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Tutti i Direttori Creativi del GVDE 2018.

Quest’anno abbiamo reclutato ben 93 Direttori Creativi che hanno deciso di seguire l’esempio di Enzo Baldoni, il fondatore e Direttore Creativo di Le Balene che ogni venerdì pomeriggio dedicava il proprio tempo ai giovani creativi.

Proprio come faceva lui, venerdì 15 giugno alcuni tra i migliori Direttori Creativi italiani incontreranno i giovani talenti per aiutarli, dargli consigli e criticare costruttivamente il loro portfolio.

Ecco la lista completa di chi parteciperà in ciascuna delle cinque città coinvolte:

MILANO

Marco Peyrano (The Big Now)

Livio Basoli + Lorenzo Picchiotti (Dude)

Hana Kovacevic (DOING)

Luca Cortesini + Gabriele Caeti (DDB)

Aureliano Fontana + Bruno Vohwinkel (Havas)

Stefania Siani (BBDO)

Franz Degano (Quinto Lancio)

Serena Di Bruno (Grey)

Nicola Rovetta (MullenLowe Group)

Paolo Iabichino (Ogilvy & Mather)

Selmi Barissever + Cristiano Nardò (Leo Burnett)

Paola Morabito (BCUBE)

Andreas Toscano Mielenhousen + Luiz Risi (The Zoo Google)

Daniele Dionisi (M&C Saatchi)

Pas Frezza + Luca Iannucci (Serviceplan)

Davide Boscacci (Publicis)

Isabella Bernardi (Freelance Creative Director)

Alessandro Orlandi (Saatchi & Saatchi)

Federico Ghiso (Alkemy)

Valerio Le Moli (La Fabbrica Creativa)

Mirco Pagano (TBWA)

Antonio Di Battista (JWT)

Stefano Zanoni (The Embassy)

Aldo Pugnetti (The Optimist)

 

BOLOGNA

Massimo Valeri (Local Ambassador ADCI)

Beatrice Furlotti (Baradal)

Laura Grazioli (Nouvelle)

Matteo Righi (DIENNEA)

Alessandro Marani (Canali&C)

Dario Anania (Max Information)

Luca D’Alesio (Touché)

Mirella Valentini (Freelance)

Giulio Nadotti (The AD Store)

Michele Golinelli (Mollusco & Balena)

Domenico Gentiluomo (Esclama)

Pietro Lena (Hibo)

Mirko Cottone (Integra Solutions)

Pierpaolo Marconcini (Nimai)

Roberto De Martini (Nouvelle)

Marco Gucciardi (Changee)

Maurizio Cinti (AdmCom)

 

ROMA 

Lorenzo Terragna (Saatchi&Saatchi)

Mariano Lombardi (Y&R)

Marco Fresta (Gruppo Roncaglia)

Fabrizio Caperna (The&Partnership)

Antonio Fatini (Klein Russo)

Alessandra Romani (Spark44)

Maria Pia Candreva (Spark44)

Sara Portello (DLVBBDO)

Luigi D’Anna (FOX)

Luca Rochira (Mr. Moody)

Guido Scamporrino (Base3)

Marcio Cortez Melendez (Turner)

Stefano Massari (Freelance)

Massimo Guerci (Publicis)

Francesca Lanzilotto (Plural)

Leonardo Pastacaldi (GTB)

Paola Manfroni (Marimo)

Veriana Visco (Think Cattleya)

 

NAPOLI

Luca Pedrani (Imille)

Fabio D’Alessandro (Saatchi & Saatchi)

Anna Meneguzzo (Leo Burnett)

Domenico Manno (DOING)

Patrizia Boglione (Angelini Design)

Alfredo Felco (The Jackal)

Angela Pastore (Antville Multicreatives)

Chicco Meomartini (TBWA)

Luis Ciccognani (Politecnico di Milano)

Sergio Guida (Brand Strategist)

Graziella Bilotta (Healthware International)

Daniela Montieri (Un posto al copy)

Pierpaolo Andolfi (Antville Multicreatives)

Marica Rinaldi (Freelance Creative Director)

Giuseppe Rigo (Graphicnart)

Emy Caterino (Symila Communication Factory)

Alessio Attanasio (MTN Company)

Francesco Quarto (IV Design Studio)

Domenico Catapano (About Lab)

Francesco Galdo (Artedit)

Roberto Ottolino (The&Partnership)

 

PALERMO

Davide Iacono (Mosaicoon)

Cristiano Pezzati (Mosaicoon)

Alessandro Albanese (Just Maria)

Carlo Loforti (Just Maria)

Gianluca Scuderi (Cut&Paste)

Antonio Giambanco (IM*MEDIA)

Marco Riccobono (The New Place)

 

Se volete incontrarli e sfruttare quest’occasione unica, c’è ancora qualche posto disponibile.

Prenota qui il tuo biglietto per il GVDE di Milano.

Prenota qui il tuo biglietto per il GVDE di Bologna.

Prenota qui il tuo biglietto per il GVDE di Roma.

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Prenota qui il tuo biglietto per il GVDE di Palermo.

Ricordatevi di portare il vostro portfolio. Ci vediamo venerdì 15 giugno per il più grande Grande Venerdì di Enzo di sempre! Crediamo che anche Enzo ne sarebbe contento ;)


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I miei primi colloqui/Pagina 1: Sandro Baldoni.

Iniziamo con Sandro Baldoni, co-fondatore dell’ADCI nel lontano 1985 e direttore creativo e founder de LeBalene.

Ciao Sandro, ci racconteresti i tuoi primi colloqui?

Il mio primo colloquio è stato in JW Thompson. Ero appena sceso a Milano dall’alta montagna Umbra. Arrivo al piano alto di un palazzo del centro, entro in un gigantesco atrio tutto vetrate. Non vedo la porta a vetri perfettamente trasparente che sbarra il secondo corridoio, do una capocciata al doppio vetro. Dall’altra parte, tutti a ridere. Non so se andarmene o restare. Arriva in mio soccorso una receptionist con gli occhi verdi, che trattiene a stento le risa. Decido di restare. Faccio mezz’ora di anticamera tamponandomi il naso col fazzoletto e poi arriva uno con un foulard intorno al collo e gli occhiali scuri anche se fuori era buio. Mi chiede un po’ di cose, ma si vede che pensa ad altro e continua riannodarsi il foulard. Non vedo l’ora di andarmene. Sempre diffidare delle vetrate e dei foulard.

Chi erano i tuoi “guru”? Cosa ti hanno detto?

Non avevo guru. Più che altro dovevo mantenermi, volevo tirare su un po’ di soldi e sarei andato a lavorare ovunque. Sapevo poco di pubblicità, ero (sono) ragioniere. Solo che mi piaceva leggere e a scuola ero bravo a fare i temi. Mio fratello Enzo diceva che potevo far il copy e conosceva Pino Pilla, che allora era uno dei più bravi, e me lo fece conoscere. Andai nel suo ufficio. Non parlava, io meno di lui. Mi fece vedere un titolo su cui stava lavorando, per un’agenzia di recruiting: “Il tuo capo ti dice che sei bravo, sveglio e intelligente. Come mai hai un capo?”. Mi chiese un parere. ‘Azz, era bello: pensai che forse in pubblicità si poteva scrivere anche qualcosa di intelligente. Glielo dissi.

Si accese la quinta sigaretta in dieci minuti e mi portò di là a parlare con Emanuele Pirella, il quale dopo un quarto d’ora mi congedò dicendomi che era meglio se avessi provato a fare un altro mestiere. Trovai lavoro in pubblicità (intanto facevo il portiere di notte) solo qualche mese dopo, in CPV, con Marco Vecchia, grande maestro. Lì scoprii che c’era anche un certo Pasquale Barbella, un pugliese che scriveva titoli fulminanti e body copy alla John Fante: di sera presi l’abitudine di andare a scavare nel suo cestino per vedere quello che scriveva. La maggior parte delle cose cestinate erano già pepite d’oro. Da lui (un altro che parlava poco) rubai tutto quel che potevo.

Quando è che ti sei sentita/o onorato/a?

Onorato non lo so, non sono il tipo. Divertito, anche un po’ vendicativamente gratificato, sì: dopo un anno e mezzo ricevo una telefonata di Pirella che mi dice: “Ho sbagliato, voglio assumerti, ti do il doppio di quello che ti danno adesso”. Poco dopo ho comperato la mia prima 500 col tettino che si scoperchiava.

Quando è che ti sei vergognato/a?

Quando ho dato la capocciata al vetro. Dopo non ricordo.

Come era il tuo primo book?

Un po’ unto, me lo fece notare un art director con cui lavoravo, il grande Agostino Reggio. Me lo smacchiò con la trielina. Era una specie di quadernone nero dove avevo appiccicato i vari lavori (allora quasi tutta stampa).

Ci racconti qualche aneddoto su come lo hai costruito? Chi ti ha aiutato.

Il mio primo art era appunto Agostino. Lui aveva più esperienza di me e sapeva come congegnare un portfolio. Trasformò il quadernone in un oggetto di design e razionalizzò la sequenza delle campagne. Lavorammo insieme prima in CPV, poi in GGK e poi appunto con Pirella, all’agenzia Italia. Facevamo belle cose. All’Italia incontrai anche quell’eccelsa testa di Lele Panzeri. In breve tempo tutti e tre facemmo delle grandi campagne. Così, dopo qualche tempo, il portfolio non mi serviva più. I direttori creativi che incontravo conoscevano già il mio lavoro. Me la tiravo anche un po’, avevo 26/27 anni ed ero pirla come si è a quell’età (in genere).

Quali sono gli insegnamenti che hai tratto dai colloqui?

Direi: se hai bisogno di soldi, cresta bassa. Se hai già fatto qualche bella cosa, cresta alta e un po’ di spocchia, serve per alzare il banco. Poi: sii sempre te stesso, parla poco, fai parlare il tuo lavoro.

Grazie Sandro.

Sandro Baldoni. Copywriter di lungo corso, ha lavorato prima in varie agenzie internazionali, poi ha fatto il free-lance con STZ Milano, GGK New York, Leo Burnett Italia e Lurzer/Conrad Francoforte. Nel 1984 ha aperto la sua prima agenzia, la FCA, con Lele Panzeri e Fabrizio Sabbatini. È stato regista e sceneggiatore di quattro film, tra cui Strane Storie, premiato come migliore Opera Prima al Festival di Venezia e La Botta Grossa, Nastro d’Argento come miglior documentario italiano nel 2018. Attualmente è socio delle Balene e cofondatore di Acqua su Marte, spazio di coltivazione delle idee.

“I miei primi colloqui” continua. Se non sai cosa sia leggi qui: http://blog.adci.it/adci/anche-i-grandi-hanno-avuto-un-primo-colloquio-e-alcuni-non-sono-andati-meglio-di-te/

In collaborazione col team di Plural: Marco Diotallevi, Direttore Creativo; Sara Tiano, Art Director; Francesca Lanzilotto, Strategist e Antonella Dente, Social Media Manager.


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Anche i grandi hanno avuto un primo colloquio. (E alcuni non sono andati meglio di te)

Celebrare i momenti più emozionanti e formativi della nostra carriera attraverso i ricordi privati dei protagonisti della pubblicità contemporanea. Questo l’obiettivo de “I miei primi colloqui”, la rubrica editoriale che accompagnerà il blog fino al Grande Venerdì Di Enzo, il 15 giugno.

Un viaggio nel tempo raccontato dai direttori creativi Sandro Baldoni (LeBalene), Patrizia Boglione (Angelini), Davide Boscacci (Publicis), Federico Ghiso (Alkemy), Nicola Lampugnani (Discovery), Mariano Lombardi (Y&R), Anna Meneguzzo (Leo), Nicola Rovetta (MullenLowe), Alessandro Sciortino (McCann) e tanti altri.

“Le mani sudate, la voce spezzata e il cuore a mille sono sensazioni che non appartengono solo agli studenti di oggi” afferma Marco Diotallevi, direttore creativo di Plural e autore del progetto. “Ogni stroncatura, ogni complimento ed ogni critica sono insegnamenti indimenticabili su cui si fonda la carriera di ognuno di noi.” Il progetto vede la collaborazione del team di Plural: Sara Tiano, Art Director, e Francesca Lanzilotto e Antonella Dente, Strategist e Social Media Manager. L’appuntamento è quindi ogni giorno qui, sul blog Adci.

 


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Parole O_Stili, edizione 2018

Parole O_Stili 2018: oltre 1.000 esperti della rete e persone da tutta Italia a Trieste per fare il punto sui temi dell’ostilità in rete.

Trieste, 7 giugno 2018 – “Quando le parole sono un ponte” – quinto principio del Manifesto della comunicazione non ostile e, oggi più che mai, tema di grande attualità – è il filo condutture di Parole O_Stili 2018, l’appuntamento annuale che giovedì 7 giugno vede riunirsi a Trieste oltre 1.000 esperti della rete, giornalisti, manager, politici, comunicatori, influencer, rappresentanti della PA e numerose persone e professionisti provenienti da tutta Italia, legati dalla volontà di promuovere un dialogo per contrastare il linguaggio dell’odio in rete e non solo.

Hate speech, fake news, fact-checking, disinformazione e formazione, consapevolezza e fiducia: tanti i temi affrontati in diversi ambiti, dal giornalismo alla politica, dal business alla pubblica amministrazione, dalla scuola alla famiglia, a partire dai nuovi dati delle ricerche presentate in anteprima per questa occasione:

l’indagine inedita di SWG su “Hate speech e Fake news nel lavoro e nel business”, condotta tra cittadini, lavoratori e dirigenti;
gli esiti della ricerca “Trust in progress. Viaggio alla scoperta dei nuovi costruttori di fiducia” realizzata da RENA per indagare gli attori, le realtà e i meccanismi necessari per favorire una nuova creazione di fiducia;
i dati su “Competenze digitali e mediazione sociale dei ragazzi online” di “EU Kids Online per Miur e Parole O_Stili”, la ricerca condotta dall’OssCom dell’Università Cattolica in collaborazione con il Miur e l’ATS Parole Ostili.

Al via inoltre due nuovi importanti progetti: il lancio del “Manifesto della comunicazione non ostile…per le aziende”, scritto da Annamaria Testa e da un gruppo di aziende sensibili al tema, e l’iniziativa Paroleinformazione, una vera e propria chiamata al mondo dell’informazione affinché possa farsi portatore di consigli e di un messaggio di sensibilizzazione su un tema attuale come quello dell’utilizzo del linguaggio in rete e non solo.

Rispetto ai cittadiniscende significativamente il livello di allarme e di attenzione sull’hate speech, dal 70 al 53% (-17% rispetto al 2017), mentre sulle fake news il calo di chi ritiene il grado di allarme e di attenzione su questo tema adeguato risulta più ridotto, dal 65 al 59% (- 6%). Per entrambi i fenomeni, a distanza di un anno si evince una tendenza all’assuefazione rispetto alle precedenti rilevazioni espresse dai cittadini, con un conseguente calo dell’attenzione “di massa” e della consapevolezza nei confronti di fake news ed hate speech, pur restando un fenomeno all’ordine del giorno. Due persone su tre pensano che le fake news e i toni offensivi usati in rete siano una nuova realtà con cui ci si dovrà misurare d’ora in avanti, un nuovo modo di comunicare della società di oggi e in rete (lo pensa il 66%), mentre solo per il 23% si tratta di un fenomeno temporaneo, legato in parte al periodo di crisi in cui viviamo e alla necessità di imparare a utilizzare i nuovi strumenti. Se i millennial, cresciuti nell’epoca dei social, percepiscono meno il salto di paradigma (-6%), la percezione risulta invece maggiore nelle fasce di popolazione più istruita (+7%). Dai dati si evidenzia anche un legame tra la percezione di questi fenomeni e il livello d’istruzione degli intervistati: sono infatti le persone laureate le più preoccupate, mentre chi non supera la licenza media percepisce minor odio nelle comunicazioni. In generale, politica/economia ed esteri/migrazioni rimangono i temi centrali su cui si innescano fake news ed hate speech, sebbene il tema esteri/migrazioni (31%) mostri un minor livello di hate speech rispetto al primo (50%). 

Inedite le rilevazioni di SWG sul campione di lavoratori e dirigenti: il 58% dei lavoratori dipendenti intervistati sostiene che l’uso di linguaggio aggressivo e irrispettoso sia diffuso in ambito lavorativo e che lo sia di più rispetto a 10 anni fa (lo crede il 47%). Eppure sette dipendenti su dieci ritengono che lo stile comunicativo delle imprese abbia una funzione pedagogica perché incide direttamente sul cambiamento di linguaggio della società. Emerge quindi anche l’importanza che le aziende possono avere nel ruolo di sensibilizzazione ed educazione verso una maggiore consapevolezza e uso degli strumenti del digitale.
Da parte loro anche i dirigenti ritengono molto cambiata la comunicazione negli ultimi 10 anni e circa un terzo si sente ancora a disagio con il nuovo modello comunicativo (36%), i cui ingredienti principali sono protagonismo e aggressività, prevalenti rispetto ad assertività ed empatia. L’81% dei dirigenti ritiene che le aziende siano bersaglio di odio e fake news e il 59% afferma di riscontrare difficoltà nel controllo della propria brand image online, soprattutto sui social. Andando più nel dettaglio emerge che, per sentirsi attrezzate a comunicare sui social network, alle aziende mancano soprattutto competenze (42%), ma anche risorse umane (30%), approccio mentale e culturale al fenomeno (24%), investimenti (20%), pratica ed esperienza (18%). Infine, sulla linea tra buona educazione e toni forti, per la quasi totalità dei dirigenti (95%) la buona educazione e il linguaggio incidono sulla brand reputation delle imprese di oggi, sebbene il 43% degli intervistati affermi allo stesso tempo che una pubblicità, per essere efficace, debba usare toni forti.

“Il tema della parola e dell’ostilità nel linguaggio è centrale in questo momento storico. A dimostrarcelo sono state le centinaia di migliaia di persone, provenienti da ogni parte d’Italia, che
in poco più di un anno hanno aderito spontaneamente al Manifesto della comunicazione non ostile, portandolo a compiere un viaggio straordinario fra case, scuole, uffici, istituzioni, al di là di
qualsiasi aspettativa. Insegnanti, impiegati, manager d’azienda, comunicatori, professionisti e persone che hanno reso Parole O_Stili una community sempre più grande, espressione chiara e trasversale di un bisogno di stile e rispetto nell’utilizzo dei social media e, in generale, del
linguaggio, dalla politica alle imprese, alla vita di tutti i giorni, per accompagnare la crescita di una società civile consapevole e responsabile. Grazie di cuore, da parte nostra, a tutte queste
persone”, ha commentato Rosy Russo, fondatrice di Parole O_Stili.

Dalla scrittrice Michela Murgia ad Agnese Moro, dalla giornalista Maria Concetta Mattei alla Senatrice Valeria Fedeli, da Antonia Klugmann, chef stellata e giudice di MasterChef Italia, a Carlo Verna, Presidente Ordine dei Giornalisti Italiani, da Annamaria Testa, esperta di comunicazione e saggista, a Paola Bonini, Consultant Digital Direction Rai: sono solo alcuni dei nomi che, a partire da ambiti, esperienze, stili e professioni diverse, hanno dialogato e riflettuto sull’importanza del linguaggio e delle parole, sulla consapevolezza che “virtuale è reale” e che l’ostilità espressa in Rete può avere conseguenze concrete e permanenti nella vita delle persone ma anche di aziende, enti e istituzioni. Con l’obiettivo di trovare insieme soluzioni che possano contribuire a ridurre e contrastare questo fenomeno.

Parole O_Stili 2018 è stato realizzato con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Porto di Trieste e grazie agli Sponsor Carrefour, Costa Crociere, Sorgenia, Illy, Coca-Cola HBC Italia, Genertel, Eurospital, Ikea.

L’appuntamento di Trieste segna una nuova tappa nel percorso di Parole O_Stili, la prima community in Italia contro la violenza 2.0 nata a febbraio 2017 con il lancio del “Manifesto della comunicazione non ostile” - dieci principi di stile per arginare e combattere i linguaggi ostili in Rete – che in pochi mesi ha già compiuto un viaggio straordinario di bacheca in bacheca, passando per le aule delle scuole, per le università, gli uffici e molte aziende, non solo Italia, ma anche in Europa.

Il “Manifesto della comunicazione non ostile…per le aziende” 

Rappresenta una risposta delle imprese e per le imprese ai rischi connessi alla diffusione del linguaggio d’odio nella società il “Manifesto della comunicazione non ostile… per le aziende”, dieci principi a cui aziende e imprese possono ispirarsi per gestire al meglio il dialogo sui social media e i rapporti online. Come già era avvenuto per l’elaborazione, prima per la Politica e poi per la PA, ad ogni punto del Manifesto corrisponde una declinazione per il business, elaborata nella sua versione finale da Annamaria Testa sulla base dei contributi proposti da aziende sensibili alla tematica dell’ostilità nel linguaggio in rete e non, che hanno deciso di partecipare alla stesura del Manifesto. Fra queste vi sono in particolare: Carrefour, Coca Cola HBC Italia, Costa Crociere, Discovery, Piaceri Mediterranei, Genertel, Granarolo, Groupon, Ikea, Illy, AXA Italia, Mondadori Education, Gruppo Nestlé Italia, Nissan, Playmobil, SEC – Strategy PR Advocacy, Signify, Sorgenia, Spin Master, The Walt Disney Company Italia, Trieste Airport.

Il “Manifesto della comunicazione non ostile…per le aziende” fa parte delle iniziative promosse dall’“Academy Parole O_Stili”, nata per definire e promuovere i principi di rispetto e
cittadinanza che devono governare la comunicazione delle imprese e delle pubbliche amministrazioni nei social media. Rivolto a collaboratori di aziende, istituzioni ed enti, il percorso formativo si propone di promuovere anche in azienda una maggiore consapevolezza rispetto al linguaggio sui social allo scopo di attivare un cambiamento nei comportamenti comunicativi delle persone: virtuale è reale, reale è virtuale. Da poche settimane, il Porto di Trieste è la prima istituzione in Italia ad aver ottenuto l’attestato “Parole O_Stili. Per una comunicazione responsabile”, dopo aver intrapreso e concluso un percorso formativo dedicato che ha visto parte del personale lavorare con esperti qualificati e partecipare a corsi e workshop sull’importanza dell’utilizzo dei linguaggi non ostili sui social network e sul web.

Paroleinformazione 

Organizzata da Ordine dei Giornalisti nazionale, Federazione Nazionale Stampa Italiana e Parole O_Stili, l’iniziativa “Paroleinformazione” è una “chiamata collettiva” ai giornalisti italiani, per chiedere di contribuire alla creazione di una raccolta di consigli, punti di vista, esempi riguardanti lo stile con cui un giornalista può (e dovrebbe) stare in rete. L’obiettivo: portare l’attenzione sul tema dell’utilizzo delle parole in rete e creare uno strumento agile e utile per le nuove leve che credono nel giornalismo, per quanti intendono lavorare con le parole, per quanti sono semplicemente interessati al tema.

In che modo si può partecipare? Commentando, rigorosamente in 280 caratteri (lo spazio di un tweet), uno fra i dieci principi del Manifesto della Comunicazione non ostile, e offrendo un contributo professionale e allo stesso tempo personale. Una parte dei commenti formerà un ebook che verrà diffuso in rete.

Il libro “Parole OStili – dieci racconti” 

Appena uscito in libreria e reso disponibile gratuitamente dal MIUR in ebook per tutti i docenti, il libro “Parole Ostili – dieci racconti” – edito da Laterza e dal Salone internazionale del Libro di Torino – presenta 10 racconti per 10 scrittori, ciascuno liberamente ispirato a un principio del Manifesto della comunicazione non ostile. A cura di Loredana Lipperini e nato dalla collaborazione tra il progetto “Parole O_Stili” e il MIUR, il libro riunisce alcune fra le voci più interessanti della narrativa contemporanea - Tommaso Pincio, Giordano Meacci, Giuseppe Genna, Diego De Silva, Helena Janeczek, Alessandra Sarchi, Fabio Geda, Nadia Terranova, Christian Raimo, Simona Vinci - per riflettere sull’uso del linguaggio in rete, attraverso lo strumento del racconto.

Parole O_Stili e il Manifesto della comunicazione non ostile 

Nato dal lavoro collettivo di oltre cento professionisti della comunicazione, il Manifesto della comunicazione non ostile esprime una duplice volontà: rendere la Rete un luogo migliore, meno violento, più rispettoso e civile e responsabilizzare ed educare gli utenti a praticare forme di comunicazione non ostile. Lanciato a Trieste nel febbraio 2017, in pochi mesi si è diffuso non solo in Italia, ma in tutta Europa, ed è stato tradotto in 17 lingue. Oggi è al centro di un grande e ambizioso progetto di educazione collettiva promosso dall’Associazione Parole O_Stili, impegnata nella sensibilizzazione contro l’ostilità delle parole online e offline. Sono numerose le iniziative che, negli ultimi mesi, si sono sviluppate intorno al Manifesto, dalla comunicazione tra Pubblica Amministrazione e cittadini, alla comunicazione d’impresa, a quella politica, oltre a progetti e appuntamenti dedicati a studenti e docenti. Questi ultimi, in particolare sono stati resi possibili grazie alla partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Giuseppe Toniolo, da sempre sostenitori centrali del progetto, e all’importante protocollo d’intesa firmato dall’ATS Parole Ostili con il Miur. Tutte le iniziative sono consultabili su: paroleostili.com


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Sconto Soci ADCI per Scholarship ADC*E

Prendi carta e penna (o il loro equivalente digitale che preferisci) e segnati tutte ‘ste info, ché fidati ti servono.

Come sai ADCI e ADC*E sono in super partnership e quindi, in quanto socio, puoi partecipare a condizioni agevolate alla scholarship Rising Stars.

Te lo dico, il programma di quest’anno è clamoroso.

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You’ll cover the key elements of digital communications and understand the implications on business, customer growth, and tools for change.
2-3 August – London
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Social Media Marketing
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17-19 September – Stockholm
ADCE Scholarship: 30% off

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Explore the mechanics of designing impactful user journeys over three intensive days. This course will transform how you design and implement user journeys, how you evaluate the quality of user experience and relate your business objectives to user needs.
10-12 October 2018 — London
ADCE Scholarship: 30% off
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Led by Pencil-winning individuals, D&AD courses are immersive, hands-on workshops, with a focus on learning that actually sticks. You’ll take away tangible learning outcomes, so you can practice what’s been preached as soon as you’re back at the office.
2018 (multiple dates) — London
ADCE Scholarship: 15% off

 

Visto che bombette?

Mi sa che non ci sono più scuse, ti tocca iscriverti.

 


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Il più grande Grande Venerdì di Enzo di sempre.

Milano, Bologna, Roma, Napoli e Palermo.

Sì, ne abbiamo aggiunta un’altra. Quest’anno, grazie al prezioso supporto dei Local Ambassador, il Grande Venerdì di Enzo si svolgerà in ben cinque città: diamo un caloroso benvenuto a Palermo, alla sua prima edizione. Questa scelta conferma l’impegno di ADCI a fare sistema a livello nazionale, sostenendo e promuovendo la creatività in tutto il nostro Paese.

L’iniziativa ha come sempre l’obiettivo di onorare la memoria di Enzo Baldoni, emulando una sua generosa abitudine: quella di dedicare ogni venerdì pomeriggio all’incontro con i giovani aspiranti creativi che gli chiedevano un colloquio, per consigliarli e aiutarli nel loro percorso. 

Il Grande Venerdì di Enzo promosso da ADCI nasce per permettere alle nuove leve di mostrare il portfolio a professionisti di grande esperienza, ricevendo da loro preziosi consigli e critiche costruttive. Perché di colloqui se ne fanno tanti, ma quello giusto può cambiarci la vita: può ispirarci per gli anni a seguire o può dare la svolta a una carriera. Del resto sappiamo che i Direttori Creativi sono sempre a caccia di nuovi talenti.

Nei prossimi giorni pubblicheremo la lista di tutti i Direttori Creativi che parteciperanno all’evento in ogni città e i dettagli su location e orario. Vi consigliamo di iniziare a prenotare il vostro biglietto gratuito, i posti sono limitati.

Tra due settimane incontrerete alcuni tra i migliori direttori creativi italiani. Fatevi trovare pronti e armati di portfolio! ;)

 

Prenota qui il tuo biglietto per il GVDE di Milano.

Prenota qui il tuo biglietto per il GVDE di Bologna.

Prenota qui il tuo biglietto per il GVDE di Roma.

Prenota qui il tuo biglietto per il GVDE di Napoli.

Prenota qui il tuo biglietto per il GVDE di Palermo.

 

Per qualsiasi domanda potete contattare Francesco Grandazzi per Milano, Massimo Valeri per Bologna, Carla Leveratto e Marco Diotallevi per Roma, Angela Pastore e Vincenzo Piscopo per Napoli e Davide Iacono Cassarino per Palermo. Un sentito ringraziamento a loro per l’aiuto nell’organizzazione degli eventi locali.


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Giovani Leoni 2018: vincitori e shortlist

Giovani, brillanti e con tanta voglia di lasciare il segno con i loro artigli: questo è il dna dei talenti che hanno trionfato nella XXII edizione dei Giovani Leoni.

La premiazione si è svolta ieri sera all’Auditorium Teresa Sarti Strada, grazie al patrocinio del Municipio 9 del Comune di Milano. Tra un paio di settimane le coppie vincitrici avranno l’onore di rappresentare l’Italia alla Young Lions Competition del Festival Internazionale della Creatività di Cannes (17-22 giugno 2018).

Nella categoria Film, sponsorizzata da Samsung, ha vinto la campagna Period realizzata da Paola Cantella (Junior Creative) & Andrea Grimaudo (Art Director) di We Are Social. I ragazzi sono stati premiati da Karim Bartoletti (Indiana Production e Consigliere ADCI).

Due creativi di Young&Rubicam hanno guadagnato il primo posto nella categoria Digital (ex-Cyber), sponsorizzata da Google, con il progetto Let Google Be Quiet realizzato da Chiara Marino (Art Director) & Simone Maltagliati (Copywriter), premiati dal Presidente di Giuria Digital Tommaso Mezzavilla (Havas).

Il progetto L’unione fa la foglia, realizzato da Nicolò Carrassi (Copywriter) & Luca Riva (Art Director) di Dude è invece stato premiato nella categoria Design, sponsorizzata da Accenture Interactive, da Francesco Guerrera (Le Balene).

Per chiudere, nella categoria PR Specialist, sponsorizzata da PR HUB e Assocom, la campagna I Cantieri del MITO è stata premiata da Giorgio Cattaneo, Presidente di MY PR. Il progetto è stato realizzato da Alessandra Coral (Account Executive Noesis) & Valeria Piazza (Account Executive in PHD Media)

Come ogni anno, è stato selezionato uno studente delle scuole di specializzazione in pubblicità e comunicazione, che sarà iscritto alla Roger Hatchuel Academy in programma durante il Festival. Si tratta del progetto The Shameless Mirror, realizzato da Luca Diotti – Accademia di Comunicazione di Milano premiata da Luca Pedrani (Imille e Consigliere ADCI). La categoria è stata sponsorizzata da ADCI.

A fine premiazione è stato conferito il Premio Speciale “Maurizio Braccialarghe” offerto da Rai Pubblicità ai vincitori della categoria PR Specialist, Alessandra Coral e Valeria Piazza. Antonio Marano, Presidente e Amministratore Delegato Rai Pubblicità, ha consegnato il premio ricordando la straordinaria passione per la musica di Braccialarghe, che fu Direttore della Radiofonia in RAI e ideatore del Torino Jazz Festival: una dedizione perfettamente rispecchiata non solo dal brief ma anche dal lavoro delle ragazze che hanno trionfato nella categoria PR Specialist.

La serata di premiazione è stata realizzata in collaborazione con l’agenzia SYNAPSY.

Per vedere le campagne vincitrici e tutte le shortlist visitate il sito giovanileoni.adci.it.

Foto by www.giuseppeballone.it


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Giovani Leoni 2018: ringraziamenti, numeri e Giurie.

Si è appena concluso il weekend di competition della XX edizione dei Giovani Leoni.

È un’edizione che sancisce un cambiamento epocale per tutta la comunità creativa del nostro Paese, infatti è la prima edizione in cui organizza ADCI, appena nominato rappresentante italiano del Cannes Lions Festival. 

Un ringraziamento speciale va a Rai Pubblicità, per il grande lavoro svolto in sessant’anni di collaborazione con il Festival di Cannes e per il supporto fornito ad ADCI anche in questa edizione dei Giovani Leoni.

Un ringraziamento particolare agli sponsor che hanno creduto nel valore di questa iniziativa e dei giovani talenti Italiani, permettendo ai vincitori di partecipare al Festival di Cannes, la manifestazione per la creatività e la comunicazione più importante al mondo: Samsung per la categoria Film, Google per la categoria Digital, Accenture Interactive per la categoria Design e PR Hub e Assocom per la categoria PR Specialist. La Roger Hatchuel Academy verrà sponsorizzata direttamente da ADCI.

Infine, un sentito grazie a Google e Getty Images che supportano l’iniziativa in qualità di partner tecnici dell’evento.

Veniamo ora ai numeri di questa edizione. Abbiamo ricevuto complessivamente 205 progetti così suddivisi: 28 per la categoria Design, 99 per Digital, 52 per Film, 14 per PR Specialist e 12 per la Roger Hatchuel Academy.

Di seguito abbiamo il piacere di presentarvi la composizione delle Giurie che il 22 maggio si riuniranno per giudicare i lavori ricevuti ed eleggere i nostri Giovani Leoni:

FILM

Presidente: Luca Cortesini (DDB)

Karim Bartoletti (Indiana Production)
Carlo Sigon (AIR3)
Nicola Lampugnani (Discovery)
Serena Di Bruno (Grey)
Nicola Favaro (Rai Pubblicità)
Sebastian Lee (Sponsor: Samsung)

DESIGN

Presidente: Francesco Guerrera (Le Balene)

Franz Degano (Quinto Lancio)
Luca Iannucci (Serviceplan)
Lorenzo Picchiotti (Dude)
Francesco Fallisi (Lateral Creative Hub)
Claudia Neri (Teikna Design)
Marcio Holanda (Sponsor: Accenture)

DIGITAL

Presidente: Tommaso Mezzavilla (Havas)

Daniele Piazza (We Are Social)
Flavio Fabbri (Armando Testa)
Raffaella Bertini (Uprising)
Sergio Muller (A-Tono)
Cristina Baccelli (Facebook)
Giacomo Zanni (Sponsor: Google)

ROGER HATCHUEL ACADEMY

Presidente: Stefania Siani (BBDO)

Lavinia Francia (Ogilvy & Mather)
Roberto Ottolino (The & Partnership)
Elisa Caracciolo (Roncaglia)
Luca Pedrani (Imille)
Francesco Grandazzi (Doing)
Giulio Frittaion (La Fabbrica Creativa)

PR SPECIALIST

Presidente: Giorgio Cattaneo (My Pr)

Andrea Cornelli (Cornelli Brand, Packaging and Digital Design)
Massimo Romano (Spencer & Lewis)
Gianna Paciello (Aida Partners)
Fiorella Passoni (Edelman)
Alessandro Sabini (McCann)
Francesco Bozza (FCB)

Quest’anno arricchirà la kermesse un premio aggiuntivo ideato da Rai Pubblicità, in memoria di Maurizio Braccialarghe, manager di rilievo di Rai e Sipra (oggi Rai Pubblicità) e assessore alla cultura della città di Torino, da poco scomparso, il cui operato è stato sempre guidato da una spiccata propensione all’innovazione e alla sperimentazione. La Giuria, nominata da Rai Pubblicità, selezionerà tra i vincitori delle diverse categorie il lavoro che meglio rispecchierà la filosofia e l’operato di Braccialarghe. Gli autori del lavoro prescelto riceveranno in premio un buono Feltrinelli.

Ma non è tutto, perché c’è un altro premio speciale. Samsung, per la categoria Film, affiderà ai due vincitori un Galaxy S9 e un brief per la creazione di un contenuto speciale dedicato ai progetti iscritti al concorso, da girare interamente sfruttando la fotocamera del top di gamma Samsung.

A presto, per scoprire insieme i nomi dei Giovani Leoni 2018!


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DMA Awards – Estensione Deadline

E così la deadline dei DMA Awards ti è sfuggita di mente e non hai iscritto i tuoi lavori, eh?

Probabilmente quando ne ho parlato in questo post non sono stato abbastanza chiaro.

Per tua fortuna, però, gli amici dei DMA sono persone di buon cuore e hanno garantito un’estensione fino al 21 maggio per dare anche a te il tempo di iscrivere i tuoi progetti e magari portarti a casa qualche metalluccio, che non fa mai male. Vedi che dopo questa non ci saranno altre proroghe, per cui o questa settimana o ciccia.

Adesso fai la cosa giusta: vai qui e iscrivi i tuoi lavori adesso anziché mangiarti le mani più in là, quando vedrai gli altri salire sul palco a ritirare premi a manetta.

 

Tra l’altro, non so se lo sai, i DMA Awards sono patrocinati dall’ADCI.
FYI, come dicono a Milano.


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Abbiamo perso una D.

In un mondo che sembra saper parlare solo di numeri, oggi abbiamo perso una consonante importante.
Era la D che, insieme a una L e una V, ha fatto sognare, ridere, riflettere, emozionare, generazioni intere di creativi. Una D che ha fatto numeri di tutti i tipi, creando valore per il nostro mondo agli occhi di chiunque, dentro e fuori dai nostri confini.
Era la tua D caro Maurizio D’adda e noi non la potremo dimenticare mai. Rip.

Vicky Gitto