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Huawei Global Theme Design Competition – Designer! Huawei cerca il vostro talento



Sei un designer, un illustratore? Se è la sfida che cerchi, continua a leggere: Huawei sta cercando il tuo talento!

La Huawei Global Theme Design Competition è ufficialmente aperta! Huawei è pronta ad accogliere i concept dei designer e degli illustratori più talentuosi al mondo

Quattro categorie (Themes, Wallpapers, Watch Faces e Cities) e un premio in palio complessivo di $300,000 USD per le opere vincitrici, selezionate da un panel di giurati del calibro di David Carson, Wang Ziyuan, Norito Shinmura e molti altri! Anche quest’anno, la competizione persegue la sua missione: scoprire le menti più innovative nel settore del design. Il tema? “Visionary Art”: Huawei cerca talenti in grado di riscrivere le regole del design ed esplorare il futuro dell’estetica mobile attraverso il proprio genio.

Libera il tuo talento, hai tempo fino al 1° luglio 2020 per inviare i tuoi lavori.

Scopri il Regolamento completo e le info QUI.

In palio per le opere vincitrici:

  1. Funding: accesso a un montepremi totale di $300,000 in contanti e supporto finanziario;
  2. Prestigio: rafforza la tua reputazione come vero innovatore nel campo del design, attraverso il riconoscimento di un panel di giurati composto da alcune delle menti più brillanti del settore. Riceverai un award digitale e il titolo ufficiale di Huawei Designer;
  3. Networking: partecipa alla Huawei’s Awards Ceremony, alle mostre e ad altri eventi internazionali. Cogli l’occasione di condividere il tuo punto di vista con i grandi talenti mondiali del design e dell’illustrazione:
  4. Branding: fatti conoscere e rendi visibile la tua opera attraverso una piattaforma media dalla portata internazionale. Grazie ai 100+ partner di Huawei, la tua opera sarà scoperta da esperti dell’industry e dagli appassionati di design in ogni angolo del mondo.
  5. Promozione: la tua bravura farà letteralmente il giro del mondo, ricevendo un’esposizione in più di 170 Paesi e Regioni e raggiungendo un totale di utenti coinvolti superiore a 600 milioni.

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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 18_05_020

twitter: @claudianeri @adci_news

La quarantena illustrata da Hannah Buckman

La bellezza negli still life di Doan Ly, fotografa vietnamita con base a New York

Design e web anarchy firmata Molly Soda

Ritratti di famiglia con medicine di Gabriele Galimberti


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ESSENTIALS – I 10 ASSOLI DI CHITARRA ELETTRICA PIÙ ICONICI

Autore: Roberto Giardinelli

Ringrazio questa quarantena per aver riacceso in me una passione che si era assopita ormai da qualche anno: la chitarra elettrica.

Dato che ci siamo trovati forzatamente a passare un bel po’ di tempo con noi stessi, mi son deciso a riaccendere l’amplificatore (per la gioia dei miei vicini) e a impugnare di nuovo la mia chitarra elettrica rossa fiammeggiante, con la quale ho passato tutta l’adolescenza tra band punk rock e metal.

I primi giorni sono stati tragici: le dita erano completamente ingessate e i calli sul medio e anulare della mano sinistra bruciavano parecchio.

Ma dopo 2 o 3 settimane le cose hanno iniziato ad andare per il verso giusto; mi son messo davanti ai tutorial di YouTube e tra una bestemmia e l’altra ho iniziato a suonicchiare prima l’assolo di You shook me all night long degli AC-DC, poi quello di Nothing else matters e poi qualcosina dei Queen.

Ehi… ero tornato! Il rocker di 15 anni fa che spaccava i palchi dei Circoli Arci dell’hinterland milanese era di nuovo “sul pezzo”. 

(N.d.R. Parlo di soli 4 o 5 concerti davanti alla mia famiglia e amici, che avevo pregato in ginocchio per essere quel giorno alla “Festa della birra di Lacchiarella”). 

L’entusiasmo è finito molto presto quando ho provato ad alzare l’asticella e a buttarmi sull’assolo di Hold the line dei Toto: 3 giorni e 3 notti cercando di imparare il pezzo centrale di quell’assolo… ahimè ho dovuto gettare la spugna. 

Ma questa è un’altra storia.

La cosa importante è che queste settimane mi hanno fatto nuovamente catapultare dentro la testa contorta di chitarristi solisti con mani che viaggiano a mille all’ora, capaci di creare assoli dalle melodie incredibili che hanno fatto la storia della musica.

E così, eccovi qui una selezione di 10 assoli che mi hanno sempre ispirato, che escono dai jack di 10 chitarre bellissime e che sono suonate dalle dita di 10 musicisti assurdi.

Metto le cuffie e vi scrivo di getto mentre li ascolto.

1 – Marty Friedman | Solo di “Tornado of Souls” dei Megadeth

Da min 3.08
https://www.youtube.com/watch?v=sONL6QUMR9E

Poco da dire… è pazzesco, dalle prime note si entra in un’atmosfera sinistra, tetra, cupa, poi iniziano una serie di passaggi man mano più veloci che creano melodie paurosamente raffinate. 

Sul finale (min 3.48) Marty mette il turbo: un’esplosione di tecnica, velocità e precisione. 

Ogni volta penso: “Ma chi gliel’ha fatto fare? È difficilissimo!”. 

Certo è che lo ascolto da 20 anni e non mi ha ancora minimamente stancato. 

Se non si fosse ancora capito, è il mio assolo metal preferito.

La sua chitarra, una Jackson Kelly nera, è un vero inno al Metal con quella forma tagliente che ricorda un’ascia. 

2 – Eddie Van Halen | Solo di “Jump” dei Van Halen

Da min 2.15
https://www.youtube.com/watch?v=SwYN7mTi6HM

Appena finisce ti chiedi: “Eh?!? Cosa ca**o ho appena ascoltato?”

È un assolo che non dà punti di riferimento; corde che fischiano, tapping, scale a tre mila all’ora… sembra per un momento di uscire dalla canzone, andare su un altro pianeta e poi subito tornare giù.

Tutto l’insieme, però, si incastra in modo armonioso e il risultato è incredibile. 

La faccia da ebete di Eddie che ride mentre suona l’assolo nel video e sembra dire: “Beh… facilissimo!” non ha prezzo.

La sua chitarra rossa con strisce bianche e nere è una vera icona del rock. Se l’è creata da solo, si chiama Frankenstrat, perché è un ibrido tra una chitarra Fender Stratocaster e una chitarra Gibson.

3 – Mark Knopfler | Solo finale di “Sultan of swing” dei Dire Straits

Da min 4.55 fino alla fine
https://www.youtube.com/watch?v=0fAQhSRLQnM

Per i primi 20 secondi senti la melodia andare su e giù per lo stomaco in modo molto sinuoso; Mark alterna passaggi morbidi ad alcuni super veloci e crispy.

Sì ho usato la parola “crispy”, che non si riferisce al ben noto Crispy McBacon, bensì al fatto che Mark non usi il plettro e quindi è possibile cogliere molto bene la pressione delle dita sulle corde nelle varie note, che risultano a volte super lisce e a tratti super taglienti. Nel finale, l’assolo si apre (min 5.17) e sprigiona una melodia incredibile e orecchiabile, probabilmente il pezzo più famoso dell’assolo.

La sua è la più celebre tra le chitarre elettriche, la Fender Stratocaster.


4 – Eric Johnson – “Cliffs of Dover”


Tutto!

https://www.youtube.com/watch?v=5Nd7EZ3k39s

Ok, come vedete non vi ho segnalato un singolo passaggio sul quale concentrarvi, perché questa canzone è un unico grande assolo.

Sono 6 minuti di tecnica, precisione, ma soprattutto di poesia. Sì, perché la melodia è sognante, fiabesca, raffinata, elegante, bellissima; ascolto solitamente questo brano quando devo staccare da tutto e rilassarmi. Eric ha addirittura vinto un Grammy nel 1991 con questo pezzo nella categoria “miglior performance rock musicale”. Insomma… un mostro.

La sua chitarra è una Fender Stratocaster “castana”, che si abbina perfettamente al suo ciuffone alla Playmobil.

5 – Carlos Santana – solo di “Smooth”

Da min 02.55

https://www.youtube.com/watch?v=6Whgn_iE5uc

L’assolo di Santana in Smooth è un classico assolo “alla Santana”: non eccessivamente virtuoso, le note ripetute, suonate con la giusta intensità e impregnate al 1000% (sì, mille) di sangre latino. 

Se ti guardi bene la mano mentre ascolti il crescendo finale è probabile che tu ci veda apparire un cocktail arancione con tanto di ombrellino.

La sua chitarra è una delle mie preferite, la Paul Red Smith, elegante e dal colore intenso. Gli uccelli che volano sul manico sono una chicca eccezionale.

6 – Brian May – solo di “I want it all” dei Queen

Da min 2.30


https://www.youtube.com/watch?v=hFDcoX7s6rE

Un inizio incredibile… Brian prende letteralmente la rincorsa, quando arrivi alla prima vera nota dell’assolo sei già con la pelle d’oca.

L’assolo coincide con la ripresa veloce del pezzo e quindi te ne freghi di cogliere le note perfettamente, è bello che sia un po’ sporco… stai scendendo in picchiata dal punto più alto delle montagne russe insieme all’assolo: scivola veloce come un razzo.

Brian riesce a tenerlo potente per tutta la sua durata e alla fine lo chiude con 5 note altissime che concludono l’assolo facendolo tornare “in cima” da dove era partito. Beh… bellissimo viaggio.

La sua chitarra rossa e nera dalla forma tondeggiante è super iconica, anche perché ce l’ha solo lui, è una BMG special, ovvero una Brian May Guitar.

7 – Angus Young – solo di “Back in black” degli AC/DC

Da min 1.48

https://youtu.be/pAgnJDJN4VA

Bello che l’assolo parta in sordina, con note basse, intense… Angus ti fa accomodare, sentire a tuo agio… e poi piano piano sale e ti porta con classici trick rock alle note più acute alternando passaggi lenti e veloci.

Il suono della sua chitarra semplice, il suo stile, il suo schema di assolo… sono la cosa che più si avvicina alla parola Rock

Angus suona da sempre la Gibson SG Standard rossa e nera dalla forma “cornuta”, per questo soprannominata la Diavoletto.

8 – Kirk Hammet – solo di “Enter Sandman” dei Metallica

Da min 2.43

https://www.youtube.com/watch?v=CD-E-LDc384


Questo assolo urla!

(Sin dall’inizio ho un tonfo al cuore perché mi riporta a quando ero piccolo nella cameretta di mio fratello “grande” quando facevo partire il Black Album dei Metallica dal suo stereo)

Dalla prima all’ultima nota Kirk ci mette l’effetto wah wah pesante (è appunto un effetto che aggiunge un “UA UA” alle note e puoi regolarne l’intensità usando una pedaliera); l’assolo parte subito forte e fa continuamente su e giù, poi a un certo punto ha una frenata brusca che va dritta allo stomaco, per poi ripartire velocemente sul finale. Le ultime note, quando tutto si ferma e le sentiamo pulite, sono il vero capolavoro: fino a ora abbiamo sentito un infinito numero di “UA UA UA UA UAAAA..” mentre in queste note finali Kirk aggiunge magicamente la Q e sentiamo “QUA QUARA QUAQUARA QUARAQUAAA“. 

Spero le sentiate anche voi altrimenti inizio a preoccuparmi… comunque è un assolo pazzesco.

Kirk suona una chitarra ESP Guitars che porta la sua firma e in alcune versioni ha disegni super macabri e colorati sopra.

9 – Slash – Solo di “Sweet Child O’ mine” dei Guns N’ Roses

Da min 2.52


https://www.youtube.com/watch?v=HlEuo9aR7Qo

La prima nota dell’assolo fa già metà del lavoro, è fantastica, suona benissimo.

Per i primi 30 secondi l’assolo ha una sua storia con una sua personale melodia bellissima, poi a un certo punto Slash spinge il pedale (dell’effetto wah wah) sull’acceleratore e inizia a rockeggiare come solo lui sa fare, passando tra note ben sottolineate e scale veloci. 

Slash suona una Les Paul, la chitarra più iconica del marchio Gibson e probabilmente il modello più famoso al mondo insieme alla Fender Stratocaster.

10 –  John Norum – Solo di “The Final Countdown” degli Europe

Da min 3.16

https://www.youtube.com/watch?v=9jK-NcRmVcw

Difficile da raccontare questo assolo… John prende tutte le note giuste, le mette in un frullatore e le suona alla velocità della luce con la sua chitarra.

Il risultato è una melodia pazzesca, dolce, sognante, che perfettamente si incastra con l’epicità del pezzo. Veramente non riesco a dire molto di più… un mostro di tecnica dai capelli veramente molto cotonati.

Suona una bellissima e pura Fender Stratocaster bianca.

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Ecco… ora mi è venuta una gran voglia di suonare.

Rob


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Equal e Youmark intervistano Isabella Falautano: Serve una trasformazione nei modelli di leadership. Una rivoluzione gentile che senza uomini non si fa.

Nell’attesa e sotto il segno della #Continuity, EQUAL di ADCI promuove il suo impegno con una serie di interviste insieme a Youmark. In questo terzo episodio, con noi Isabella Falautano, Chief Communication Officer Illimity, Consigliera in Valore D e Founder Angels4women: “Serve una trasformazione nei modelli di leadership. Una rivoluzione gentile che senza uomini non si fa“.



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I WEBINARS DI FACEBOOK – IL FARMA SU FACEBOOK E INSTAGRAM

EPISODIO 5 – Il 14 maggio alle ore 16.00

Vi aspettiamo tra poco, alle ore 16.00, per il quinto appuntamento dei Webinars di Facebook, realizzato esclusivamente per i soci ADCI.

Il quinto webinar, “Play more with AR & VR”, sarà questa volta a cura di Rob Meldrum (Creative Innovation Lead) e sarà in lingua inglese.
Il quinto webinar avrà l’obiettivo di approfondire insieme a voi in che modo i brand stiano iniziando a innovare attraverso l’utilizzo dell’ Augmented Reality, Virtual Reality e formati interattivi di Facebook e Instagram. 

*Evento è riservato ai soci ADCI


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La creatività è di famiglia: “LOCKDOWN CON FIGLIO, INSOSPETTABILE MAESTRO ZEN.”

Autrice: Hana Kovacevic

Ci sono frasi che proprio non mi piacciono e che suonano più o meno come “dai, rilassati, le cose vengono da sole” oppure “non puoi tenere d’occhio tutto, take it easy” o simili. Io invece il controllo lo amo. Mi piace avere le cose sotto controllo e non trovo nulla di affascinante in quei momenti in cui caos e improvvisazione prendono il sopravvento.

Il mio controllo è sempre stato funzionale a farmi vivere meglio. Ok, forse la mia intolleranza verso i layout disallineati o i file con i nomi insensati va un po’ oltre. Ma queste, si sa, sono cose che dividono il mondo in due, e io ho fatto la mia scelta.

A proposito di scelte: ogni giorno ne facciamo tantissime e da genitori se ne fanno ancora di più. Da quando sono diventata mamma le decisioni da prendere sono cresciute esponenzialmente e ora influiscono direttamente sulla vita di una persona, non solo sulla mia. La persona che sto crescendo, di cui ho la responsabilità completa. Le scelte, c’è da dire, sono molto legate al controllo. Più lo si cerca, più decisioni bisogna prendere per provare ad avere la situazione sott’occhio.

Stacco, arriva il lockdown. Ecco che controllo e scelte di colpo diventano ancora più centrali. Mio figlio ha quattro anni: troppo piccolo per capire davvero cosa sta succedendo, troppo grande per essere protetto totalmente e restare all’oscuro di tutto. Le scelte da fare non solo si sono moltiplicate. Si sono concentrate nello spazio domestico che, per quanto confortevole, è pur sempre uno spazio ridotto. E soprattutto ricadono tutte su me e mio marito: maestre, nonni e tate – la micro-comunità che ci supporta nella crescita dei figli – sono improvvisamente spariti.  

Quanto spazio concedere ai cartoni animati, quanto alla didattica e ai lavoretti creativi, quanto al gioco? E poi: un cartone animato in inglese è didattico oppure no? E quello in croato? A tutto questo si aggiunge la questione del lavoro e di come gestirlo in casa. A volte scelgo di coinvolgere mio figlio, evitando di zittirlo sempre. Anche se poi la situazione sfugge di mano come l’altro giorno, quando compariva nello sfondo durante la conference call con un auricolare esclamando: “adesso vi metto in muto!”. 

Altro tema importante: quali informazioni condividere con mio figlio, quali parti del TG fargli ascoltare insieme a noi e in quale momento cambiare canale? E soprattutto: cosa raccontargli e cosa omettere, per non creare un effetto peggiore del lockdown stesso?

Piano piano abbiamo trovato la nostra formula, scegliendo quali concetti passare e quali no, quali spiegazioni dare all’assenza dei nonni e agli incontri in videocall con gli amici. Il tutto dopo tante riflessioni, un po’ di indecisione e una certa tensione da parte nostra… ma non da parte sua. Perché lui comprendeva tutto, serenissimo, anzi, felice, proprio come durante i weekend e le vacanze. Perché era con noi. All’inizio pensavamo fosse una prima reazione, ma dopo sei settimane di lockdown lui è ancora sereno. È stata la sorpresa più grande di questo periodo.

La spiegazione è semplice: lui è contento di stare con noi, perché probabilmente di solito è la nostra assenza la privazione che soffre di più. E tutto quello che sta accadendo, e che lui comprende, è compensato dalla nostra presenza costante, che lo rende felice. Certo, ha colto perfettamente che ci sono nuovi pericoli che prima non conosceva, e che le cose sono cambiate, ma la cosa sorprendente è che ho visto in lui una capacità di adattamento migliore della nostra. E l’abilità, pur nella gravità dei fatti, di “sapersi godere la situazione”. L’ho visto cresciuto e più consapevole, pur nella sua ingenuità di bimbo, ho avuto la possibilità di vedere il suo carattere in modo più chiaro. 

E ho fatto l’ennesima scelta, ma diversa, questa volta. Meno ragionata, e decisamente più leggera. Ho scelto di non farmi travolgere dal mio bisogno di controllo, dalla mia mente, ma di seguire la sua. Ho deciso di farmi guidare da lui, e di assorbire la serenità che dal primo giorno di lockdown proietta su di noi.


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ADCI YEAR REVIEW 2019 – Le interviste ai presidenti degli Awards 2019 e tutti gli ORI

Rispondere ad un’esigenza: far arrivare sulle scrivanie di aziende, soci e studenti un veloce report sulle tendenze emerse durante gli adci awards. Questo l’obiettivo di “Adci Year Review”, il primo paper di Adci che racchiude il meglio degli Awards.

In un’unico spazio le interviste a tutti i Presidenti di giuria, gli ori e, per la prima volta, le case history. 

Un paper curato da Marco Diotallevi, local ambassador Roma e direttore creativo di Plural, con il contributo dell’art director Giulia Appolloni e la content supervisor Silvia Tassone.

L’Adci Year Review è scaricabile da QUI.

Se ti piace il progetto, contribuisci a diffonderlo.


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Roger Hatchuel Academy – Finalisti e *SPOILER ALERT* Vincitrice

L’impegno di ADCI per promuovere e sostenere l’eccellenza creativa, a partire dai più giovani, non si ferma nemmeno in questi tempi tanto complessi e difficili.

Anche quest’anno, infatti, si sono tenute le selezioni per l’accesso alla prestigiosa Roger Hatchuel Academy, il programma intensivo tenuto durante i Cannes Lions al Palais per far scoprire la nostra industry ai giovani creativi e aiutarli a diventare i grandi professionisti di domani.

La buona notizia è che quest’anno le candidature sono state di livello eccezionale.

La cattiva notizia è che quest’anno non ci saranno i Cannes Lions, come sappiamo.

L’altra buona notizia è che la vincitrice di quest’anno ha staccato con un anno d’anticipo il biglietto per i Cannes Lions 2021.

Ma prima di dire il nome della giovane rappresentante del nostro Paese, facciamo un piccolo passo indietro.

Dicevamo che quest’anno il livello è stato molto alto, anche perché abbiamo coinvolto scuole e università in tutta Italia, sfidando gli aspiranti creativi a raccontarsi e convincere i giurati di essere meritevoli del premio.

Sono stati tre i finalisti, provenienti da tre università e città diverse, ma solo una, come abbiamo detto, andrà in Costa Azzurra a bere rosé… no, cioè, a partecipare al programma.

A contendersi fino all’ultimo questa prestigiosa possibilità sono stati:

Alice Costa, studentessa di Accademia di Comunicazione, Milano

Ryan Alessandro Sapienza, studente di Accademia AANT, Roma

Ed infine la vincitrice: Claudia Pauzano dallo IUAD di Napoli.

La nostra giovane rappresentante, raggiunta da ADCI per commentare la cosa, non ha certo nascosto la propria gioia per aver vinto:

“Essere stata selezionata per vivere questa grande esperienza è senza dubbio un onore incredibile per me, non solo perché avrò la possibilità di rappresentare l’Italia in un Festival internazionale, ma anche e soprattutto perché potrò rappresentare per la prima volta Napoli e lo IUAD, due realtà che con il loro brio hanno sempre fatto la differenza nel mondo della creatività italiana.

Sono sicura che il prossimo anno imparerò tanto, vivrò emozioni fortissime e avvertirò ancora una volta quel calore nel petto che mi ricorda quanto ami il percorso che sto facendo.”

Ecco come ha fatto a sbaragliare la concorrenza e garantirsi la partecipazione alla Roger Hatchuel Academy dei prossimi Cannes Lions 2021.


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RE-Production – Torneremo a girare, ma come?

Ciak: si riparte! Sì, ma come cambierà la creatività davanti alla macchina da presa, in Fase 2?

ADCI vi aspetta mercoledì 13 maggio ore 17:00 per RE-Production, tavola rotonda con CPA – Case di Produzione Associate per scoprire come le CdP si sono organizzate per la Fase 2 e confrontarci assieme su come dovrà cambiare la creatività nei prossimi mesi.

Karim Bartoletti, Consigliere ADCI e CPA, Cesare Fracca, Consigliere CPA e Giovanni Bedeschi, Presidente CPA, guideranno il giro di tavolo per ascoltare i dubbi, le proposte e le idee di tutti i creativi collegati insieme a noi.

L’evento è aperto a soci e non: sarai dei nostri? Prenota il tuo posto virtuale e riceverai il link all’evento:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-re-production-come-si-sono-organizzate-le-cdp-per-la-fase-2-104939569076

Per agevolare il confronto, anticipaci le tue domande e osservazioni qui:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfSjTJSxu5PPl_WJeWD19VpCgPIHSJ3mAY1z3zPQRWxduFR0w/viewform?usp=sf_link

Netiquette dell’evento:


Mantieniti in mute durante il giro di tavolo dei Relatori: la regia ti dirà quando sarà possibile riaprire i microfoni;

Prenotati per un intervento scrivendo in chat: la regia ti darà la parola e potrai intervenire nella discussione;

Durata prevista: 1:30