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#ItaliansFestival “Fil Rouge” – What if qualcosa di più ci tenesse uniti? (photo gallery)

Sara e Barbara hanno attraversato IF! seguendo un filo rosso. Persone, personaggi, e quell’atmosfera lì, che è venuta in questi scatti, e chi c’era non vede l’ora ci sia IF! /2, e chi non c’era può seguire qui il suo pezzo di filo. Questo è lo shooting, questo è Fil Rouge.

Fil Rouge significa letteralmente “filo rosso” e viene solitamente inteso col significato di “filo conduttore”. Questa è la metafora che abbiamo scelto per raccontare IF! nel dopo-IF!, attraverso i nostri scatti.

Il termine Fil Rouge è utilizzato in diversi ambiti. Lo usa Goethe ne “Le affinità elettive”; riprende il concetto che Freud utilizzò per definire l’inconscio. Ma la sua origine è marinaresca: per districare le gomene di una nave si seguiva un filo rosso che rendeva possibile separare l’una dall’altra le corde aggrovigliate.

Una leggenda di origine cinese racconta che tutti noi nasciamo con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo viene chiamato il filo rosso del destino. Esso ci lega alla persona a cui si è destinati, alla nostra metà, alla nostra anima gemella. Le anime prima o poi sono, quindi, destinate ad incontrarsi e ad unirsi.

Non importa il tempo che dovrà passare, gli eventi della vita o lo spazio che separa le due anime, perché il filo che le unisce non si romperà mai e nessuna circostanza potrà impedire alle due metà di incontrarsi e alla fine unirsi.

Sara Meliti, fotografa
Barbara Passaretti, assistente alla fotografia

PHOTO GALLERY (clicca le immagini per ingrandire)

 


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Google Video Pills #4 – YouTube Advertising Overview

La quarta video-pillola di How to be successful in the Google ecosystem: tips & tricks fotografa lo scenario dell’advertising su YouTube in meno di 6 minuti e mezzo. Priceless.

È ancora Una Rapslapčević, Brand Solution Specialist Google, a sintetizzare per noi, con una video-pill di overview, le molteplici opzioni che YouTube può offrire all’advertising.

Chiarissimo. Utilissimo. Shortissimo. Come lo chiamiamo, Rich-Bignami?

Feedback qui.


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Google Video Pills – META-TUBE ovvero YouTube, dietro le quinte.

È decisamente da vedere la terza video-pillola della serie How to be successful in the Google ecosystem: tips & tricks. Poco meno di 13 minuti di insight senza prezzo: A Better way to Build Brands through Video Content on YouTube.

Questa settimana, Una Rapslapčević, Brand Solution Specialist Google, racconta con una video-pill di rara sintesi ed efficacia il mix ideale per una content strategy completa sulla piattaforma YouTube.

Hero, Hygiene, Hub content exposed, insomma, e soprattutto (!) i veri ingredienti che lo Studio Watt International usa per preparare un BigMac (Quarter Pounder) ad uno di quegli scatti #foodporn che farebbero diventare carnivoro un vegano (per i più sensibili: è una battuta – ndr).

Mangiàtela con gli occhi : )
E dateci il feedback, please.


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Google Video Pills – La creatività è mobile

IF! si avvicina. Google -inarrestabile & inestimabile partner- ci tira la volata regalandoci queste video-pillole. Sono le prime due della serie How to be successful in the Google ecosystem: tips & tricks. Sono 7 minuti di fatti ed idee utili a chi fa creatività al tempo dei Six Screens - sì, sono sei, non più quattro: l’estate è finita, ragazzi, riallineiamoci va’!

#1 MOBILE FOR CREATIVITY
Lo scenario. In 7′ Luciano Cantoni, Performance Sales Activation Lead di Google, fotografa lo stato delle cose, qui ed ora. Sono le cose con cui dobbiamo fare i conti tutti i giorni: art, copy, designer, direttori creativi, strategist (in rigoroso ordine alfabetico), che magari qualcuno di noi sa o ha più semplicemente orecchiato, e tuttavia conservano il pregio di essere riassunte con rara sintesi ed efficacia.
Questa volta ci piacerebbe avere il vostro feedback relativamente al clip #1 – 15 secondi del vostro tempo per il form.

#2 MOBILIZE YOUR CREATIVITY
Le case history. Altri 7′ con Luciano Cantoni, che racconta e contestualizza nello scenario tracciato nella viedo pill #1 una selezione di casi di successo di integrazione off/online.
C’è Levi’s che aiuta le donne a trovare il jeans col fitting giusto con Curve ID, i pannolini Pull-Ups che regalano a bimbi e mamme un’esperienza “seamless” tra mondo fisico e digitale, i reggiseni Wonderbra che realizzano il sogno di migliaia di lettori de Il Monello (i mitici occhiali a Raggi-X pubblicizzati in ultima di copertina) e infine le VW Tiguan alluse, raccontate e scoperte con il tablet. Enjoy!
Qui trovate il form superveloce per dare feedback a questo clip #2.

ES


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Una bella scommessa (vinta in partenza)

Può una persona non vedente dalla nascita lavorare come copywriter con un art director che crea immagini? Quali le immagini mentali che si sovrapporranno a quelle reali? Le agenzie saranno disposte a questa nuova esperienza? La storia di Greta.

Due anni fa è arrivata in Accademia di Comunicazione Greta, una ragazza non vedente, che aveva una grande passione: scrivere per la pubblicità.
Non ci sono mai state esperienze simili, perlomeno in Italia, e ci siamo posti la domanda: come farà una persona non vedente dalla nascita a lavorare come copywriter con un art director che crea immagini?
Quali le immagini mentali che si sovrapporranno a quelle reali? E se anche tutto questo potesse avvenire, le agenzie di pubblicità saranno disposte a questa nuova esperienza Troverà lavoro nella pubblicità?
Abbiamo chiesto ad alcuni Direttori Creativi nostri ex studenti: qualcuno ha detto NO ma qualcun altro ha detto SÌ.

E abbiamo dato inizio all’esperienza.

Sono passati due anni, Greta ha fatto un ottimo lavoro e ora è pronta a iniziare in agenzia.

E in Agenzia andrà: è stata presa in stage in FCB Milan da Fabio Teodori, creative director, e da Nicola Rovetta, cosicché tra pochi giorni inizierà a lavorare.

Le abbiamo chiesto di raccontare la sua storia perché altri giovani non vedenti potessero avere un’ulteriore possibilità di lavoro futuro, perché tutti quanti potessero condividere con noi questa grande vittoria!

E la meraviglia di questa storia è stata la sua “non storia”.

“Mi è stato chiesto di riassumere la mia esperienza in Accademia. Dovrei scrivere un piccolo racconto, qualcosa che stupisca, magari con dettagli che solo un cieco può percepire. Ma è questo il punto. Io non ho niente da dire. Ci ho anche provato a scrivere la storia…

Se non ci credete, dopo vi mando l’inizio. Tuttavia, per quanto mi sia sforzata, non ho trovato nulla che valesse la pena annotare. Ho vissuto questi due anni come i miei compagni. Mi sono mangiata le unghie per l’ansia da consegna, ho passato i pomeriggi a litigare sulle virgole, e non so quanti soldi ho speso ai distributori di caffè. Certo, ho avuto qualche difficoltà. Ho incontrato persone che non volevano lavorare con me e gente che non ha mai pensato di descrivermi un video. Ma ho conosciuto anche dei compagni fantastici degli insegnanti curiosi e disponibili. Insomma, per me è stata un’esperienza normale. Ed è proprio per questo che anche altri non vedenti potrebbero farla. Si parla sempre d’integrazione, degli effetti speciali che un disabile può aggiungere allo show. Ma la verità è che sei davvero integrato soltanto quando non hai niente da dire”.


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D&AD apre le giurie a tutti con il Judging Tour.

Da Londra riceviamo un post di Marco Tironi.

 

Settimana scorsa si sono tenute le giurie D&AD awards 2013. Per chi non lo sapesse, il D&AD è un’associazione che ha come fine quello di promuovere l’eccellenza nel design e nella pubblicità nel Regno Unito.

A garanzia del proprio fine, l’associazione assegna un premio estremamente prestigioso che, a differenza di Cannes, ha uno spettro di categorie molto più focalizzate sul design e sul crafting. Qui potete vedere tutti i lavori che hanno ricevuto la nomination per i vari yellow, white, black pencil di quest’anno.

L’associazione, durante la settimana in cui si riuniscono le giurie, organizza il Judging tour: dà a tutti la possibilità di visitare gratuitamente la location con i vari lavori esposti. Tutto avviene all’Olympia London di Kensington, una spettacolare costruzione in ferro e vetro di fine ‘800, di soli 16,000 m2 . Qui potete vedere un bellissimo video in timelapse sull’allestimento della location stessa.

Il tour, guidato, inizia con un’introduzione dove vengono raccontate tutte le iniziative a supporto della creatività fatte dal D&AD, soprattutto quelle rivolte ai giovani.
Terminata la breve spiegazione, ognuno può gironzolare liberamente tra i tavoli e i pannelli osservando, sfogliando e fotografando tutti i materiali.

I lavori esposti sono solo il 50% dei lavori iscritti, perché l’altro 50% sono prodotti digitali quindi film, app, operazioni integrate, etc…

Tra i lavori esposti si possono trovare ad esempio “La fiaccola delle olimpiadi del 2012”, “La mazzetta pantone con i colori della regina”, “Il calco della testa di Neymar”. Inoltre si può vedere tutta l’area dedicata all’outdoor e alla stampa. Ai lati di questa gigantesca esposizione, organizzata con una precisione maniacale, sono disposte varie sale con pareti gonfiabili bianche, all’interno delle quali lavorano le varie giurie. Qui potete vedere lo storyfy della manifestazione.

Personalmente l’ho trovata un’iniziativa molto intelligente, che aumenta la trasparenza del premio e il prestigio del D&AD. Perché non creare uno spazio anche in Italia dove esporre tutti i materiali iscritti agli ADCI Awards? Perché non dare la possibilità a tutti di vedere e toccare con mano il meglio della comunicazione Italiana?


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Buon Lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri

Anish Kapoor “gnam gnam style” video contro la censura, per la libertà d’espressione, in supporto dell’artista cinese Ai Weiwei

A Losanna l’installazione architettonica degli svizzeri di allegory.ch

Il video del progetto “The exquisite forest”, Tomorrow Award winner. Notevole.

Il progetto Di Nicole Lavelle, graphic designer e typographer.


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Top 10 of everything: il meglio del 2012 scelto da Time.

Ogni anno il sito di Time stila una serie di classifiche che prendono il nome di Top 10 of everything (qui). Tra tutte, alcune sono di sicuro interesse per chi come noi si occupa di comunicazione, advertising, social media e non solo. Ci sono infatti decine di classifiche, da quella dei migliori tweet a quella dei peggiori libri.
Dai meme agli scandali ogni cosa entra in classifica, spot compresi, tra cui quello con Lena Dunham del quale abbiamo parlato qualche tempo fa nel nostro blog (qui).

Cliccate qui se volete scoprire tutte le classifiche o qui se siete interessati a quella dei commercial, dove vincono Chrysler e Clint Eastwood.

 


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Saggezza della folla: criteri di validità, esempi e applicazioni di una teoria che nasce dalla diversità.

prontoraffaella-fagioli-intelligenza-collettiva-saggezza-della-folla-via-partecipactive

La teoria sociologica della Saggezza della folla non è solo una delle più affascinanti, ma è anche una di quelle più vicine ai fenomeni partecipativi e al coinvolgimento di gruppi di individui.

Studiata da oltre un secolo e a volte definita Intelligenza della folla, è una teoria ha trovato una vasta applicazione in Internet: Yahoo! Answers e Wikipedia si basano su di essa. Ma anche nella soluzioni di problemi estremamente complessi, di altri all’apparenza irrisolvibili e persino nel Gioco dei fagioli di Pronto Raffaella.

Di questa teoria – che permette di scoprire il peso di un bue, la posizione di un sottomarino affondato, ma anche motivi che danno origine alle bolle speculative – si parla nel lungo articolo di Partecipactive.

Clicca qui per proseguire la lettura.

 


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Un capitello per la Capitale: la ciliegina sul logo di Roma

Del nuovo logo di Roma ne hanno parlato Paola Manfroni e Claudia Neri qui, suscitando numerosi commenti altrettanto scandalizzati. La ciliegina sulla torta è un’osservazione sul capitello della colonna che sostiene la Lupa Capitolina del nuovo logo di Roma.

La Colonna Traiana, un simbolo di Roma. Com'è il capitello?

Indimenticabile simbolo di Roma.

Fra i tanti simboli di Roma la Colonna Traiana è sicuramente uno di essi. E forse ha avuto un ruolo nell’ispirare il nuovo logo di Roma. Però c’è un problema: nel “nuovo” logo, che vediamo in fondo al post, il capitello su cui poggia la lupa è ispirato allo stile ionico. Ovvero il capitello tipico dei  templi dell’antica Grecia e che noi vediamo spesso nell’architettura di ispirazione classica (per esempio Villa Foscari, dell’architetto veneziano Andrea Palladio), ma più raramente nei monumenti romani. Continue reading