperte tre mostre, a cura di Giovanna Talocci, che dureranno fino al 20 maggio.

Per tutti coloro interessati a partecipare, ecco gli appuntamenti in programma:

10/05 CREATIVE MATCH (ore 10:00 – 22:00)
Dal vivo, 11 tra le più importanti università/accademie/scuole di specializzazione dell’area comunicazione/creatività/arte provenienti da tutta Italia si affronteranno su un brief avente per
oggetto la realizzazione di un progetto di comunicazione richiesto da un vero committente. La
squadra vincitrice verrà premiata con un compenso finanziario. Le squadre: AANT Roma, ABAN Napoli, IED Milano, IED Roma, IUAD Napoli, Politecnico Milano, Politecnico Torino, Quasar Roma, RUFA Roma, Sapienza Roma, Università Federico II Napoli.

11/05 MASTERCLASS “Graphics & Music” con Jonathan Barnbrook (ore 11.00 – 13:00)
Jonathan Barnbrook, uno dei più importanti direttori creativi internazionali, affronterà il tema del
rapporto tra grafica e musica partendo dalla propria esperienza personale di aver curato dal 2000 le copertine e l’immagine di David Bowie, compreso l’ultimo disco “Black Star”, edito due giorni prima della morte dell’artista.

CREATIVE CONFERENCE “Le parole della musica italiana” (ore 15:00 – 18:00)
con interventi di Sandro Cappelletto, Francesco Lettieri, Cristina Morozzi, Vito Nesta, Alice Pasquini, Populous, Federico Vacalebre. Visualizzazioni a cura di 7 network creativi, tra grafica, illustrazione e fotografia: ADCI, IDEA Academy Roma, Lahar Magazine Pelo Magazine, Pangramma Torino, Print Club Torino, RVM Magazine.

dal 10/05 al 20/05 MOSTRE “FORMA E FUNZIONE PER LA MUSICA”
Quattro importanti Istituti Universitari Italiani: Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Università Federico II di Napoli e Università Sapienza di Roma, analizzano e mettono in mostra il rapporto tra Musica e Design attraverso il racconto delle aziende, dei laboratori e delle persone che in Italia hanno saputo innovare il mondo dei supporti musicali, degli apparecchi per la diffusione del suono e degli strumenti musicali.

“ITALIANISIMM’”
Federico Vacalebre, capo della redazione Cultura e Spettacoli de «Il Mattino», ha selezionato 21 eccellenze autoriali della musica napoletana, che verranno raccontate visivamente attraverso altrettanti scatti fotografici e illustrazioni realizzati dai network facenti capo a LAB\per un laboratorio irregolare di Napoli e a MiMaster Illustrazione di Milano.

“DIECI COPERTINE”
Presentazione dei 30 artworks vincitori del contest online realizzato dalla piattaforma nei
mesi scorsi (http://www.italianism.it/contest/dieci-copertine- contest/). Il contest, aperto a tutti, consisteva nel reinterpretare liberamente dieci famose copertine della musica italiana
degli ultimi cinquanta anni, selezionate da esperti come Silvia Boschero. Damir Ivic, Raffaella
Oliva, Luca Pacilio, Carlo Pastore, Francesca Pignataro, Claudio Rossi Marcelli, Barbara Santi,
Gianni Santoro e Giorgio Valletta.


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 23_04_018

twitter: @claudianeri

Il mondo e le sue guerre nei reportage di Edouard Elias

L’eclettismo di Faye Toogood, affermata designer inglese che durante la Milano Design Week18 ha curato gli uffici di Vogue.

Cristian Chirroni, originale artista italiano presente anche  alla più recente edizione di MiArt18

La moda nelle foto di Pablo Arroyo