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Rest-Art Directors Club Italiano – Una Festa Tra Amici

Quante cose veramente importanti possono accadere in una sola serata?

Per esempio, quante possibilità ci sono che, nello stesso arco di poche ora – che ne so – tu vinca alla lotteria, nasca tua figlia e la tua squadra del cuore vinca la Champions?

Non tantissime, lo so.

Eppure martedì sera (il 16 gennaio 2018, se per caso stai leggendo questo post in un futuro lontanissimo, tipo il tremila, o il mese prossimo, a seconda dei punti di vista) sono successe un sacco di cose importanti.

Partiamo dalla più agognata, desiderata e richiesta nel corso degli ultimi anni: la consegna del ventottesimo e del ventinovesimo annual dell’ADCI, eccezionalmente racchiusi in un preziosissimo biannual che un domani se lo rivendi su ebay, beh, sei un po’ pirlotto.

Ebbene sì, è successo. Dopo un’attività di ricerca incredibile – no, seriamente, una roba pazzesca, che ricostruire la biblioteca alessandrina sarebbe stato più facile – fatta di recupero credit, reperimento file in condizioni e dimensioni decenti e tanto, tantissimo olio di gomito, il nostro Club è riuscito a creare tutto il materiale necessario per mettere in condizione gli amici dello Studio tuta di dare alle stampe quello che il nostro presidente ama definire, con vibrante spirito filatelico, “il Gronchi Rosa dell’advertising italiano”.

Risultato: una cosa fighissima.

Chiariamo subito una cosa: una serata magica difficilmente può crearsi in un posto poco avvezzo alla magia. Per questo la festa è stata ospitata da Tommy Wirz nei suoi clamorosi Milano Studio, dei teatri di posa che non sono solo fighissimi, ma che per i soci del Club sono anche accessibili a prezzi scandalosamente ridotti (dai, seriamente, al prossimo shooting facci un pensierino ché fai un figurone spendendo anche poco).

Dicevamo, una serata veramente magica, dal cui cilindro Vicky e il Board hanno tirato fuori una serie di notizie che lascia stare. Sei pronto? Siediti.

Sai qual è quel Club di creativi che, in un momento in cui tutto sembra andare indietro, ha chiuso l’anno con un +22% di nuovi soci, un +10% di iscrizioni ai suoi ultimi awards, +60% di presenza femminile e +500% (no, non mi è scappato uno zero) della partecipazione dei giovani alle proprie attività (awards inclusi)? Sì, ADCI.

Ah, e sai qual è quel Club di creativi che, mentre noi gozzovigliavamo a Milano, ha organizzato la stessa cosa anche a Napoli ottenendo pure un ottimo successo (anche in termini di PR e non solo di presenze)? Sì, ADCI.

Ok, adesso parliamo della serata. Tutti questi numeri sono stati snocciolati dal presidentissimo Vicky Gitto con una scioltezza invidiabile, malgrado fosse senza microfono e nonostante tutti i convenuti avessero già copiosamente attinto all’open bar e quindi con il concreto rischio di essere già abbastanza molesti.

Serve che ti dica che l’atmosfera era presa benissimo?

Serve che ti dica che è stato un momento che ci voleva come il pane per cominciare l’anno nuovo con più consapevolezza e senso di appartenenza a un Club che somiglia in maniera sempre più incredibile a quello dal quale vorremmo essere rappresentati?

Serve che ti dica che c’era della musica clamorosa (messa dal secondo dj più importante presente in quella sala)?

Serve che ti dica che un Club che concilia perfettamente cazzonaggine e credibilità è un posto di cui chiunque faccia il nostro mestiere non può non voler far parte?

Le risposte possibili a tutte queste domande sono essenzialmente tre:

NO, perché eri lì e sai di che parlo.

FORSE, perché volevi esserci ma non potevi per un motivo X, però per sommi capi ti hanno raccontato e un po’ ti sei preso male di non essere passato.

, perché non sei iscritto all’ADCI. E qui ti placco subito e ti ricordo che, se sei un over 30 che vuole iscriversi per la prima volta, puoi farlo pagando pochissimo, 130€, mentre se sei un socio che deve rinnovare ma invidi fortissimo la tariffa dei nuovi iscritti, fino al 31 gennaio hai tempo per usufruire della formula Early Bird e pagare anche tu 130€, mentre se sei under 30, ricordati che paghi 50€ fino al giorno prima del compimento dei 30 anni, per cui accorri numeroso.
Qui sotto ci sono i riferimenti bancari per fare il bonifico e iscriverti.
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Art Directors Club Italiano
Banca Prossima, Milano
Iban: IT19V0335901600100000119579
BIC/SWIFT: BCITITMX (solo per l’estero)
Causale: quota associativa 2018 NOME+COGNOME


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YouTube Ads Leaderboard Italia – Gli Spot Più Visti Su YouTube A Dicembre (#ytali)

Solo una cosa può rendere eticamente accettabile parlare ancora del periodo natalizio in pieno gennaio: YouTube Ads Leaderboard Italia, la classifica stilata da Google degli spot più visti nel nostro Paese su YouTube nel mese di dicembre, naturalmente. Diamo un’occhiata.

 

NUMERO 5
Al quinto posto si balla tantissimo con gli auguri fatti da TIM. Prova a non tenere il tempo se ci riesci.
Spot TIM Auguri 2018

NUMERO 4
Audi ti invita a dimenticare. A quanto pare, però, la gente si è ricordata benissimo di guardare questo spot.
Forget the car. Audi is more. Nuova Audi A8.

NUMERO 3
Apple ha chiamato il suo film di Natale “Magia”. Il motivo? Basta guardarlo.
Natale — Magia — Apple

NUMERO 2
A Natale puoi. Far raccontare a McCann e Paolo Genovese la storia di amore e odio di due sorelle lunga una vita.
Bauli 2Sorelle – Natale 2017

NUMERO 1
Al primo posto c’è un intero paesino della provincia di Lecce che per Natale, grazie a Ferrero Rocher e BCube, è tornato a brillare e a riempire di dolcezza la vita dei suoi abitanti, vicini e lontani, che per le feste si sono finalmente ritrovati.
Ferrero Rocher: La luce del borgo 


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YouTube Ads Leaderboard Italia – Gli Spot Più Visti Su YouTube A Ottobre (#ytali)

Gli amici di Google hanno pubblicato la classifica dei 5 spot con più visualizzazioni sulla loro piattaforma nel mese di ottobre.

Andiamo subito a vederli, così per un po’ la smetti di pensare al nuovo Star Wars.

NUMERO 5
Ehi, forse non lo sai ma è uscito un nuovo iPhone, anzi 2, ma in questo caso ci concentriamo sul modello X e su quella mina di soundtrack che è Best Friend di Sofi Tukker. Sì, è un brano oltraggiosamente pop e non abbiamo paura di dire che spacca. Non fare quella faccia, ché poi l’iPhone non la riconosce e non si sblocca.

iPhone X è arrivato — Apple

 

NUMERO 4
Con Treccani è facile innamorarsi del sapere. Con Claudio Santamaria è facile innamorarsi di Treccani. Facile, no?

Treccani – Spot Innamorati del sapere

 

NUMERO 3
Se ordini un mocio online e ti danno un cane al suo posto, potresti anche essere contento, a un certo punto. Ecco, per le auto aziendali non è proprio la stessa cosa. Per questo Ford te le fa provare per una settimana prima di scegliere. Guarda qui.

Try and Drive – Mocio | Ford Business

 

NUMERO 2
Se sei anziano e hai paura della polmonite puoi travestirti da protagonista di Breaking Bad, oppure puoi parlarne col tuo medico ed evitare che tutti ti prendano per pazzo.

Nonni: moderni supereroi a rischio

 

NUMERO 1
“Wild, free, spontaneous”. Sono i fiori e le piante presenti in questo video spettacolare, ma è anche una descrizione perfetta per il target di H&M. Guarda che meraviglia.

ERDEM x H&M – “The Secret Life of Flowers” campaign film by Baz Luhrmann

 

La classifica è mensilmente pubblicata su Think With Google.
Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.

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Il Premier Gentiloni per #cambiostile

Ecco una di quelle notizie che ci fanno capire che sì, ci stiamo muovendo nella giusta direzione.

Anche il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, con un messaggio di incoraggiamento, sostiene ufficialmente #cambiostile, il manifesto della comunicazione non ostile di Parole O_Stili.

Nella nota, Gentiloni sottolinea come l’iniziativa abbia

“saputo dare vita a un importante percorso di riflessione e di partecipazione, riunendo scuole, università, protagonisti della comunicazione, aziende e cittadini attorno ai principi del ‘Manifesto della comunicazione non ostile’.”

 

Come è noto ai soci del Club, che patrocina ufficialmente Parole O_Stili, l’obiettivo di #cambiostile è porre l’attenzione di tutti su ciò che si dice e condivide online.
Più che un galateo della comunicazione, un vero e proprio prontuario del buon senso, della correttezza e del rispetto reciproco.

Sì, è vero, fa strano pensare che alle soglie del 2018 ci sia ancora bisogno di dover chiarire queste cose che dovrebbero essere l’abc. Ma finché ce ne sarà bisogno, noi come Club saremo in prima linea pronti a ribadirle e a sostenere a spada tratta chi le difende.
Di seguito il testo integrale del messaggio di Gentiloni:
Messaggio Pres. Gentiloni per Parole O_Stili

 

Qui invece il comunicato stampa di Parole O_Stili –> comunicato cambiostile ok

E last but not least, ecco anche il manifesto della comunicazione non ostile in politica:


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Benessere soggettivo. Prove d’Italia!

Quest’anno elemento di novità è stata l’assenza di Giuseppe DeRita a presenziare il rapporto Censis che come ogni anno fotografa la situazione del Paese Italia. Una assenza legittimata dal fatto che il 50° rapporto, quello dello scorso anno era stato, dopo 40 anni, per sua scelta l’ultimo. Una assenza di fatto “soltanto” fisica vista la scuola di pensiero che negli anni ha visto crescere vicino a lui persone come Massimiliano Valeri – direttore generale e, raro caso in Italia di nepotismo produttivo di qualità, il figlio Giorgio DeRita – segretario generale al suo esordio.

NELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE SUPERIAMO LA GERMANIA – L’Italia nel rapporto ce la fa, si risolleva. La produzione industriale ha ripreso alla grande, con performance che superano, pensate un po’, l’industria tedesca. I consumi sono cresciuti del 4% negli ultimi tre anni, ma soprattutto è tornato il piacere di consumare. Le spese, dice nel rapporto il Censis, sono orientate verso: cultura, parrucchieri, prodotti cosmetici e trattamenti di bellezza, pacchetti vacanze, +10,2% nel biennio 2014/16. Si riscopre il primato del benessere soggettivo.
La svolta c’è ed è positiva, ma non riguarda tutti. C’è un divario sempre più visibile tra chi ha superato le difficoltà date dalle strettoie della crisi, e chi è rimasto indietro, una maggioranza della popolazione che diventa “rabbiosa”.

 

E’ una società divisa in due, dove comunque sembra difficile immaginare il futuro. Un Paese dove il futuro è appiccicato per lo più al presente, dove resistono i vecchi miti. Più che pensare ad un nuovo ciclo siamo di fronte all’esaurirsi di un ciclo stanco e vecchio.

IL BENESSERE SOGGETTIVO – Quindi, tra un’altalena di crescita, stallo e regressione, quello che emerge dai dati è anche una Italia del rancore. Il blocco dell’ascensore sociale crea paura nella stagnazione ma soprattutto nello scivolone verso il basso, una inevitabile caduta nel vortice incontrollabile del capitombolo sociale. Il rancore si genera per la difesa del benessere soggettivo conquistato, per il ruolo e la posizione sociale acquisita e faticosamente mantenuta.
Il risentimento e la nostalgia vengono rivendicati da chi è rimasto indietro negli anni della crisi, e questo ha fatto in modo che si scoperchiasse il vaso di pandora del populismo e del sovranismo. Il rancore accumulato però non ce la fa ancora a diventare conflitto. Conflitto sociale che diventerebbe terremoto, frattura auspicabile per un rinnovamento sostanziale della società.
Per poter sciogliere i grumi del rancore sociale che si diffonde in modo così virale si potrebbe pensare a costruire forme aggregative nuove, che rispondano alle esigenze di vita del quotidiano e che siano in proiezione e con una maggiore cura, dedizione e consapevolezza dei bisogni, che restano purtroppo primari.

MILLENNIALS – E’ una Italia che invecchia, non c’è ricambio generazionale, si riduce la media dei giovani. I tanto citati Millennials, sono circa 11 milioni su 50 milioni di votanti.
Hanno tra i loro miti:
1) Social Network,
2) un lavoro, (non è un errore di battitura, un lavoro purché sia)
3) Smartphone,
4) Cura del corpo – tatuaggi – fitness.

La piramide generazionale è oramai capovolta creando all’unisono il problema delle pensioni: chi le paga?
E della disoccupazione che grava sui giovani ma anche sulle spalle dei giovani vecchi 50/60 anni, spaventati dal lavoro che non c’è più e dal miraggio di una pensione che non si sa se ci sarà e quando.

PENULTIMO POSTO IN EUROPA PER LAUREATI – Siamo al penultimo posto in Europa per numero di laureati 26,2% della popolazione tra i 30/34 anni, davanti alla sola Romania. Pochi quindi i laureati e sempre più in fuga verso un paese estero, dove sperano di essere accolti meglio per remunerazione e per riconoscimento professionale.

In questa Italia sempre di più a due vie, che non si fida, immobilizzata dalla paura di perdere quel primato personale, rivendicato nel benessere soggettivo, si fa strada un’immigrazione che va ad aumentare il bacino di marginalizzazione. Nel nostro Bel Paese arrivano gli immigrati meno qualificati e più poveri. Non siamo propriamente un Paese attrattivo da questo punto di vista. Perdiamo i nostri cervelli migliori e non riusciamo ad attrarre quelli stranieri. Il dato medio in Europa degli extracomunitari con istruzione è pari al 28,5% (con punte del 50,6% nel Regno Unito e del 58,5% in Irlanda) . Da noi ci si ferma al 14,7%”.

GIG ECONOMY  AND DELIVERY ECONOMY  – L’offerta di lavoro in Italia si sta spostando verso un’inesorabile “polarizzazione”, c’è una terra di mezzo che si fa sempre più deserta, tra la crescita delle professioni intellettuali e la disponibilità di lavori non qualificati. Questo rende difficile l’interesse di una migrazione scolarizzata e professionale perché vengono a mancare le posizioni mediane nel lavoro, come quelle di impiegati, artigiani e operai. Emergono in questo quadro le professioni intellettuali e le posizioni non qualificate. E’ il successo della gig economy e della delivery economy. Lo spostamento delle merci e la consegna nell’ultimo anno sono in crescita +11,4%. I professionisti delle partite iva scendono del 10% in dieci anni.

MADE IN ITALY – C’è una filiera che da sempre regge e da speranza di esserci anche in futuro, una filiera che brilla nella catena globale del valore. Il Made in Italy.
La nostra presenza sui mercati esteri è certa e riconoscibile, le nostre produzioni sono accompagnate da una reputazione, legata alla notorietà del brand imprenditoriale Italia che si caratterizza con la creatività per il settore moda, per la tipicità e l’esclusività per quanto riguarda il settore enogastronomico e per il ricercato design nel settore mobili e arredo.

Non c’è un Sistema Italia. Tutto è riconducibile alle abilità dei singoli, alla loro capacità professionale e alla loro caparbietà personale nell’esserci e nel presentarsi ad un mondo fuori dai confini nazionali, in grado di riconoscere la qualità ed apprezzarla.

VOYERISMO POLITICO & SOCIALE – La politica arranca, governo e opposizione mostrano il fiato corto verso il cambiamento che con il digitale è sempre più futuro, mentre nel resto d’Europa è il presente già da un po’. Sono distratti i nostri politici, dovrebbero avere una visione e invece si prodigano più nell’apparire che nel fare, con epici scontri mediatici nei salotti buoni della TV, intenti nella spartizione costante di un like nazional popolare compiaciuto che non chiede mai consapevolmente conto, un pubblico passivo fatto di haters o cortigiani di professione. E’ un po’ come succede d’estate quando sono ormeggiate in porto le imbarcazioni di lusso : a bordo Bella Gente in festa e dietro ai rossi cordoni di sicurezza uomini e donne che si accalcano curiosi, bramanti di un sorriso, magari di un selfie da poter condividere con chi sfigatamente è rimasto a casa…

Ninna nanna ninna nanna – a, ninna nanna ninna nanna – a  … pè quer popolo cojone risparmiato dar cannone … (Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri dettoTrilussa).


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The Best Of The Eurobest

*DISCLAIMER*
Te lo dico subito, il link all’elenco di tutti i premi è in fondo al post.

Ok, ora cominciamo.

E niente, gli Eurobest si sono conclusi da così poco che forse se vai alla Victoria House ancora ci trovi qualche free drink vagante, ma noi siamo già pronti a fare un bel resocontone.


Vabbè dai, diciamocela tutta, il resoconto l’ha già fatto Federico Cambria, il nostro uomo a L’Havana, anzi, a Londra, che era presente all’evento nelle vesti di giurato della categoria Film Craft.


(
Federico Cambria)

Tra freddo, vetrine di Natale e lavori così belli da dover tirare su la mascella col cric, il nostro Federico ha compilato un diario di bordo in tre puntate leggere ma esaustive che puoi ammirare nella loro completezza qui, qui e anche qui.

Io l’ho letto e fidati che dice cose sensate.

*SPOILER ALERT #1*
Sì, parla di fare sistema e sì, ha ragione.

*SPOILER ALERT #2*
Noi italiani ci facciamo sempre riconoscere, non solo per i premi portati a casa, ma anche per il festone organizzato dal Gruppo Roncaglia (con l’ausilio prezioso di alcuni creativi italiani a Londra).


(La location di beIT, la festa organizzata dal Gruppo Roncaglia per giurati e creativi italiani a Londra)

Ah, a proposito di spoiler. Qui trovi tutti i Grand Prix, i metalli e le shortlist.


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Youtube Ads Leaderboard Italia (#ytali S3 E3/12)

Torna, puntuale come un treno giapponese e piacevole come 15 gradi a gennaio, YouTube Ads Leaderboard, la top 5* dei video più visti su YouTube.
Che dici, ci analizziamo uno per uno quelli di ottobre? Ma sì, dai!

NB – buoni propositi per l’anno nuovo: imparare a embeddare i video di YouTube sul blog

 

NUMERO 5
Matteo Garrone dirige Kit Harington per Dolce&Gabbana e dimostra che non serve fare americanate quando tu vuò fa’ l’americano.

The One, a new campaign, a new ambassador. Director’s Cut

 

NUMERO 4

E niente, è uscito il nuovo Assassin’s Creed. Bruttino il trailer, vero?

Assassin’s Creed Origins: la Nascita della Confraternita

 

NUMERO 3
Ohhh, Apple Apple. You’ve got a strange effect on me.

iPhone 8 Plus – Ritratti di lei – Apple

NUMERO 2
Una domenica mio padre mi ha portato a guidare. Stavo prendendo la patente e sono riuscito in una sola manovra a centrare due macchine. Una delle quali era quella del capo dei vigili del paese. Direi che Volkswagen ha centrato il punto con questo spot mooooooolto bellino.

Nuova Polo – Abituatevi al futuro – Volkswagen 2017

 

NUMERO 1

Ciao, sono Paolo Sorrentino e mi bastano 13 secondi per spiegarti il bello.

Paolo Sorrentino firma il nuovo spot Campari Red Passion

 

La classifica è mensilmente pubblicata su Think With Google.
Ricordiamo che la classifica #ytali non si limita alle view assolute, bensì viene determinata da Google utilizzando alcuni dei segnali di gradimento più significativi espressi dagli utenti su YouTube tra cui: il numero di visualizzazioni nel nostro Paese, la percentuale di visualizzazione di ciascuna pubblicità e il rapporto tra visualizzazioni organiche e visualizzazioni a pagamento.

*sì, è una citazione di Nick Hornby


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Ecco chi volerà a Londra per la Eurobest Integrated Competition

Sono ben 32 le coppie creative che hanno preso parte alla competizione: 64 giovani creativi che in 48 ore hanno ideato una campagna Direct per IF! Italians Festival. L’obiettivo non era semplice: spingere i vertici delle agenzie (non solo Direttori Creativi ma anche CEO, CFO ed HR Manager) ad inviare il loro intero reparto creativo a IF! con il 3 Days Pass.

La Giuria del contest, composta dall’intero Consiglio ADCI, ha deciso di premiare JUST IF di Giulia Ricciardi e Alessandro Dore (DLVBBDO). Ma anche DIRECT ON STAGE di Dario Marongiu e Lorenzo Branchi (Havas). Sono infatti due le coppie creative che voleranno a Londra per partecipare alla Eurobest Integrated Competition.

Ecco i loro lavori dei vincitori:

Una rapida spiegazione delle motivazioni legate alla vittoria.

JUST IF ha vinto perché sfrutta una meccanica semplice in modo intelligente, è contemporaneo, facilmente misurabile e mette i vertici dell’azienda di fronte all’importanza di un rimborso legato alla formazione, a fronte di una spesa già effettuata dal creativo che ha scelto di esserci: davvero il CFO di turno si tirerà indietro e negherà il rimborso?

DIRECT ON STAGE ha vinto perché valorizza il Cono ADCI trasferendo il premio su figure che normalmente provano per questo riconoscimento un minore interesse rispetto ai creativi. Troviamo brillante che un’associazione come ADCI conferisca un premio creativo a chi esprime l’eccellenza nel proprio ruolo investendo nella formazione legata alla creatività.

Una menzione anche ai secondi e terzi classificati, rispettivamente Cristina Marra e Yuri Alessandro Alfieri (DLVBBDO) con CREATIVE BLOCK e Alice Teruzzi e Francesca Romana Ferracini (Publicis) con THE SHORTEST CONTRACT EVER.

Vediamo anche i loro lavori:

Da Eurobest Country Selection 2017 è tutto. Buon viaggio ai vincitori, salutateci Londra! ;)


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Il Club ha bisogno di un Club?

Premessa:
Aggiorniamo i Soci su un’attività che il Consiglio sta portando avanti, anche se, urgh… la politica. Avremmo voluto informarvi una volta che i lavori avessero preso una forma precisa. Ma se avessero preso una forma precisa senza consultare i soci sarebbe stato arbitrario. Ma “consultare i soci” significa informare. A questo punto, condividiamo il work in progress (con tutti i punti interrogativi del caso) e tirate le somme che volete, anzi, fateci domande, così facciamo prima.
Club

Il Club ha bisogno di un Club?
Abbiamo ascoltato più volte la richiesta di Soci che ci invitavano a lavorare perché il “Club” (inteso come gruppo di persone) avesse un “Club” (inteso come luogo) dove incontrarsi, consultare materiale, fare eventi, o magari fermarsi a lavorare perché come Soci ci troviamo nelle vicinanze, ecc.
In un periodo storico in cui anche aziende strutturate passano dalla sede fissa a sistemi condivisi come il coworking, in cui il lavoro è sempre più virtuale, in cui le relazioni sono sempre più globali, ha ancora senso avere “una sede”? E se sì, dove? Se il Club deve essere più diffuso e meno “milanocentrico”, dove deve essere questa sede?

Perché ci interessa Design Library
Design Library si definisce “the first worldwide design libraries network for universities, companies, designers and media”. Per chi l’ha conosciuta nella sede di Via Savona, la Design Library non è più quello ma si avvia ad essere molto più. Lo scopo di questo post non è dare visibilità al progetto, quindi vi invitiamo a scoprire di più sulle attività di DL sul sito designlibrary.it

Perché abbiamo iniziato un dialogo con Design Library?

  1. Si sono riavvicinati loro a noi, e, come sempre, l’Associazione prende in considerazione ogni proposta costruttiva
  2. È un progetto culturale e non commerciale, e questo ci ha incentivati ad approfondire un dialogo a nome dei soci del Club
  3. Ci hanno chiesto di unire le forze per un’operazione che potrebbe avere vantaggi per noi e per loro, con risparmio per entrambi.

Il progetto
DL sta sviluppando un progetto di “libreria/spazio diffuso”, con sedi fisiche dislocate presso una rete di “location” che hanno in comune l’impronta di spazio per la creatività e le idee, inserite in un contesto orientato alla cultura e molteplicità di servizi. Non solo a Milano, non solo in Italia. Che fine farebbero i libri? Sarebbero a disposizione delle diverse sedi, creando dei moduli di sotto-librerie verticali per argomento in base all’attitudine e all’orientamento di quello spazio (design, advertising, arte…). Le sedi (per ora 4) si moltiplicheranno via via a seconda degli accordi.

Il ruolo di ADCI
ADCI potrebbe essere parte dell’”offerta” congiunta (du’ associazion is megl che uan) fatta a questi spazi per creare uno scambio alla pari: DL e ADCI ci mettono i soci, la capacità di sviluppare eventi, conferenze, selezioni, giurie, in modo da garantire loro l’appeal che desiderano. In cambio, le associazioni ricevono spazio e accesso ai servizi per i soci. Oltre ai servizi della location ci sono i quelli della DL, con i volumi presenti e l’accesso a tutta la libreria digitalizzata (compresi gli Annual ADCI).

L’ipotesi è stata presa in considerazione dal Consiglio perché potrebbe risolvere il problema di una sede fisica senza spesa, ma ovviamente è solo una delle possibili proposte.
Per questo, prima di procedere in qualunque direzione, il Consiglio ha deciso di proporre un questionario online per capire l’eventuale orientamento dei soci nei confronti di un partner come DL. I risultati ad oggi parziali (perché ad esempio, ehm… io non ho ancora risposto) danno comunque una risposta statisticamente orientata alla domanda del titolo: sì, il Club ha bisogno di un Club.


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Eurobest Country Selection 2017: brief e regolamento

Ci siamo. Lo avete tanto atteso, reclamato e infine il fatidico giorno è arrivato.

Qui trovate il brief e il regolamento dell’Eurobest Country Selection 2017. Come vi avevamo anticipato ci sono un paio di cambiamenti fondamentali sul tema del concorso: non lavorerete al brief di una Onlus e non dovrete pensare a una campagna Integrated.

Quello che invece non cambia, almeno rispetto all’anno scorso, è che le coppie che voleranno a Eurobest saranno due. Saranno quindi ben quattro i meritevoli under 30 che voleranno a Londra per rappresentare l’Italia alla Young Competition.

Un’ultima informazione: la Giuria che selezionerà il vincitore sarà composta dal Consiglio Direttivo dell’Art Directors Club Italiano. Il perché lo scoprirete leggendo il brief ;)

Buon lavoro!