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IF! Festival, Day 3

Si è conclusa la quarta edizione di IF!
Da lunedì riprenderemo le nostre tristi esistenze, sballottati tra criptici brief, oscuri debrief, rework carichi di rassegnazione e inevitabili rework dei rework.
Fortunatamente, da lunedì. Sì, perché oggi siamo qui, ancora emozionati e frastornati, per raccontare la terza straordinaria giornata di IF!

Per un’ora la sala Dome del Parenti diventa una gabbia, la Gabbia dei Leoni, un format fisso di questo festival.

Nicola Lampugnani (Vice Presidente ADCI, Comitato Organizzatore e Responsabile Contenuti IF!), nella veste di domatore, discute di creatività con tre giurati che hanno preso parte al Festival di Cannes: Graziana Pasqualotto (OMD Managing Director), Gianfranco Mazzone (Managing Director di Burson-Marsteller Italia) e Michele Picci (Digital Creative Director Publicis). Ogni giurato viene invitato a raccontare l’ultima edizione dei Cannes Lions attraverso un progetto ritenuto rappresentativo della loro categoria.
Si parla anche di categorie di premi. In un mondo dove la comunicazione è sempre più fluida e ricca di compenetrazioni, cosa sta accadendo nelle categorie dei festival dedicati alla creatività?

Graziana Pasqualotto, giurata nella categoria Media, racconta di aver visionato moltissimi lavori poco rilevanti con il Media. Ciò che viene chiesto dai clienti al media sono dei risultati di business, ed è con questa premessa che la Pasqualotto presenta due progetti: Terry Bradshaw’s Stain per Tide e BMW Giving Way.

Michele Picci, giurato nella categoria Promo & Activation, ricorda il discorso del presidente di giuria quando ha briffato i giurati: “Guys, everything is promo, let’s celebrate activation”. Tutto è promo, la differenza risiede nelle modalità con cui attiviamo le persone. Le campagne presentate da Picci sono Child Replacement Programme per Pedigree (un sorprendente progetto per i cani che hanno bisogno di una casa e le case che hanno bisogno di un cane), Handle With Care per Gillette e Cheetos Museum, capace di attivare i consumatori e trasformarli in media.

Gianfranco Mazzone, giurato nella categoria PR, conferma la crescente pervasività delle PR nei festival dedicati alla creativià come Cannes. La campagna portata da Mazzone è Fearless Girl per lo State Street Global Advisors, un progetto costruito con logiche e meccaniche PR.

Dopo i leoni, è il turno di tre leonesse. Giovanna Cosenza (Semiologa e Professore Ordinario Dipartimento di Filosofia e Comunicazione Università di Bologna) e Laura Carafoli (Senior Vice President – Chief Content Officer Discovery Southern Europe) affrontano con Alessandra Lanza (Consulente Comunicazione, Comitato Organizzatore e Responsabile Contenuti IF!) un argomento sempre più rilevante: la rappresentazione del corpo delle donne in pubblicità.

Si parte da dati oggettivi. Nel Gender Gap Report 2016 del World Economic Forum l’Italia è al 50° posto. Come viene costruito questo ranking? Sulla base di quattro parametri: l’educazione, la salute, la rappresentatività politica e il lavoro. Quale tra questi parametri trascina quindi l’Italia al 50° posto? Il lavoro. Secondo una recente ricerca di Almalaurea, a un anno dalla laurea e a parità di voti, una donna percepisce in media tra i 100 e i 600€ netti al mese in meno rispetto a un uomo.
Laura Carafoli, racconta la propria esperienza in Discovery, sottolineando come sia indispensabile la meritocrazia nelle dinamiche di un’azienda. La meritocrazia è ciò che rende Discovery una grande realtà da prendere ad esempio.
Si tenta poi di rispondere alla domanda più importante: il mondo della comunicazione come vede e considera il corpo delle donne?
In Italia il numero dei casi più gravi, stampe e affissioni con immagini offensive, è diminuito. Lo stereotipo, purtroppo, persiste. Persistono le abitudine visive che inquadrano la donna come una persona leggera, frizzantina e l’uomo come un soggetto pensoso, maturo, consapevole. Ciò, secondo Giovanna Cosenza, innesca un circolo vizioso, in cui le ragazze stesse vengono abituate fin da giovani a vedersi rappresentate con codici, linguaggi e immagini stereotipate, senza percepire a pieno il gap realmente esistente. Cosa possiamo fare quindi noi creativi per sovvertire questo stereotipo? Moltiplicare i modelli, aprire il ventaglio, sporcare.

Passiamo infine al motivo per cui ci siamo recati al Parenti questa giornata.
IL CONTROCOLLOQUIO.
Tre direttori creativi: Serena Di Bruno (Grey), Livio Basoli (DUDE), Gina Ridenti (TBWA). Due giovani creative: Gaia Barison (Alkemy) e Giulia Brugnoli (JWT). Apparentemente un normale colloquio di lavoro, eccetto per un piccolo particolare: per 50 interminabili minuti sono state le due giovani creative a dettare le regole del gioco.
A completare questa già sublime visione, il moderatore Roberto Ottolino (The&Partnership), che nel caso di Ottolino si scrive “moderatore” ma si legge “aizzatore”.

Mentre nella sala Dome del Parenti Morgan strimpella l’ukulele e intona alcuni versi di Faith di George Michael, al Controcolloquio Serena di Bruno accoglie la richiesta delle due giovani creative e si esibisce in un’appassionante seppur breve performance canora (Hello di Adele).

Al Controcolloquio le domande delle giovani creative sono scomode, appuntite, maledettamente taglienti. I candidati, forti della loro esperienza, hanno sempre o quasi sempre la risposta pronta.

Gaia: “Preferisci avere un rapporto amichevole o più distaccato con i creativi con cui lavori?”
Candidata Serena Di Bruno: “Amichevole…PERÒ MI INCAZZO EH!”

Gaia: “Quale mestiere avresti fatto, se non fossi divento direttore creativo?
Candidato Livio Basoli: “Il console! Anzi no…L’AMBASCIATORE!”

Giulia: “Quanto pesa un leone di Cannes?”
Candidato Livio Basoli: “Non ne conosco il peso.”
(applauso del pubblico)
Candidato Livio Basoli al pubblico: “GUARDATE CHE NON È UNA COSA POSITIVA EH!”

Gaia: “Venerdì sera. Ennesima richiesta di rework da parte del cliente per lunedì. Cosa fai? Chiedi ai creativi di lavorare il weekend o comunichi al cliente che avrà il lavoro per martedì?”
Candidata Gina Ridenti: “Prima di tutto…BESTEMMIO.”

Giulia: “Qual è il colmo per un direttore creativo?”
Candidata Gina Ridenti: “SONO UNA SEGA A RACCONTARE LE BARZELLETTE!”

A sorpresa, ai candidati viene pure sottoposto un One Minute Brief, ma il panico è altissimo, l’ansia da prestazione insostenibile e le creatività presentate inconsistenti. C’è persino chi tenta di aggiungersi ai credits delle idee presentate dagli altri.

Dopo aver esaminato i tre candidati e osservato il loro portfolio è il momento della selezione. Gaia e Giulia si prendono qualche istante per una breve consultazione, poi pronunciano il loro verdetto. È Serena Di Bruno la candidata prescelta, che può finalmente firmare un golosissimo contratto di collaborazione a progetto.

Terminato il Controcolloquio, ci si prepara alla Cerimonia di premiazione degli ADCI Awards. Per sapere come si è svolta questa grandissima serata, clicca qui.


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ADCI Awards 2017

Vedi, quando una serata inizia così è segno che sarà una grande, grandissima notte.
Sì, è successo davvero: Renato Pozzetto entra nella Hall Of Fame dell’Art Directors Club Italia. Se questo non è #sovvertire, non so davvero cosa lo sia.

Non è servito nessun invito alla platea: quando Lele Sacchi, al solito impeccabile host della serata, e Vicky Gitto, presidentissimo di un ADCI mai così in forma, hanno annunciato Renato, automaticamente siamo scattati tutti in piedi. Una standing ovation lunga, bella, sentita, che non ha solamente salutato l’interprete di una valanga di film e sketch che ci hanno fatto ridere fino alla contorsione addominale. Esserci alzati tutti ha anche dimostrato il fatto che chi era in quella sala ha capito il significato del premio di ieri: il segnale forte e chiaro lanciato da un’intera industry nei confronti della creatività e della sua celebrazione in tutte le forme, compresa quella comica, pop senza essere mai scontata (non serve che ti ricordi come le battute di Pozzetto abbiano più livelli di lettura di una biblioteca multipiano).

 

Sovvertire, dicevamo. Ecco, non entriamo nel merito dei singoli premi assegnati (tantissimi e strameritati), ma si può dire tranquillamente che ogni singolo cono assegnato è stato un atto di sovversione.

Sovversione contro la cancellazione della memoria singola e collettiva (bravi, bravissimi, ragazzi di Havas con Forgetting Auschwitz Remembering Auschwitz).

Sovversione contro un certo snobismo che suggerisce l’inconciliabilità tra una campagna mainstream e una campagna da premiare (di nuovo, bravi ragazzi di Havas per aver fatto ballare un Paese con TIM).

Sovversione contro la più crudele e bastarda delle malattie, che ti fa dimenticare chi sei e chi ti sta attorno (Y&R, avete fatto un lavoro clamoroso, ma ho idea che questo lo sappiate già).

Sovversione contro il mondo dei giganti della birra da parte di una piccolina che sfrutta una piccola ma clamorosa falla nel piano con un’intuizione geniale che nemmeno il Conte Mascetti (un cinque altissimo, McCann).

E poi sovversione nel raccontare serie tv (We Are Social e M&C Saatchi, magnifici), nel parlare di come la gender equality nella vita di tutti i giorni sia possibile (bella lì, JWT), nel recuperare dal degrado un mausoleo incredibile (Havas, ancora tu?), nel far vivere la gravidanza in un modo ancor più commovente (passatemi un fazzoletto, DLV BBDO), nel dire stop al bullismo (7 Days Brief risolto alla grande) e tantissime altre sovversioni, piccole e grandi, nel mondo del design, del crafting, della regia.

Insomma, il livello dei lavori è stato altissimo, ma veramente tanto.
Proprio per questo, i Grand Prix quest’anno sono stati due battaglie micidiali e difficili da risolvere.

Per fortuna, a presiedere le giurie è stato chiamato uno tra i creativi più sovversivi sul pianeta, Andrea Stillacci, che ha saputo indicare la via ai presidenti e farli convergere verso decisioni che hanno lasciato la sala a bocca aperta e con le mani rossissime per il troppo applaudire.

Dai, basta con il mistero: sveliamo i vincitori.

Grand Prix Non Profit: Y&R – Chat Yourself https://www.youtube.com/watch?v=eE6BO5ANyaI

 Grand Prix: Fondazione Accademia di Comunicazione – Linkedinmate https://www.youtube.com/watch?v=foiWakAW9No

Sì, hai capito benissimo. Il Grand Prix è andato agli studenti.
Un segnale per il futuro? Forse. Il lavoro migliore? Sicuro.

Adesso che ti sei fatto un’idea, capisci perché non ci poteva essere tema migliore di #sovvertire?

Cala così il sipario sugli ADCI Awards 2017, l’edizione più inaspettata e, ça va sans dire, più sovversiva di sempre.

Ci vediamo l’anno prossimo, ma anche molto prima con un più esaustivo approfondimento su tutti i risultati e i premiati.


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Info Ritiro Biglietti ADCI Awards

Vi siete accreditati tutti su Eventbrite o con Caroline per la premiazione di stasera?

Benissimo. Per accedere all’evento ricordatevi di passare dalla biglietteria e dire il vostro nome, per ricevere in cambio il talloncino d’ingresso.

Senza quello non si può entrare.

Un consiglio per non prendervi male (si sa che noi italiani abbiamo un rapporto conflittuale con lo stare in fila): non riducetevi all’ultimo istante per compiere questa procedura. Andate un po’ prima, compatibilmente con l’apertura delle operazioni di consegna ticket.

Un giro di spritz in meno può evitarvi di sbuffare in coda dopo.

 

A stasera!


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IF! Festival, Day 2

Ci eravamo lasciati ieri con una cerimonia d’apertura all’insegna della sobrietà, ovunque tranne che al bar naturalmente.

Nel secondo giorno di IF! il programma non è stato meno intenso del precedente, anzi, se il kick off di giovedì ha scaldato i motori, questo venerdì lo spettacolo ha premuto decisamente sull’acceleratore. Anche al bar, naturalmente.

Siamo partiti forte già dalla mattina, con Marianna Ghirlanda di Google, Laura Corbetta dell’Osservatorio Branded Content, Karim Bartoletti di Indiana Production e i ragazzi di Casa Surace, impegnati in una tavola rotonda (per una volta senza olio di zio Tonino né cuofani di sugo) sull’importanza di creare contenuti rilevanti per l’utente. Che ormai le web star abbiano sovvertito il mondo dei social è cosa nota, ma sono le dinamiche con cui ciò è accaduto a essere oggetto di dibattito. Il risultato, oltre che divertente, è stato anche abbastanza chiaro: social star sì, ma solo se riescono a creare un equilibrio tra sé e il brand, ovviamente dando vita a contenuti che la gente abbia voglia di condividere. La giornata procede spedita, tra rivoluzioni targate Wired e macchine delle idee chiamate TED. Si continua a ridere con i The Jackal e con la storia di Nicola Savino, che da uomo della strada ha sovvertito tutte le aspettative e i pronostici diventando volto e voce dell’intrattenimento italiano.

Ma è quando il gioco si fa duro che i duri iniziano a giocare. Si parte con Ideas Worth Squirting, il sex talk condotto da Sergio Spaccavento e Franco Trentalance, un creativo e un pornoattore (non necessariamente in quest’ordine).

Le domande sul tavolo sono tante e i due hanno usato tutto il proprio talento per andare a fondo di ognuna di esse.


Come viene usato il sesso oggi in comunicazione?
Come siamo arrivati alla mercificazione del corpo femminile? Di chi è la colpa? Dei pubblicitari? Della TV? Di internet? Trentalance sfodera una prestazione da campione, come nemmeno in Mucchio Selvaggio, sottolineando come il sesso sia una delle attività più piacevoli e naturali svolte dall’uomo e come da sempre sia connesso al corpo femminile. All’uomo, ricorda l’indimenticato protagonista di Fallo Grosso, è sufficiente vedere un corpo femminile per attivare una reazione (qui non siamo sicuri se abbia davvero detto reazione o erezione). E qui la domanda da un milione di dollari: sarà per questo che tutto ciò che è positivo e funzione è una figata e tutto ciò che non funziona è una cazzata?

Spaccavento e Trentalance vanno al sodo e sganciano la domanda più antica del mondo: il sesso vende?

Secondo una ricerca della Ohio State University, no. Può funzionare per attirare l’attenzione, per provocare, ma non è sufficiente per innescare una conversione nell’utente. Anzi, secondo questa ricerca i brand che utilizzano il sesso in comunicazione appaiono meno interessanti. Probabilmente perché ormai il pubblico è assuefatto.

A questo punto, in un’orgia di pubblicità trash e citazioni di dubbia provenienza, si fa riferimento a Freud, Giovanna di Saratoga e alle milf, il termine più ricercato nei siti porno in Italia.

Chiusura inspirational di Trentalance: il sesso è una palestra dell’anima. È una delle cose più psicologiche che esistano. Ci coinvolge dal punto di vista fisico, mentale, emotivo. Quale altra attività umana è capace di fare ciò? Grazie al sesso possiamo diventare delle persone migliori.

Spaccavento cita invece una campagna social con un impatto degno di nota. Una onlus ha integrato una banca immagini online con immagini meno stereotipate di donne, affinché le agenzie potessero attingere a delle foto più adeguate per produrre le loro campagne. Perché “nessuno può essere ciò che non vede”.

Conclusione: il sesso può essere usato, ma con rilevanza e intelligenza.

E come una virtuale sigaretta post-coitum, il piacere a IF! continua con Alien in Utero, interessantissimo speech sulla realtà virtuale di David Karlak. Il regista mette l’accento su come la VR stia portando il concetto di cinema immersivo, da sempre esistito, a un livello incredibilmente elevato, complesso e coinvolgente per l’utente, che da spettatore diventa attore.

David presenta quindi il suo ultimo progetto: Alien Covenant In Utero. Con questo progetto il regista affronta una sfida nuova: vivere il film da un punto di vista nuovo, mai considerato, il punto di vista di uno xenomorfo pronto a nascere, cercando la propria via d’uscita dall’interno del corpo che lo sta ospitando. Robetta semplice, insomma.
Qui il trailer:
https://youtu.be/cKw1_l3htvA

Piatto forte della serata è stata poi la Directors’ Battle, in cui Lele Sacchi arbitra la sfida a suon di spot pubblicitari tra Laura Chiossone, Iacopo Carapelli e uno scatenatissimo Xavier Mairesse. La triangolar tenzone si svolge in 5 aree diverse: regia, acting, editing, storytelling e, bonus finale, storia della pubblicità.
Il vincitore di ogni sfida viene eletto dal pubblico, attraverso un sofisticatissimo applausometro e riceve un punto. Nella sfida dedicata alla storia della pubblicità si vincono 3 punti.


Curiosi di sapere cosa hanno scelto i registi per ognuna di queste categorie?
E allora noi che ci stiamo a fare? Ecco qui un sugoso recap.

Regia:
Iacopo Carapelli: Lacoste – Life is a beautiful sport https://youtu.be/p9i8aRikIDU
Laura Chiossone: Guinness – Dreamer https://youtu.be/6cDj1T-7KaA
Xavier Mairesse: SickKids VS: Undeniable https://youtu.be/78mNZeDaMtk

Vince la sfida regia Xavier.

Acting:
Iacopo Carapelli: Intermarché – #lamourlamour https://youtu.be/TBUV8O4Jl7w
Laura Chiossone: Referendum sul divorzio, Comitato per il No, con Nino Manfredi https://youtu.be/t6R_3-5g9ek
Xavier Mairesse: Harley Davidson – Inner Child https://youtu.be/6TjQsuERw8o

Vince la sfida acting Iacopo.

Editing:
Iacopo Carapelli: Royal Danish Theater – Collected Experiences https://youtu.be/wlOmZUlTtes
Laura Chiossone: Jake Dypka x Hollie McNish – Embarrassed https://youtu.be/S6nHrqIFTj8
Xavier Mairesse: Lucozade Sport – Anthony Joshua, Made To Move https://youtu.be/1bQuW5cQs4U

Vince la sfida editing Laura.

Storytelling:
Iacopo Carapelli: Leroy Merlin – Lifes adventure https://youtu.be/mgLLbCY9L4o
Laura Chiossone: Epuron – Mr. Wind https://youtu.be/Bl7xl3IiAqE
Xavier Mairesse: P&G – Thank you mom https://youtu.be/0ruHOaHrGnQ

Vince la sfida storytelling Xavier.

Punteggio a questo punto:
Laura: 1
Iacopo: 1
Xavier: 2

Storia della pubblicità:
Iacopo Carapelli: Canal+ – The Bear https://youtu.be/3393O1uD_w8
Laura Chiossone: Carosello – Lagostina https://youtu.be/qsgxgmyiWXA
Xavier Mairesse: Berlitz – Improve your English https://youtu.be/gmOTpIVxji8

Vince la sfida e la battaglia Xavier.

A proposito di battaglie: ve lo ricordate che stasera ci sono gli ADCI Awards, vero?
Ah, e anche un’altra valanga di appuntamenti che trovate qui https://www.italiansfestival.it/programma/

Ci vediamo a IF!


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IF! FESTIVAL, Day 1

Questa sera è finalmente iniziata la quarta edizione di IF! Italian Festival, il festival dedicato alla creatività in Italia.

Come da tradizione, la serata inizia con la Welcome Ceremony, condotta dall’immancabile Lele Sacchi. Sul palco salgono Emanuele Nenna (Presidente ASSOCOM, Comitato Organizzatore e Responsabile Contenuti IF!), Davide Boscacci (Comitato Organizzatore e Responsabile Contenuti IF!) e Paola Marazzini (Agency & Strategic Clients Director di Google Italia).

Nenna conferma la propria soddisfazione per il programma di questa quarta edizione, un programma forte e ricchissimo, e condivide con il pubblico il proprio desiderio: realizzare la migliore edizione di sempre.

La parola passa quindi a Boscacci, che presenta il tema di quest’anno. L’argomento, esordisce, è sempre lo stesso, la creatività, ma ogni anno viene definito in un modo diverso. Quest’anno si parla di sovversione, un termine più violento. C’è bisogno di più “violenza creativa” oggi, per superare il periodo di piattezza culturale degli ultimi anni. Si parla di rovesciare la visuale, ribaltare il paradigma, sovvertire le regole. Boscacci invita quindi i creativi italiani a tornare a guardare le cose in modo più laterale, trasgredire, innovare e divertirsi un po’ di più.

Infine Paola Marazzini celebra il connubio tra il mondo della creatività e la tecnologia, in quanto capace di creare percorsi virtuosi. Grazie a tecnologie sempre più avanzate e dati sempre più precisi, i creativi hanno una potente fonte d’ispirazione, così come i brand hanno la possibilità di realizzare una comunicazione sempre più rilevante per i propri consumatori.

Chiusa la Welcome Ceremony, è il turno del primo ospite della serata, Sam Baron (Direttore di Fabrica, il laboratorio creativo di Benetton). Il suo compito questa sera? Spiegare al pubblico cosa è la creatività.

Per fare ciò, Baron racconta una sfida che ha affrontato con i designer di Fabrica, un progetto commissionato dal curatore del museo Grand-Hornu Images di Boussu, in Belgio.

Si tratta dell’esposizione Objet Préféré. Da una collaborazione tra i designer di Fabrica e il personale del museo (artigiani, tecnici, carpentieri, verniciatori, contabili e così via) sono nati 15 mobili originali, il cui design è strettamente connesso all’oggetto preferito di ogni dipendente del museo. Tra le opere troverete per esempio un armadio con un cassetto nascosto, destinato a una spazzola per capelli che una dipendente ha ricevuto dalla madre e custodisce gelosamente. Oppure un armadietto da spogliatoio con una particolarità: una nicchia destinata a un album fotografico di famiglia, l’oggetto preferito di un dipendente pentito di aver dedicato troppo tempo al lavoro e al calcio e troppo poco ai propri figli.

 

Come è potuto nascere questo progetto? Grazie al processo creativo, che secondo Baron si sviluppa attraverso più elementi chiave: inspiration, idea, concept, team, exchange, process, try, questions, talk, impulse, leader, people, work, communication, identity, reality e infine dream.

L’ultimo intervento nella sala Dome del Parenti è di Vicky Gitto (Presidente ADCI) e Andrea Stillacci (Presidente ADCI Awards 2017). Il nostro Presidente conferma la direzione intrapresa dal club: apertura. Apertura alle collaborazioni con altre associazioni, apertura ai professionisti esterni al mondo della pubblicità e apertura al territorio italiano.

Stillacci, Fondatore e Presidente del gruppo indipendente francese Herezie, commenta con parole incoraggianti le giurie e i lavori visionati. Rispetto alla sua ultima visita, Stillacci ha ritrovato un’Italia cambiata, rinnovata, con giurati preparati e lavori più maturi.

Diciamolo chiaramente. Con IF! Festival l’eccellenza creativa torna sul palco e torna a parlare. Si prospettano altri due giorni straordinari, quindi mollate tutto ciò che state facendo e venite al Teatro Franco Parenti di Milano. Lasciate che IF! Festival rovesci la vostra visione e capovolga ogni paradigma.


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7 Days Brief – Brief e Giuria

Sono passati 7 giorni e, come promesso, siamo arrivati al momento della pubblicazione del brief. Come sempre si tratta di un bel progetto per una Onlus: ai giovani creativi il compito di confezionare in 7 giorni il re di tutti i video unskippable.

Veniamo alla Giuria che nel pomeriggio di venerdì 29 settembre si riunirà al Teatro Franco Parenti durante IF! per giudicare i lavori: Andreas Toscano Mielenhousen, Creative Director di The Zoo rivestirà i panni del Presidente di Giuria e verrà affiancato da Federico Ghiso (Alkemy), Federica Facchini (TBWA) e Luca Pedrani (AKQA) in qualità di giurati.

Per chi si fosse perso il post precedente, qui potete trovare il regolamento del contest con tutte le informazioni relative a formati, deadline e altro.

Vi ricordiamo che in palio per la coppia vincitrice ci sono uno YOGA Book Android tablet (a testa) e la gloria di essere premiati sul palco di IF! durante la cerimonia degli ADCI Awards: non skippate questa occasione!


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ADCI Awards 2017 – Le Giurie

ADCI è lieta di rendere noti i nomi dei giurati degli ADCI Awards 2017: la giuria al completo!

“Sono fiero di poter collaborare con una squadra come questa. Una lista di nomi dove ad ogni riga vi è il piacere di scoprire un grande talento e un’ infinita passione per il nostro straordinario mestiere.”

Andrea Stillacci


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Ecco perché Direct/PR sono le categorie più importanti del prossimo ADCI Awards.

Un punto di vista sul Direct e sulle PR da Francesco Bozza, Presidente della giuria di categoria ai prossimi ADCI Awards.

Francesco Bozza

Dumb Way To Die. Magic of Flying di British Airways. Volvo Interception. The Swedish Number. Google Home Of Whopper. Cos’hanno in comune questi cinque progetti? Cosa lega un video animato con una musichetta che ti entra nel cervello al primo ascolto, con un’affissione interattiva dove un bimbo guarda gli aerei che passano? E cosa c’entra un numero di telefono per parlare con uno svedese a caso, con la più geniale operazione social degli ultimi anni? Tutte queste campagne sono dei Grand Prix Direct a Cannes. E, badate bene, mi sono solo limitato ai Grand Prix, perché se diamo un’occhiata agli ori, scopriremo altri progetti che hanno fatto la storia della nostra industry: Sorry I Spent It On Myself, Make Up Genius, Like a Girl, Van Gogh BnB, Fearless Girl, Meet Graham… Campagne integrate, app, installazioni, piattaforme digitali cross-mediali… insomma, la crème de la crème della creatività degli ultimi  anni. Non c’è dubbio: negli anni la categoria si è evoluta. Oggi per Direct non si intende più il flyer che ti ritrovi nella buchetta delle lettere… Direct è ora una categoria che si estende su tutti i media, è la più interessante e la più creativa. Grazie alla tecnologia, ci sono molti modi per raggiungere le persone per ottenere una risposta più diretta che mai. Potrei fare lo stesso discorso per la categoria PR, che ormai ha scavalcato il confine del comunicato stampa e delle relazioni con i media e da anni mostra la sua completa potenza integrata.

Segno evidente che la pubblicità classica sta perdendo la propria forza di persuasione per lasciare spazio a nuove forme di espressione. Queste nuove forme sono l’essenza di queste due categorie, che hanno tanti punti di contatto (tanto che l’ADCI ha deciso ormai da un po’ di farle giudicare dalla stessa giuria). E a proposito di giuria: credo di aver messo insieme davvero un team di altissimo profilo: Direttori Creativi Esecutivi come Alessandro SabiniStefania Siani e Sergio Spaccavento (l’uomo più giurato del mondo…). Direttori Creativi pluripremiati e talentuosi come Dario VillaMarco Geranzani e Manuel Musilli. E poi due ciliegine sulla torta: Gianfranco Mazzone, che ha rappresentato l’Italia a Cannes nella categoria PR e Desirè Ferrari, che lavora a livello internazionale in Coca-Cola. Insieme premieremo la capacità di avvicinare i brand alle persone, di stabilire una relazione, di instaurare una complicità e regalare un’esperienza.. E i metalli pesanti andranno a chi riuscirà a coinvolgere il consumatore fino al punto di farlo diventare il promotore del brand. È tutto. Ci vediamo a IF.

Francesco Bozza


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Tra 7 giorni…

State tranquilli: Samara non verrà a prendervi.

In compenso il 20 settembre alle ore 12 inizierà il 7 Days Brief 2017, il premio nato dalla partnership tra ADCI e Google. Quest’anno il contest permetterà ai meritevoli vincitori di accaparrarsi uno YOGA Book Android tablet a testa, oltre alla gloria di essere premiati sul palco di IF! Italians Festival durante la cerimonia degli ADCI Awards.

Il contest è aperto alle coppie creative under 29 che vorranno cimentarsi nella sfida di sempre: ideare e produrre in 7 giorni un video “unskippable”, capace cioè di catturare l’attenzione degli utenti nei primi cinque secondi invitando alla visione dell’intero contenuto. Durata massima un minuto, durata minima 30 secondi.

Per ora potete iniziare a prendere confidenza con il regolamento. Il brief verrà pubblicato sempre qui sul blog ADCI, insieme alla Giuria che giudicherà i lavori. Ovviamente tra 7 giorni.