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Think with ADCI – Go short or go long?

Oggi sul blog inauguriamo una nuova rubrica, grazie alla partnership tra Google e ADCI. Periodicamente tratteremo un progetto, un’iniziativa, una ricerca portata avanti da Google e la presenteremo dal nostro punto di vista.

La chiameremo Think with ADCI. 

Apriamo questo nuovo format in grande stile, parlando di lunghezza e di performance.
Probabilmente è una domanda che vi siete fatti più di una volta.
In un epoca in cui l’utente viene bombardato ininterrottamente da messaggi e informazioni, tanto da parlare di disinformazione per inondazione, qual è la durata ideale di un annuncio video?

Diciamo subito che la risposta corretta non è gattini.

Su YouTube nel 2014 e nel 2015, nella classifica dei video più popolari, nessun annuncio durava meno di un minuto.

Quindi più lungo significa più efficace? Per avere una risposta esauriente, Google ha condotto un test utilizzando degli annunci reali di Honey Maid, confrontando le performance di tre versioni di diversa lunghezza dello stesso video.

Cosa hanno scelto di guardare gli utenti? Cosa hanno skippato? Quale versione ha avuto un miglior ritorno per il brand? Ecco i risultati:

1. Un annuncio più lungo può essere più efficace.
Le versioni più lunghe sono state guardate con più frequenza e sono state più efficaci nell’incrementare la preferenza del brand. Le storie complesse e ricche di dettagli permettono di creare una relazione più intensa col brand e coinvolgono le persone. Le storie più lunghe sono più adatte a far cambiare l’opinione degli spettatori.

2. La lunghezza va decisa in funzione degli obiettivi del brand.
Le versioni più brevi possono generare awareness, fanno ricordare più facilmente il brand e suscitano comportamenti decisivi come la ricerca di altre informazioni, ma non sono abbastanza forti per convertire l’utente e stimolare la preferenza di brand.

3. Non lasciate il brand per ultimo.
Parte del pubblico smette di guardare il video nel bel mezzo della narrazione. Solo il 15% degli spettatori ha guardato l’annuncio più lungo fino alla fine. Create le vostre storie in modo che il brand compaia per tutta la durata del video.

Ecco il video che spiega la ricerca in modo più approfondito.

Che esempi di annunci video ci vengono in mente leggendo queste raccomandazioni?
Non è necessario andare troppo indietro nel tempo per trovare un ottimo esempio di creatività che conferma i trend evidenziati da Google.
Un video web di quattro minuti, confezionato per un cliente che solitamente comunica sui mezzi tradizionali e con i codici più classici, premiato con il Best Use of Youtube 2015 e il Grand Prix agli ADCI Awards 2015.

Papà”, realizzato da Ogilvy & Mather per Wind, ha ottenuto un successo incredibile. Aggiungendo 240 secondi agli unskippable five, il brand ha avuto l’opportunità di narrare autentici valori umani e verità universali, come l’indissolubile rapporto tra padre e figlio.

La grammatica cinematografica, frame dopo frame, crea empatia, coinvolge, conquista, emoziona, dando origine a un video impossibile da ignorare. Durante la narrazione il brand è una presenza discreta, percepibile attraverso i diversi mezzi di comunicazione che il protagonista preferisce non utilizzare per rimettersi in contatto con il padre.

Difficilmente un montaggio da 15 o 30 secondi avrebbe ottenuto lo stesso risultato.

Cosa abbiamo imparato dunque in questo primo appuntamento?
Nonostante la costante presenza del pulsante skip e i tempi di attenzione degli utenti sempre più corti, una storia interessante e coinvolgente, che si snoda all’interno di un annuncio più lungo, si presta a catturare e mantenere vivo l’interesse del pubblico.
Usiamolo bene questo tempo.

Per avere maggiori informazioni su questa ricerca, potete trovare l’articolo completo su Think with Google.


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Google & ADCI: YouTube Ads Leaderboard Italia (#ytali S2 E10/12)

Papaveri ai bordi delle strade, fragole a manciate e gelsomini. Gelsomini ovunque.

Maggio ci lascia così. Addio maggio.
Ma, soprattutto, benvenuti venerdì brevi.

Ecco la top 5 dei video più visti su YouTube lo scorso mese.

Signore e signori, godetevi il decimo episodio della seconda stagione della YouTube Ads Leaderboard Italia, per gli amici #ytali. 

TU AL MEGLIO – LA STORIA DI ALICE

Come in quei film americani in cui la ragazza bruttina si toglie gli occhiali, la felpa XXL, si pettina e si trucca.
Miracolo.

Replay Hyperfree: a new dimension in active denim

Se solo Lazzaro avesse saputo.

IVY PARK | 2016 | #mypark | Zalando Italia

Best use of parchètto.

The Conductor

Kobe sucks. Speriamo ci sia qualcun altro da odiare.

Nike Football Presents: Spark Brilliance ft. Blaise Matuidi

Tutti i bambini sono speciali. Ma alcuni sono più Blaise Matuidi di altri.

***

La classifica è mensilmente pubblicata su Think With Google.
Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.


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Google & ADCI: YouTube Ads Leaderboard Italia (#ytali S2 E9/12)

In una Milano tutta vestita a festa per il Salone del Mobile, come potevamo mancare noi?

Non potevamo.
Infatti eccoci qui, a parlare di tutt’altro.

Tra un happening nel design district, un free drink e altre parole a casaccio, scopriamo insieme i video più visti su YouTube negli ultimi due mesi.

Eccovi il nono episodio della seconda stagione della YouTube Ads Leaderboard Italia, per gli amici #ytali. 

FEBBRAIO

Fiat 500X | 1.3 diesel Multijet, questo piccolo-grande common rail

Dopo aver visto il video su “Questo piccolo grande common rail”, non ci resta che fare come Baglioni.

Coca-Cola: Coke Mini (Hulk vs. Ant-Man)

Sometimes you just want a little Coca-Cola.
Ed è subito team building.

Margot vs Lily – “Beginners” by NikeWomen (2 of 8)

Margot e Lily sono due sorelle. Fanno una scommessa che le porterà oltre la loro comfort zone.
E, francamente, anche oltre la nostra.

GoPro: Bobby Brown and the Karma Drone

Un nuovo strumento per gente che vuol fare vedere al mondo che fa cose matte.

Samsung Galaxy S7 and S7 edge: Official Introduction

Un nuovo modo di pensare il telefono. Il telefono più telefono di tutti gli altri telefoni.
Una nuova idea di telefono. Come sempre.

MARZO

Juan Cuadrado, Álvaro Morata, David Alaba — Gamedayplus Episode 10 — adidas Football

Players gonna play.

Moon Shot | Official Trailer | Google Lunar XPRIZE

Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda la NASA.

Audi quattro challenge – The Steepest Street

Bla Bla car goes wild.

IGNITE DISC | TURN IT ON

Sono tutti Bolt con le scarpe degli altri.

FIFA 16 Ultimate Team – Alex Del Piero vs Rohn

È che ti aspetti sempre che alla fine esca il logo del Cepu.

***

La classifica è mensilmente pubblicata su Think With Google.
Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.


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Google & ADCI: YouTube Ads Leaderboard Italia (#ytali S2 E7/12)

Senza nessun colpo di scena, all’anno vecchio segue l’anno nuovo. E siamo tutti felici.
Cambia l’ultima delle quattro cifre e ci getta in una spirale di terribile confusione.
La lunga coda del 2015 lascerà il segno per almeno un mesetto su tutti i documenti ufficiali, facendo spuntare il 6 dalle ceneri di un 5 scarabocchiato.
Tutti un poco confusi, insomma. E torna forte l’empatia verso il conduttore di Miss Universo.

Ma vediamo le preferenze del popolo di You Tube negli ultimi due mesi dell’anno passato.

Eccovi il settimo episodio della seconda stagione della YouTube Ads Leaderboard Italia, per gli amici #ytali. 

DICEMBRE

Chase in Milan by TOYO TIRES

Leggiamo: “Il video mostra due ladri che vengono inseguiti e fermati dal tecnico e dai calciatori del Milan. L’inseguimento è avvenuto in collaborazione con la “Race Queen” di Toyo Tires, alla guida di una AUDI R8 attrezzata con gli esclusivi pneumatici ad alte prestazioni PROXES T1.”

Pensiamo: “Perché?”

Tom Clancy’s The Division – Official Live Action Trailer “Silent Night”

Well, that escalated quickly.
Va bene, il ragazzino non canta benissimo. Ma francamente la reazione è esagerata. Dai.

GoPro: Danny MacAskill – Cascadia

Un video ben fatto per sensibilizzare il grande pubblico circa l’annoso problema della mancanza di piste ciclabili a Las Palmas.

YouTube Rewind: Now Watch Me 2015 | #YouTubeRewind

Un efficace riassunto per chi ha finito i Giga il 1 Gennaio 2015 e non ha più potuto usare l’internet fino ad oggi.

20 anni di noi – guarda il video

“È sempre tutto intorno a te”. Lei se ne era chiaramente andata per passare a un altro operatore.

NOVEMBRE

John Lewis Christmas Advert 2015 – #ManOnTheMoon

Un film crudo e amaro, di denuncia. John Lewis ci regala uno sguardo su quello che saranno i pensionati fra qualche anno. Ricordiamo il primo film della serie, in cui una vecchina veniva scippata fuori dalle poste. Bei tempi.

Turkish Airlines Euroleague | Enjoy the Flight

È per questo che il biglietto costa tanto. Per lo spettacolo.

Emirates: #HelloJetman

Ecco dove ti porta la paura che smarriscano i tuoi bagagli.

BOND GIRL e 007 per un giorno!!!

E ti viene subito voglia di usare le lamette.

The Jackal per Huawei Mate S – REALTA’ vs MAMMA parte 2

Bello. E ora spiegateci come si pronuncia Huawei.

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La classifica è mensilmente pubblicata su Think With Google.
Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.


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Google & ADCI: YouTube Ads Leaderboard Italia (#ytali S2 E6/12)

Ottobre, un mese bellissimo, ma infinitamente sottovalutato.
Così sottovalutato che ne parliamo solo ora che è finito quel bomberino di novembre.
Tant’è, non tutti i numeri 10 possono essere capitani.

Eccovi il sesto episodio della seconda stagione della YouTube Ads Leaderboard Italia, per gli amici #ytali. 

Display a prova di… sushi – ZenFone 2 Laser e ZenFone Selfie | ASUS

Progresso, meh.
Si poteva fare anche sul Nokia 3310. Anzi, si poteva fare col Nokia 3310.

Imagine The Possibilities | Barbie

Dopo 56 anni di sessismo e rassegnazione, eccoci qui.

Le bambine possono finalmente pensare liberamente al loro futuro. Finalmente potranno essere future donne, insegnanti, dottoresse, Marò.
Le bambine devono poter essere ciò che vogliono. Bambine, per esempio.

Bella mossa della Mattel, comunque.

The New Microsoft Surface Book

Tutti gli spot su computer e cellulari sono uguali. Ma alcuni sono più uguali di altri.

LEGO® Star Wars™ – BB-8 – Millennium Falcon™

Che dire, qualsiasi cosa fatta con i lego è la vita.
Next step: il video di una “canzone” di Gigi D’Alessio.

Something big is coming…

Le parole sono importanti.
Ecco.
E i titoli dei video ancora di più.
Overpromising, per rimanere in tema.
W la Triumph.

***

La classifica è mensilmente pubblicata su Think With Google.
Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.


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10 cose scomode che non sapevate di voler sapere su IF!

1) Rispetto allo scorso anno, il prezzo del biglietto del festival è schizzato repentinamente da 1,00 € a 15,00 €. Sembra uno scherzetto, invece è un +1.400%. Sapete cosa significa? Che se proseguissimo a questo ritmo l’anno prossimo il biglietto costerebbe 225,00 €;
nel 2017 3.375,00 €;
nel 2018 50.625,00 €;
nel 2019 759.375,00 €;
nel 2020 11.390.625,00 €;
nel 2021 170.859.375,00 €;
nel 2022 2.562.890.625,00 €;
nel 2023 38.443.359.375,00 €.
In soli otto anni, quindi, un biglietto di ingresso a IF! potrebbe valere più del PIL del Kenya.

2) Il fatto che il party finale sia stato concluso inopinatamente a mezzanotte e ventisei rappresenta senza dubbio un durissimo colpo per la credibilità dell’intero comparto pubblicitario. Ho visto art director spaesati mentre venivano invitati a lasciare il teatro, costretti a tracannare alla goccia il Negroni Sbagliato che avevano appena ordinato, perché non si poteva nemmeno portare fuori il bicchiere. È questa l’immagine che vogliamo trasmettere ai nostri interlocutori professionali? Non è per questo che abbiamo lottato. Non è per questo che lottiamo ogni giorno. Auspico una tempestiva presa di posizione da parte del Presidente.

3) Qual è la cosa più interessante di IF!? Non ho dubbi: il foyer. È il tempio sacro della serendipità: ti incammini verso una sala per seguire un workshop, e ti ritrovi dieci secondi dopo a bere una birra al bar con due ex colleghi e tre sconosciuti. È il luogo dove potrebbe succedere qualsiasi cosa: tipo, io appena arrivato sono stato intervistato da Lele Panzeri con una GoPro. Che poi voglio dire, riuscite a pensare un’immagine più rappresentativa di IF!? Lele Panzeri e una GoPro, la storia e l’attualità meravigliosamente slanciate verso il futuro, insieme. Superbo.

4) Secondo alcune teorie sperimentali, pare che un giorno sarà possibile vincere un oro con un progetto automotive anche senza utilizzare una colonna sonora dubstep. Gli scienziati non hanno tuttavia formulato indicazioni più precise sulle tempistiche ipotizzate.

5) Fosse per me, l’oro nel Film Craft l’avrei assegnato seduta stante, per acclamazione, al video di presentazione degli ADCI Awards. Siamo quello che facciamo. E, nel caso specifico, lo facciamo proprio bene. Complimenti davvero.

6) Il doppio Grand Prix ha un valore simbolico molto importante. Un film e un piano editoriale. Tradizione vs innovazione. Ma anche apollineo vs dionisiaco: un film lineare, poetico, delicato, senza colpi di scena da una parte; una collezione scomposta, pirotecnica, disruptive (come si dice in dialetto milanese) di battute scomode dall’altra.
Il fatto che un piano editoriale raggiunga finalmente per la prima volta il traguardo più prestigioso è un indice importante di come i social media si siano definitivamente accreditati come uno strumento di advertising “nobile”; ma anche il segnale che, probabilmente, le potenzialità di sviluppo creativo del mezzo sono forse arrivate alla massima espansione. Ceres ha rappresentato il miglior modo di eseguire l’instant advertising, ma al contempo ne ha fissato le regole, trasformandolo in un format vero e proprio. Che in quanto format, rischia d’ora in poi di diventare inevitabilmente ripetitivo. Per chi ha a cuore l’innovazione costante, forse è il momento di cominciare a capire dove cercare la “next big thing”. Forse fuori da Facebook. Forse, fuori dai social media. Chissà.

7) Per ordini di regia, a ogni premiazione si potevano dire solo tre parole. Molti si sono scervellati a cercare le combinazioni più brillanti o più bizzarre. Ma a nessuno è venuto in mente di dire, semplicemente: “E i marò?”. Quando ricapiterà un’occasione così, porca miseria? Non so darmi pace.

8) Mi piacerebbe avere anche solo un diciassettesimo dell’autostima di Oliviero Toscani. Mi sono ripromesso di lavorarci sopra a partire già da domani, eh. Intanto però sono convinto che la meritata vittoria di Ceres sia la miglior risposta alla sua famosa critica che l’advertising non sa (più) provocare. Ci riesce eccome, se vuole.
Ma temo che per farlo, non basti avere delle buone idee. Serve anche saperle vendere bene. Ecco, se potessi stringere idealmente la mano ai colleghi di BCube, la stringerei prima di tutto agli account che hanno saputo instaurare un rapporto efficiente, fiduciario e soprattutto rapido con i loro referenti. Una cosa importante per tutto l’advertising, ma vitale per l’instant ad. Mi chiedo spesso quante idee eccellenti sono rimaste nell’hard disk semplicemente perché il cliente ha dato l’ok troppo tardi. Non è mica un dettaglio.

9) Una delle cose che mi ha fatto più piacere è stato vedere che la nostra campagna per il Grande Venerdì di Enzo ha portato davvero fortuna ai suoi testimonial.
D’accordo, Sara Rosset era già una star e il trionfo della sua Back Me App non è stato certo una sorpresa. L’avevamo invitata proprio per questo.
La vittoria di Valentina Ceccarelli e Valeria Camin, giovanissime studentesse, nel 7 Days Brief di YouTube invece è stata davvero una bella rivelazione.
Ma il leggendario bronzo di Francesco Mollo ha dato un senso compiuto a tutto, ripagando qualunque sforzo.
Viva la vita. Viva IF! Viva Mollo.

10) Comunque, bello IF!, ma non ci vivrei.


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IF! Italians Festival – Day 03

Finalmente, dopo esserci ripresi dalle varie sbronze celebrative, è tempo di fare il punto anche sulla terza e ultima giornata di IF!

Tanti i temi dei diversi seminari, ma in particolare tre: donne, risate e violenza.

Il momento più interessante della mattinata è stato senz’altro la tavola rotonda “Gira poca figa”, dedicata al tema della regia al femminile. Le registe nel mondo sono poche: appena il 16,3% del totale, con un aumento simbolico nel 2015, pari allo 0,8%. In Italia, se possibile, sono ancora meno: 7 su 100. Il problema è semplicemente che i film al femminile vendono poco, perché raramente affrontano i generi più gettonati (thriller, azione, horror) in termini di incassi. La soluzione, che ha trovato concordi tutti i partecipanti, da Chicca Profumo a Stefania Siani, da Paolo De Matteis ad Ada Bonvini, da Leone Balduzzi a Serena Corvaglia, è altrettanto semplice: superare le obsolete associazioni tra genere (anagrafico) e genere (stilistico). Le registe donne saranno le benvenute nell’affrontare generi tradizionalmente ritenuti solo maschili, purché sapranno offrire un punto di vista non imitativo, ma alternativo, rispetto a quello maschile.

Imprescindibile la visita dei Rockin’ 1000: un doveroso tributo a un evento assolutamente senza precedenti, con interessantissimi insight sulla genesi organizzativa, più complessa e tortuosa di quanto potesse sembrare da fuori. Tutt’altro che secondario ricordare che 3 dei 4 componenti del team organizzatore erano donne.

Tre quarti d’ora di relax in compagnia della Gialappa’s Band, impegnata a commentare i peggiori spot mai girati (su tutti, lo straordinario tormentone ecuadoregno Sabrosòn), e subito tempo di tornare seri con Lorenzo De Rita, fondatore del The Soon Institute: un’accurata, raffinatissima analisi sulle dinamiche del crowdsourcing e dell’intelligenza collettiva, con imperdibili aneddoti sulla leggendaria nazionale olandese di Johann Cruijff.

Ma inutile girarci intorno: l’appuntamento più atteso della giornata era il confronto tra Oliviero Toscani e il resto del mondo, rappresentato nella fattispecie da Davide Boscacci che gli ha rivolto le sue “Dieci domande scomode”. Va detto che Toscani, dopo una partenza indubbiamente brillante e arguta – “Non sono un pubblicitario, sono solo un fotografo” – in cui ha rintuzzato con un certo stile le provocazioni – “Non sono io che vi odio, siete voi che odiate me” – , ha dato l’impressione di perdere un po’ la bussola: troppe le domande a cui ha rifiutato palesemente di rispondere, troppe le campagne di cui ha finto di non ricordare la data di realizzazione (sette anni fa, anziché venti), troppe le contraddizioni nelle sue dichiarazioni – “Lavoro da solo, a differenza vostra, però ogni volta metto su un team di quindici persone”. Insomma, resta la sensazione che il confronto non abbia spostato troppo i punti di vista su quello che, nel bene e nel male, resta un personaggio unico nel mondo della creatività. Senz’altro prezioso, comunque, il consiglio che ha elargito al mondo delle agenzie (anche se suonava quasi più come un rimprovero): non accontentarsi della mediocrità, ma ricercare sempre la provocazione (nella sua accezione più nobile).

Da una star a un’altra: Paola Antonelli, curatrice del MoMA di New York e insignita quest’anno dell’ingresso nella Hall of Fame del club, il riconoscimento forse più prestigioso assegnato dall’ADCI. Superba la sua presentazione, dedicata al rapporto tra design e violenza: tema di una mostra (mai realizzata, almeno finora) che esplora con lucido interesse il ricorso al disegno industriale nella progettazione di armi e strumenti di sopraffazione. Un paradosso etico che raggiunge vette incredibili: come i proiettili verdi, così chiamati perché uccidono come gli altri ma non contengono piombo, e dunque non danneggiano l’ambiente.

Ancora tempo per un’ultima tavola rotonda, “Nella gabbia dei Leoni”, con Francesco Bozza, Nicola Rovetta, Sergio Spaccavento e Nicola Lampugnani. Poi, è finalmente il momento degli ADCI Awards: tutti in piedi per un caloroso, commosso saluto a Enrico Gasperini, uno dei padri del digitale italiano, appena scomparso; poi iniziano le premiazioni. Ma su quelle, sappiamo già tutto.

La seconda edizione di IF! si chiude con una semplice, bellissima certezza: ce ne sarà una terza l’anno prossimo. Ancora più bella.


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ADCI AWARDS 2015: DUE GRAND PRIX (BOOM) – BCUBE con CERES e OGILVY & MATHER con WIND

Wind “Papà” si aggiudica anche un Best Use of YouTube insieme a “Italy, The Extraordinary Commonplace” di Leo Burnett per ICE. Hall of Fame ADCI a Paola Antonelli, curatrice del dipartimento di architettura e design del MoMA di New York. Il 7 Days Brief va a Valeria Camin e Valentina Ceccarelli. In questo post il PDF con tutti i metalli – i credit dettagliati prossimamente su questo blog. Faremo nomi e cognomi: siete avvisati ; )

GRAND PRIX ADCI 2015 – CERES, Agenzia BCUBE

GRAND PROX ADCI 2015 – WIND, Agenzia Ogilvy & Mather

ADCI AWARDS 2015 METALLI YT & GP Finale

Riceviamo e prontamente segnaliamo: i credit inizialmente attribuiti a “Red Lion Communications divisione Publicis” sono invece da attribuire a “Publicis Italia”. 


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IF! Italians Festival – Day 02

Dopo aver scaldato i motori con la serata di giovedì, la seconda giornata a IF! si è rivelata densa di appuntamenti stimolanti.

Pierpaolo Nave (Clear Channel Italy), Keith Nilsen (Clear Channel International) e Valerio Franco (Hallelujah) hanno illustrato come sta cambiando la creatività nell’Out of Home. Grazie allo sviluppo delle città, agli alti flussi di popolazione che ogni giorno entrano ed escono dai centri urbani e alle potenzialità offerte dal digitale, questo mezzo è in continua evoluzione, si rinnova sempre. Basti pensare all’activation fatta da Google in Times Square a New York, che ha dato l’opportunità a tutti i presenti di creare il proprio robot Android e interagire con i mega schermi in piazza. Oppure alle pensiline speciali pensate da Walkers, delle vending machine interattive pronte a elargire pacchetti di patatine in cambio di un semplice tweet.

Quando il digitale e i dati in real time incontrano l’OOH, i risultati possono essere davvero sorprendenti: i contenuti veicolati possono essere potenziati e l’interazione tra utente e messaggio diventa sempre più coinvolgente, un’autentica esperienza. Ecco i progetti che hanno sfruttato queste potenzialità.

The Great Escape. Vrin, un piccolo paesino nel Cantone dei Grigioni, si è fatto conoscere in tutto il mondo grazie a un’installazione speciale che ha messo in contatto diretto i pendolari della stazione di Zurigo con un simpatico abitante locale. I viaggiatori più coraggiosi che hanno trovato il tempo di fermarsi e dialogare con questo personaggio, si sono aggiudicati un biglietto omaggio per raggiungerlo immediatamente nell’altro lato dello schermo, immersi nel verde delle montagne svizzere.

 

British Airways, The Magic of Flying. Il risultato strabiliante ottenuto dall’utilizzo incrociato di un’installazione OOH, i dati in real time dei voli e un ricevitore GPS.

Durante il talk Pierpaolo Nave inoltre ha presentato il brief per vincere Cannes. La richiesta è semplice: realizzare una campagna appositamente per l’OOH (per un cliente d’agenzia), con un video inedito. Le idee devono essere presentate dal 23 novembre al 23 aprile. I creativi vincitori si aggiudicheranno due biglietti per Cannes Lions 2016, mentre l’agenzia si aggiudicherà una pianificazione di 14 giorni tra luglio e agosto 2016 per mandare on air la campagna.

Alle 15.30 Chris Clarke di DigitasLBi ha esposto alla platea di IF!, senza risparmiarsi, il proprio punto di vista sulla creatività.
La pubblicità nel corso degli ultimi anni è cambiata radicalmente. La creatività non può più permettersi di essere moralmente neutrale. Le agenzie non possono più comportarsi come le passeggiatrici della notte che tirano avanti a “100 euro e faccio tutto quello che vuoi, bello”.
Secondo Clarke ora il marketing ha due possibilità. Far comprare alla gente cose di cui non hanno bisogno con soldi che non hanno, o aggiungere un valore, un motivo, aggiungere bellezza ai prodotti e ai servizi offerti, in modo da ridare dignità al settore.

Nel pomeriggio Kim Bartoletti (Indiana Production) ha intervistato Shekhar Kapur (regista, attore, filosofo, artista, influencer, producer e molto altro che non ricordo più) per parlare di creatività e caos. Lo scambio di battute tra Kim e Shekhar ha incantato il pubblico, prendendo il largo e andando a spaziare in più temi e discipline.
Secondo Shekhar creatività significa comportarsi da avventurieri, essere coraggiosi, non aver paura. La creatività non è sempre dentro di noi, è un momento, un attimo durante il quale riusciamo ad accedere all’illuminazione. Come accendere questa scintilla quindi? Come cogliere questo attimo? Rimanendo umili.

L’orgoglio brasiliano ha incontrato l’autenticità argentina durante il talk condotto da Beto Fernandez (BBH London) e Fernando Bellotti (Leo Burnett Argentina).
Sul palco di IF! i due creativi hanno messo in scena una sfida tra le proprie nazioni d’origine, combattuta a colpi di creatività e case studies.

Perché è bello essere brasiliani?
Per Beto i brasiliani abbracciano la diversità, accettano tutti (e se non ne siete convinti, guardatevi The Proud Whopper di Burger King). I brasiliani hanno un modo tutto loro di risolvere i problemi, il Ginga, il Brazilian way of life, ben espresso dal progetto Sol De Janeiro: Tattoo Skin Cancer Check. I brasiliani sono fiduciosi, ottimisti (Bald Cartoons, GRAACC), accoglienti e calorosi (Immortal fans, Sport Club Recife).

Poi è stato il turno di Fernando. Perché è bello essere argentini?
Perché gli argentini sono resilienti, lottano ogni giorno contro ogni avversità (Instituto de Apoio a Crianca), trovano l’ironia in ogni tragedia (Car One: Blueberries), sono spiritosi, arguti (GPS to Get Lost, Jeep) e sono sempre autentici (Bon o bon, Mother’s Day).

Come si è concluso il duello tra Beto e Fernando? Entrambi, abbracciandosi, hanno riconosciuto che non sono poi così diversi.

È tutto bellissimo.