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Parole O_Stili, edizione 2018

Parole O_Stili 2018: oltre 1.000 esperti della rete e persone da tutta Italia a Trieste per fare il punto sui temi dell’ostilità in rete.

Trieste, 7 giugno 2018 – “Quando le parole sono un ponte” – quinto principio del Manifesto della comunicazione non ostile e, oggi più che mai, tema di grande attualità – è il filo condutture di Parole O_Stili 2018, l’appuntamento annuale che giovedì 7 giugno vede riunirsi a Trieste oltre 1.000 esperti della rete, giornalisti, manager, politici, comunicatori, influencer, rappresentanti della PA e numerose persone e professionisti provenienti da tutta Italia, legati dalla volontà di promuovere un dialogo per contrastare il linguaggio dell’odio in rete e non solo.

Hate speech, fake news, fact-checking, disinformazione e formazione, consapevolezza e fiducia: tanti i temi affrontati in diversi ambiti, dal giornalismo alla politica, dal business alla pubblica amministrazione, dalla scuola alla famiglia, a partire dai nuovi dati delle ricerche presentate in anteprima per questa occasione:

l’indagine inedita di SWG su “Hate speech e Fake news nel lavoro e nel business”, condotta tra cittadini, lavoratori e dirigenti;
gli esiti della ricerca “Trust in progress. Viaggio alla scoperta dei nuovi costruttori di fiducia” realizzata da RENA per indagare gli attori, le realtà e i meccanismi necessari per favorire una nuova creazione di fiducia;
i dati su “Competenze digitali e mediazione sociale dei ragazzi online” di “EU Kids Online per Miur e Parole O_Stili”, la ricerca condotta dall’OssCom dell’Università Cattolica in collaborazione con il Miur e l’ATS Parole Ostili.

Al via inoltre due nuovi importanti progetti: il lancio del “Manifesto della comunicazione non ostile…per le aziende”, scritto da Annamaria Testa e da un gruppo di aziende sensibili al tema, e l’iniziativa Paroleinformazione, una vera e propria chiamata al mondo dell’informazione affinché possa farsi portatore di consigli e di un messaggio di sensibilizzazione su un tema attuale come quello dell’utilizzo del linguaggio in rete e non solo.

Rispetto ai cittadiniscende significativamente il livello di allarme e di attenzione sull’hate speech, dal 70 al 53% (-17% rispetto al 2017), mentre sulle fake news il calo di chi ritiene il grado di allarme e di attenzione su questo tema adeguato risulta più ridotto, dal 65 al 59% (- 6%). Per entrambi i fenomeni, a distanza di un anno si evince una tendenza all’assuefazione rispetto alle precedenti rilevazioni espresse dai cittadini, con un conseguente calo dell’attenzione “di massa” e della consapevolezza nei confronti di fake news ed hate speech, pur restando un fenomeno all’ordine del giorno. Due persone su tre pensano che le fake news e i toni offensivi usati in rete siano una nuova realtà con cui ci si dovrà misurare d’ora in avanti, un nuovo modo di comunicare della società di oggi e in rete (lo pensa il 66%), mentre solo per il 23% si tratta di un fenomeno temporaneo, legato in parte al periodo di crisi in cui viviamo e alla necessità di imparare a utilizzare i nuovi strumenti. Se i millennial, cresciuti nell’epoca dei social, percepiscono meno il salto di paradigma (-6%), la percezione risulta invece maggiore nelle fasce di popolazione più istruita (+7%). Dai dati si evidenzia anche un legame tra la percezione di questi fenomeni e il livello d’istruzione degli intervistati: sono infatti le persone laureate le più preoccupate, mentre chi non supera la licenza media percepisce minor odio nelle comunicazioni. In generale, politica/economia ed esteri/migrazioni rimangono i temi centrali su cui si innescano fake news ed hate speech, sebbene il tema esteri/migrazioni (31%) mostri un minor livello di hate speech rispetto al primo (50%). 

Inedite le rilevazioni di SWG sul campione di lavoratori e dirigenti: il 58% dei lavoratori dipendenti intervistati sostiene che l’uso di linguaggio aggressivo e irrispettoso sia diffuso in ambito lavorativo e che lo sia di più rispetto a 10 anni fa (lo crede il 47%). Eppure sette dipendenti su dieci ritengono che lo stile comunicativo delle imprese abbia una funzione pedagogica perché incide direttamente sul cambiamento di linguaggio della società. Emerge quindi anche l’importanza che le aziende possono avere nel ruolo di sensibilizzazione ed educazione verso una maggiore consapevolezza e uso degli strumenti del digitale.
Da parte loro anche i dirigenti ritengono molto cambiata la comunicazione negli ultimi 10 anni e circa un terzo si sente ancora a disagio con il nuovo modello comunicativo (36%), i cui ingredienti principali sono protagonismo e aggressività, prevalenti rispetto ad assertività ed empatia. L’81% dei dirigenti ritiene che le aziende siano bersaglio di odio e fake news e il 59% afferma di riscontrare difficoltà nel controllo della propria brand image online, soprattutto sui social. Andando più nel dettaglio emerge che, per sentirsi attrezzate a comunicare sui social network, alle aziende mancano soprattutto competenze (42%), ma anche risorse umane (30%), approccio mentale e culturale al fenomeno (24%), investimenti (20%), pratica ed esperienza (18%). Infine, sulla linea tra buona educazione e toni forti, per la quasi totalità dei dirigenti (95%) la buona educazione e il linguaggio incidono sulla brand reputation delle imprese di oggi, sebbene il 43% degli intervistati affermi allo stesso tempo che una pubblicità, per essere efficace, debba usare toni forti.

“Il tema della parola e dell’ostilità nel linguaggio è centrale in questo momento storico. A dimostrarcelo sono state le centinaia di migliaia di persone, provenienti da ogni parte d’Italia, che
in poco più di un anno hanno aderito spontaneamente al Manifesto della comunicazione non ostile, portandolo a compiere un viaggio straordinario fra case, scuole, uffici, istituzioni, al di là di
qualsiasi aspettativa. Insegnanti, impiegati, manager d’azienda, comunicatori, professionisti e persone che hanno reso Parole O_Stili una community sempre più grande, espressione chiara e trasversale di un bisogno di stile e rispetto nell’utilizzo dei social media e, in generale, del
linguaggio, dalla politica alle imprese, alla vita di tutti i giorni, per accompagnare la crescita di una società civile consapevole e responsabile. Grazie di cuore, da parte nostra, a tutte queste
persone”, ha commentato Rosy Russo, fondatrice di Parole O_Stili.

Dalla scrittrice Michela Murgia ad Agnese Moro, dalla giornalista Maria Concetta Mattei alla Senatrice Valeria Fedeli, da Antonia Klugmann, chef stellata e giudice di MasterChef Italia, a Carlo Verna, Presidente Ordine dei Giornalisti Italiani, da Annamaria Testa, esperta di comunicazione e saggista, a Paola Bonini, Consultant Digital Direction Rai: sono solo alcuni dei nomi che, a partire da ambiti, esperienze, stili e professioni diverse, hanno dialogato e riflettuto sull’importanza del linguaggio e delle parole, sulla consapevolezza che “virtuale è reale” e che l’ostilità espressa in Rete può avere conseguenze concrete e permanenti nella vita delle persone ma anche di aziende, enti e istituzioni. Con l’obiettivo di trovare insieme soluzioni che possano contribuire a ridurre e contrastare questo fenomeno.

Parole O_Stili 2018 è stato realizzato con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Porto di Trieste e grazie agli Sponsor Carrefour, Costa Crociere, Sorgenia, Illy, Coca-Cola HBC Italia, Genertel, Eurospital, Ikea.

L’appuntamento di Trieste segna una nuova tappa nel percorso di Parole O_Stili, la prima community in Italia contro la violenza 2.0 nata a febbraio 2017 con il lancio del “Manifesto della comunicazione non ostile” - dieci principi di stile per arginare e combattere i linguaggi ostili in Rete – che in pochi mesi ha già compiuto un viaggio straordinario di bacheca in bacheca, passando per le aule delle scuole, per le università, gli uffici e molte aziende, non solo Italia, ma anche in Europa.

Il “Manifesto della comunicazione non ostile…per le aziende” 

Rappresenta una risposta delle imprese e per le imprese ai rischi connessi alla diffusione del linguaggio d’odio nella società il “Manifesto della comunicazione non ostile… per le aziende”, dieci principi a cui aziende e imprese possono ispirarsi per gestire al meglio il dialogo sui social media e i rapporti online. Come già era avvenuto per l’elaborazione, prima per la Politica e poi per la PA, ad ogni punto del Manifesto corrisponde una declinazione per il business, elaborata nella sua versione finale da Annamaria Testa sulla base dei contributi proposti da aziende sensibili alla tematica dell’ostilità nel linguaggio in rete e non, che hanno deciso di partecipare alla stesura del Manifesto. Fra queste vi sono in particolare: Carrefour, Coca Cola HBC Italia, Costa Crociere, Discovery, Piaceri Mediterranei, Genertel, Granarolo, Groupon, Ikea, Illy, AXA Italia, Mondadori Education, Gruppo Nestlé Italia, Nissan, Playmobil, SEC – Strategy PR Advocacy, Signify, Sorgenia, Spin Master, The Walt Disney Company Italia, Trieste Airport.

Il “Manifesto della comunicazione non ostile…per le aziende” fa parte delle iniziative promosse dall’“Academy Parole O_Stili”, nata per definire e promuovere i principi di rispetto e
cittadinanza che devono governare la comunicazione delle imprese e delle pubbliche amministrazioni nei social media. Rivolto a collaboratori di aziende, istituzioni ed enti, il percorso formativo si propone di promuovere anche in azienda una maggiore consapevolezza rispetto al linguaggio sui social allo scopo di attivare un cambiamento nei comportamenti comunicativi delle persone: virtuale è reale, reale è virtuale. Da poche settimane, il Porto di Trieste è la prima istituzione in Italia ad aver ottenuto l’attestato “Parole O_Stili. Per una comunicazione responsabile”, dopo aver intrapreso e concluso un percorso formativo dedicato che ha visto parte del personale lavorare con esperti qualificati e partecipare a corsi e workshop sull’importanza dell’utilizzo dei linguaggi non ostili sui social network e sul web.

Paroleinformazione 

Organizzata da Ordine dei Giornalisti nazionale, Federazione Nazionale Stampa Italiana e Parole O_Stili, l’iniziativa “Paroleinformazione” è una “chiamata collettiva” ai giornalisti italiani, per chiedere di contribuire alla creazione di una raccolta di consigli, punti di vista, esempi riguardanti lo stile con cui un giornalista può (e dovrebbe) stare in rete. L’obiettivo: portare l’attenzione sul tema dell’utilizzo delle parole in rete e creare uno strumento agile e utile per le nuove leve che credono nel giornalismo, per quanti intendono lavorare con le parole, per quanti sono semplicemente interessati al tema.

In che modo si può partecipare? Commentando, rigorosamente in 280 caratteri (lo spazio di un tweet), uno fra i dieci principi del Manifesto della Comunicazione non ostile, e offrendo un contributo professionale e allo stesso tempo personale. Una parte dei commenti formerà un ebook che verrà diffuso in rete.

Il libro “Parole OStili – dieci racconti” 

Appena uscito in libreria e reso disponibile gratuitamente dal MIUR in ebook per tutti i docenti, il libro “Parole Ostili – dieci racconti” – edito da Laterza e dal Salone internazionale del Libro di Torino – presenta 10 racconti per 10 scrittori, ciascuno liberamente ispirato a un principio del Manifesto della comunicazione non ostile. A cura di Loredana Lipperini e nato dalla collaborazione tra il progetto “Parole O_Stili” e il MIUR, il libro riunisce alcune fra le voci più interessanti della narrativa contemporanea - Tommaso Pincio, Giordano Meacci, Giuseppe Genna, Diego De Silva, Helena Janeczek, Alessandra Sarchi, Fabio Geda, Nadia Terranova, Christian Raimo, Simona Vinci - per riflettere sull’uso del linguaggio in rete, attraverso lo strumento del racconto.

Parole O_Stili e il Manifesto della comunicazione non ostile 

Nato dal lavoro collettivo di oltre cento professionisti della comunicazione, il Manifesto della comunicazione non ostile esprime una duplice volontà: rendere la Rete un luogo migliore, meno violento, più rispettoso e civile e responsabilizzare ed educare gli utenti a praticare forme di comunicazione non ostile. Lanciato a Trieste nel febbraio 2017, in pochi mesi si è diffuso non solo in Italia, ma in tutta Europa, ed è stato tradotto in 17 lingue. Oggi è al centro di un grande e ambizioso progetto di educazione collettiva promosso dall’Associazione Parole O_Stili, impegnata nella sensibilizzazione contro l’ostilità delle parole online e offline. Sono numerose le iniziative che, negli ultimi mesi, si sono sviluppate intorno al Manifesto, dalla comunicazione tra Pubblica Amministrazione e cittadini, alla comunicazione d’impresa, a quella politica, oltre a progetti e appuntamenti dedicati a studenti e docenti. Questi ultimi, in particolare sono stati resi possibili grazie alla partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Giuseppe Toniolo, da sempre sostenitori centrali del progetto, e all’importante protocollo d’intesa firmato dall’ATS Parole Ostili con il Miur. Tutte le iniziative sono consultabili su: paroleostili.com


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TBMGO, a conversation by BNL – Gruppo BNP Paribas & Plural

Save the date. L’8 maggio 2018 presso l’Auditorium Orizzonte Europa di BNL – Gruppo BNP Paribas a Roma andrà in scena The brand must go on.

Un evento co-ideato da BNL – Gruppo BNP Paribas e Plural, con il patrocinio di ADCI, per condividere le più importanti case history nel mondo dell’engagement ed entertainment strategy, riunendo in un’unica giornata brand, media e diversi universi narrativi.
Un’iniziativa che si avvale della media partnership di Ninja Marketing e Wired.

Più di 12 speakers e 8 speech in una sola giornata.
Si partirà la mattina con lo speech di Andrea Scotti Calderini, Co-Founder e Co-Ceo di Freeda Media, che parlerà di cosa accade quando le aziende vogliono collaborare con l’universo narrativo del canale, per proseguire con Roberto Ferrari, Head of Digital Communication Strategy di Eni che parlerà del Caso Eniday. La mattinata terminerà con Elena Grinta, autrice del libro “Branded Entertainment – La rivoluzione del settore Marcom inizia da qui” che introdurrà il tema della sostenibilità del branded content.

Nel pomeriggio, largo agli autori. Valerio Bergesio, regista e responsabile creativo del branded content in Lux Vide, parlerà insieme a Marco Diotallevi del caso “Complimenti Per La Connessione”, lo spin off di Don Matteo dedicato all’alfabetizzazione digitale andato in onda prima serata su RaiUno. A seguire Francesco Taddeucci, Direttore Creativo Superhumans e Autore/Conduttore per RaiRadio2/Sociopatici, ci racconterà cosa accade quando un’azienda vuole collaborare con un universo narrativo radiofonico.

Ultimo intervento quello di Marianna Ghirlanda, Head of Creative Partnership di Google, che insieme a Vincenzo Piscopo, Head of Branded Content di CiaoPeople/The Jackal, ci racconterà come YouTube ha cambiato e ispirato i linguaggi dell’intrattenimento.
La giornata sarà presentata dall’autore e attore Fabio Morici e terminerà con una tavola rotonda condotta da Aldo Pecora, direttore di Ninja Marketing. 

I posti per partecipare all’evento sono limitati. Per scoprire il programma dettagliato e prenotare il vostro biglietto gratuito, visitate thebrandmustgoon.com.


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Teen Maternity Clothing campaign recognized with ADCE’s Creative Distinction Award

Every year seven million children under the age of 18 become mothers in developing countries. To raise awareness of the issue, child rights organisation Plan International Finland recently commissioned one of Finland’s most respected fashion designers, Paola Suhonen, to create a clothing collection that the world should not need - maternity wear for 12-year olds. Conceived by Finnish communications agency hasan & partners, the fashion-inspired campaign has received the ADCE Creative Distinction, a special honour that recognises the most inspirational creative ideas with an outstanding societal impact.

The fashion collection by Paola Suhonen was modelled by a Zambian girl called Fridah, who became pregnant at the age of 12. The campaign was shot by award-winning photographer Meeri Koutaniemi.

The fashion collection, which is entitled ‘Hamptons’, features a set of six maternity dresses with a childlike aesthetic: fringes, bright, bold colours and soft blues. The playful prints of kittens on light cotton are a stark contrast to the severity of the life child mothers live: “I designed a collection that I wish is not needed and that I don’t want to sell”, said Paola Suhonen.

For the launch of the campaign, the clothes were displayed on child mannequins in the windows of the most popular fashion street in Helsinki. Two online films (75 seconds and 45 seconds), billboards, international social media and PR programme supported the campaign. The campaign occupied the same media where consumers are used to seeing fashion brands, resulting in an outstanding growth of the number of donors and sponsors:

It’s total bullshit that charity advertising shouldn’t have sales objectives. Of course it has the same goals as other advertising”, said Anu Niemonen, senior creative at hasan & partners. “In this case our value in earned media was 56,6 million euros; we reached over 70 million people with our important message, increased the amount of monthly donors by 40 % and sponsors by 740 % compared with the previous campaign.

The ADCE Creative Distinction is an award for creativity with a profound social and cultural impact. Decided upon by the ADCE board, comprised of representatives from each of the 22 member clubs from across Europe, the award was presented this week to hasan & partners’ creative team. The awarded creatives are:

Anu Niemonen, senior creative
Joel Lindgren, creative
Tobias Wacker, creative director
Eka Ruola, executive creative director
Marc Stevenson, executive producer
Meeri Koutaniemi, photographer
Paola Suhonen, designer and director
Leandro Righini, DOP

hasan & partners’ creative team received ADCE Distinction Award in Helsinki last week. From left to right: Marc Stevenson, Eva Anttila (client), Anu Niemonen, Tobias Wacker.

The Creative Distinction exists outside of the traditional ADCE Awards programme. Previous winners include 4Creative’s “Meet the Superhumans” campaign and Jean Jullien’s “Peace for Paris” design.


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ADC*E Rising Stars 2018, con Hyper Island e D&AD

ADC*E, l’Art Directors Club Europeo, ha annunciato il Rising Stars educational program 2018, in collaborazione con la celebre scuola svedese Hyper Island e il creative club inglese D&AD.
Il programma offre sconti esclusivi per tutti i membri dei club locali associati, compreso ADCI.

L’obiettivo di Rising Stars è fornire ai creativi delle occasioni di apprendimento cross-culturale, oltre a formarli e supportarli in ogni fase della loro carriera.

Il programma di quest’anno prevede dei corsi intensivi presso diverse sedi di Hyper Island. I soci possono approfittare di uno sconto del 30% per i seguenti corsi:
- Creative Data Lab – Stoccolma, 18-20 Aprile 2018
- Digital Acceleration Master Class – Zurigo, 7-8 Giugno 2018
- User Experience Lab – Londra, 10-12 Ottobre 2018.

Per tutti i Creative Training Courses tenuti da D&AD a Londra, ai soci è riservato uno sconto del 15%.

Essendo ADCI un club associato ad ADC*E, tutti i membri ADCI sono automaticamente anche membri ADC*E, hanno la possibilità di partecipare a questi corsi e possono approfittare di questi sconti.

Se non lo avete ancora fatto, ricordatevi di registrarvi al link che vi è stato inviato via mail (members only).

I membri registrati inoltre possono ottenere degli sconti dedicati sui biglietti per il D&AD Festival (Londra, 24-26 Aprile 2018) e il Sónar+D (Barcellona, 13-16  Giugno 2018).
Per maggiori informazioni, scrivete a info@adceurope.org.


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Estensione quota Early Bird fino al 6 febbraio

Ecco, alla fine è successo. Non hai rinnovato la tua iscrizione al club entro il 31 gennaio.
Avevi troppi debrief per la testa?
Hai già fatto piangere abbastanza il conto durante gli ultimi e interminabili giorni di gennaio?
Hai speso gli ultimi risparmi per stringere tra le mani uno dei lanciafiamme di Elon Musk?

C’è una buona notizia per te. Puoi approfittare ancora per qualche giorno della quota Early Bird di 130€, estesa fino al 6 febbraio 2018.

Se invece rinnoverai l’iscrizione tra il 7 febbraio e il 31 marzo 2018, la quota da versare sarà quella standard, ovvero 260€. 

Se ti sei iscritto per la prima volta nel 2017, la tua quota resta di 130€ fino al 31 marzo. 

Chi deciderà di rinnovare successivamente pagherà invece 520€.

Ricordiamo che tutti i soci Under 30 continueranno a pagare 50€ fino al giorno del loro compleanno.

Bene. A questo punto non hai più scuse.
Ecco le informazioni per pagare la quota tramite bonifico bancario.

BANCA PROSSIMA ADCI CLUB
IBAN : IT19V0335901600100000119579
Causale: Quota associativa 2018 NOME+COGNOME


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ADCI Awards 2017: Grand Prix, Grand Prix Non Profit, Premio Speciale EQUAL

SUL PODIO GLI STUDENTI DI ACCADEMIA DI COMUNICAZIONE CON LA CAMPAGNA REALIZZATA PER LINKEDIN.

A YOUNG & RUBICAM IL GRAND PRIX PER LA SEZIONE NON PROFIT CON IL PROGETTO CHAT YOURSELF.

LA PRIMA EDIZIONE DEL PREMIO SPECIALE EQUAL VA A INDESIT CON LA CAMPAGNA #DOITTOGHETER REALIZZATA DA J. WALTER THOMPSON. MENZIONE SPECIALE PER IL PROGETTO “MOM’S DON’T QUIT”.

 

Milano, 2 ottobre 2017 –  Si è conclusa la quarte edizione di IF! Italians Festival, il primo festival italiano dedicato alla creatività e ADCI, l’Art Directors Club Italiano che da oltre vent’anni riunisce i migliori talenti della creatività del nostro Paese, promotore dell’iniziativa che ha decretato i vincitori degli ADCI Awards di quest’anno.

Vince la sezione NO PROFIT del GRAND PRIX, CHAT YOURSELF di Young & Rubicam Milano (già vincitrice quest’anno di 6 Lions Award e 4 Shortlist) decretata all’unanimità dalla Giuria per la valenza sociale del progetto. Nata da un’idea di Y&R Milano per l’Associazione Italia Longeva, il network dedicato all’ invecchiamento, creato dal Ministero della Salute, dalla Regione Marche e dall’IRCCS INRCA, CHAT YOURSELF è un chatbot creato per Facebook Messenger, che aiuta chi è affetto dalla sindrome di Alzheimer a convivere con la malattia, permettendo di rimanere più a lungo indipendente e controllare la propria vita.

Sono molto  felice per questo riconoscimento perchè Chat Yourself ha coinvolto davvero in prima persona ciascun membro del team, per la sua valenza socialeha commentato Vicky Gitto, Chief Creative Officer Y&R Italia.Stiamo assistendo ad un cambiamento fondamentale, in cui la creatività assume sempre più un ruolo strategico e differenziante e, se messa a fattor comune con le tecnologie a cui oggi tutti abbiamo accesso -  e Facebook ne è un esempio –, può portare beneficio non solo al singolo, ma all’intera comunità”.

Sul podio dei GRAND PRIX anche agli studenti dell’Accademia di Comunicazione con il progetto sviluppato per LinkedIn. 

Un lavoro straordinario, perfetto in ogni dettaglio. Un lavoro completo, maturo, pertinente e umano. Un lavoro che quest anno ha saputo mettere gli studenti al centro della nostra attenzione, al centro della nostra ammirazione” ha spiegato Andrea Stillacci, Fondatore e Presidente di Herezie Group, il Presidente degli ADCI Awards 2017.

La prima edizione del Premio Speciale EQUAL, nato per sensibilizzare – non solo i creativi ma anche le aziende, in un periodo in cui la violenza sulle donne è tristemente alla ribalta della cronaca nazionale – a sposare, realizzare e promuovere l’immagine di una donna di oggi, coerente con i tempi in cui viviamo, attraverso l’utilizzo di una creatività mai lesiva della sua dignità e che superi definitivamente gli stereotipi di genere, se lo aggiudica Indesit con la campagna #DoItTogether, realizzata da J. Walter Thompson.

Stefania Siani, membro del consiglio direttivo di ADCI, ha sottolineato: “#DoItTogether di Indesit è il progetto che più di ogni altro risponde alla volontà del premio EQUAL di evolvere l’immaginario oltre la stereotipizzazione di genere. Un piano media articolato, un investimento sistematico e multi piattaforma volto a promuovere il superamento della gender inequality nelle nostre case. Un progetto che sostiene attivamente la collaborazione tra i generi nell’organizzazione domestica e familiare. Menzione speciale a “Mom’s don’t quit”, che fa luce sul grave problema delle dimissioni e dell’abbandono del lavoro contestualmente alla maternità”.

“Sono davvero molto orgoglioso di questa edizione degli Awards. Abbiamo avuto giurie impegnate, coinvolte, con punti di vista differenti ma sempre unite da passione vera e coese verso la ricerca dell’eccellenza” ha dichiarato Vicky Gitto, Presidente ADCI. “In un momento di grande importanza per tutto il comparto della creatività, gli ADCI Awards, insieme a IF! Italians Festival, evento che fa dialogare i grandi rappresentanti del mondo della creatività, della cultura  e della comunicazione, sono un volano per dare un presente più rilevante e un futuro tangibile alle nuove generazioni” ha concluso Gitto.


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IF! Festival, Day 3

Si è conclusa la quarta edizione di IF!
Da lunedì riprenderemo le nostre tristi esistenze, sballottati tra criptici brief, oscuri debrief, rework carichi di rassegnazione e inevitabili rework dei rework.
Fortunatamente, da lunedì. Sì, perché oggi siamo qui, ancora emozionati e frastornati, per raccontare la terza straordinaria giornata di IF!

Per un’ora la sala Dome del Parenti diventa una gabbia, la Gabbia dei Leoni, un format fisso di questo festival.

Nicola Lampugnani (Vice Presidente ADCI, Comitato Organizzatore e Responsabile Contenuti IF!), nella veste di domatore, discute di creatività con tre giurati che hanno preso parte al Festival di Cannes: Graziana Pasqualotto (OMD Managing Director), Gianfranco Mazzone (Managing Director di Burson-Marsteller Italia) e Michele Picci (Digital Creative Director Publicis). Ogni giurato viene invitato a raccontare l’ultima edizione dei Cannes Lions attraverso un progetto ritenuto rappresentativo della loro categoria.
Si parla anche di categorie di premi. In un mondo dove la comunicazione è sempre più fluida e ricca di compenetrazioni, cosa sta accadendo nelle categorie dei festival dedicati alla creatività?

Graziana Pasqualotto, giurata nella categoria Media, racconta di aver visionato moltissimi lavori poco rilevanti con il Media. Ciò che viene chiesto dai clienti al media sono dei risultati di business, ed è con questa premessa che la Pasqualotto presenta due progetti: Terry Bradshaw’s Stain per Tide e BMW Giving Way.

Michele Picci, giurato nella categoria Promo & Activation, ricorda il discorso del presidente di giuria quando ha briffato i giurati: “Guys, everything is promo, let’s celebrate activation”. Tutto è promo, la differenza risiede nelle modalità con cui attiviamo le persone. Le campagne presentate da Picci sono Child Replacement Programme per Pedigree (un sorprendente progetto per i cani che hanno bisogno di una casa e le case che hanno bisogno di un cane), Handle With Care per Gillette e Cheetos Museum, capace di attivare i consumatori e trasformarli in media.

Gianfranco Mazzone, giurato nella categoria PR, conferma la crescente pervasività delle PR nei festival dedicati alla creativià come Cannes. La campagna portata da Mazzone è Fearless Girl per lo State Street Global Advisors, un progetto costruito con logiche e meccaniche PR.

Dopo i leoni, è il turno di tre leonesse. Giovanna Cosenza (Semiologa e Professore Ordinario Dipartimento di Filosofia e Comunicazione Università di Bologna) e Laura Carafoli (Senior Vice President – Chief Content Officer Discovery Southern Europe) affrontano con Alessandra Lanza (Consulente Comunicazione, Comitato Organizzatore e Responsabile Contenuti IF!) un argomento sempre più rilevante: la rappresentazione del corpo delle donne in pubblicità.

Si parte da dati oggettivi. Nel Gender Gap Report 2016 del World Economic Forum l’Italia è al 50° posto. Come viene costruito questo ranking? Sulla base di quattro parametri: l’educazione, la salute, la rappresentatività politica e il lavoro. Quale tra questi parametri trascina quindi l’Italia al 50° posto? Il lavoro. Secondo una recente ricerca di Almalaurea, a un anno dalla laurea e a parità di voti, una donna percepisce in media tra i 100 e i 600€ netti al mese in meno rispetto a un uomo.
Laura Carafoli, racconta la propria esperienza in Discovery, sottolineando come sia indispensabile la meritocrazia nelle dinamiche di un’azienda. La meritocrazia è ciò che rende Discovery una grande realtà da prendere ad esempio.
Si tenta poi di rispondere alla domanda più importante: il mondo della comunicazione come vede e considera il corpo delle donne?
In Italia il numero dei casi più gravi, stampe e affissioni con immagini offensive, è diminuito. Lo stereotipo, purtroppo, persiste. Persistono le abitudine visive che inquadrano la donna come una persona leggera, frizzantina e l’uomo come un soggetto pensoso, maturo, consapevole. Ciò, secondo Giovanna Cosenza, innesca un circolo vizioso, in cui le ragazze stesse vengono abituate fin da giovani a vedersi rappresentate con codici, linguaggi e immagini stereotipate, senza percepire a pieno il gap realmente esistente. Cosa possiamo fare quindi noi creativi per sovvertire questo stereotipo? Moltiplicare i modelli, aprire il ventaglio, sporcare.

Passiamo infine al motivo per cui ci siamo recati al Parenti questa giornata.
IL CONTROCOLLOQUIO.
Tre direttori creativi: Serena Di Bruno (Grey), Livio Basoli (DUDE), Gina Ridenti (TBWA). Due giovani creative: Gaia Barison (Alkemy) e Giulia Brugnoli (JWT). Apparentemente un normale colloquio di lavoro, eccetto per un piccolo particolare: per 50 interminabili minuti sono state le due giovani creative a dettare le regole del gioco.
A completare questa già sublime visione, il moderatore Roberto Ottolino (The&Partnership), che nel caso di Ottolino si scrive “moderatore” ma si legge “aizzatore”.

Mentre nella sala Dome del Parenti Morgan strimpella l’ukulele e intona alcuni versi di Faith di George Michael, al Controcolloquio Serena di Bruno accoglie la richiesta delle due giovani creative e si esibisce in un’appassionante seppur breve performance canora (Hello di Adele).

Al Controcolloquio le domande delle giovani creative sono scomode, appuntite, maledettamente taglienti. I candidati, forti della loro esperienza, hanno sempre o quasi sempre la risposta pronta.

Gaia: “Preferisci avere un rapporto amichevole o più distaccato con i creativi con cui lavori?”
Candidata Serena Di Bruno: “Amichevole…PERÒ MI INCAZZO EH!”

Gaia: “Quale mestiere avresti fatto, se non fossi divento direttore creativo?
Candidato Livio Basoli: “Il console! Anzi no…L’AMBASCIATORE!”

Giulia: “Quanto pesa un leone di Cannes?”
Candidato Livio Basoli: “Non ne conosco il peso.”
(applauso del pubblico)
Candidato Livio Basoli al pubblico: “GUARDATE CHE NON È UNA COSA POSITIVA EH!”

Gaia: “Venerdì sera. Ennesima richiesta di rework da parte del cliente per lunedì. Cosa fai? Chiedi ai creativi di lavorare il weekend o comunichi al cliente che avrà il lavoro per martedì?”
Candidata Gina Ridenti: “Prima di tutto…BESTEMMIO.”

Giulia: “Qual è il colmo per un direttore creativo?”
Candidata Gina Ridenti: “SONO UNA SEGA A RACCONTARE LE BARZELLETTE!”

A sorpresa, ai candidati viene pure sottoposto un One Minute Brief, ma il panico è altissimo, l’ansia da prestazione insostenibile e le creatività presentate inconsistenti. C’è persino chi tenta di aggiungersi ai credits delle idee presentate dagli altri.

Dopo aver esaminato i tre candidati e osservato il loro portfolio è il momento della selezione. Gaia e Giulia si prendono qualche istante per una breve consultazione, poi pronunciano il loro verdetto. È Serena Di Bruno la candidata prescelta, che può finalmente firmare un golosissimo contratto di collaborazione a progetto.

Terminato il Controcolloquio, ci si prepara alla Cerimonia di premiazione degli ADCI Awards. Per sapere come si è svolta questa grandissima serata, clicca qui.


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IF! FESTIVAL, Day 1

Questa sera è finalmente iniziata la quarta edizione di IF! Italian Festival, il festival dedicato alla creatività in Italia.

Come da tradizione, la serata inizia con la Welcome Ceremony, condotta dall’immancabile Lele Sacchi. Sul palco salgono Emanuele Nenna (Presidente ASSOCOM, Comitato Organizzatore e Responsabile Contenuti IF!), Davide Boscacci (Comitato Organizzatore e Responsabile Contenuti IF!) e Paola Marazzini (Agency & Strategic Clients Director di Google Italia).

Nenna conferma la propria soddisfazione per il programma di questa quarta edizione, un programma forte e ricchissimo, e condivide con il pubblico il proprio desiderio: realizzare la migliore edizione di sempre.

La parola passa quindi a Boscacci, che presenta il tema di quest’anno. L’argomento, esordisce, è sempre lo stesso, la creatività, ma ogni anno viene definito in un modo diverso. Quest’anno si parla di sovversione, un termine più violento. C’è bisogno di più “violenza creativa” oggi, per superare il periodo di piattezza culturale degli ultimi anni. Si parla di rovesciare la visuale, ribaltare il paradigma, sovvertire le regole. Boscacci invita quindi i creativi italiani a tornare a guardare le cose in modo più laterale, trasgredire, innovare e divertirsi un po’ di più.

Infine Paola Marazzini celebra il connubio tra il mondo della creatività e la tecnologia, in quanto capace di creare percorsi virtuosi. Grazie a tecnologie sempre più avanzate e dati sempre più precisi, i creativi hanno una potente fonte d’ispirazione, così come i brand hanno la possibilità di realizzare una comunicazione sempre più rilevante per i propri consumatori.

Chiusa la Welcome Ceremony, è il turno del primo ospite della serata, Sam Baron (Direttore di Fabrica, il laboratorio creativo di Benetton). Il suo compito questa sera? Spiegare al pubblico cosa è la creatività.

Per fare ciò, Baron racconta una sfida che ha affrontato con i designer di Fabrica, un progetto commissionato dal curatore del museo Grand-Hornu Images di Boussu, in Belgio.

Si tratta dell’esposizione Objet Préféré. Da una collaborazione tra i designer di Fabrica e il personale del museo (artigiani, tecnici, carpentieri, verniciatori, contabili e così via) sono nati 15 mobili originali, il cui design è strettamente connesso all’oggetto preferito di ogni dipendente del museo. Tra le opere troverete per esempio un armadio con un cassetto nascosto, destinato a una spazzola per capelli che una dipendente ha ricevuto dalla madre e custodisce gelosamente. Oppure un armadietto da spogliatoio con una particolarità: una nicchia destinata a un album fotografico di famiglia, l’oggetto preferito di un dipendente pentito di aver dedicato troppo tempo al lavoro e al calcio e troppo poco ai propri figli.

 

Come è potuto nascere questo progetto? Grazie al processo creativo, che secondo Baron si sviluppa attraverso più elementi chiave: inspiration, idea, concept, team, exchange, process, try, questions, talk, impulse, leader, people, work, communication, identity, reality e infine dream.

L’ultimo intervento nella sala Dome del Parenti è di Vicky Gitto (Presidente ADCI) e Andrea Stillacci (Presidente ADCI Awards 2017). Il nostro Presidente conferma la direzione intrapresa dal club: apertura. Apertura alle collaborazioni con altre associazioni, apertura ai professionisti esterni al mondo della pubblicità e apertura al territorio italiano.

Stillacci, Fondatore e Presidente del gruppo indipendente francese Herezie, commenta con parole incoraggianti le giurie e i lavori visionati. Rispetto alla sua ultima visita, Stillacci ha ritrovato un’Italia cambiata, rinnovata, con giurati preparati e lavori più maturi.

Diciamolo chiaramente. Con IF! Festival l’eccellenza creativa torna sul palco e torna a parlare. Si prospettano altri due giorni straordinari, quindi mollate tutto ciò che state facendo e venite al Teatro Franco Parenti di Milano. Lasciate che IF! Festival rovesci la vostra visione e capovolga ogni paradigma.


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Think with ADCI – Machine After All

Cosa hanno in comune un gioco che riconosce gli oggetti mentre li disegnate, una mappa interattiva che cataloga e presenta le opere d’arte in base alle loro somiglianze e un software dedicato alla cernita di cetrioli? Sono tutte applicazioni del machine learning.

Il machine learning è una categoria della scienza informatica che dà ai computer l’abilità di imparare senza che siano stati esplicitamente programmati. Con il machine learning si prendono degli esempi, si estraggono i “pattern” e li si utilizza per fare previsioni su nuovi esempi. Si tratta di un’applicazione dell’intelligenza artificiale. Ed è l’argomento trattato da David Singleton, VP di Engineering presso Google a Londra, nel suo intervento di apertura al Festival dei Leoni di Cannes 2017.

Agli albori dell’era informatica il software corrispondeva a una serie di regole che trasformavano un dato input nel risultato desiderato. Ma i sistemi basati su regole arrancano di fronte al caos del mondo reale, che raramente si conforma a schemi precisi e ordinati. Il machine learning parte da una prospettiva praticamente opposta: all’algoritmo viene “insegnato” come creare regole proprie identificando schemi ricorrenti e somiglianze in un vasto insieme di dati. Nella pratica, questa capacità può essere applicata a innumerevoli scopi.

Qualche mese fa sicuramente vi sarete ritrovati anche voi a disegnare con poche e semplici linee un bus, una borsa, un piede, o degli oggetti simili, cercando di far indovinare l’oggetto in questione a un computer in meno di 20 secondi. Si tratta di Google Quick, Draw!, un A.I. Experiment in grado di imparare a riconoscere gli oggetti grazie al contributo di più di 15 milioni di giocatori e altrettanti milioni di disegni.

Google Quick, Draw!

La stessa tecnologia è stata impiegata da Google anche per realizzare AutoDraw. Ricordate quando da ragazzini abbozzavate le prime sagome su Paint? AutoDraw è una sua versione avanzata, un tool di grafica che riconosce gli oggetti mentre l’utente li disegna e propone le illustrazioni corrispondenti, per realizzare facilmente delle veloci composizioni.

T-SNE Map è una mappa interattiva in 3D che, grazie al machine learning, classifica e organizza migliaia di opere d’arte basandosi sulle similarità visive. In questo caso gli algoritmi analizzano l’immagine e trovano autonomamente la sua collocazione nella mappa.

Le applicazioni del machine learning sono davvero moltissime. In Giappone questa tecnologia (nello specifico TensorFlow, una libreria di machine learning open source) è stata impiegata da un agricoltore per creare una macchina in grado di selezionare i cetrioli migliori del raccolto: diritti, spessi, dai colori vivaci. Grazie a un sistema di riconoscimento visivo, Makoto Koike ha potuto affidare a una macchina un processo lungo e ripetitivo come la cernita dei propri prodotti appena raccolti.

Makoto Koike

Perspective, nata in collaborazione con il New York Times all’interno dell’incubatore di Google chiamato Jigsaw, sfrutta il machine learning per analizzare i commenti degli utenti, assegnare loro un punteggio di “tossicità” e migliorare le conversazioni online, limitando i commenti più offensivi e rendendo ogni dibattito più inclusivo e partecipativo. Nel sito dedicato potete anche scrivere il vostro personale commento e controllare il suo tasso di tossicità. Buon divertimento.

Google Perspective

Una delle campagne italiane più premiate a Cannes quest’anno è Chat Yourself, un chatbot ideato da Y&R Italia e sviluppato da nextopera per Italia Longeva, destinato ai malati di Alzheimer nella prima fase della malattia. Chattando con se stessi, i malati possono così ricordare informazioni fondamentali della propria vita. Per adesso Chat Yourself è un chatbot fruibile attraverso Facebook Messenger e, affinché il software possa apprendere le abitudini del malato, è necessario rispondere a una lista di domande.

Nulla esclude che, grazie al machine learning, bot come questi in un futuro molto vicino possano diventare degli assistenti virtuali autonomi e dinamici, con una propria intelligenza, in grado di acquisire informazioni dalle nostre azioni online e supportarci nelle nostre scelte quotidiane.

Se volete approfondire l’argomento, qui potete trovare l’articolo completo di David Singleton.


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#Hackforgood2016 – Chiuse le iscrizioni

Il progetto Hack For Good 2016, promosso da ADCI in collaborazione con Facebook e Assocom, negli ultimi giorni ha suscitato sempre più interesse, registrando una grande affluenza di creativi e un considerevole numero di iscrizioni. Grazie a tutti per l’entusiasmo dimostrato.

I posti a disposizione sono esauriti velocemente e oggi la lista d’iscrizione è stata chiusa.

Chi si è iscritto all’iniziativa, ma non potrà presenziare alla condivisione del brief il 13 ottobre nella sede di via Alessandria 3 presso Acqua su Marte, avrà comunque la possibilità di assistere all’evento, grazie a un live streaming sulla pagina Facebook di ADCI.

Il brief verrà reso pubblico e sarà possibile visionarlo online sulla pagina dedicata al progetto.