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Cronache da Lisbona. Eurobest dia 4.

La battaglia è finita. Vincitori e vinti si spartiscono gli utlimi posti in platea per la cerimonia di premiazione. Oggi, ultimo giorno di festival, aspettiamo solo le ufficializzazioni. Questa mattina ho assistito allo speech di Sergio Valente dopo aver passato alcuni giorni con lui, confrontandoci con il resto della giuria di print, outdoor, film e radio. (il video del suo speech non è stato ancora pubblicato. Qui potete vedere un altro intervento molto interessante della Bergh School of Communication sul futuro del team creativo)

Abbiamo valutato ogni campagna chiedendoci se fosse connessa con il prodotto, se aggiungesse valore al brand, se fosse rilevante e intrattenente per il target con cui voleva attivare una relazione, se l’esecuzione fosse perfetta e contenesse degli elementi di innovazione. Criteri che credo siano gli stessi utilizzati da tutte le giurie dei più grandi premi internazionali. Le campagne che raggiungono l’eccellenza contengono tutti questi elementi e hanno vinto l’oro o l’hanno sfiorato.
Abbiamo prima discusso e deciso le shortlist e poi abbiamo discusso e votato per i metalli. Alcune campagne sono state ripescate per la shortlist e hanno poi perso il bronzo per pochissimo, come uno dei film italiani.

Devo dire che ho condiviso il 90% delle scelte. Non avrei inserito alcune campagne in shortlist, non sono d’accordo sul grandprix in outdoor, mentre condivido quelli in film e in radio che contengono dei forti contenuti di innovazione.
La chiarezza e la semplicità di una campagna o del suo case study aiutano molto la discussione in giuria e sono elementi che possono fare la differenza tra una shortlist e il podio.
Mi sembra ormai evidente che una delle chiavi per vincere un premio è investire nelle presentazioni: ormai sono quasi dei film e la cura e l’attenzione nella loro produzione sono evidenti. Mi sembra che in questo noi italiani siamo ancora un po’ indietro.

Tra le più apprezzate campagne italiane c’è Angry Birds. Ho sentito che sia stata apprezzata da più di una giuria ed è destinata a raccogliere più di un metallo, stasera. Peccato però che sia stata iscritta come campagna inglese, sarebbe stato meglio farlo almeno con la doppia nazionalità visto che il regolamento lo consente. Avrebbe aiutato a migliorare la reputazione dell’Italia, speriamo sia possibile farlo a Cannes.
Altre italiane hanno raccolto qualcosa ma sarà tutto svelato stanotte. L’ultima considerazione che voglio fare è che noi italiani dovremmo lavorare di più come team in occasione dei premi internazionali. Non conoscevo tutti i nostri lavori iscritti e avrei potuto chiedere di ripescare qualcosa: nella fase preliminare spesso le giurie vengono divise e non tutti vedono tutto. Inviare le campagne iscritte ai giurati italiani prima delle votazioni aiuterebbe molto. Se aumentassero gli ingressi in shortlist aumenterebbero le probabilità di vincere dei metalli. Più metalli, più reputazione, più presenze italiane in giuria.

Mancano 199 giorni a Cannes.

boa sorte a todos

Cristiano Tonnarelli

 

Qui le puntate precedenti.


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Lisbona. Diario dall’Eurobest. Dia 3.

4.38 am (5.38 in Italia). Le votazioni sono appena terminate: oggi abbiamo deciso le shortlist, recuperato qualcosa e votato per i metalli. È stata durissima, specialmente in tv. Molti ori in stampa ma nessun grandprix. Molti ori in outdoor e un grandprix che ha spaccato in due la giuria: io ero dalla parte di quelli che non erano d’accordo ma è comunque una bella campagna. In radio due ori e un grandprix, in TV 4 ori e un grandprix. Abbiamo iniziato a votare per la tv alle 23 e le discussioni sono state accese. Il resoconto più dettagliato lo scriverò domani, ora il materasso mi risucchia e mi resta appena la forza per spegnere il computer. Logout.

 

Qui le puntate precedenti.


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Il diario di un giurato all’Eurobest. Dia 2

Vote for ideas that have the power to surprise you. Questa è la frase che Sergio Valente ripete spesso alla giuria. Alla fine del secondo giorno, dopo aver visto 250 film, rivotato le long list di print e outdoor, ascoltato 150 radio, è difficile trovare ancora qualcosa che sia in grado di sorprenderti. Nella stampa e in outdoor ormai le short list sono decise e domani verranno pubblicate all’apertura del festival. Poi abbiamo votato per scegliere le shortlist dei film ma non conosco ancora i risultati definitivi. L’opinione diffusa tra i giurati è che quest’anno ci sia molta innovazione nella stampa e nei radio, un po’ in outdoor e poca nei film. La Tv, quindi, si conferma deludente. Lode Schaeffer, giurato e fondatore di Indie Amsterdam (http://www.youtube.com/watch?v=r6heBb70f54), ripete a tutti che sta vedendo ottimi crafting ed eccellenti recitazioni: ma se puoi girare bene un tv, perché andare sul sicuro e sprecare tanti mezzi per realizzare in modo eccellente un’idea già vista e noiosa?
“Safe is unsafe, why they always repeat the same old and boring things?”

Per l’Italia risultati scarsi come era forse nelle previsioni, visto l’esiguo numero delle iscrizioni provenienti dal nostro paese. Pochissimo è entrato in shortlist in stampa e in outdoor, mentre in TV le cose sono andate meglio. Da segnalare che in radio avremmo potuto e dovuto fare di più: su 140 iscrizioni solo due provengono dall’Italia, mentre mi vengono in mente almeno altri 5, 6 radio italiani che avrebbero potuto raccogliere consensi. Perché non ci abbiamo creduto abbastanza?
Domani si apre ufficialmente il festival. Penso che Eurobest sia come Cannes ma senza la parte mondana. La città che lo ospita quasi non se ne accorge ma questo in realtà è un vantaggio: si resta concentrati sulle idee, sulla parte più stimolante del nostro lavoro e le occasioni di confronto sui temi più rilevanti sono più numerose. L’Eurobest, infatti, è più raccolto e offre a tutti la possibilità di visitare le agenzie più importanti della città che per l’occasione accolgono i creativi di tutta Europa.
Però, domani si assegnano anche i metalli e le discussioni entreranno nel vivo. Le prossime ore saranno cruciali. Buonanotte.
Cristiano Tonnarelli

Qui e qui le due puntate precedenti.


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Diario di un giurato a Lisbona. Dia 1.

Oggi ho capito cosa prova Alex DeLarge, il protagonista di Arancia Meccanica, quando viene costretto a tenere gli occhi aperti davanti a uno schermo.
Più di 500 film visionati e votati in una stanza buia e fredda mentre fuori i 20 gradi sotto al sole cospiravano per farci soffrire ancora di più. Ci hanno diviso ancora in tre squadre e ho potuto vedere parecchie categorie, tra cui Non-Alcoholic Drinks, Fundraising & Appeal e la metà dei film per internet.
In generale, l’opinione della maggior parte dei giurati è che il livello medio sembra molto basso: poche campagne con concetti rilevanti, molti insight già visti perché si va sul sicuro, molto humor ma poca sostanza. Tranne le solite poche punte di eccellenza che emergono immediatamente rispetto al resto. Alcune, però, sono le seconde o terze puntate di campagne che abbiamo già visto. Internet e la categoria Other Screen invece riservano sorprese: alcune belle, molte brutte. Parecchi film prodotti per internet, il luogo in cui se non sei intrattenente o rilevante sei invisibile, sono a volte più noiosi e insignificanti di quelli prodotti per la TV. Noi 7 – obbligati a restare in quella stanza – ricorderemo a lungo gli 8 lunghissimi film (durata media di ognuno: 4,5 minuti) in cui 8 capi progettisti di un’azienda automobilistica orientale raccontano le proprie filosofie progettuali. Tutto in giapponese, con i sottotitoli in inglese con corpo 8.
Nelle categorie che ho visionato temo che l’Italia abbia solo qualche timida speranza.
Finito di visionare i film, verso le 15 siamo passati a rivotare i lavori che hanno passato la prima selezione online di print e outdoor: la qualità è più alta. Nella stampa la semplicità e l’essenza vengono premiate. In outdoor ci sono alcuni ambient e stunt che hanno catturato l’ammirazione di molti giurati. Devo dire che quasi tutti i lavori che avrei voluto entrassero in shortlist hanno superato la prima fase. Qualche soddisfazione per l’Italia c’è, ma sono poche: nella long list siamo rappresentati da non molte campagne ma alcune molto valide. Sergio Valente – il presidente di giuria – stasera ha postato sulla sua pagina FB le idee che ha apprezzato di più e una è “nostra”. (http://www.facebook.com/#!/doSergioValente)
Domani passeremo ai radio, rivoteremo la prima scrematura dei tv e il dibattito di sicuro inizierà a decollare. Oggi si è discusso poco di creatività, molto della crisi. La serata è finita con una sontuosa cena offerta dal sindaco di Lisbona nel magnifico palazzo del Comune. Andrew Smart, giurato inglese per la Danimarca, davanti a tanto sfarzo ha giustamente commentato: someone has to tell them that we work only in advertising.
Boa noite.

 

Qui la puntata precedente.

Cristiano Tonnarelli


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Dalla giuria di Eurobest 2011. Dia 0.

Lisbona. Il porto da cui partirono Vasco Da Gama, Pedro Alvares Cabral, Bartholomeu Dias.
Il coraggio, l’intuizione e l’anticonformismo che li spinsero a partire e a scoprire nuove rotte sono i criteri con cui il presidente della giuria di Eurobest 2011 Sergio Valente (brasiliano e presidente di DDB Brasile) ci ha chiesto di valutare le idee che dovremo giudicare. Perché Eurobest è l’occasione che l’Europa ha ogni anno per scrivere un piccolo pezzo della storia della creatività del continente e individuare le future tendenze.

Ecco, ora che ho trovato un’intro vagamente interessante posso andare al sodo. Inauguro il diario che Massimo Guastini mi ha chiesto di tenere e che volentieri ho accettato di scrivere per il blog dell’ADCI, tutte le notti durante la mia permanenza a Lisbona in veste di giurato. Siamo ancora alle fasi preliminari. Stasera tutta la giuria “classica” (print, outdoor, film e radio) si è riunita per la prima volte allo skybar dell’hotel che ci ospita. Vista magnifica sulla città, vino discreto e ottima birra. Tra i giurati si è subito diffusa la voce che in print e outdoor non c’è quasi nulla di nuovo rispetto a Cannes 2011. Boring è stata la parola più diffusa. Sì, perché abbiamo votato online print e outdoor nei giorni precedenti. Tutte le entries sono state divise e ogni giurato ha votato un terzo dei lavori iscritti. Comunque, ho potuto vedere quasi tutte le entries e il primo verdetto è che Amburgo è la capitale dell’Ambient: la metà dei lavori iscritti in questa categoria è stata fatta in quella città. Devono avere un sindaco molto simpatico.

Sono stanco e domani mi aspetta la prima dura giornata di votazioni. Si inizia con la TV. Non conosco ancora i primi risultati delle votazioni online di outdoor e print. Per chi fosse interessato può seguire gli aggiornamenti che riuscirò a postare su twitter. Sono CriTonna.
Per un commento più approfondito sui criteri e i temi discussi in giuria, invece, vi rimando al diario che cercherò di postare tutte le sere.
Boa noite.

Cristiano Tonnarelli