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La pubblicità fatta bene fa bene.

Se ti stai chiedendo se il tuo lavoro può avere o meno un impatto tangibile sul mondo reale, magari facendo anche qualcosa di buono, ecco una notizia che ti può ispirare.

Ti ricordi il progetto Palau Pledge? Quello che ha vinto il primo Sustainable Development Lions Grand Prix della storia dei Cannes Lions?

Certo che te lo ricordi.

Ecco, leggi qui sotto cosa è successo (così alleni pure un po’ l’inglese):

 

Cannes Lions announces distribution of €323,280 to the NGO behind the Palau Pledge, winner of the inaugural Sustainable Development Lions Grand Prix

07 January 2019 – Cannes Lions today announced that the funds generated from entries into the Sustainable Development Goals Lion will be distributed to the Friends of the Palau National Marine Sanctuary and the Palau Pledge Legacy Team, the client behind the Palau Pledge which won the first SDG Lions Grand Prix at Cannes Lions 2018.

The campaign, which was described by 2018 SDG Lion Jury President Mark Tutssel, Executive Chairman and Global Chief Creative Officer, Leo Burnett Worldwide as “proof positive that the true winner in this category is humankind”, stamped an environmental pledge to the children of Palau into every visitor’s passport. Since its launch in December 2017 over 150,000 people have signed the pledge.

Philip Thomas, Chairman, Cannes Lions said, “We want to help great ideas to scale, and we’re delighted to fund the growth of the Grand Prix-winning Palau Pledge with the proceeds of the entries into the SDG Lions. We believe that creativity can change the world and it’s a privilege to support this initiative and contribute to its efforts to have an even greater impact.”

Introduced with the support of the United Nations, the SDG Lions aim to advance awareness of the Sustainable Development Goals by encouraging the creative industries to focus on harnessing creativity to positively impact the world. In its inaugural year the Lion received 898 entries generating a total of €323,280 in funds, which the Palau Pledge will receive to scale the project and make real change both in Palau and further afield.

The funds donated by Cannes Lions, owned by Ascential plc, will be used to implement Phase Two of the Pledge, focusing on three core areas; a world-first Business Accreditation Programme, a Pledge-focussed STEM Educational Curriculum adjunct for school-aged children and Global leadership to scale the programme beyond the island of Palau. The Palau Legacy Project was founded by Palauan based global communications experts Nanae Singeo, Jennifer Koskelin-Gibbons, Nicolle Fagan and Laura Clarke and is chaired by the First Lady of Palau, Debbie Remengesau.

Palau Legacy Project Co-Founder Laura Clarke said, “These funds are pivotal to the project continuing and we are thrilled to be able to see the Palau Pledge grow and develop. We’ve already seen the local and global impact it can have, with Hawaii and New Zealand introducing similar Pledges and we want to do more to initiate change worldwide. A key element for us as a team is to be able to meet with leaders from countries and organisations all over the world and share the Palau Pledge philosophy.”

Although the 7th smallest nation in the world by GDP and with a population of less than 20,000, Palau is one of world leaders in conservation. The Palau Pledge has brought global exposure to the plight of the children of Palau. Host/Havas, the Sydney agency involved with the programme will continue to monitor and report the impact of the Pledge via a service-design model that will be scalable for other island nations to implement. Seamus Higgins, Executive Creative Director, Host/Havas said, “As an industry, we have the incredible power to shape conversation and behaviour. With this power comes the responsibility to shape a better world for future generations to inherit. We can’t ignore this any longer, and we have to do it at scale and in partnership with business. We are hugely honoured to continue working with the Palau Legacy Project and Palau’s government, who had the bravery to do something no-one else had done, to solve a problem no-one else had solved. Thank you Cannes Lions for putting your money where your mouth is. SDG is a truly meaningful category.”

The SDG Lion is part of the Good Track at Cannes Lions, along with Glass: The Lion for Change, which also donates the funds generated from entries. As part of a commitment to giving back to relevant projects and causes, these funds sit alongside various other Cannes Lions initiatives, including See It Be It, #MoreLikeMe, the Young Lions Competitions and membership of the UN Women’s Unstereotype Alliance.


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Best Of Cannes 2018 – Roma 18 luglio 2018

#BestOFCannes2018
Quando: 18 luglio 2018 ore 18:30
Dove: Klein Russo in Via Parrasio Giano, 15 – 00152 Roma

I leoni di Cannes arrivano a Roma. Dopo il successo della serata milanese #BestOFCannes2018 sbarca nella capitale, per vedere o rivedere il meglio della creatività mondiale.

Un evento a cura dell’ADCI AIR3 presentato da Karim Bartoletti: un’occasione per parlare di creatività e farsi inspirare dai più grandi.

L’incontro si terrà il 18 luglio a Roma presso l’agenzia creativa Klein Russo in Via Parrasio Giano, 15 a partire dalle 18:30.

La partecipazione è gratuita ma è obbligatorio prenotare il proprio posto qui.

Vi aspettiamo con una birra ghiacciata. Ma siate puntuali, altrimenti si raffredda.

Evento sulla pagina Facebook


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Road to Equal – Presentiamo Equal 2018

MARTEDI’ 31 LUGLIO PRESSO LA SEDE DI GOOGLE
PRESENTIAMO EQUAL 2018

Siete invitati alla presentazione del Premio con alcuni relatori di eccezione: in quest’occasione ci saluteremo prima delle vacanze estive.

La partecipazione sarà possibile previa registrazione e fino a esaurimento posti.
Registratevi qui.

Questa la locandina integrale dell’evento.


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ROAD to EQUAL


Il Premio Equal, promosso da ADCI, ha esordito lo scorso anno in occasione degli ADCI AWARDS, con il Patrocinio della Camera dei Deputati. 

Il premio si è posto l’obiettivo di premiare clienti e agenzie impegnati nella creazione di immaginari capaci di far evolvere la rappresentazione di genere, oltre gli stereotipi.

Nel corso della prima edizione il Premio Equal è stato conferito alla campagna INDESIT “#doittogheter “ per la capacità di porre l’accento sulla gender inequality domestica, con un investimento organico + che ha aperto un dibattito sull’ineguaglianza della gestione familiare, spesso ingiustamente a carico delle sole donne.

Per il 2018 abbiamo deciso – con voto unanime del Consiglio Direttivo – di allargare i confini del Premio, per fare sì che abbracci il concetto più ampio di discriminazione, sia essa diretta o indiretta.

A partire dal 2018 il Premio Equal coinvolgerà le campagne e i progetti di comunicazione  impegnati nel superamento ogni forma di diversità, che possa comportare una ingiustificata disparità di trattamento e di rappresentazione sui media.

Nella realtà di tutti i giorni assistiamo a discriminazioni determinate da diverse cause: per religione, per razza, per età, per convinzioni personali, per orientamento sessuale.

In aggiunta a quella di genere.

Ecco perché siamo felici di annunciare che il Premio Equal allarga ancora di più i suoi confini per promuovere presso le agenzie creative e i clienti investitori, un senso di responsabilità sempre maggiore verso la cultura dell’uguaglianza. 

Nuovi immaginari, rappresentazioni, linguaggi sempre più evoluti  saranno fattori di cambaimento che- come professionisti-abbiamo il potere e il dovere di promuovere.

Il “Premio Equal” nasce come momento di confronto, dibattito e strumento virtuoso di valorizzazione dell’impegno verso la cultura dell’uguaglianza.

Il 31 Luglio presenteremo il Premio con alcuni relatori di eccezione: sarà l’occasione per salutarci prima delle vacanze estive.

[Stefania Siani, consigliere ADCI]


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Siate Favolose, manifesto di un lieto fine

Con Diversitylab sfileremo oggi 30 giugno 2018 al #MilanoPride con un carro “favoloso”. Immergetevi con noi in un mondo fiabesco, contro ogni discriminazione – #siatefavolose

“Come ADCI siamo felici di aderire a questa iniziativa, perché sentiamo l’importanza del nostro ruolo come creatori di immaginari e la responsabilità nell’evolverli.
Riteniamo importante sostenere le associazioni che, come noi , si impegnano per promuovere una cultura di superamento della disuguaglianza in qualunque modalità.
In modo creativo, fantasioso, coinvolgente #siatefavolose è un invito a costruire storie, anche di comunicazione, dal lieto fine. Un inno all’inclusione della diversity nel nostro orizzonte: come fattore di arricchimento e di progresso! Per questo siamo saliti su questo carro “favoloso”.

 

Un progetto di comunicazione
Si tratta di un progetto di comunicazione nei toni colorati del Pride e rispettoso dei valori in cui DiversityLab crede, che coinvolga comunicatori di professione,  che a partire dal carro durante la sfilata, continui in una campagna di forte diffusione anche sui canali social. 

“Lega Italiana delle Comunicatrici e dei Comunicatori riuniti per la diffusione Intergalattica del Lieto Fine”, un appoggio economico simbolico

Siate Favolose, manifesto di un lieto fine
Il pride è una festa, un momento di rivendicazione e orgoglio. L’occasione perfetta per lanciare un messaggio forte, divertente e provocatorio. La missione quotidiana è quella di comunicare e rappresentare la realtà in tutte le sue meravigliose sfaccettature per celebrarne l’esistenza.  Oggi i ragazzi di Diversity vogliono farlo rivendicando il diritto di tutte e tutti al lieto fine. 

Come da bambini, come nelle favole.
“Quale che sia il tuo personale ideale di Happy Ending (l’amore, una patria in cui vivere sereno, un lavoro, una famiglia, la salute…) hai diritto a sognarlo, hai diritto alla possibilità di raccogliere il tuo coraggio e prendertelo, di rispondere alla “chiamata dell’eroe” e scrivere giorno per giorno la tua storia, il TUO finale.”

Come nelle favole.

Favolosa is a state of mind
Favolosa è un modo di essere, è il CORAGGIO di essere. É un concetto e non ha genere. Un uomo ad esempio è “favolosa” quando esprime se stesso senza limiti o censure, finalmente libero dagli stereotipi di genere. Una persona è favolosa quando incarna quell’ideale di eroe fatto di coraggio, umanità e onestà.

Favolosa è lo spirito stesso del pride: una moderna Dorothy Gale che scopre che cervello, cuore e coraggio sono le uniche cose di cui ha bisogno per tornare a casa e ritrovare se stessa ”over the rainbow”.

La comunicazione
Colorata, positiva e fuori dalle regole, ma soprattutto: divertente. (perché, si sa, l’ironia salverà il mondo).  Un immaginario, quello delle favole, che unisce tutti in un contesto familiare, giocoso e rassicurante, ma soprattutto su un terreno comune e pacifico. Un terreno che non ha limiti, come la vita stessa.

Un eroe? Di più: una LEGA
Una squadra con una missione favolosa merita un nome fuori dalle regole.
Nasce così, tra il serio e il faceto, la Lega Italiana delle Comunicatrici e dei Comunicatori Riuniti per la Diffusione Galattica del Diritto al Lieto Fine. 

Il Carro
Per il Milano Pride ecco quindi sfilare un carro da favola che richiama le parate dei grandi parchi Disney. Familiare, accogliente, felice. Che dichiara a gran voce: eccoci, siamo qui, in tutte le variazioni umane possibili, che sono tante quante la fantasia riesce a immaginare.. e l’immaginazione non ha limiti.
Un carro che al grido di SIATE FAVOLOSE vuole non solo rivendicare orgogliosamente l’unicità di ognuno di noi, ma anche che il lieto fine è e deve essere possibile per tutti, basta scriverselo con coraggio.

 


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Parole O_Stili, edizione 2018

Parole O_Stili 2018: oltre 1.000 esperti della rete e persone da tutta Italia a Trieste per fare il punto sui temi dell’ostilità in rete.

Trieste, 7 giugno 2018 – “Quando le parole sono un ponte” – quinto principio del Manifesto della comunicazione non ostile e, oggi più che mai, tema di grande attualità – è il filo condutture di Parole O_Stili 2018, l’appuntamento annuale che giovedì 7 giugno vede riunirsi a Trieste oltre 1.000 esperti della rete, giornalisti, manager, politici, comunicatori, influencer, rappresentanti della PA e numerose persone e professionisti provenienti da tutta Italia, legati dalla volontà di promuovere un dialogo per contrastare il linguaggio dell’odio in rete e non solo.

Hate speech, fake news, fact-checking, disinformazione e formazione, consapevolezza e fiducia: tanti i temi affrontati in diversi ambiti, dal giornalismo alla politica, dal business alla pubblica amministrazione, dalla scuola alla famiglia, a partire dai nuovi dati delle ricerche presentate in anteprima per questa occasione:

l’indagine inedita di SWG su “Hate speech e Fake news nel lavoro e nel business”, condotta tra cittadini, lavoratori e dirigenti;
gli esiti della ricerca “Trust in progress. Viaggio alla scoperta dei nuovi costruttori di fiducia” realizzata da RENA per indagare gli attori, le realtà e i meccanismi necessari per favorire una nuova creazione di fiducia;
i dati su “Competenze digitali e mediazione sociale dei ragazzi online” di “EU Kids Online per Miur e Parole O_Stili”, la ricerca condotta dall’OssCom dell’Università Cattolica in collaborazione con il Miur e l’ATS Parole Ostili.

Al via inoltre due nuovi importanti progetti: il lancio del “Manifesto della comunicazione non ostile…per le aziende”, scritto da Annamaria Testa e da un gruppo di aziende sensibili al tema, e l’iniziativa Paroleinformazione, una vera e propria chiamata al mondo dell’informazione affinché possa farsi portatore di consigli e di un messaggio di sensibilizzazione su un tema attuale come quello dell’utilizzo del linguaggio in rete e non solo.

Rispetto ai cittadiniscende significativamente il livello di allarme e di attenzione sull’hate speech, dal 70 al 53% (-17% rispetto al 2017), mentre sulle fake news il calo di chi ritiene il grado di allarme e di attenzione su questo tema adeguato risulta più ridotto, dal 65 al 59% (- 6%). Per entrambi i fenomeni, a distanza di un anno si evince una tendenza all’assuefazione rispetto alle precedenti rilevazioni espresse dai cittadini, con un conseguente calo dell’attenzione “di massa” e della consapevolezza nei confronti di fake news ed hate speech, pur restando un fenomeno all’ordine del giorno. Due persone su tre pensano che le fake news e i toni offensivi usati in rete siano una nuova realtà con cui ci si dovrà misurare d’ora in avanti, un nuovo modo di comunicare della società di oggi e in rete (lo pensa il 66%), mentre solo per il 23% si tratta di un fenomeno temporaneo, legato in parte al periodo di crisi in cui viviamo e alla necessità di imparare a utilizzare i nuovi strumenti. Se i millennial, cresciuti nell’epoca dei social, percepiscono meno il salto di paradigma (-6%), la percezione risulta invece maggiore nelle fasce di popolazione più istruita (+7%). Dai dati si evidenzia anche un legame tra la percezione di questi fenomeni e il livello d’istruzione degli intervistati: sono infatti le persone laureate le più preoccupate, mentre chi non supera la licenza media percepisce minor odio nelle comunicazioni. In generale, politica/economia ed esteri/migrazioni rimangono i temi centrali su cui si innescano fake news ed hate speech, sebbene il tema esteri/migrazioni (31%) mostri un minor livello di hate speech rispetto al primo (50%). 

Inedite le rilevazioni di SWG sul campione di lavoratori e dirigenti: il 58% dei lavoratori dipendenti intervistati sostiene che l’uso di linguaggio aggressivo e irrispettoso sia diffuso in ambito lavorativo e che lo sia di più rispetto a 10 anni fa (lo crede il 47%). Eppure sette dipendenti su dieci ritengono che lo stile comunicativo delle imprese abbia una funzione pedagogica perché incide direttamente sul cambiamento di linguaggio della società. Emerge quindi anche l’importanza che le aziende possono avere nel ruolo di sensibilizzazione ed educazione verso una maggiore consapevolezza e uso degli strumenti del digitale.
Da parte loro anche i dirigenti ritengono molto cambiata la comunicazione negli ultimi 10 anni e circa un terzo si sente ancora a disagio con il nuovo modello comunicativo (36%), i cui ingredienti principali sono protagonismo e aggressività, prevalenti rispetto ad assertività ed empatia. L’81% dei dirigenti ritiene che le aziende siano bersaglio di odio e fake news e il 59% afferma di riscontrare difficoltà nel controllo della propria brand image online, soprattutto sui social. Andando più nel dettaglio emerge che, per sentirsi attrezzate a comunicare sui social network, alle aziende mancano soprattutto competenze (42%), ma anche risorse umane (30%), approccio mentale e culturale al fenomeno (24%), investimenti (20%), pratica ed esperienza (18%). Infine, sulla linea tra buona educazione e toni forti, per la quasi totalità dei dirigenti (95%) la buona educazione e il linguaggio incidono sulla brand reputation delle imprese di oggi, sebbene il 43% degli intervistati affermi allo stesso tempo che una pubblicità, per essere efficace, debba usare toni forti.

“Il tema della parola e dell’ostilità nel linguaggio è centrale in questo momento storico. A dimostrarcelo sono state le centinaia di migliaia di persone, provenienti da ogni parte d’Italia, che
in poco più di un anno hanno aderito spontaneamente al Manifesto della comunicazione non ostile, portandolo a compiere un viaggio straordinario fra case, scuole, uffici, istituzioni, al di là di
qualsiasi aspettativa. Insegnanti, impiegati, manager d’azienda, comunicatori, professionisti e persone che hanno reso Parole O_Stili una community sempre più grande, espressione chiara e trasversale di un bisogno di stile e rispetto nell’utilizzo dei social media e, in generale, del
linguaggio, dalla politica alle imprese, alla vita di tutti i giorni, per accompagnare la crescita di una società civile consapevole e responsabile. Grazie di cuore, da parte nostra, a tutte queste
persone”, ha commentato Rosy Russo, fondatrice di Parole O_Stili.

Dalla scrittrice Michela Murgia ad Agnese Moro, dalla giornalista Maria Concetta Mattei alla Senatrice Valeria Fedeli, da Antonia Klugmann, chef stellata e giudice di MasterChef Italia, a Carlo Verna, Presidente Ordine dei Giornalisti Italiani, da Annamaria Testa, esperta di comunicazione e saggista, a Paola Bonini, Consultant Digital Direction Rai: sono solo alcuni dei nomi che, a partire da ambiti, esperienze, stili e professioni diverse, hanno dialogato e riflettuto sull’importanza del linguaggio e delle parole, sulla consapevolezza che “virtuale è reale” e che l’ostilità espressa in Rete può avere conseguenze concrete e permanenti nella vita delle persone ma anche di aziende, enti e istituzioni. Con l’obiettivo di trovare insieme soluzioni che possano contribuire a ridurre e contrastare questo fenomeno.

Parole O_Stili 2018 è stato realizzato con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Porto di Trieste e grazie agli Sponsor Carrefour, Costa Crociere, Sorgenia, Illy, Coca-Cola HBC Italia, Genertel, Eurospital, Ikea.

L’appuntamento di Trieste segna una nuova tappa nel percorso di Parole O_Stili, la prima community in Italia contro la violenza 2.0 nata a febbraio 2017 con il lancio del “Manifesto della comunicazione non ostile” - dieci principi di stile per arginare e combattere i linguaggi ostili in Rete – che in pochi mesi ha già compiuto un viaggio straordinario di bacheca in bacheca, passando per le aule delle scuole, per le università, gli uffici e molte aziende, non solo Italia, ma anche in Europa.

Il “Manifesto della comunicazione non ostile…per le aziende” 

Rappresenta una risposta delle imprese e per le imprese ai rischi connessi alla diffusione del linguaggio d’odio nella società il “Manifesto della comunicazione non ostile… per le aziende”, dieci principi a cui aziende e imprese possono ispirarsi per gestire al meglio il dialogo sui social media e i rapporti online. Come già era avvenuto per l’elaborazione, prima per la Politica e poi per la PA, ad ogni punto del Manifesto corrisponde una declinazione per il business, elaborata nella sua versione finale da Annamaria Testa sulla base dei contributi proposti da aziende sensibili alla tematica dell’ostilità nel linguaggio in rete e non, che hanno deciso di partecipare alla stesura del Manifesto. Fra queste vi sono in particolare: Carrefour, Coca Cola HBC Italia, Costa Crociere, Discovery, Piaceri Mediterranei, Genertel, Granarolo, Groupon, Ikea, Illy, AXA Italia, Mondadori Education, Gruppo Nestlé Italia, Nissan, Playmobil, SEC – Strategy PR Advocacy, Signify, Sorgenia, Spin Master, The Walt Disney Company Italia, Trieste Airport.

Il “Manifesto della comunicazione non ostile…per le aziende” fa parte delle iniziative promosse dall’“Academy Parole O_Stili”, nata per definire e promuovere i principi di rispetto e
cittadinanza che devono governare la comunicazione delle imprese e delle pubbliche amministrazioni nei social media. Rivolto a collaboratori di aziende, istituzioni ed enti, il percorso formativo si propone di promuovere anche in azienda una maggiore consapevolezza rispetto al linguaggio sui social allo scopo di attivare un cambiamento nei comportamenti comunicativi delle persone: virtuale è reale, reale è virtuale. Da poche settimane, il Porto di Trieste è la prima istituzione in Italia ad aver ottenuto l’attestato “Parole O_Stili. Per una comunicazione responsabile”, dopo aver intrapreso e concluso un percorso formativo dedicato che ha visto parte del personale lavorare con esperti qualificati e partecipare a corsi e workshop sull’importanza dell’utilizzo dei linguaggi non ostili sui social network e sul web.

Paroleinformazione 

Organizzata da Ordine dei Giornalisti nazionale, Federazione Nazionale Stampa Italiana e Parole O_Stili, l’iniziativa “Paroleinformazione” è una “chiamata collettiva” ai giornalisti italiani, per chiedere di contribuire alla creazione di una raccolta di consigli, punti di vista, esempi riguardanti lo stile con cui un giornalista può (e dovrebbe) stare in rete. L’obiettivo: portare l’attenzione sul tema dell’utilizzo delle parole in rete e creare uno strumento agile e utile per le nuove leve che credono nel giornalismo, per quanti intendono lavorare con le parole, per quanti sono semplicemente interessati al tema.

In che modo si può partecipare? Commentando, rigorosamente in 280 caratteri (lo spazio di un tweet), uno fra i dieci principi del Manifesto della Comunicazione non ostile, e offrendo un contributo professionale e allo stesso tempo personale. Una parte dei commenti formerà un ebook che verrà diffuso in rete.

Il libro “Parole OStili – dieci racconti” 

Appena uscito in libreria e reso disponibile gratuitamente dal MIUR in ebook per tutti i docenti, il libro “Parole Ostili – dieci racconti” – edito da Laterza e dal Salone internazionale del Libro di Torino – presenta 10 racconti per 10 scrittori, ciascuno liberamente ispirato a un principio del Manifesto della comunicazione non ostile. A cura di Loredana Lipperini e nato dalla collaborazione tra il progetto “Parole O_Stili” e il MIUR, il libro riunisce alcune fra le voci più interessanti della narrativa contemporanea - Tommaso Pincio, Giordano Meacci, Giuseppe Genna, Diego De Silva, Helena Janeczek, Alessandra Sarchi, Fabio Geda, Nadia Terranova, Christian Raimo, Simona Vinci - per riflettere sull’uso del linguaggio in rete, attraverso lo strumento del racconto.

Parole O_Stili e il Manifesto della comunicazione non ostile 

Nato dal lavoro collettivo di oltre cento professionisti della comunicazione, il Manifesto della comunicazione non ostile esprime una duplice volontà: rendere la Rete un luogo migliore, meno violento, più rispettoso e civile e responsabilizzare ed educare gli utenti a praticare forme di comunicazione non ostile. Lanciato a Trieste nel febbraio 2017, in pochi mesi si è diffuso non solo in Italia, ma in tutta Europa, ed è stato tradotto in 17 lingue. Oggi è al centro di un grande e ambizioso progetto di educazione collettiva promosso dall’Associazione Parole O_Stili, impegnata nella sensibilizzazione contro l’ostilità delle parole online e offline. Sono numerose le iniziative che, negli ultimi mesi, si sono sviluppate intorno al Manifesto, dalla comunicazione tra Pubblica Amministrazione e cittadini, alla comunicazione d’impresa, a quella politica, oltre a progetti e appuntamenti dedicati a studenti e docenti. Questi ultimi, in particolare sono stati resi possibili grazie alla partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Giuseppe Toniolo, da sempre sostenitori centrali del progetto, e all’importante protocollo d’intesa firmato dall’ATS Parole Ostili con il Miur. Tutte le iniziative sono consultabili su: paroleostili.com


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Giovani Leoni 2018: vincitori e shortlist

Giovani, brillanti e con tanta voglia di lasciare il segno con i loro artigli: questo è il dna dei talenti che hanno trionfato nella XXII edizione dei Giovani Leoni.

La premiazione si è svolta ieri sera all’Auditorium Teresa Sarti Strada, grazie al patrocinio del Municipio 9 del Comune di Milano. Tra un paio di settimane le coppie vincitrici avranno l’onore di rappresentare l’Italia alla Young Lions Competition del Festival Internazionale della Creatività di Cannes (17-22 giugno 2018).

Nella categoria Film, sponsorizzata da Samsung, ha vinto la campagna Period realizzata da Paola Cantella (Junior Creative) & Andrea Grimaudo (Art Director) di We Are Social. I ragazzi sono stati premiati da Karim Bartoletti (Indiana Production e Consigliere ADCI).

Due creativi di Young&Rubicam hanno guadagnato il primo posto nella categoria Digital (ex-Cyber), sponsorizzata da Google, con il progetto Let Google Be Quiet realizzato da Chiara Marino (Art Director) & Simone Maltagliati (Copywriter), premiati dal Presidente di Giuria Digital Tommaso Mezzavilla (Havas).

Il progetto L’unione fa la foglia, realizzato da Nicolò Carrassi (Copywriter) & Luca Riva (Art Director) di Dude è invece stato premiato nella categoria Design, sponsorizzata da Accenture Interactive, da Francesco Guerrera (Le Balene).

Per chiudere, nella categoria PR Specialist, sponsorizzata da PR HUB e Assocom, la campagna I Cantieri del MITO è stata premiata da Giorgio Cattaneo, Presidente di MY PR. Il progetto è stato realizzato da Alessandra Coral (Account Executive Noesis) & Valeria Piazza (Account Executive in PHD Media)

Come ogni anno, è stato selezionato uno studente delle scuole di specializzazione in pubblicità e comunicazione, che sarà iscritto alla Roger Hatchuel Academy in programma durante il Festival. Si tratta del progetto The Shameless Mirror, realizzato da Luca Diotti – Accademia di Comunicazione di Milano premiata da Luca Pedrani (Imille e Consigliere ADCI). La categoria è stata sponsorizzata da ADCI.

A fine premiazione è stato conferito il Premio Speciale “Maurizio Braccialarghe” offerto da Rai Pubblicità ai vincitori della categoria PR Specialist, Alessandra Coral e Valeria Piazza. Antonio Marano, Presidente e Amministratore Delegato Rai Pubblicità, ha consegnato il premio ricordando la straordinaria passione per la musica di Braccialarghe, che fu Direttore della Radiofonia in RAI e ideatore del Torino Jazz Festival: una dedizione perfettamente rispecchiata non solo dal brief ma anche dal lavoro delle ragazze che hanno trionfato nella categoria PR Specialist.

La serata di premiazione è stata realizzata in collaborazione con l’agenzia SYNAPSY.

Per vedere le campagne vincitrici e tutte le shortlist visitate il sito giovanileoni.adci.it.

Foto by www.giuseppeballone.it


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TBMGO, a conversation by BNL – Gruppo BNP Paribas & Plural

Save the date. L’8 maggio 2018 presso l’Auditorium Orizzonte Europa di BNL – Gruppo BNP Paribas a Roma andrà in scena The brand must go on.

Un evento co-ideato da BNL – Gruppo BNP Paribas e Plural, con il patrocinio di ADCI, per condividere le più importanti case history nel mondo dell’engagement ed entertainment strategy, riunendo in un’unica giornata brand, media e diversi universi narrativi.
Un’iniziativa che si avvale della media partnership di Ninja Marketing e Wired.

Più di 12 speakers e 8 speech in una sola giornata.
Si partirà la mattina con lo speech di Andrea Scotti Calderini, Co-Founder e Co-Ceo di Freeda Media, che parlerà di cosa accade quando le aziende vogliono collaborare con l’universo narrativo del canale, per proseguire con Roberto Ferrari, Head of Digital Communication Strategy di Eni che parlerà del Caso Eniday. La mattinata terminerà con Elena Grinta, autrice del libro “Branded Entertainment – La rivoluzione del settore Marcom inizia da qui” che introdurrà il tema della sostenibilità del branded content.

Nel pomeriggio, largo agli autori. Valerio Bergesio, regista e responsabile creativo del branded content in Lux Vide, parlerà insieme a Marco Diotallevi del caso “Complimenti Per La Connessione”, lo spin off di Don Matteo dedicato all’alfabetizzazione digitale andato in onda prima serata su RaiUno. A seguire Francesco Taddeucci, Direttore Creativo Superhumans e Autore/Conduttore per RaiRadio2/Sociopatici, ci racconterà cosa accade quando un’azienda vuole collaborare con un universo narrativo radiofonico.

Ultimo intervento quello di Marianna Ghirlanda, Head of Creative Partnership di Google, che insieme a Vincenzo Piscopo, Head of Branded Content di CiaoPeople/The Jackal, ci racconterà come YouTube ha cambiato e ispirato i linguaggi dell’intrattenimento.
La giornata sarà presentata dall’autore e attore Fabio Morici e terminerà con una tavola rotonda condotta da Aldo Pecora, direttore di Ninja Marketing. 

I posti per partecipare all’evento sono limitati. Per scoprire il programma dettagliato e prenotare il vostro biglietto gratuito, visitate thebrandmustgoon.com.


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E se fosse arrivato il momento di vincere un DMA?

 

Oh, io te lo dico, poi fai tu.

Hai tempo fino al primo maggio per iscrivere i tuoi lavori ai DMA Awards.

Hai presente i DMA Awards? Quelli che premiano le migliori campagne di Direct, Social, Programmatic, CRM. Insomma, se hai usato creativamente un dato loro lo scopriranno, ti troveranno e ti premieranno.

Tra l’altro non so se lo sai, ma i soci ADCI hanno uno sconto sostanziale sui costi d’iscrizione (200€ anziché 300€, mica male).

A patto che tu iscriva i tuoi lavori entro il primo maggio e che la tua campagna – beh – sia migliore di tutte le altre.

Per darti un’idea, qui trovi i lavori che hanno vinto lo scorso anno.

Pensi di averne uno migliore? Provalo. Le iscrizioni chiudono il primo maggio, è la terza volta che te lo dico, non farmelo ripetere ancora.


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La qualità creativa genera valore per il business

ADCI in collaborazione con ASSOCOM e Google ospita a Milano José Papa, nuovo Presidente del Cannes Lions Festival, che farà una presentazione sul valore della creatività per il business e le marche. Si terrà successivamente un veloce talk con esponenti PR, Media, Creatività e Tech.