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L’Art Directors Club Italiano proroga i termini di pagamento della quota di rinnovo. Merkel critica.

Con un blitz compiuto durante l’ultima riunione del nuovo Consiglio Direttivo dell’ADCI presieduto da Vicky Gitto, è stata approvata all’unanimità una modifica che fa slittare al 10 giugno il termine oltre il quale il rinnovo della quota associativa 2016 per i ritardatari passa alla ciclopica somma di 520 euro.

La storia.
Il provvedimento che stabilì la severa lievitazione della quota associativa – per i soli soci da oltre due anni e over 30 in grave ritardo con il pagamento dell’anno in corso – fu proposto dal passato Consiglio Direttivo e approvato dall’ultima Assemblea dei Soci.
Una scelta dettata dalla necessità di arginare un malcostume diffuso tra alcuni soci: pagare la propria quota annuale solo se e quando fossero convocati alle giurie degli ADCI Awards.
Una prassi scorretta, riprovevole dal punto di vista etico-professionale e deleteria per la stabilità finanziaria del Club.
Grazie a questa nuova norma, fare i furbi costerà caro. Letteralmente.
Infatti, per partecipare alle giurie, è obbligatorio essere iscritti al Club.
Quindi i soci che saranno convocati per le giurie di ottobre e non fossero regolarmente iscritti entro il 10 giugno dovranno scegliere se pagare 520€ per l’iscrizione o rinunciare alla partecipazione alle giurie. Dura lex, sed lex.

Perché lo slittamento al 10 giugno?
Essendo il primo anno di applicazione della norma, il Consiglio ha valutato la possibilità che esistano dei ritardatari all’oscuro della sua applicazione, nonostante la pubblicità che essa ha avuto.
Inoltre, fino al 10 giugno non avverrà alcuna selezione o preselezione di giurati ADCI e quindi il provvedimento manterrà intatta la sua carica deterrente.

Ma come sono strutturate le quote quest’anno?
La quota ordinaria, immutata da secoli, è di 260 euro.
La grande novità di quest’anno è stata la possibilità, per i soci ordinari, di rinnovare la propria iscrizione con un inusitato sconto del 50% fino al 31 gennaio, grazie alla formula Early Bird, che aveva causato le prime frizioni sotterranee con la signora Merkel.
Ma, come lo stesso premier tedesco disse in uno storico intervento al Parlamento Europeo, “Vale più una tabella di mille parole”.
Eccola qua.

- Soci Under 30                                                  50€
- Soci Ordinari di nuova nomina                     130€   (per i primi due anni)
- Rinnovo Soci Ordinari dal 3° anno               260€   (130€ se entro il 31 gennaio)
- Rinnovo Soci Ordinari dopo il 10 giugno     520€

Le quote, ovviamente, non possono subire sconti al di fuori delle ipotesi presenti nella tabella.
Né se si è militari, né se ci si presenta in comitiva.

La reazione di Angela Merkel.
Informata anzitempo da una talpa attiva all’interno del Consiglio ADCI, la signora Merkel ha minacciato di far espellere l’Art Directors Club Italiano dalla zona Euro.
Dura reazione unanime del Club Italiano: “Obama ci ama. Convertiremo la quota in dollari.”

 

Photo by https://www.flickr.com/photos/eppofficial/ [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons


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Prevenire è meglio che litigare. “La tutela delle idee creative”, un seminar organizzato da ADCI.

Sembra che il metodo Cappuccetto Rosso non sia il migliore per passeggiare nel bosco dove cresce la creatività.
Si possono avere idee fresche e innovative nel proprio cestino delle vivande e proteggere loro e sé stessi dall’incontro con il Lupo Cattivo.
Il lupo in questione sarebbe anche una bestia mansueta e piacevole se non fosse che siamo proprio noi produttori di idee a mettergli il capino nelle fauci.
Lo facciamo ogni volta che non proteggiamo adeguatamente le nostre idee prima di esporle e ogni volta che crediamo che il loro valore desti tale apprezzamento nel lupo da non fargli nemmeno pensare di poterne fare un solo boccone senza pagar dazio.
Mezze idee presentate in gare in cui si perde e poi risorte lontano nel tempo e nei luoghi, timore di procedure di tutela complesse, o totale misunderstanding sul loro funzionamento, spesso ci lasciano con l’amara rassegnazione che ormai le idee appartengano alla pancia del lupo. E non ci sarà nessun taglialegna coraggioso a liberarle per restituirle a un mercato più trasparente.

Proprio per questo, il 4 giugno, l’Art Directors Club Italiano organizza un incontro con l’avv. Giovanni Maria Riccio, docente universitario e socio dello studio legale e-Lex di Roma, sul tema della tutela delle idee creative.
Un appuntamento importante per tutti gli attori della filiera creativa offline e online: agenzie, freelance e, perché no, clienti.

In uno scenario tecnologico ed economico che cambia con velocità, non è più possibile regolarsi con norme e comportamenti nati per contesti epocalmente superati, come una fiaba d’altri tempi.

Si parlerà di creative commons, tutela della pubblicità e dell’idea creativa, script, bozzetti, deposito e SIAE, pubblico dominio, instagram, flickr, licenze, beni culturali, strumenti di tutela, discutendo della più recente giurisprudenza.
Un evento imperdibile per tutti i professionisti che hanno bisogno di chiarezza nell’impostazione di un corretto rapporto professionale per la produzione di creatività: una parola che può risultare evanescente e soggettiva, e che proprio per questo necessita di un approccio il meno “creativo” possibile.

La tutela del lavoro presentato in fase di gara e i complessi rapporti che regolano la proprietà intellettuale delle idee creative, saranno tra i temi al centro dell’incontro.

Con questa iniziativa, prosegue l’impegno dell’ADCI nel sostenere e perseguire la trasparenza dei rapporti professionali e la corretta concorrenza, a vantaggio di tutte le parti interessate alla produzione e all’utilizzo della creatività di qualità.

In un prossimo post, l’ADCI comunicherà come seguire il seminar ovunque voi siate.
Live a Roma, fuori Roma o a passeggio nel bosco.

Data: giovedì 4 giugno 2015
Dove: Studio Legale E-Lex Belisario Scorza Riccio & Partners, Via dei Barbieri 6, Roma
Orario: 18:00 – 20:00


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Giovani Leoni: confermiamo le valutazioni delle giurie.

il giorno dopo la premiazione dei giovani leoni abbiamo ricevuto dei reclami per due sezioni: cyber e film.

Abbiamo coinvolto nella discussione dei due casi  anche i Presidenti delle giurie in questione: Stefania Siani (TV) e Alessandro Orlandi (Cyber).

Abbiamo fatto loro notare le presunte violazioni del regolamento denunciate nei reclami e/o le “interpretazioni quanto meno larghe del regolamento” evidenziate nei reclami stessi.

Due anni fa cambiammo un verdetto, perché la violazione del regolamento (per quanto in buona fede) aveva offerto un netto vantaggio alla coppia vincitrice.

Coppia che era tra l’altro arrivata prima ex aequo. Ma poiché alla Young Competition ogni nazione può essere rappresentata da un solo team, la giuria aveva votato uno “spareggio” per decidere la coppia da mandare a Cannes. Chiedemmo quindi al Presidente di quella giuria: “senza il vantaggio ottenuto attraverso la violazione del regolamento avreste votato allo stesso modo?” La risposta fu “no”.

Quest’anno, invece, le idee contro cui è stato sporto reclamo sono risultate nettamente vincitrici, soprattutto nella sezione TV.

Entrambi i Presidenti di giuria non hanno avuto  dubbio alcuno a confermare il verdetto.

Le presunte violazioni al regolamento sono state considerate, quand’anche esistenti, in ogni caso di secondo piano e non condizionanti rispetto alla qualità dell’out put creativo fornito.

Vale la pena ricordare lo scopo dei Giovani Leoni: valutare la capacità dimostrata dalle coppie in lizza di fornire una risposta molto creativa, in tempi molto brevi, a un brief.

Capire, sulla base di quanto dimostrato nel tour de force di 24-48 ore, chi possa avere maggiori probabilità di emergere in una competizione internazionale al prossimo Festival di Cannes.

Non è ovviamente un giudizio assoluto sulle capacità dei team coinvolti.

Ma siamo convinti di avere selezionato le coppie che hanno dimostrato di poter generare un’idea forte e competitiva in un contest internazionale e in breve tempo.

Per questa ragione l’Adci conferma la classifica finale stabilita dalle giurie, in entrambe le categorie.

Sotto, trovate dettagli su reclami e considerazioni emerse che hanno portato a questa conferma.

Sezione Cyber – Motivi del reclamo e parere del Presidente di Giuria (il progetto è visibile QUI)

Motivi del reclamo.

“La coppia dovrà ideare e produrre in 24 ore una campagna social media integrata, spiegando come l’uso dei social media risponda creativamente al brief.”

Mi sembra piuttosto chiaro, la campagna dovrà vivere o comunque avere la sua massima espressione sui social media, sfruttando le diverse piattaforme in maniera sensata e facendole dialogare tra di loro.

Nella campagna “Special Collections Valentino” non c’era niente di tutto ciò.

Non voglio criticare quanto l’idea funzioni o meno, non è mio compito, voglio solo far notare che una sfilata di moda con associato un hashtag “arancione” e un sito web di riferimento non può essere definita un’idea digital, e il fatto che l’hashtag possa essere lo stesso su 3 social media differenti non significa che i 3 social dialoghino tra loro e siano usati in maniera creativa per risolvere il brief.

Detto questo mi sento di affermare che per me l’idea vincitrice non era neanche da prendere in considerazione dalla giuria perché non rispettava il regolamento.

Parere del Presidente di Giuria

Il criterio di giudizio che ho dato alla mia giuria in qualità di presidente, è sbagliato come quello di Cannes.

Ho deciso di premiare le grandi idee.

E quando sono grandi, capita molto spesso che vincano anche in categorie che poco gli appartengono.

Accade spesso a Cannes che progetti vincano in categorie come Promo & Activation, Pr, Direct, Media, Film, Cyber…. Quando, detto onestamente, poco avevano a che farci.

Questo accade solo quando c’è una grande idea.

Forse è vero che l’integrazione di 3 social non ha dato il via all’idea, fatta eccezione per l’utilizzo di Periscope.

Ma a mio modesto giudizio ne sarebbero stati inondati.

Ne faccio una questione di categoria dedotta dal Brief, che come discusso in giuria non era poi così chiaro, come non sono così chiare le categorie di Cannes (forse anche volutamente).

Se non avessimo ragionato così avremmo dovuto premiare idee, sempre a mio modesto parere, molto più deboli.

E siccome la vita porta a prendere delle posizioni e a fare delle scelte, questa è stata la mia. E la rifarei.

PS: Sminuire il progetto che ha vinto dicendo che è una passerella con una connessione Wi-Fi, è come dire che Epic Split è uno spot di un pirla che fa la spaccata su un camion.

Sezione Film – Motivi del reclamo e valutazioni del Consiglio Direttivo Adci (il video può essere visto QUI)

Motivi del reclamo.

-Gran parte dei film proposti quest’anno erano dei rubamatic, ma quei film (compreso il vincitore) – seguendo il regolamento alla lettera – non sarebbero neanche dovuti essere giudicati.

-La canzone è RM. Chiarissima violazione del regolamento: Musiche di cui si detengano i diritti o che siano royalty free.

-Oltretutto il brief richiedeva esplicitamente un film che potesse essere mandato in onda il giorno dopo.

Questo lega indissolubilmente l’idea all’esecuzione senza possibilità alcuna di ignorare ne l’una nell’altra.

Considerazioni del Consiglio Direttivo Adci

partiamo dal regolamento.

Utilizzo di immagini e materiali.

• le immagini messe a disposizione gratuitamente da Getty Images, partner del Premio per l’edizione 2015, utilizzando un account e una password forniti al momento dell’iscrizione direttamente sul sito www.gettymages.com. L’accesso alla sezione dedicata sarà attiva dalle ore 9.00 di sabato 11/04/2015 fino alle ore 9.00 di Lunedì 13/04/2015

 • Immagini (fotografie, illustrazioni, elementi grafici, font) di cui si detengono i diritti d’autore, ossia fotografie scattate da voi stessi (col consenso dell’utilizzo dell’immagine di persone ritratte) o illustrazioni ed elementi grafici creati da voi stessi

 • Immagini (fotografie, illustrazioni, elementi grafici, font) su cui siate sicuri, e sia da voi dimostrabile, non penda nessuna forma di copyright

Musiche di cui si detengano i diritti o che siano royalty free.

Questione filmati

per quanto riguarda l’uso dei filmati, il regolamento non li ammette, né li vieta.

Sembrerebbe che non li regoli specificatamente, a differenza delle immagini.

Ed è chiaro che il regolamento, per “immagini”, intenda proprio immagini fisse e non filmati, come è specificato tra parentesi.

I filmati vanno quindi intesi, a norma di regolamento, tra i generici “materiali”.

SUGGERIMENTO PER IL PROSSIMO ANNO: chiarire in maniera inequivocabile se i video footage possano o non possano essere utilizzati.

Perché regolamento e concomitante possibilità offerta da Getty di scaricare i video, determinano una situazione per lo meno “ambigua”

Questione musiche

Diverso è il discorso delle musiche, dove in teoria non bisogna equivocare tra “detenerne” i diritti e avere pagato chi li detiene per usarle.

Anche questa però potrebbe essere un’imprecisione del regolamento, vista anche l’ambiguità per l’argomento footage.

Comunque,  sembra una questione non così fondamentale non essendo questa mancanza così grave da inficiare il valore dell’opera o condizionare il giudizio della giuria (come confermato da Presidente giuria, Stefania Siani).

A poco vale la contestazione che si basa sulla citazione di un punto del brief  (non nel regolamento), visto che oggi una musica la puoi cambiare in 10 minuti. Ben prima del giorno dopo.

Se invece bastava pagare i diritti, i vincitori l’hanno comunque fatto.  Ma anche questo aspetto non è stato espresso in modo inequivocabile e, lo ripetiamo, in ogni caso la giuria non considera che questa musica abbia determinato un vantaggio reale per il lavoro che ha vinto.

 


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La tutela delle idee creative. Un seminario organizzato da ADCI.

Il 4 giugno, alle ore 18,30, l’Art Directors Club Italiano organizza un incontro con l’avv. Giovanni Maria Riccio, docente universitario e socio dello studio legale e-Lex di Roma, sul tema della tutela delle idee creative. (via Barbieri 6 Roma)

Un appuntamento importante per tutti gli attori della filiera creativa offline e online: agenzie di pubblicità, freelance e, perché no, clienti.

In uno scenario tecnologico ed economico che cambia con velocità, non è più possibile regolarsi con norme e comportamenti nati per contesti epocalmente superati.

Si parlerà di creative commons, depositi di pubblicità, script e bozzetti, discutendo della più recente giurisprudenza.

Un evento imperdibile per tutti i professionisti che hanno bisogno di chiarezza nell’impostazione di un corretto rapporto professionale per la produzione di creatività: una parola che può risultare evanescente e soggettiva, e che proprio per questo necessita di un approccio il meno “creativo” possibile.

La tutela del lavoro presentato in fase di gara e i complessi rapporti che regolano la proprietà intellettuale delle idee creative, saranno tra i temi al centro dell’incontro.

Con questa iniziativa, prosegue l’impegno dell’ADCI nel sostenere e perseguire la trasparenza dei rapporti professionali e la corretta concorrenza, a vantaggio di tutte le parti interessate alla produzione e all’utilizzo della creatività di qualità.

La partecipazione al seminario è gratuita. Basta confermare la presenza via email:

posta@e-lex.it

Al termine, è previsto un aperitivo.