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DMA Italia annuncia i vincitori del Contest Under30

DMA Italia annuncia i vincitori del Contest Under 30, il contest promosso da DMA, dell’Association for Direct and Data Driven Marketing per realizzare la campagna di comunicazione dei DMA Awards Italia 2017, il più prestigioso riconoscimento nazionale riservato a Data-Driven Marketing, CRM e Programmatic Advertising.

A giudicare i lavori presentati, una giuria d’eccellenza composta da: Fabio Paracchini, Executive Creative Director, DigitasLBi Italy, Marco Rosso, Presidente DM Group e Past President DMA Italia, Sergio Muller, Creative and planning director at A-Tono, Carla Leveratto, Creative director di Gruppo Roncaglia e Marzia Curone, Partner Relata.

Giovanni Torraco, Art Director presso Doing e Fabio Dalla Venezia, Copywriter di Geometry Global formano la coppia copy + art vincente che volerà a New Orleans per partecipare all’evento annuale della DMA americana: &Then.

I secondi arrivati sono sotto l’ala di H2H, Ilaria Grieco e Luca De Marchi. Per Relata il terzo posto, con una campagna presentata dalle più giovani creative in gara: Veronica Barbaglia e Nicole Liguori.

Questa vittoria rispecchia lo spirito di collaborazione tra i soci DMA Italia e ADCI: è un successo che a rappresentare i DMA Awards Italia 2017 sia stata la partecipazione di due ragazzi provenienti da agenzie differenti, che spontaneamente hanno deciso di collaborare e aderire a questa sfida. Giovanni Torraco ha partecipato grazie alla sponsorizzazione ADCI, mentre Fabio Dalla Venezia ha concorso grazie agli associati DMA, in quanto Geometry Global è nel network Ogilvy.

Il Contest è l’esternalizzazione di un progetto più ampio di DMA Italia, che si impegna concretamente nel mettere a disposizione strumenti per l’accrescimento del know how in un settore che si sta evolvendo velocemente. In questa occasione il focus è sulla crescita dei giovani creativi, che grazie alla formazione offerta con la partecipazione a &Then costruiranno del valore aggiunto per loro stessi e nelle agenzie in cui lavorano. 


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Ultima chiamata per New Orleans al gate 5

Tutti sanno che 5 è un numero dispari, primo, difettivo, pentatopico, congruente e idoneo. Molti sanno anche che 5 è un numero di Fermat, di Catalan, di Eisenstein e di Perrin. Pochi invece sanno che 5 è il numero delle coppie creative che l’ADCI anche quest’anno iscriverà a “The Call for the Call for Entry”, il contest promosso da DMA per realizzare la campagna di comunicazione dei DMA Awards Italia 2017, il più prestigioso riconoscimento nazionale riservato a Data-Driven Marketing, CRM e Programmatic Advertising.

La partnership tra DMA e ADCI si rinnova quindi all’insegna della continuità, offrendo anche quest’anno ai vincitori due biglietti per la DMA Global Conference, in programma in Autunno a New Orleans. Un’occasione da non perdere.

Chi può partecipare?
Il contest è aperto ai creativi delle agenzie associate alla DMA, ma come detto possono iscriversi fino a 5 coppie creative (anche miste) provenienti da agenzie non associate, purché entrambi i componenti siano soci ADCI under 30 (nati cioè dopo il 28 Febbraio 1987).

Come ci si iscrive?
È sufficiente mandare un’email a info@adci.it con oggetto ISCRIZIONE DMA 2017, indicando nomi, date di nascita e agenzie di appartenenza. Il club verificherà il rispetto dei requisiti e invierà alle coppie idonee un’email di conferma con le istruzioni per completare l’iscrizione. I posti saranno assegnati in ordine di iscrizione, quindi: sbrigatevi a fare check in!

Quando è la deadline?
I progetti dovranno essere inviati entro il 19 Marzo.

Qual è il tema?
I numeri, se usati bene, illuminano la creatività. Per questo nella produzione dei materiali cartacei sarà indispensabile utilizzare un “quinto colore”, scegliendo tra Bianco, Trasparente e Giallo Neon. Il brief completo è disponibile qui.

Buon viaggio!


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ADCI e la Scuola Internazionale di Grafica Venezia


ADCI ha il piacere di comunicare la collaborazione con la Scuola Internazionale di Grafica Venezia in merito al progetto MAD – il nuovo Master in Art Direction con l’obiettivo di instaurare una collaborazione continuativa.

Nell’ambito della collaborazione saranno presenti 3 docenti soci dell’Art Directors Club Italiano; inoltre, tutti gli iscritti U30 al master potranno beneficiare dell’iscrizione annuale in omaggio all’ADCI. Per informazioni, basta inviare una mail a: info@masterartdirection.it

 

MAD: il nuovo Master in Art Direction
Ne avevamo davvero bisogno?

Sì.
Perché il master organizzato dalla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia con il patrocinio di ADCI e UNICOM è qualcosa di completamente diverso rispetto alle altre offerte sul mercato.

MAD è un corso strano. Punta ad offrire ai giovani grafici tutti gli strumenti più importanti per qualificarsi ai colloqui come Art Director attraverso un monte ore complessivo (e, conseguentemente, un costo) contenuto, grazie a un programma focalizzato sulle esercitazioni pratiche, in aula e a casa.

Partecipare al MAD infatti potrebbe essere molto impegnativo, ma consente di produrre un restyling completo del proprio Portfolio, come rimarcato dalla campagna di comunicazione.

I docenti sono tutti affermati professionisti della comunicazione. È una frase abusata, ma questa volta è vero. Nella line-up compaiono tra gli altri Adriano Lubrano (Consulente di Social Media Marketing), Federico Rossi (Head of Strategy Sintesi Comunicazione), Danilo Fragale (Creative Director & Copywriter di Studio CO.ME), Francesco Guerrera (Partner and Creative Director di Acqua su Marte), Marco Geranzani (Client Creative Director di Ogilvy & Mather), Paolo De Riz (Digital Advertising Specialist di MOCA Interactive), Annmaria Giarolo (Esperta di creatività e lavoro di gruppo).

Per scoprire il programma completo del MAD e prenotare un colloquio (sono solo 15 i posti disponibili!) basta andare su masterartdirection.it


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ADCI a sostegno del Manifesto della comunicazione non ostile

Sarà presentato a Trieste il 17-18 febbraio, in un evento gratuito organizzato da Parole O_Stili

Libertà è partecipazione”, cantava Gaber. è una delle tante strofe felici che ci ha regalato il cantautore milanese che, come solo i grandi sanno fare, ha saputo descrivere perfettamente un’epoca, un modo di vivere. E chissà cosa direbbe oggi, se fosse ancora tra noi, guardando ai mutamenti sociali, politici e tecnologici di questi anni. “Liberta” e “partecipazione” sono due parole molto care anche a noi di Parole O_Stili – la prima community online contro la violenza nel linguaggio – e ispirano il Manifesto della comunicazione non ostile che sarà presentato a Trieste durante l’evento del prossimo 17 e 18 febbraio, alla presenza di oltre 500 giornalisti, manager, politici, docenti, comunicatori e influencer. Un evento gratuito, aperto a tutti, per riflettere insieme sull’importanza di scegliere le parole con cura.

Nato a partire dagli spunti raccolti in Rete durante gli ultimi mesi, il Manifesto – in votazione in questi giorni e fino al 10 febbraio – conterrà idee e proposte per cambiare il modo con il quale stiamo in Rete. Sarà un luogo di approdo comune, in cui ognuno si riconosca e si senta rappresentato. Anche per questo abbiamo scelto di redigerlo attraverso uno strumento partecipativo e inclusivo: una votazione pubblica, che si concluderà il 14 febbraio. Non chiediamo cambiamenti di algoritmi, non invochiamo l’intervento di regolatori o censori: il cambiamento che auspichiamo parte da noi, senza alcun intermediario.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un’invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Per partecipare all’evento, clicca qui. Causa esaurimento posti, le iscrizioni sono aperte solo per la giornata del 18 febbraio.


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ADCI al fianco di Parole O_Stili per la prima community italiana contro la violenza in Rete

Le parole sono fondamentali nel processo creativo e fondamentale è sceglierle con cura. Per questo Parole O_Stili, con il patrocinio di ADCI, organizza per il 17-18 febbraio a Trieste un evento in cui riflettere sulla non neutralità delle parole insieme ad esperti di comunicazione e digitale. Qui sotto tutti i dettagli e Qui il programma dell’evento.

Comunicare, una questione di rispetto
Parole O_Stili: la prima community italiana contro la violenza in Rete

Le parole che usi raccontano molto di chi sei. è un assioma semplice, che riguarda tutti: professionisti, personaggi pubblici, aziende e privati cittadini. Le parole esprimono i nostri valori e definiscono la nostra identità, sono il nostro contatto con il mondo. Rendere profondo o superficiale questo contatto è prima di tutto un atteggiamento, una forma di rispetto verso noi stessi e gli altri. In particolare, noi di Parole O_Stili abbiamo a cuore la comunicazione che si esprime attraverso la parola. Offline ma anche online, dove sempre più spesso proliferano atteggiamenti impropri, maleducati, aggressivi, inconsapevoli delle conseguenze che possono generare.

Abbiamo un obiettivo ambizioso, condiviso con Adci e sostenuto da oltre 500 tra pubblicitari, creativi, giornalisti, manager, politici e influencer: riflettere e far riflettere sulla non neutralità delle parole e sull’importanza di sceglierle con cura, perché siamo convinti che sia necessario ripensare il modo con il quale stiamo in Rete e con il quale parliamo di noi stessi agli altri. Lo faremo riunendoci a Trieste, il 17 e 18 febbraio, presentando un “Manifesto della comunicazione non ostile” e ospitando relatori di primo piano – tra cui esperti di comunicazione e di digitale come Enrico Mentana, Annamaria Testa, PierDonato Vercellone, Daniele Chieffi e Anna Masera – e dando vita a 9 tavoli tematici: social media e scritture; giornalismo e mass media; viaggi, sport e divertimento; politica e legge; business e advertising; religione; giovani e digitale; bufale e algoritmi; bambini e social media.

Fanno parte del Comitato Scientifico promotore dell’iniziativa:

Giovanni Arata, social media manager @Emilia Romagna, Rodolfo Baggio, docente Bocconi, Giovanni Boccia Artieri, Scienze della Comunicazione @Università di Urbino, Andrea Camorrino, direttore commerciale @Proforma, Vera Gheno, responsabile twitter @Accademia della Crusca, Giovanni Grandi, docente @UniPadova, Insopportabile, blogger e twitter influencer, Rosy Russo, titolare di UAUacademy e Spazio UAU.

L’evento è gratuito e aperto a tutti fino a esaurimento posti. Qui il programma e le modalità per iscriversi.


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ADCI ha scelto Creative Campus come partner per la formazione on-line.

 

Creative Campus è una scuola di comunicazione appena nata che già sta facendo molto parlare di sè. Fondata da un past president e fondatore ADCI (Lele Panzeri) e da un pluri ex consigliere ADCI (Matteo Righi), questa scuola è un nuovo modello di formazione che si svolge completamente online ma in modalità “live” e offre corsi di specializzazione professionale nel mondo della comunicazione e del design.

ADCI ha scelto di avere Creative Campus come partner per la formazione online. In attesa di concretizzare la partnership con eventi e clinic e workshop che sfruttano la piattaforma tecnologica della scuola, Creative Campus ha pensato di riservare a tutti i soci ADCI uno sconto del 25 per cento su tutti i corsi. Un’offerta dedicata soprattutto ai soci più junior.

I docenti di Creative Campus sono attualmente una ventina e molti di loro sono soci ADCI. Altri ne arriveranno in futuro e il club sarà il bacino preferenziale per la loro scelta: tutti i soci sono professionisti di successo e in attività come previsto dalla scuola per il corpo docente.

In un mercato della formazione che immette nel mondo del lavoro solo una percentuale minima dei possibili talenti, era necessario trovare una formula innovativa che permettesse di accedere allo studio nei campi della creatività anche a chi non può permettersi una scuola costosa o trasferimenti in altre città. Ma anche di accedere a programmi di studio più mirati, ‘à la carte’, magari per mettersi alla prova con un corso specifico per capire se si è davvero tagliati per questo lavoro.

Per fare questo si è cercato di migliorare il rapporto “maestro-allievo” creando delle classi ridotte a sole 10 persone e con lezioni molto pratiche, con esercitazioni settimanali e materiali da studiare durante la settimana. Proprio per questo, le 10 lezioni previste, generalmente di un’ora e mezza, non sono poche. Danno infatti agli studenti la possibilità di esercitarsi durante la settimana e di coronare due mesi e mezzo di corso con un incontro finale con il proprio docente. L’ultima lezione sarà infatti un faccia a faccia tra docente e singolo allievo, con una review finale di tutte le esercitazioni, una valutazione specifica e una buona dose di consigli e dritte per approcciarsi al mondo del lavoro in maniera efficace.

I professionisti che operano attualmente nel settore – e che sarebbero i docenti più appropriati per trasferire competenze aggiornate – non hanno tempo di insegnare in una scuola organizzata in modo tradizionale, dove trovano invece spazio docenti “accademici” mai o poco coinvolti nel mondo lavorativo e spesso distanti dalle esigenze reali del mercato.

Creative Campus nasce anche per ovviare a tutto questo e la sua formula innovativa non riguarda solo gli studenti, riguarda anche i docenti.

Le lezioni si svolgono infatti in un’aula virtuale, in diretta live, in un orario comodo sia per chi insegna che per chi impara. E tutti comodamente seduti a casa propria o in ufficio davanti a un computer connesso a Internet.

I nomi dei docenti, i programmi dei corsi e tutte le altre informazioni sulla scuola sono nel sito di Creative Campus. Per rimanere informati sulle attività della scuola il modo migliore è seguire la pagina Facebook, mentre per ogni ulteriore approfondimento è possibile scrivere alla Segreteria.

Ci vediamo online!


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#Hackforgood2016 – Chiuse le iscrizioni

Il progetto Hack For Good 2016, promosso da ADCI in collaborazione con Facebook e Assocom, negli ultimi giorni ha suscitato sempre più interesse, registrando una grande affluenza di creativi e un considerevole numero di iscrizioni. Grazie a tutti per l’entusiasmo dimostrato.

I posti a disposizione sono esauriti velocemente e oggi la lista d’iscrizione è stata chiusa.

Chi si è iscritto all’iniziativa, ma non potrà presenziare alla condivisione del brief il 13 ottobre nella sede di via Alessandria 3 presso Acqua su Marte, avrà comunque la possibilità di assistere all’evento, grazie a un live streaming sulla pagina Facebook di ADCI.

Il brief verrà reso pubblico e sarà possibile visionarlo online sulla pagina dedicata al progetto.


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#Hackforgood2016 – i creativi ADCI con Facebook per CRI

ADCI, in collaborazione con Facebook e Assocom, ha organizzato il progetto “Hack For Good” 2016.

Copywriter, art director, creativi avranno la possibilità di realizzare una campagna di comunicazione che permetterà a Croce Rossa Italiana di raccogliere le donazioni necessarie per la ricostruzione successiva al terribile terremoto che ha colpito il centro Italia il 24 agosto.
Croce Rossa Italiana avrà infatti accesso a un importante budget di investimento messo a disposizione da Facebook e l’Hack For Good permetterà di individuare la migliore campagna di comunicazione.

Il brief sarà presentato il 13 ottobre – è possibile iscriversi direttamente sul sito – nella nostra sede di via Alessandria 3 a Milano, presso Acqua su Marte.

Come ADCI siamo davvero fieri di partecipare a questa iniziativa, che offre ai nostri talenti la possibilità di mettersi in gioco per una buona causa e di potersi interfacciare con altri team e con gli specialisti di Facebook. Si tratta di una occasione unica per sottolineare l’importanza strategica della creatività e di come possa realmente portare a risultati concreti.


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Award adci best creative idea – IFF Capalbio – Man after machine

Colin Trevorrow, regista di Jurassic World e del prossimo Star Wars Episodio IX, è stato con noi. Ha avuto modo di curare e coordinare un workshop per pochi fortunati, un laboratorio creativo dedicato allo storytelling. E come è in uso nella cultura civile, il Maestro si confonde molto volentieri con tutti. Con i giovani colleghi, con noi della giuria, con i ragazzi dello staff, anch’essi giovani artisti prestati all’organizzazione. L’happening al Parco dei Tarocchi è disinvolto, informale, e di approfondimento e di divertimento collettivo. Colin Trevorrow è persona timida, riservata, siede su di uno sgabello, al centro di un emiciclo naturale di rocce e sassi, dove noi tutti troviamo posto. Parla con voce lenta e sempre riflessiva, beve un sorso d’acqua dalla bottiglia e ci racconta dei suoi esordi. E’ paterno nell’approccio, esorta la platea a provarci. Anche per il solo gusto di provarci. A metterci sempre passione e lavoro, senza fronzoli o stupide illusioni che spesso traducono un alibi in pesante macigno, che ferma o alla meno peggio ritarda un lavoro che dovrebbe essere ben fatto. Il suo lavoro d’esordio: un corto che ha richiesto un investimento di circa 7000,00 dollari, una buona prova d’autore visto che ha attirato l’attenzione di Steven Spielberg, e il resto è storia e lo sarà ancora.
Atteggiamenti informali, nessuno si è concesso, tutto molto naturale nell’interazione tra ruoli ed esperienze. Racconti di Colin e dei presenti, sensazioni, riflessioni, confronto ed arricchimento con le altre storie che libere, raccontano di altre esperienze. Si è creato così un ambiente rilassato, dove tutti parlano con tutti, non c’è ruolo, nazione, religione o credo politico che interferisca nel libero scambio di idee, sorrisi e proiezioni. Tutti coinvolti e accomunati dalla cultura. La cultura, in questo caso del cinema, che parla la stessa lingua in ogni luogo della terra. Gli occhi che brillano per l’opera compiuta e in concorso sono gli stessi sia per il giovane regista americano Graham Parkes di Where you are che per il più “maturo” regista tunisino Lotfi Achour di La Laine Sur Les Dos / Law Of The Lamb
 in concorso anche a Cannes.
Anche gli assenti hanno il loro fascino. The Takeaway Scenes presenti al festival con Jumpers, quinto loro corto, a cui è andato – AWARD ADCI BEST CREATIVE IDEA è un gruppo di creativi: Director Anonymous Written By Anonymous Cinematography Anonymous Editing Anonymous Music Anonymous Cast Anonymous, Anonymous. Sono fatti così giranno e fanno girare i loro lavori per i festival di tutto il mondo e di solito non ritirano i premi e visto il talento non escluderei, che i martedì possano perdersi, suonando in qualche locale di Manhattan.
Capalbio, mi verrebbe da dire e lo dico è cornice, paesaggio naturale, dove tutto questo può accadere. In questa cornice di calma apparente, tre giorni nella percezione di quanto fatto, si sono amplificati, sono diventati multipli di se stessi. Appuntamenti con Video Mapping, Storyboomers, Virtual Reality Experience, Interactive Documentary, tutto rigorosamente in lingua. La sera proiezioni di corti fino a tarda notte. Una full immersion di tecnologia e nuove tendenze dove la macchina dai tempi di Fritz Lang dichiara di voler sostituire l’uomo. Ma l’uomo non molla, tiene duro, guarda alle stelle, si ritrova e si raccoglie a notte inoltrata, puntuale ogni sera al Vecchio Frantoio per uno scarico di tensione con il favore di quattro chiacchiere, magari con un’idea in proiezione da condividere, davanti a un bicchiere di buon rosso.

THE AWARDS
in the suggestive Piazza Magenta, in the old town centre of Capalbio, the awards of the XXIII edition of CAPALBIO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL were given. The festival was founded by Stella Leonetti – with Michelangelo Antonioni as its godfather and has now Tommaso Mottola as director. The International Competition Juries, was made up of the actress Pamela Villoresi, the producer Pietro Valsecchi, the actress and director Stefania Casini, the director of L’attesa with J. Binoche Piero Messina, the screenwriter Filippo Bologna and the writer Giuseppe Catozzella.
They gave the following awards:

GRAN PRIX BEST FILM: Where You Are by Graham Parkes
With the following reason: “The best narrative idea, realized and told in an extremely delicate and poetic way.
A film that touches your heart and soul. An intimate and delicate story about the relationship between father
and son and the difficulties in accepting its changes.”

GRAN PRIX BEST FILM DIRECTION: Lotfi Achour for La Laine Sur Les Dos / Law Of The Lamb
With the the following reason: “A story of power abuse and poverty. A world that is now close to us, depicted
with ability and irony. It is a bitter epilogue about the old abuse of power of the rich against the poor, told
withe the strength and simplicity of a tale by Phaedra.”

GRAN PRIX BEST CINEMATOGRAPHY: Yek An / A Moment by Naghi Nemati
With the the following reason: “A bitter story that reflects the situation in the south of the world. Its images
are blurred and brave, on different levels of an historical reality.”

GRAN PRIX SPECIAL MENTION: Partir / Leave by María Saavedra
With the following reason: “A wonderful story with extraordinary images and skillful protagonists. An on the
road film that stretched the boundaries of the world and life.”

The International Jury, made up of the actress and director Stefania Casini, the Israeli director Ayelet Albenda and the Norwegian producer Torstein Nybø, nominee at the Academy Awards, gave the following
awards:
WORLD OF MAPS PRIZE: Home by Daniel Mulloy
Withe the following reason: “Even tough it is a short film, dramatically it seems like a long one. So simple and yet so ingenious. It has a peculiar way of facing the gender issue, exchanging the roles. Is exemplary how the title is summarized in the final hug, symbolizing the home that will never be lost. A short that leaves the desire of watching more movies from the same director.”

AWARD ADCI BEST CREATIVE IDEA award to: Jumpers di Takeaway Scenes,the award was assigned by journalist and creative Giacomo Marsella
With the following reasons: “It is extraordinary how the directors manage to use an event that takes place once a year and use it as a theatrical stage. The roof of a building becomes a natural stage where you can go to either watch the stars or decide to jump off. With some fireworks as background the drama between two different generations takes place.The illusory improvisation hides the capability to analize and understand in a
second the right decision to take. The actors have sharp aspects and the dialogues are fast. The film shows how when there is a good idea, the story develops alone without the need for the producers intervention or technical devices.”

PH – FABIO MAZZELLA

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Think with ADCI – Go short or go long?

Oggi sul blog inauguriamo una nuova rubrica, grazie alla partnership tra Google e ADCI. Periodicamente tratteremo un progetto, un’iniziativa, una ricerca portata avanti da Google e la presenteremo dal nostro punto di vista.

La chiameremo Think with ADCI. 

Apriamo questo nuovo format in grande stile, parlando di lunghezza e di performance.
Probabilmente è una domanda che vi siete fatti più di una volta.
In un epoca in cui l’utente viene bombardato ininterrottamente da messaggi e informazioni, tanto da parlare di disinformazione per inondazione, qual è la durata ideale di un annuncio video?

Diciamo subito che la risposta corretta non è gattini.

Su YouTube nel 2014 e nel 2015, nella classifica dei video più popolari, nessun annuncio durava meno di un minuto.

Quindi più lungo significa più efficace? Per avere una risposta esauriente, Google ha condotto un test utilizzando degli annunci reali di Honey Maid, confrontando le performance di tre versioni di diversa lunghezza dello stesso video.

Cosa hanno scelto di guardare gli utenti? Cosa hanno skippato? Quale versione ha avuto un miglior ritorno per il brand? Ecco i risultati:

1. Un annuncio più lungo può essere più efficace.
Le versioni più lunghe sono state guardate con più frequenza e sono state più efficaci nell’incrementare la preferenza del brand. Le storie complesse e ricche di dettagli permettono di creare una relazione più intensa col brand e coinvolgono le persone. Le storie più lunghe sono più adatte a far cambiare l’opinione degli spettatori.

2. La lunghezza va decisa in funzione degli obiettivi del brand.
Le versioni più brevi possono generare awareness, fanno ricordare più facilmente il brand e suscitano comportamenti decisivi come la ricerca di altre informazioni, ma non sono abbastanza forti per convertire l’utente e stimolare la preferenza di brand.

3. Non lasciate il brand per ultimo.
Parte del pubblico smette di guardare il video nel bel mezzo della narrazione. Solo il 15% degli spettatori ha guardato l’annuncio più lungo fino alla fine. Create le vostre storie in modo che il brand compaia per tutta la durata del video.

Ecco il video che spiega la ricerca in modo più approfondito.

Che esempi di annunci video ci vengono in mente leggendo queste raccomandazioni?
Non è necessario andare troppo indietro nel tempo per trovare un ottimo esempio di creatività che conferma i trend evidenziati da Google.
Un video web di quattro minuti, confezionato per un cliente che solitamente comunica sui mezzi tradizionali e con i codici più classici, premiato con il Best Use of Youtube 2015 e il Grand Prix agli ADCI Awards 2015.

Papà”, realizzato da Ogilvy & Mather per Wind, ha ottenuto un successo incredibile. Aggiungendo 240 secondi agli unskippable five, il brand ha avuto l’opportunità di narrare autentici valori umani e verità universali, come l’indissolubile rapporto tra padre e figlio.

La grammatica cinematografica, frame dopo frame, crea empatia, coinvolge, conquista, emoziona, dando origine a un video impossibile da ignorare. Durante la narrazione il brand è una presenza discreta, percepibile attraverso i diversi mezzi di comunicazione che il protagonista preferisce non utilizzare per rimettersi in contatto con il padre.

Difficilmente un montaggio da 15 o 30 secondi avrebbe ottenuto lo stesso risultato.

Cosa abbiamo imparato dunque in questo primo appuntamento?
Nonostante la costante presenza del pulsante skip e i tempi di attenzione degli utenti sempre più corti, una storia interessante e coinvolgente, che si snoda all’interno di un annuncio più lungo, si presta a catturare e mantenere vivo l’interesse del pubblico.
Usiamolo bene questo tempo.

Per avere maggiori informazioni su questa ricerca, potete trovare l’articolo completo su Think with Google.