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Il XIII Presidente Adci vi saluta.

Mi scuso con Fritz Tschirren per l’eventuale oltraggio alla sua celebre campagna Jägermeister.

Lascio la presidenza dell’Art Directors Club Italiano dopo cinque anni, perché è il momento giusto.
Il Club sta bene. Meglio di quanto non stia il settore in generale.
E sicuramente è messo meglio rispetto alla fine del 2010. Lo dicono i numeri.

Non avrei altri obiettivi concretamente perseguibili nei restanti undici mesi del mio (secondo) mandato e quindi credo sia il momento ideale per passare le consegne a un gruppo di lavoro che in questi due anni ha fatto cose importanti.
Lascio un Consiglio Direttivo forte e compatto, con tutte le qualità necessarie per continuare a fare molto bene e guidare il Club anche oltre la scadenza di questo mandato.

Nicola Lampugnani diventa pertanto il XIV Presidente dell’Adci, ad interim per sua scelta.

Presidente e Consiglio Direttivo del Club verranno definiti e ufficializzati nel corso della prossima Assemblea Soci, fissata per il 27 febbraio 2016 presso Acqua su Marte, in via Alessandria 3 Milano. In modo da permettere a tutti gli iscritti Adci di approvare il nuovo assetto.

Sono molti i Soci che mi hanno supportato in questi anni.
A sette rivolgo un ringraziamento speciale.

Annamaria Testa e Pasquale Barbella, per tantissime cose, tra cui il Manifesto Deontologico Adci.
Difendiamolo nelle sale riunioni e soprattutto pratichiamolo. Solo rispettando la società di cui siamo parte ne verremo ricambiati (è un suggerimento che vale anche per le aziende).

Paola Manfroni e Mizio Ratti per tutto quello che mi hanno aiutato a realizzare nel primo triennio.

Vicky Gitto. È stato Presidente (perfetto) dell’Adci Award per ben due edizioni, gestendolo impeccabilmente con trasparenza, diplomazia e senso di responsabilità. Mai una lamentela o una recriminazione. Un caterpillar nel risolvere le inevitabili menate. Generoso nel condividere contatti personali utili al bene del Club.

Alessandro Orlandi e Paolo Iabichino. Non mi hanno mai detto “perché non fai questo?”, semmai “perché non facciamo questo”? Due colleghi che mi hanno dato, e non drenato, energie.
È stato un piacere conoscervi.

Di cosa non sono soddisfatto.
1. Le donne iscritte al Club sono passate dall’11% al 25% durante i miei cinque anni di presidenza.
Dovrebbero in realtà essere oltre il 50% per rispecchiare il mercato.

2. I Soci Under 30 dovrebbero essere almeno il 60%. Non ho gli ultimi dati, ma credo che siano attualmente meno del 30%.

Di cosa sono soddisfatto
1. Di tutte le attività messe in piedi con i miei due consigli direttivi
Primo triennio
primi 15 mesi del secondo mandato

Di cosa resto convinto
1. perché serve l’Adci
2. delle mie riflessioni di metà mandato (era il primo)
3. la pubblicità italiana è sessista e negarlo è segno di ignoranza o cattiva fede
4. le gare non remunerate e senza regole sono immorali. Un cancro per il nostro sistema. Frasi come “non possiamo pagare le gare perché non è policy della nostra azienda farlo” mi ricordano le parti più oscure dei romanzi di Charles Dickens. Resto a disposizione di qualunque persona seria voglia capire davvero le ragioni della mia affermazione.

Di cosa non mi pento.
Delle ragioni che mi hanno procurato sei diffide da vari avvocati.
La carica di Presidente dell’Adci è anche un onere, perché comporta l’esprimersi con chiarezza contro le ingiustizie, le scorrettezze e le cattive pratiche che inquinano anche il nostro settore.


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Quote Associative Adci: meglio pagare 130 euro oggi che 520 ad aprile. O no?

La Coppia Più Bella Del Mondo. (Fritz Tschirren & Pasquale Barbella)

L’Assemblea dei Soci ha ieri approvato all’unanimità la proposta presentata dal Consiglio Direttivo.

Iscriversi o rinnovare oggi la quota d’iscrizione all’Art Directors Club Italiano, costa 130 euro anziché 260. Purché lo facciate entro il 31 gennaio 2016.

Per chi rinnoverà l’iscrizione tra il primo febbraio e il 31 marzo 2016, la quota sarà di 260 euro.

Chi deciderà di iscriversi successivamente pagherà invece 520 euro.

Gli Under 30 continueranno a pagare 50 euro.

La più rapida Assemblea Soci della storia del Club è stata seguita dai festeggiamenti per i 30 anni.

È stato bello rivedere insieme Fritz e Pasquale.

La coppia più bella del mondo, nonché primo e secondo Presidente del Club, sono stati intervistati da Beatrice Mari, Federica Nanni, Luca Pertanto Pedrani e Sara Rosset. (grazie ancora, miei prodi, per esserci stati)

Domande anche per il Past President Maurizio Sala, e alcuni dei soci fondatori.

Ricordo che per decisione unanime del Consiglio Direttivo Adci, tutti e 45 i soci fondatori non sono più tenuti a versare la quota associativa. Chi desidera rientrare e avere la propria scheda all’interno del sito, dovrà semplicemente farne richiesta via email al Segretario del Club, Caroline Yvonne Schaper (caroline.schaper@adci.it)

FAQ

1. Ho uno spiccato senso per gli affari e preferisco pagare 130 euro che 260 o addirittura 520. Cosa devo fare?

Un bonifico a: Art Directors Club Italiano
Banca Prossima, Milano
Iban: IT19V0335901600100000119579

BIC/SWIFT: BCITITMX (Solo per l’estero)

causale: quota associativa 2016 NOME+COGNOME.

Entro il 31 gennaio 2016. Fallo oggi e togliti il pensiero.

2. Non sono mai stato socio Adci come mi iscrivo?
fai richiesta via email: caroline.schaper@adci.it e emanuele.soi@adci.it

3. Compio 40 anni nel 2016 ma sono svizzero come Fritz Tschirren, posso entrare in giuria?
Basta la maggiore età ed essere invitato da uno dei presidenti delle giurie Adci Award (che non sono ancora stati scelti, così come ancora non è stato deciso chi sarà il presidente dell’award nel 2016)

4. Posso candidarmi come giurato italiano a Cannes Lions?
Certamente. Basta che tu sia in regola con la quota associativa Adci. Puoi inviare la tua auto candidatura a caroline.schaper@adci.it o al membro del consiglio Adci che preferisci. Ma le candidature per Cannes Lions 2016 sono già state inviate il 31 ottobre scorso. Quindi ora la tua candidatura verrebbe considerata per l’edizione del 2017. Ti consiglio di mandarla nel mese di settembre 2016.

5. Come stai?
-mah, sono un po’ preoccupato, sospettano abbia un tumore al fegato…
-ah, scusa se ti interrompo, ma stavo pensando che non sono mai stato giurato a Eurobest e ci terrei a rendermi utile per il Club…eh che ne pensi?…si può fare? cos’è che dicevi? hai un rumore?

Buon Natale a tutti :)
m.


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Festa 30 anni Adci (18 dicembre sera)

Venerdì diciotto dicembre, a partire dalle 20, festeggeremo i 30 anni dell’Art Directors Club Italiano.

Ci troveremo in via Alessandria 3, Milano, a piano terra.

Diversi i Soci fondatori che hanno già confermato la loro presenza, compresi i primi due Presidenti della storia del Club: Fritz Tschirren e Pasquale Barbella.

Tutti i Soci Adci sono invitati.
Chiediamo la cortesia di confermare la partecipazione, specificando se soli o accompagnati, entro il 15 sera. (caroline.schaper@adci.it emanuele.soi@adci.it)

A condurre le danze il Boz Trio. Che poi non so perché si definisca trio, visto che sono in cinque. Del resto noi ci chiamiamo Art Directors Club e pulluliamo di copywriter.

Non do anticipazioni sul menu. Ma consiglio di far precedere la vostra partecipazione da un (breve) digiuno, anche alcolico.

È un consiglio pratico, non un imperativo morale.

Non c’è virtù nella penitenza e nel digiuno che mortificano il corpo, sono solo fanatici e monacali“. (Immanuel Kant)

Un caro saluto a tutti
massimo guastini
13° (benché superstizioso) presidente Adci


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Il messaggio di Toscani ai giovani.

Oliviero Toscani ha partecipato a IF! Italians Festival, sabato scorso. Si è calato senza molti problemi all’interno del format delle “dieci domande scomode” condotto da Davide Boscacci, Direttore Creativo dell’agenzia Leo Burnett.

Al di là dell’adrenalina mista a testosterone e sudore, che inevitabilmente addensano questo genere di interviste, sono seguite a mio avviso alcune utili indicazioni per le nuove generazioni.

Undici suggerimenti in risposta a “dieci domande scomode”.

1. Siate artisti della comunicazione più che pubblicitari.

Io ho fatto tante cose al di là della pubblicità. Non sono un pubblicitario e non chiamatemi Guru, li considero insulti. Usate il termine Guru tra voi pubblicitari. Io sono un fotografo e morirò fotografo.

Nasco come reporter. Da una famiglia di reporter. Dopo mia sorella di dodici anni più grande e dopo mio padre.

Ho capito che per avere impatto dovevo trovare un canale diverso dal puro reportage.

Ho capito che la pubblicità poteva dare più visibilità alle mie immagini. E ho usato la pubblicità per fare quello che volevo fare.

2. Non sprecate le vostre vite.

Ricevo in continuazione email dai giovani che mi raccontano la loro delusione. Nel vostro sistema la creatività non esiste più. E questo è gravissimo. Chi è il responsabile?
Raccontate palle al mondo.

3. La creatività non è la priorità delle agenzie di pubblicità.

Ormai siete stati messi sotto dal management. Perché avete bisogno di questa parola, “creatività”? La creatività non è la prima attività delle agenzie di pubblicità. La prima attività è non perdere il budget.


4. La vita non è nelle agenzie di pubblicità.

Ragazzi dovete girare il mondo. Non potete stare qui con la moquette e le segretarie nelle agenzie. Dovete girare, guardare, imparare. Il mondo succede fuori, dovete imparare li.

5. Trovate la vostra voce e usatela per raccontate cose rilevanti.

Non potete rimanere chiusi nella mediocrità, nella forma, nei sistemi. Tutto ciò che si ferma alla forma, alla composizione, all’estetica, è mediocre. L’unico vero scopo è interessare la condizione umana. Non potete gettare il budget, i media che avete a disposizione, per fare cose irrilevanti.

6. Siate creatori, non direttori.

Il Padre Eterno ha creato da solo, non dirigeva nessuno.

7. Coltivate il dubbio più che le pseudo certezze.

La creatività è la conseguenza di un impegno, di una voglia, di un sogno che si realizza. E quando lavorate in questi termini può darsi che voi facciate qualcosa di creativo

E se vi sentite sicuri, facile che non sarà qualcosa di creativo. Con le ricerche generate solo la mediocrità. Per accontentare tutti non accontentate veramente nessuno.

8. Dovete provocare reazioni nelle persone.

La provocazione è alla base di tutto.

…voi ormai non provocate più niente.

La mia etica è fare una comunicazione che interessi le persone, e NON fare una comunicazione che non esiste. Come fate a fare le riunioni in 25 per parlare di quale sarà il target delle noccioline? Smettetela!

Quel mondo è finito da molto tempo.

9. Abbiate una leadership culturale sul cliente.

Per essere liberi e quindi per essere creativi….voi dovete arricchire anche culturalmente il vostro committente.

10. Andate alle riunioni da soli.

…ah lo so perché non vi piace questa….(riferendosi a uno spot Ania che Boscacci ha fatto proiettare – ndr)…perché fecero una gara. Mi trovai il giorno del briefing io da solo e altre 4 o 5 agenzie. Le agenzie arrivano anche in otto, comprese un paio di scosciate con i tacchi, ste fighe…mi hanno spiegato che sono gli account. E per tre anni ho vinto sempre io.

Per questo non vi piace lo spot Ania. Magari c’eri anche tu alla gara (riferito a Boscacci – ndr)

11. Siate sovversivi

Su questo invito c’è stato il maggiore momento di tensione.

È successo perché, mentre la regia proiettava campagne di Toscani più recenti, Boscacci ha commentato:

sta parlando di sovversione mentre passano queste immagini….non mi dica che ha fatto il pubblicitario per fare queste foto? (sottointeso: dov’è la sovversione in queste foto?)

Qui lo scambio merita di essere raccontato alla lettera:

Toscani: E dimmi qualcosa di sovversivo che ha fatto la Leo Burnett? Oddìo Santo. Siete lì in quaranta tra direttore artistico, direttore creativo lalalalalà e dimmi qualcosa di culturalmente interessante della Leo Burnett.

Boscacci: La invitiamo alla premiazione di stasera, ci saranno un sacco di lavori belli e anche sovversivi.

Toscani: Ma va là. La gente si ricorda ancora miei lavori di trent’anni fa. Vi ricordate una campagna della Leo Burnett di trent’anni fa?

Oliviero Toscani non è salito sul ring (fuori casa) delle 10 domande scomode per caricare a testa bassa. Ha occupato il centro del palco e risposto senza mai scomporsi.
Non ha danzato come una farfalla e punto come un’ape. Ma ha colpito duro. Chirurgicamente.

Quando le domande hanno cercato di chiuderlo all’angolo dell’ultima, controversa, fase del rapporto con Benetton, ha risposto con orgoglio:

no, queste cose qua ve le dite voi tra mediocri…
Benetton in 18 anni era diventato 20 volte più grande ed era uno dei 5 marchi più noti al mondo. Quanto vale questo?

In tempi recenti, Luciano Benetton ha così ricordato quegli anni:

Il nostro rapporto di collaborazione è nato dal desiderio comune di realizzare una comunicazione d’avanguardia. In un paio di decadi abbiamo prodotto campagne su temi di interesse universale, per essere comprese in 120 paesi.

I risultati ottenuti sono stati molto importanti. Abbiamo aperto un dialogo costruttivo con il pubblico, presentandoci come un gruppo aperto al mondo e sensibile ai problemi della vita altrui. Al tempo stesso siamo entrati di diritto nel dibattito culturale internazionale, fino al punto che le campagne di Toscani per Benetton sono parte della storia della comunicazione degli ultimi anni. Ho condiviso con Oliviero uno dei periodi più straordinari della comunicazione, vissuto con passione, divertimento e grande energia per quasi 20 anni.

Non sembrano le parole di un cliente scontento.

Oliviero Toscani ha presentato qualche settimana fa il suo ultimo libro “Più di 50 anni di magnifici fallimenti”.

Andy Warhol e/and Oliviero Toscani, 1973.
© Oliviero Toscani


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Adci Award 2015 ecco le giurie


Le giurie dell’Adci Award 2015 iniziano tra qualche minuto
.
INTEGRATED: Michele Picci (Presidente di Giuria)
Maria Chiara Alegi
Andrea Scotti Calderini
Hugo Gallardo Dominguez
Vito La Brocca
Mariano Legname
Dario Lo Nardo
Orso Mattia Mangano
Ottavio Nava
Luca Prina
Polina Zabrodskaya

STAMPA/DESIGN: Federico Pepe (Presidente di Giuria)
Fabio Novembre
Stefano Seletti
Milka Pogliani
Luis Cicognani
Nicola Cellemme
Alessandro Izzillo
Matteo Pozzi
Alessandro Candito
Matteo Civaschi
Paola Manfroni

OUTDOOR/FOTOGRAFIA Vincenzo Gasbarro (Presidente di Giuria)
Serena Di Bruno
Dario Villa
Ciccio Guerrera
Dario Marongiu
Gaston Guetmonovitch
Gaetano Del Pizzo
Giordano Curreri
Giorgio Cignoni
Lorenzo Picchiotti
Daniela Cattaneo

FILM/CRAFT/BRANDED CONTENT Giuseppe Mastromatteo (Presidente di Giuria)
Vicky Gitto
Lorenzo Ulivieri
Luca Cortesini
Enrico Chiarugi
Pietro Maestri
Luca Fanfani
Karim Bartoletti
Ester Miozzo
Vincenzo Celli
Lorenzo Crespi

RADIO/COPYWRITING Marco Geranzani (Presidente di Giuria)
Stefania Siani
Daniele Dionisi
Alessandro Omini
Daniele Ravenna
Marco Gucciardi
Luca Ghilino
Stefano Battistelli
Giulia Di Filippo
Mauro Manieri
Francesca Manunta

PROMO & ACTIVATION Marco Venturelli (Presidente di Giuria)
Nicola Lampugnani
Francesco Bozza
Sergio Spaccavento
Cristina Gusmini
Salvatore Nicoletti
Carlo Cavallone
Gineva Capece
Eleonora Villari
Marco Viganò
Giovanni Settesoldi

CYBER01: Manuel Musilli (Presidente di Giuria)
Paolo Iabichino
Raffaella Bertini
Domenico Manno
Massimiliano Maria Longo
Christopher Jones
Matteo Maggiore
Arturo Vittorioso
Antonio Di Battista
Laura Giovannini
Leandro Agrò

CYBER02: Selmi Bali Barissever (Presidente di Giuria)
Armando Viale
Gabriele Caeti
Francesco Poletti
Nicola Rovetta
Matteo Righi
Alessandro Mininno
Andrea Stanich
Fabrizio Piccolini
Aureliano Fontana
Massimo Bellato

STUDENTI: Michelangelo Cianciosi (Presidente di Giuria)
Sofia Ambrosini
Alice Bottaro
Valentina Barone
Daniel Cambò
Paolo De Matteis
Matteo Grandese
Massimo Guastini
Valentina Maran
Alessandro Sciortino
Bruno Vohwinkel

DIRECT/PR: Davide Boscacci (Presidente di Giuria)
Emanuele Viora, PUBLICIS
Arnaldo Funaro, ISNT
Fabio Teodori, FCB
Alessandro Orlandi, SAATCHI
Stefano Guidi, TBWA
Camilla Vanzulli, WE ARE SOCIAL
Sergio Muller, A-TONO
Daniela Radice, JWT
Filippo Formentini, HAVAS
Sergio Munaò, JEEP

Presidente Adci Award: Luca Scotto Di Carlo

Le regole che tutti si impegnano a rispettare in giuria le trovate qui.Regole giurie ADCI Awards


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Adci Award – Spergiuria invita gli studenti a presentare il proprio lavoro in lizza

Studenti non siate timidi.

Spergiuria è la giuria che valuterà i lavori iscritti all’Adci Award nella sezione “Studenti”.

Il Presidente, Michelangelo Cianciosi, ha voluto creare qualcosa di più di una giuria che valuti i lavori nel corso di una giornata.
Per questo è stata aperta la pagina Facebook “Spergiuria – come entrare e sopravvivere in pubblicità”.

“La giuria studenti dell’ADCI Awards 2015 non vuole limitarsi a giudicare. Quello è il suo lavoro e lo farà a tempo debito. Nel frattempo, però, non vuole lasciarsi scappare l’opportunità di dialogare con i giovani, i professionisti di domani, perché crede che della loro freschezza ci sia maledettamente bisogno. E alla loro spontaneità vuole offrire quello che può: il proprio tempo, la propria disponibilità e, perché no, qualche trucco del mestiere. Lo farà qui, a lato dell’ADCI e dei canali istituzionali, senza appuntamenti fissi e con una gestione piratesca, ecco perché si è data il nome Spergiuria. “ (Michelangelo Cianciosi)

Oltre all’opportunità di usare questo canale, i giovani studenti potranno presentare personalmente alla giuria il proprio lavoro iscritto all’ Adci Award.
Spergiuria vi aspetta quindi il 5 novembre, a partire dalle 10, al nhow di via Tortona 35.

I lavori iscritti verranno valutati in ogni caso, indipendentemente dal fatto che gli autori se la sentano o meno di presentarli.
Tuttavia è un’occasione formativa da non perdere secondo noi.

Come suggerisce il Presidente di Spergiuria:
“Saper vendere le proprie idee è altrettanto importante che averne ed essere capaci di accompagnarle con argomentazioni convincenti viene dopo il processo creativo solo in ordine temporale.”

Gli studenti potranno assistere ai lavori della giuria per tutta la durata della giornata.
Chi vuole anche cogliere l’opportunità di presentare ai giurati il proprio lavoro in lizza deve scrivere una mail a massimo@cookiesadv.com

Le presentazioni partiranno dalle 10. L’ordine di presentazione sarà stabilito dall’ordine di prenotazione. Quindi scrivete subito.
Ogni presentazione non potrà superare i 10 minuti.

Oltre a Michelangelo Cianciosi, gli Spergiurati ad ascoltarvi saranno:

Sofia Ambrosini
Alice Bottaro
Valentina Barone
Daniel Cambò
Paolo De Matteis
Matteo Grandese
Massimo Guastini
Valerio Le Moli
Valentina Maran
Bruno Vohwinkel


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La giuria studenti dell’Adci Award

come entrare e sopravvivere in pubblicità

La racconta lo stesso Presidente della Giuria, Michelangelo Cianciosi, dalla pagina Facebook “Spergiurìa“,

Open! La giuria studenti dell’ADCI Awards 2015 apre oggi. Lo fa qui, fuori tempo e fuori spazio rispetto all’apertura ufficiale del 5 novembre e al palcoscenico dell’IF!, perché non vuole limitarsi a giudicare. Quello è il suo lavoro e lo farà a tempo debito. Nel frattempo, però, non vuole lasciarsi scappare l’opportunità di dialogare con i giovani, i professionisti di domani, perché crede che della loro freschezza ci sia maledettamente bisogno. E alla loro spontaneità vuole offrire quello che può: il proprio tempo, la propria disponibilità e, perché no, qualche trucco del mestiere. Lo farà qui, a lato dell’ADCI e dei canali istituzionali, senza appuntamenti fissi e con una gestione piratesca, ecco perché si è data il nome Spergiuria. Come presidente ho avuto il felice compito di scegliere uno a uno i membri di questo team. L’ho fatto tenendo a mente sempre un criterio, semplice ma non banale: cosa può dare di specifico questa donna o quest’uomo al gruppo? Di ognuno potrei dire perché è qui e cosa può offrire, ma lascerò che lo scopriate leggendo gli interventi che riempiranno questa pagina. Signore e Signori, ho l’onore di presentarvi gli spergiurati: Sofia Ambrosini, Alice Bottaro, Valentina Barone, Daniel Cambò, Paolo De Matteis, Matteo Grandese, Massimo Guastini, Valerio Le Moli, Valentina Maran, Sergio Spaccavento.


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Un titolo non si deve spiegare, altrimenti è un titolo del cazzo.

Ho aderito immediatamente alla richiesta delle registe Valentina Bertani e Serena Corvaglia:
utilizzare il palco di IF! Italians Festival per parlare delle difficoltà che le donne registe incontrano in Italia. È complesso trovare lavoro e pressoché impossibile uscire da ristretti settori merceologici e/o narrativi.

Ringrazio Monica Lazzarotto di YouMark per l’immediata adesione e il sostegno offerto all’iniziativa.

Al tempo stesso vorrei mettere in guardia sul titolo, “perché gira poca figa?”, con cui il contenuto di IF! è stato lanciato oggi da YouMark.

Non mi da fastidio la parola figa, evidentemente. Non rinnego né da dove vengo, né le mie assidue e quasi quarantennali frequentazioni.

Penso che sia scorretto tecnicamente oltre che fuorviante.

La prima ragione l’ho anticipata nel titolo.
La seconda è che il problema è esattamente l’opposto.
In pubblicità gira (inutilmente) troppa figa.
Questo contribuisce ad alimentare un immaginario malato e un sistema patriarcale
che porta gli uomini (ma anche molte donne)
a considerare “cerebro-penica” qualunque “portatrice di figa”.

Le donne registe lavorano poco in pubblicità perché è la stessa pubblicità, quando le racconta,
a rappresentarle essenzialmente (oltre 80% dei casi) come oggetti erotico-seduttivi, più che esseri pensanti.
(“come la pubblicità racconta le donne e gli uomini in Italia”)

“Gira poca figa” credo faccia “girare il cazzo” a chiunque abbia le competenze di comunicazione necessarie per capire e distinguere cause ed effetti, oltre a voler realmente risolvere il problema.

“Come avremmo reagito se Confindustria (o UPA) avesse usato un titolo del genere?”
La domanda me l’ha posta un ottimo copywriter, direttore creativo (uomo) di grande e importante Agenzia.
Il quale aggiunge (costernato): “alimenta l’immagine di un gruppo di inguaribili cazzoni”.

Come dargli torto?
Cambiando. A partire dal titolo.
Per non tradire, già nelle parole, quei fatti che dobbiamo dimostrare di voler realmente mettere in atto.

Grazie.
m.


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DIVERSITY è il primo premio italiano che combatte l’omofobia. Perché serve.

Diffusione del linguaggio omofobo in politica

Se non ti mobiliti per i diritti di qualcuno nel momento in cui ne è privato
quando poi intaccheranno i tuoi nessuno si muoverà per te. E ti ritroverai solo.

(Harvey Milk)

Affermare che gli italiani siano ancora estremamente omofobi è riduttivo.
In realtà siamo il Paese europeo più violento nei confronti degli esseri umani (LGBT) con un comportamento sessuale che non rientri negli insegnamenti lacunosi appresi all’oratorio.

Siamo violenti da molti punti di vista, a partire dal linguaggio.

Certo, nelle conversazioni da salotto abbiamo quasi tutti qualche amico, amica, omosessuale da vantare, a riprova della nostra apertura mentale.
Eppure, un sondaggio condotto dalla comunità europea ha messo noi, proprio noi, nel girone degli omofobi.

Ben vengano le “celebrazioni dell’orgoglio LGBT” su Facebook.
Ma modificare le nostre foto del profilo Social non basta a cambiare questa foto del nostro Paese.

(Nota: cambiando l’anno potete seguire l’evoluzione nel tempo e verificare la nostra assoluta staticità)

Occorre agire sull’immaginario collettivo, favorire la diffusione di una narrazione accurata delle persone LGBT per cercare di sollevare le paure e i pregiudizi.
Occorre indicare le best practice in questo tipo di narrazione e favorirne la diffusione premiandole.

Pensato sul modello dei GLAAD Awards, DIVERSITY Media Award si propone di identificare e premiare i prodotti mediali che, nel corso dell’anno, si sono distinti nel rappresentare in modo attento e rispettoso le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

La commissione scientifica è composta da 15 accademici provenienti da 10 atenei differenti.
A loro fanno riferimento i 35 analisti che stanno selezionando i contenuti mediali: TV, Radio, Stampa e anche la Pubblicità.
È possibile autocandidarsi e mandare le proprie campagne pubblicitarie uscite tra il primo luglio 2014 e il 30 giugno 2015.
Le campagne vanno inviate a ricerca@diversitylab.it entro il 20 novembre 2015
L’iscrizione è gratuita.

In questi anni ho visto alcuni brand provare a cimentarsi sul tema. Personalmente considero ancora come benchmark questo lavoro, uscito nel 2011.

Non uscì in una grande città del Nord Italia ma a Catania, nonostante il fatto che nelle isole, secondo una ricerca Eurispes, il 61% degli abitanti non considera l’omosessualità una forma d’amore al pari dell’eterosessualità. Fu il contesto, la Sicilia, a rendere straordinario il messaggio. Fu un sedersi ‘dalla parte del torto’ in una regione in cui l’omosessualità è uno dei peggiori torti immaginabili per un maschio.

L’ADCI in quasi 30 anni di esistenza non ha mai premiato annunci omofobi (“l’estetica è sempre etica” – Pasquale Barbella).
Inserire un premio LGBT all’interno dell’Adci Award mi sembrerebbe un ammiccamento opportunistico.
Ma chiederò al Consiglio Direttivo di regalare l’iscrizione al nostro Award, per la campagna pubblicitaria che dovesse vincere il primo premio ai Diversity Award.

link utili:
comitato scientifico
autocandidature
categorie premiate


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ITALIANISM a Roma, il prossimo dieci ottobre.


ITALIANISM, è una conferenza creativa che si terrà a Roma il 10/10/15 presso l’ex Caserma Guido Reni.

Nasce da un progetto di Renato Fontana, che molti amici conoscono per lunga militanza in varie agenzie internazionali, in vari ruoli. Renato ha un blog, saperevedere.it, nel quale intervista giovani talenti italiani.

La conferenza presenta vari contributi da circa 100 artisti e professionisti di differenti aree: Art Direction • Comunicazione • Design • Digital • Fotografia • Fumetto • Graphics • Illustrazione • Infographics • Multimedia • Print • Street Art • Textile • Tattoo • Typography • Video.

Queste le sezioni:

LIVE STAGE • Interventi sul palco della durata di 30 minuti con artisti e professionisti, sia italiani che stranieri.

CAM STAGE • Dialoghi via Skype della durata di 10 minuti con professionisti italiani che hanno scelto professionalmente l’estero.

ANALOGIC 2.0 • Nuovi artigiani e tecniche rare in azione ed esposizione: stampa a caratteri mobili, fotografia stenopeica, textile design, xilografia di scuola giapponese, paper art, tattoo, fotografia al collodio umido, realizzazioni su materiali particolari come il feltro, editoria specializzata.

50x50x50 • THE NEW ITALIAN ILLUSTRATION BOX • In collaborazione con l’Associazione Illustri. 50 giovani illustratori italiani espongono 50 opere di formato 50×50 cm.

HEROES? • Ritratti fotografici di celebrities in bianco e nero di Mattia Zoppellaro.

SPECIAL ARTWORK • Contributi creativi e tecnici di vario tipo a sostegno del progetto e della sua comunicazione.

(Miriam Bianchi)