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Google & ADCI: YouTube Ads Leaderboard Italia (#ytali S2 E7/12)

Senza nessun colpo di scena, all’anno vecchio segue l’anno nuovo. E siamo tutti felici.
Cambia l’ultima delle quattro cifre e ci getta in una spirale di terribile confusione.
La lunga coda del 2015 lascerà il segno per almeno un mesetto su tutti i documenti ufficiali, facendo spuntare il 6 dalle ceneri di un 5 scarabocchiato.
Tutti un poco confusi, insomma. E torna forte l’empatia verso il conduttore di Miss Universo.

Ma vediamo le preferenze del popolo di You Tube negli ultimi due mesi dell’anno passato.

Eccovi il settimo episodio della seconda stagione della YouTube Ads Leaderboard Italia, per gli amici #ytali. 

DICEMBRE

Chase in Milan by TOYO TIRES

Leggiamo: “Il video mostra due ladri che vengono inseguiti e fermati dal tecnico e dai calciatori del Milan. L’inseguimento è avvenuto in collaborazione con la “Race Queen” di Toyo Tires, alla guida di una AUDI R8 attrezzata con gli esclusivi pneumatici ad alte prestazioni PROXES T1.”

Pensiamo: “Perché?”

Tom Clancy’s The Division – Official Live Action Trailer “Silent Night”

Well, that escalated quickly.
Va bene, il ragazzino non canta benissimo. Ma francamente la reazione è esagerata. Dai.

GoPro: Danny MacAskill – Cascadia

Un video ben fatto per sensibilizzare il grande pubblico circa l’annoso problema della mancanza di piste ciclabili a Las Palmas.

YouTube Rewind: Now Watch Me 2015 | #YouTubeRewind

Un efficace riassunto per chi ha finito i Giga il 1 Gennaio 2015 e non ha più potuto usare l’internet fino ad oggi.

20 anni di noi – guarda il video

“È sempre tutto intorno a te”. Lei se ne era chiaramente andata per passare a un altro operatore.

NOVEMBRE

John Lewis Christmas Advert 2015 – #ManOnTheMoon

Un film crudo e amaro, di denuncia. John Lewis ci regala uno sguardo su quello che saranno i pensionati fra qualche anno. Ricordiamo il primo film della serie, in cui una vecchina veniva scippata fuori dalle poste. Bei tempi.

Turkish Airlines Euroleague | Enjoy the Flight

È per questo che il biglietto costa tanto. Per lo spettacolo.

Emirates: #HelloJetman

Ecco dove ti porta la paura che smarriscano i tuoi bagagli.

BOND GIRL e 007 per un giorno!!!

E ti viene subito voglia di usare le lamette.

The Jackal per Huawei Mate S – REALTA’ vs MAMMA parte 2

Bello. E ora spiegateci come si pronuncia Huawei.

***

La classifica è mensilmente pubblicata su Think With Google.
Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.


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Google & ADCI: YouTube Ads Leaderboard Italia (#ytali S2 E6/12)

Ottobre, un mese bellissimo, ma infinitamente sottovalutato.
Così sottovalutato che ne parliamo solo ora che è finito quel bomberino di novembre.
Tant’è, non tutti i numeri 10 possono essere capitani.

Eccovi il sesto episodio della seconda stagione della YouTube Ads Leaderboard Italia, per gli amici #ytali. 

Display a prova di… sushi – ZenFone 2 Laser e ZenFone Selfie | ASUS

Progresso, meh.
Si poteva fare anche sul Nokia 3310. Anzi, si poteva fare col Nokia 3310.

Imagine The Possibilities | Barbie

Dopo 56 anni di sessismo e rassegnazione, eccoci qui.

Le bambine possono finalmente pensare liberamente al loro futuro. Finalmente potranno essere future donne, insegnanti, dottoresse, Marò.
Le bambine devono poter essere ciò che vogliono. Bambine, per esempio.

Bella mossa della Mattel, comunque.

The New Microsoft Surface Book

Tutti gli spot su computer e cellulari sono uguali. Ma alcuni sono più uguali di altri.

LEGO® Star Wars™ – BB-8 – Millennium Falcon™

Che dire, qualsiasi cosa fatta con i lego è la vita.
Next step: il video di una “canzone” di Gigi D’Alessio.

Something big is coming…

Le parole sono importanti.
Ecco.
E i titoli dei video ancora di più.
Overpromising, per rimanere in tema.
W la Triumph.

***

La classifica è mensilmente pubblicata su Think With Google.
Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.


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10 cose scomode che non sapevate di voler sapere su IF!

1) Rispetto allo scorso anno, il prezzo del biglietto del festival è schizzato repentinamente da 1,00 € a 15,00 €. Sembra uno scherzetto, invece è un +1.400%. Sapete cosa significa? Che se proseguissimo a questo ritmo l’anno prossimo il biglietto costerebbe 225,00 €;
nel 2017 3.375,00 €;
nel 2018 50.625,00 €;
nel 2019 759.375,00 €;
nel 2020 11.390.625,00 €;
nel 2021 170.859.375,00 €;
nel 2022 2.562.890.625,00 €;
nel 2023 38.443.359.375,00 €.
In soli otto anni, quindi, un biglietto di ingresso a IF! potrebbe valere più del PIL del Kenya.

2) Il fatto che il party finale sia stato concluso inopinatamente a mezzanotte e ventisei rappresenta senza dubbio un durissimo colpo per la credibilità dell’intero comparto pubblicitario. Ho visto art director spaesati mentre venivano invitati a lasciare il teatro, costretti a tracannare alla goccia il Negroni Sbagliato che avevano appena ordinato, perché non si poteva nemmeno portare fuori il bicchiere. È questa l’immagine che vogliamo trasmettere ai nostri interlocutori professionali? Non è per questo che abbiamo lottato. Non è per questo che lottiamo ogni giorno. Auspico una tempestiva presa di posizione da parte del Presidente.

3) Qual è la cosa più interessante di IF!? Non ho dubbi: il foyer. È il tempio sacro della serendipità: ti incammini verso una sala per seguire un workshop, e ti ritrovi dieci secondi dopo a bere una birra al bar con due ex colleghi e tre sconosciuti. È il luogo dove potrebbe succedere qualsiasi cosa: tipo, io appena arrivato sono stato intervistato da Lele Panzeri con una GoPro. Che poi voglio dire, riuscite a pensare un’immagine più rappresentativa di IF!? Lele Panzeri e una GoPro, la storia e l’attualità meravigliosamente slanciate verso il futuro, insieme. Superbo.

4) Secondo alcune teorie sperimentali, pare che un giorno sarà possibile vincere un oro con un progetto automotive anche senza utilizzare una colonna sonora dubstep. Gli scienziati non hanno tuttavia formulato indicazioni più precise sulle tempistiche ipotizzate.

5) Fosse per me, l’oro nel Film Craft l’avrei assegnato seduta stante, per acclamazione, al video di presentazione degli ADCI Awards. Siamo quello che facciamo. E, nel caso specifico, lo facciamo proprio bene. Complimenti davvero.

6) Il doppio Grand Prix ha un valore simbolico molto importante. Un film e un piano editoriale. Tradizione vs innovazione. Ma anche apollineo vs dionisiaco: un film lineare, poetico, delicato, senza colpi di scena da una parte; una collezione scomposta, pirotecnica, disruptive (come si dice in dialetto milanese) di battute scomode dall’altra.
Il fatto che un piano editoriale raggiunga finalmente per la prima volta il traguardo più prestigioso è un indice importante di come i social media si siano definitivamente accreditati come uno strumento di advertising “nobile”; ma anche il segnale che, probabilmente, le potenzialità di sviluppo creativo del mezzo sono forse arrivate alla massima espansione. Ceres ha rappresentato il miglior modo di eseguire l’instant advertising, ma al contempo ne ha fissato le regole, trasformandolo in un format vero e proprio. Che in quanto format, rischia d’ora in poi di diventare inevitabilmente ripetitivo. Per chi ha a cuore l’innovazione costante, forse è il momento di cominciare a capire dove cercare la “next big thing”. Forse fuori da Facebook. Forse, fuori dai social media. Chissà.

7) Per ordini di regia, a ogni premiazione si potevano dire solo tre parole. Molti si sono scervellati a cercare le combinazioni più brillanti o più bizzarre. Ma a nessuno è venuto in mente di dire, semplicemente: “E i marò?”. Quando ricapiterà un’occasione così, porca miseria? Non so darmi pace.

8) Mi piacerebbe avere anche solo un diciassettesimo dell’autostima di Oliviero Toscani. Mi sono ripromesso di lavorarci sopra a partire già da domani, eh. Intanto però sono convinto che la meritata vittoria di Ceres sia la miglior risposta alla sua famosa critica che l’advertising non sa (più) provocare. Ci riesce eccome, se vuole.
Ma temo che per farlo, non basti avere delle buone idee. Serve anche saperle vendere bene. Ecco, se potessi stringere idealmente la mano ai colleghi di BCube, la stringerei prima di tutto agli account che hanno saputo instaurare un rapporto efficiente, fiduciario e soprattutto rapido con i loro referenti. Una cosa importante per tutto l’advertising, ma vitale per l’instant ad. Mi chiedo spesso quante idee eccellenti sono rimaste nell’hard disk semplicemente perché il cliente ha dato l’ok troppo tardi. Non è mica un dettaglio.

9) Una delle cose che mi ha fatto più piacere è stato vedere che la nostra campagna per il Grande Venerdì di Enzo ha portato davvero fortuna ai suoi testimonial.
D’accordo, Sara Rosset era già una star e il trionfo della sua Back Me App non è stato certo una sorpresa. L’avevamo invitata proprio per questo.
La vittoria di Valentina Ceccarelli e Valeria Camin, giovanissime studentesse, nel 7 Days Brief di YouTube invece è stata davvero una bella rivelazione.
Ma il leggendario bronzo di Francesco Mollo ha dato un senso compiuto a tutto, ripagando qualunque sforzo.
Viva la vita. Viva IF! Viva Mollo.

10) Comunque, bello IF!, ma non ci vivrei.


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IF! Italians Festival – Day 03

Finalmente, dopo esserci ripresi dalle varie sbronze celebrative, è tempo di fare il punto anche sulla terza e ultima giornata di IF!

Tanti i temi dei diversi seminari, ma in particolare tre: donne, risate e violenza.

Il momento più interessante della mattinata è stato senz’altro la tavola rotonda “Gira poca figa”, dedicata al tema della regia al femminile. Le registe nel mondo sono poche: appena il 16,3% del totale, con un aumento simbolico nel 2015, pari allo 0,8%. In Italia, se possibile, sono ancora meno: 7 su 100. Il problema è semplicemente che i film al femminile vendono poco, perché raramente affrontano i generi più gettonati (thriller, azione, horror) in termini di incassi. La soluzione, che ha trovato concordi tutti i partecipanti, da Chicca Profumo a Stefania Siani, da Paolo De Matteis ad Ada Bonvini, da Leone Balduzzi a Serena Corvaglia, è altrettanto semplice: superare le obsolete associazioni tra genere (anagrafico) e genere (stilistico). Le registe donne saranno le benvenute nell’affrontare generi tradizionalmente ritenuti solo maschili, purché sapranno offrire un punto di vista non imitativo, ma alternativo, rispetto a quello maschile.

Imprescindibile la visita dei Rockin’ 1000: un doveroso tributo a un evento assolutamente senza precedenti, con interessantissimi insight sulla genesi organizzativa, più complessa e tortuosa di quanto potesse sembrare da fuori. Tutt’altro che secondario ricordare che 3 dei 4 componenti del team organizzatore erano donne.

Tre quarti d’ora di relax in compagnia della Gialappa’s Band, impegnata a commentare i peggiori spot mai girati (su tutti, lo straordinario tormentone ecuadoregno Sabrosòn), e subito tempo di tornare seri con Lorenzo De Rita, fondatore del The Soon Institute: un’accurata, raffinatissima analisi sulle dinamiche del crowdsourcing e dell’intelligenza collettiva, con imperdibili aneddoti sulla leggendaria nazionale olandese di Johann Cruijff.

Ma inutile girarci intorno: l’appuntamento più atteso della giornata era il confronto tra Oliviero Toscani e il resto del mondo, rappresentato nella fattispecie da Davide Boscacci che gli ha rivolto le sue “Dieci domande scomode”. Va detto che Toscani, dopo una partenza indubbiamente brillante e arguta – “Non sono un pubblicitario, sono solo un fotografo” – in cui ha rintuzzato con un certo stile le provocazioni – “Non sono io che vi odio, siete voi che odiate me” – , ha dato l’impressione di perdere un po’ la bussola: troppe le domande a cui ha rifiutato palesemente di rispondere, troppe le campagne di cui ha finto di non ricordare la data di realizzazione (sette anni fa, anziché venti), troppe le contraddizioni nelle sue dichiarazioni – “Lavoro da solo, a differenza vostra, però ogni volta metto su un team di quindici persone”. Insomma, resta la sensazione che il confronto non abbia spostato troppo i punti di vista su quello che, nel bene e nel male, resta un personaggio unico nel mondo della creatività. Senz’altro prezioso, comunque, il consiglio che ha elargito al mondo delle agenzie (anche se suonava quasi più come un rimprovero): non accontentarsi della mediocrità, ma ricercare sempre la provocazione (nella sua accezione più nobile).

Da una star a un’altra: Paola Antonelli, curatrice del MoMA di New York e insignita quest’anno dell’ingresso nella Hall of Fame del club, il riconoscimento forse più prestigioso assegnato dall’ADCI. Superba la sua presentazione, dedicata al rapporto tra design e violenza: tema di una mostra (mai realizzata, almeno finora) che esplora con lucido interesse il ricorso al disegno industriale nella progettazione di armi e strumenti di sopraffazione. Un paradosso etico che raggiunge vette incredibili: come i proiettili verdi, così chiamati perché uccidono come gli altri ma non contengono piombo, e dunque non danneggiano l’ambiente.

Ancora tempo per un’ultima tavola rotonda, “Nella gabbia dei Leoni”, con Francesco Bozza, Nicola Rovetta, Sergio Spaccavento e Nicola Lampugnani. Poi, è finalmente il momento degli ADCI Awards: tutti in piedi per un caloroso, commosso saluto a Enrico Gasperini, uno dei padri del digitale italiano, appena scomparso; poi iniziano le premiazioni. Ma su quelle, sappiamo già tutto.

La seconda edizione di IF! si chiude con una semplice, bellissima certezza: ce ne sarà una terza l’anno prossimo. Ancora più bella.


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ADCI AWARDS 2015: DUE GRAND PRIX (BOOM) – BCUBE con CERES e OGILVY & MATHER con WIND

Wind “Papà” si aggiudica anche un Best Use of YouTube insieme a “Italy, The Extraordinary Commonplace” di Leo Burnett per ICE. Hall of Fame ADCI a Paola Antonelli, curatrice del dipartimento di architettura e design del MoMA di New York. Il 7 Days Brief va a Valeria Camin e Valentina Ceccarelli. In questo post il PDF con tutti i metalli – i credit dettagliati prossimamente su questo blog. Faremo nomi e cognomi: siete avvisati ; )

GRAND PRIX ADCI 2015 – CERES, Agenzia BCUBE

GRAND PROX ADCI 2015 – WIND, Agenzia Ogilvy & Mather

ADCI AWARDS 2015 METALLI YT & GP Finale

Riceviamo e prontamente segnaliamo: i credit inizialmente attribuiti a “Red Lion Communications divisione Publicis” sono invece da attribuire a “Publicis Italia”. 


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IF! Italians Festival – Day 02

Dopo aver scaldato i motori con la serata di giovedì, la seconda giornata a IF! si è rivelata densa di appuntamenti stimolanti.

Pierpaolo Nave (Clear Channel Italy), Keith Nilsen (Clear Channel International) e Valerio Franco (Hallelujah) hanno illustrato come sta cambiando la creatività nell’Out of Home. Grazie allo sviluppo delle città, agli alti flussi di popolazione che ogni giorno entrano ed escono dai centri urbani e alle potenzialità offerte dal digitale, questo mezzo è in continua evoluzione, si rinnova sempre. Basti pensare all’activation fatta da Google in Times Square a New York, che ha dato l’opportunità a tutti i presenti di creare il proprio robot Android e interagire con i mega schermi in piazza. Oppure alle pensiline speciali pensate da Walkers, delle vending machine interattive pronte a elargire pacchetti di patatine in cambio di un semplice tweet.

Quando il digitale e i dati in real time incontrano l’OOH, i risultati possono essere davvero sorprendenti: i contenuti veicolati possono essere potenziati e l’interazione tra utente e messaggio diventa sempre più coinvolgente, un’autentica esperienza. Ecco i progetti che hanno sfruttato queste potenzialità.

The Great Escape. Vrin, un piccolo paesino nel Cantone dei Grigioni, si è fatto conoscere in tutto il mondo grazie a un’installazione speciale che ha messo in contatto diretto i pendolari della stazione di Zurigo con un simpatico abitante locale. I viaggiatori più coraggiosi che hanno trovato il tempo di fermarsi e dialogare con questo personaggio, si sono aggiudicati un biglietto omaggio per raggiungerlo immediatamente nell’altro lato dello schermo, immersi nel verde delle montagne svizzere.

 

British Airways, The Magic of Flying. Il risultato strabiliante ottenuto dall’utilizzo incrociato di un’installazione OOH, i dati in real time dei voli e un ricevitore GPS.

Durante il talk Pierpaolo Nave inoltre ha presentato il brief per vincere Cannes. La richiesta è semplice: realizzare una campagna appositamente per l’OOH (per un cliente d’agenzia), con un video inedito. Le idee devono essere presentate dal 23 novembre al 23 aprile. I creativi vincitori si aggiudicheranno due biglietti per Cannes Lions 2016, mentre l’agenzia si aggiudicherà una pianificazione di 14 giorni tra luglio e agosto 2016 per mandare on air la campagna.

Alle 15.30 Chris Clarke di DigitasLBi ha esposto alla platea di IF!, senza risparmiarsi, il proprio punto di vista sulla creatività.
La pubblicità nel corso degli ultimi anni è cambiata radicalmente. La creatività non può più permettersi di essere moralmente neutrale. Le agenzie non possono più comportarsi come le passeggiatrici della notte che tirano avanti a “100 euro e faccio tutto quello che vuoi, bello”.
Secondo Clarke ora il marketing ha due possibilità. Far comprare alla gente cose di cui non hanno bisogno con soldi che non hanno, o aggiungere un valore, un motivo, aggiungere bellezza ai prodotti e ai servizi offerti, in modo da ridare dignità al settore.

Nel pomeriggio Kim Bartoletti (Indiana Production) ha intervistato Shekhar Kapur (regista, attore, filosofo, artista, influencer, producer e molto altro che non ricordo più) per parlare di creatività e caos. Lo scambio di battute tra Kim e Shekhar ha incantato il pubblico, prendendo il largo e andando a spaziare in più temi e discipline.
Secondo Shekhar creatività significa comportarsi da avventurieri, essere coraggiosi, non aver paura. La creatività non è sempre dentro di noi, è un momento, un attimo durante il quale riusciamo ad accedere all’illuminazione. Come accendere questa scintilla quindi? Come cogliere questo attimo? Rimanendo umili.

L’orgoglio brasiliano ha incontrato l’autenticità argentina durante il talk condotto da Beto Fernandez (BBH London) e Fernando Bellotti (Leo Burnett Argentina).
Sul palco di IF! i due creativi hanno messo in scena una sfida tra le proprie nazioni d’origine, combattuta a colpi di creatività e case studies.

Perché è bello essere brasiliani?
Per Beto i brasiliani abbracciano la diversità, accettano tutti (e se non ne siete convinti, guardatevi The Proud Whopper di Burger King). I brasiliani hanno un modo tutto loro di risolvere i problemi, il Ginga, il Brazilian way of life, ben espresso dal progetto Sol De Janeiro: Tattoo Skin Cancer Check. I brasiliani sono fiduciosi, ottimisti (Bald Cartoons, GRAACC), accoglienti e calorosi (Immortal fans, Sport Club Recife).

Poi è stato il turno di Fernando. Perché è bello essere argentini?
Perché gli argentini sono resilienti, lottano ogni giorno contro ogni avversità (Instituto de Apoio a Crianca), trovano l’ironia in ogni tragedia (Car One: Blueberries), sono spiritosi, arguti (GPS to Get Lost, Jeep) e sono sempre autentici (Bon o bon, Mother’s Day).

Come si è concluso il duello tra Beto e Fernando? Entrambi, abbracciandosi, hanno riconosciuto che non sono poi così diversi.

È tutto bellissimo.


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IF! Italians Festival – Day 01

Sì, è successo.

La seconda edizione di IF! è finalmente cominciata, e lo ha fatto in grande stile.

Inaugurano una tre giorni densa di eventi due masterclass: quella a cura di OBE e quella della Berlin School di Creative Leadership.

La serata è cominciata con un tributo a Oivers Sacks con Daniele Ornatelli.

A seguire la Welcome Ceremony, presentata dal fidato Lele Sacchi con l’intervento di Nicola Lampugnani (IF!Festival/ ADCI/ TBWA), Emanuele Nenna (IF! Festival/ ASSOCOM/ The Big Now) e Paola Marazzini (Google).

Apre le danze Nenna, parlando di stimoli che accendono il cervello, come fosse una lampadina. Stimoli audio, video e di molti altri tipi. Stimoli che accendono l’immaginazione, e che ci accompagneranno durante il Festival.

La parola passa a Lampugnani, che comincia il discorso dicendo che un creativo deve essere anche e soprattutto pragmatico, perché “un’idea che non succede, poi in comunicazione non conta nulla”. Continua sottolineando l’importanza delle collaborazioni, soprattutto fra clienti e agenzie, perché ” per essere pragmatici bisogna creare sodalizi”.

Infine la parola a Paola Marazzini che, scherzando con Sacchi, ricorda l’importanza della creatività nel magico mondo dell’innovazione, soprattutto digitale, chiedendo “cosa sarebbe Youtube senza youtubers?”.

Dopo la Welcome Ceremony è la volta di un intervento decisamente insipiring. Sale sul palco Conn Bertish, presentandosi con il suo motto “happy people are harder to kill”. Creativo, sopravvissuto a una forma molto rara di cancro al cervello, ci ha presentato un nuovo modo di guardare a una malattia che fa paura anche solo nominare.

Che forma ha la pubblicità del futuro? Questa è la domanda a cui ha risposto ieri Lars Bastholm di The Zoo davanti al pubblico di IF!
Durante il suo speech, Lars si è focalizzato sui nuovi tipi di interfaccia che si stanno facendo largo nella nostra quotidianità, per poi concludere con nuove tecnologie ancora in fase di sviluppo. Ecco i progetti presentati.

Molson Canadian Beer. Per migliaia di anni il linguaggio ha diviso intere popolazioni. Ora, grazie allo speciale frigo di Molson Canadian, il linguaggio diventa un elemento d’unione. Basta pronunciare correttamente la frase “Io sono canadese” in sei lingue diverse e TA-DAAA il frigo si apre e tutti possono ubriacarsi in tutte le lingue del mondo.

Clever Buoy. Lo sapevate che i selfie fanno più vittime degli attacchi di squali? (lascio immaginare a voi modalità e dinamiche). La Boa Intelligente è stata ideata per la sicurezza di surfisti e bagnanti ed è destinata a sostituire le reti di protezione, spesso letali per gli squali. Grazie a un utilizzo incrociato di sonar e satelliti, la boa è in grado di riconoscere il predatore e mandare immediatamente l’allarme ai bagnini sulla costa.

 

Google Cardboard: Expeditions Pioneer Program. Grazie alla tecnologia di Google e alla realtà virtuale, gli studenti possono esplorare ogni angolo del mondo rimanendo seduti al proprio banco. Un’esperienza decisamente coinvolgente.

ILMxLAB. Lucasfilm e Industrial Light & Magic hanno un ambizioso progetto: rompere la quarta parete e fornire esperienze d’intrattenimento immersivo (realtà aumentata e cinema in real-time). Il solo pensiero di vedere il Risveglio della Forza vi elettrizza? Tra qualche anno potrete camminate sulla superficie del pianeta Tatooine in compagnia di R2-D2 e C-3PO. 

 

Magic Leap. Grazie a un proiettore speciale, la realtà aumentata non sarà più proiettata intorno a noi, ma direttamente sulla nostra retina, rendendo praticamnete impercettibile la differenza tra oggetti reali e oggetti virtuali.

A seguire, è stato il turno di Giovanni Perosino, Head of marketing di Audi.
Nel corso dello speech Perosino ha illustrato le sfide che l’industria dell’automobile si trova ad affrontare.

L’esperienza di guida oggi non si limita al spingifrizionecambiaaccelerafrena. Ogni brand, insieme al veicolo, offre un mondo, fatto di offerte e servizi collaterali, utili ad assistere il cliente in ogni momento della vita della propria auto.
Questa è l’era delle auto connesse. Da un lato i grandi brand d’automobili offrono software e interfacce sempre più raffinate per offrire un’esperienza immersiva. Dall’altro lato i brand di software iniziano a manipolare il metallo e produrre i primi prototipi di automobili. Chi vincerà questa sfida?

E mentre le case automobilistiche si focalizzano sulla strada, Audi alza lo sguardo. Con Mission to the Moon, in collaborazione con i Part Time Scientists, il marchio si prepara a implementare la tecnologia Quattro in un rover che verrà lanciato in orbita e attraverserà la superficie lunare.

La serata si conclude in musica, con Daniele Bossari che discute di processi creativi con Malika Ayane e, a seguire, una performance musicale dei C’mon Tigre.


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Si scrive brief, si legge Cannes.

Appuntamento imperdibile per tutti i partecipanti di IF!

Clear Channel, content partner del Festival, sarà protagonista di un imperdibile incontro in Sala A dal titolo “Clear Channel, l’OOH e la Creatività da Leoni”: un brief scritto per tutti i creativi che sognano Cannes.

“L’OoH è sempre più legato alla creatività.” spiega  Pierpaolo Nave, Marketing & Strategic Director di Clear Channel Italy. “Per quanto i mezzi si siano evoluti e aggiornati, non sono completi e spesso risultano poco efficaci se non sono accompagnati da una buona idea creativa. L’OoH vede oggi una forte connessione col mondo digitale, per creare nuove sinergie e interazione oltre che integrazione del media mix. Invitiamo tutti i creativi delle Agenzie e i free lance a partecipare a IF! Italians Festival e al nostro incontro a loro dedicato”.

L’incontro si articolerà in due interventi dal titolo “Born to Be (D)OOH”, a cura di Pierpaolo Nave, eI valori della comunicazione nel Digital Out of Home” a cura di Keith Nilsen, Head of Digital & Creative di Clear Channel International.

A seguire, le migliori case history dal mondo del Digital OOH presentate dal giornalista Tommaso Ridolfi, Coordinatore Editoriale de I Quaderni della Comunicazione di ADC Group. La conclusione sarà affidata alle domande che il pubblico vorrà rivolgere ai protagonisti dell’incontro.

Save the date:

VENERDÌ 6 NOVEMBRE
10:00 – 11:30
SALA A – IF! INSPIRATION
“L’OOH e la Creatività da Leoni”. Un brief scritto per tutti i creativi che sognano Cannes.


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Google & ADCI : YouTube Ads Leaderboard Italia (#ytali S2 E5/12)

Ci sono argomenti scomodi, difficili da affrontare. Quando si toccano certe corde emotive e un velo di tristezza satura il volto, la via più comoda è fare finta di niente. Ma la fine delle vacanze è ormai lontana e possiamo finalmente parlare di settembre.

Sì, settembre. Un mese di natura matrigna, che si ostina ad arrivare sempre dopo agosto. Che ci chiede di tornare a lavorare, di fare il bilancio delle nostre esistenze. Che ci costringe a cambiare pelle, e quindi a fare un po’ schifo.
Un capodanno senza botti. Sì, quel settembre.

Non ci resta che capire cosa hanno preferito le persone che hanno guardato gli spot sull’internet in questo tristo mese.

Eccovi il quinto episodio della seconda stagione della YouTube Ads Leaderboard Italia, per gli amici #ytali. 

Concept Study: Mission E – Tribute to tomorrow.

Questo video è parecchio enigmatico, nel senso che è proprio difficile capire quale sia il prodotto.
Pensi che parlino dei Marò ma alla fine è Porsche.

QUECHUA – Zaino Arpenaz 10

Un prodotto testato sul campo, mica venduto così, a casaccio.

Forse non è adatto per gli escursionisti della domenica, e nemmeno per quelli che fanno gite a livello agonistico.
Sembra però perfetto per chi assume droghe sintetiche. Un trip merita il giusto equipaggiamento.

FIFA 16 – Gioca con Stile – Spot TV Ufficiale – ITALIANO

È incredibile vedere ciò che possono fare gli arti inferiori. Pensare che c’è chi li usa solo per camminare.

Ed è subito Best Use Of Legs.

Huawei Mate S: Product Video

Si era già parlato nelle puntate scorse di quanto sia curioso il fatto che alcuni utenti abbiano bisogno di una musichetta per capire come funziona il proprio telefono.

Però questa volta si percepisce la nostalgia del vecchio telefono a rotella, quando per capire se stavi facendo una minchiata avevi dieci giri e un dito esausto e violaceo.
Non fanno più le dita di una volta. Ora ci sono i telefoni intelligenti che hanno fatto diventare le dita touch.

Il primo giorno per #ANDARELONTANO

Back to school. Per i pubblicitari è un brief, per le persone normali è profumo di cartoleria.
E qualche lacrima, per mille motivi.

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La classifica è mensilmente pubblicata su Think With Google.
Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.