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Press, Outdoor e altre amenità.

Non venendo a Cannes dal 2007 la mia visione sul Festival manca di continuità, ma forse posso capire meglio i cambiamenti di questi ultimi anni. Il 2007 era l’anno che anticipava l’ultima crisi e quello in cui si sono affermate definitivamente le discipline non convenzionali. Cosa è cambiato da allora?

Partiamo dall’affluenza e dal clima che si respira.

Tutti dicono che questo sia l’anno del record come iscrizioni dei delegati, e non stento a crederlo. Dopo anni di magre il Palais è straripante di gente. Non c’è seminario per cui non si debba fare la fila. Ieri per entrare alla Saatchi&Saatchi New Director’s Showcase la coda si snodava all’infinito per due piani. Tutto sembra anche più ricco: bibite e snack a disposizione gratis. Ma è soprattutto il clima di eccitazione che si respira in giro che suggerisce che la crisi è finita, almeno in tutto il resto del mondo.

Nuovo entusiasmo quindi, e le campagne?

Come tutti gli anni inizio l’esplorazione dalla sezione Press. Un adagio di queste parti ripete dalla notte dei tempi che sia l’esibizione più interessante. Non è più così. La ricerca e l’innovazione si sono fermate. Se ripenso al 2007 non vedo nessuna differenza, anzi, mi sembra che l’unica novità sia rappresentata dai Paesi esotici che sono entrati in shortlist. Purtroppo non tutti i lavori sono eccellenti. Lo è il Grand Prix cinese, strameritato, ma l’impressione è che presi dalla voglia di far entrare paesi emergenti si siano abbassati gli standard. C’è una shortlist israeliana imbarazzante. Altri due annunci della Tribu DDB di Heredia (è la settima provincia del Costa Rica) che ti chiedi come abbiano fatto a entrare. L’Asia è cresciuta come numero di presenze ma è il Sud America che domina. Almap BBDO è un mantra che si ripete nei credits, ma tutto il Brasile si fa valere. Quando vedi un annuncio che puoi comprendere solo dopo dieci minuti di riflessione puoi star certo che è brasiliano. Ma anche Cile e Messico si stanno dando da fare sulla strada dei Trucho, insomma sembra proprio che questa storia dei fake sia una prerogativa latina.

Il paese sud americano che si salva, come sempre, è l’Argentina: lì hanno trovato una loro via all’advertising che è allo stesso tempo originale ed efficace.

Dopo una mezz’ora arrivo a vedere il nostro unico Leone, Durex. E in mezzo a tutti quei lavori non sfigura di certo. Anzi, è uno dei migliori realizzati. Forse meritava qualcosa di più. Come secondo me meritavano di più altri annunci italiani che alla fine invece non ce l’hanno fatta a entrare in shortlist.

L’Outdoor è una sezione molto più interessante: c’è tutto il meglio della Press più altri lavori di livello. Qui sembra che il Vecchio Continente si sia preso la rivincita: Francia e Germania i paesi europei più rappresentati. La Francia soprattutto, ma questo si sa da qualche anno, dimostra di essere nel suo momento migliore.

E al contrario della sezione Press, quella dell’Outdoor ha fatto una grande evoluzione. Arrivi allla parte che contiene i progetti Special e rimani affascinato. Ci sono tutti i lavori visti in rete durante l’anno e che mi hanno colpito per bellezza e originalità, ma soprattutto c’è una maggiore consapevolezza nell’integrazione dei mezzi. Qui c’è anche il bellissimo lavoro di Auge, a cui il Leone di Bronzo va decisamente stretto.