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Think with ADCI – Machine After All

Cosa hanno in comune un gioco che riconosce gli oggetti mentre li disegnate, una mappa interattiva che cataloga e presenta le opere d’arte in base alle loro somiglianze e un software dedicato alla cernita di cetrioli? Sono tutte applicazioni del machine learning.

Il machine learning è una categoria della scienza informatica che dà ai computer l’abilità di imparare senza che siano stati esplicitamente programmati. Con il machine learning si prendono degli esempi, si estraggono i “pattern” e li si utilizza per fare previsioni su nuovi esempi. Si tratta di un’applicazione dell’intelligenza artificiale. Ed è l’argomento trattato da David Singleton, VP di Engineering presso Google a Londra, nel suo intervento di apertura al Festival dei Leoni di Cannes 2017.

Agli albori dell’era informatica il software corrispondeva a una serie di regole che trasformavano un dato input nel risultato desiderato. Ma i sistemi basati su regole arrancano di fronte al caos del mondo reale, che raramente si conforma a schemi precisi e ordinati. Il machine learning parte da una prospettiva praticamente opposta: all’algoritmo viene “insegnato” come creare regole proprie identificando schemi ricorrenti e somiglianze in un vasto insieme di dati. Nella pratica, questa capacità può essere applicata a innumerevoli scopi.

Qualche mese fa sicuramente vi sarete ritrovati anche voi a disegnare con poche e semplici linee un bus, una borsa, un piede, o degli oggetti simili, cercando di far indovinare l’oggetto in questione a un computer in meno di 20 secondi. Si tratta di Google Quick, Draw!, un A.I. Experiment in grado di imparare a riconoscere gli oggetti grazie al contributo di più di 15 milioni di giocatori e altrettanti milioni di disegni.

Google Quick, Draw!

La stessa tecnologia è stata impiegata da Google anche per realizzare AutoDraw. Ricordate quando da ragazzini abbozzavate le prime sagome su Paint? AutoDraw è una sua versione avanzata, un tool di grafica che riconosce gli oggetti mentre l’utente li disegna e propone le illustrazioni corrispondenti, per realizzare facilmente delle veloci composizioni.

T-SNE Map è una mappa interattiva in 3D che, grazie al machine learning, classifica e organizza migliaia di opere d’arte basandosi sulle similarità visive. In questo caso gli algoritmi analizzano l’immagine e trovano autonomamente la sua collocazione nella mappa.

Le applicazioni del machine learning sono davvero moltissime. In Giappone questa tecnologia (nello specifico TensorFlow, una libreria di machine learning open source) è stata impiegata da un agricoltore per creare una macchina in grado di selezionare i cetrioli migliori del raccolto: diritti, spessi, dai colori vivaci. Grazie a un sistema di riconoscimento visivo, Makoto Koike ha potuto affidare a una macchina un processo lungo e ripetitivo come la cernita dei propri prodotti appena raccolti.

Makoto Koike

Perspective, nata in collaborazione con il New York Times all’interno dell’incubatore di Google chiamato Jigsaw, sfrutta il machine learning per analizzare i commenti degli utenti, assegnare loro un punteggio di “tossicità” e migliorare le conversazioni online, limitando i commenti più offensivi e rendendo ogni dibattito più inclusivo e partecipativo. Nel sito dedicato potete anche scrivere il vostro personale commento e controllare il suo tasso di tossicità. Buon divertimento.

Google Perspective

Una delle campagne italiane più premiate a Cannes quest’anno è Chat Yourself, un chatbot ideato da Y&R Italia e sviluppato da nextopera per Italia Longeva, destinato ai malati di Alzheimer nella prima fase della malattia. Chattando con se stessi, i malati possono così ricordare informazioni fondamentali della propria vita. Per adesso Chat Yourself è un chatbot fruibile attraverso Facebook Messenger e, affinché il software possa apprendere le abitudini del malato, è necessario rispondere a una lista di domande.

Nulla esclude che, grazie al machine learning, bot come questi in un futuro molto vicino possano diventare degli assistenti virtuali autonomi e dinamici, con una propria intelligenza, in grado di acquisire informazioni dalle nostre azioni online e supportarci nelle nostre scelte quotidiane.

Se volete approfondire l’argomento, qui potete trovare l’articolo completo di David Singleton.


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#Hackforgood2016 – Chiuse le iscrizioni

Il progetto Hack For Good 2016, promosso da ADCI in collaborazione con Facebook e Assocom, negli ultimi giorni ha suscitato sempre più interesse, registrando una grande affluenza di creativi e un considerevole numero di iscrizioni. Grazie a tutti per l’entusiasmo dimostrato.

I posti a disposizione sono esauriti velocemente e oggi la lista d’iscrizione è stata chiusa.

Chi si è iscritto all’iniziativa, ma non potrà presenziare alla condivisione del brief il 13 ottobre nella sede di via Alessandria 3 presso Acqua su Marte, avrà comunque la possibilità di assistere all’evento, grazie a un live streaming sulla pagina Facebook di ADCI.

Il brief verrà reso pubblico e sarà possibile visionarlo online sulla pagina dedicata al progetto.


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Think with ADCI – Go short or go long?

Oggi sul blog inauguriamo una nuova rubrica, grazie alla partnership tra Google e ADCI. Periodicamente tratteremo un progetto, un’iniziativa, una ricerca portata avanti da Google e la presenteremo dal nostro punto di vista.

La chiameremo Think with ADCI. 

Apriamo questo nuovo format in grande stile, parlando di lunghezza e di performance.
Probabilmente è una domanda che vi siete fatti più di una volta.
In un epoca in cui l’utente viene bombardato ininterrottamente da messaggi e informazioni, tanto da parlare di disinformazione per inondazione, qual è la durata ideale di un annuncio video?

Diciamo subito che la risposta corretta non è gattini.

Su YouTube nel 2014 e nel 2015, nella classifica dei video più popolari, nessun annuncio durava meno di un minuto.

Quindi più lungo significa più efficace? Per avere una risposta esauriente, Google ha condotto un test utilizzando degli annunci reali di Honey Maid, confrontando le performance di tre versioni di diversa lunghezza dello stesso video.

Cosa hanno scelto di guardare gli utenti? Cosa hanno skippato? Quale versione ha avuto un miglior ritorno per il brand? Ecco i risultati:

1. Un annuncio più lungo può essere più efficace.
Le versioni più lunghe sono state guardate con più frequenza e sono state più efficaci nell’incrementare la preferenza del brand. Le storie complesse e ricche di dettagli permettono di creare una relazione più intensa col brand e coinvolgono le persone. Le storie più lunghe sono più adatte a far cambiare l’opinione degli spettatori.

2. La lunghezza va decisa in funzione degli obiettivi del brand.
Le versioni più brevi possono generare awareness, fanno ricordare più facilmente il brand e suscitano comportamenti decisivi come la ricerca di altre informazioni, ma non sono abbastanza forti per convertire l’utente e stimolare la preferenza di brand.

3. Non lasciate il brand per ultimo.
Parte del pubblico smette di guardare il video nel bel mezzo della narrazione. Solo il 15% degli spettatori ha guardato l’annuncio più lungo fino alla fine. Create le vostre storie in modo che il brand compaia per tutta la durata del video.

Ecco il video che spiega la ricerca in modo più approfondito.

Che esempi di annunci video ci vengono in mente leggendo queste raccomandazioni?
Non è necessario andare troppo indietro nel tempo per trovare un ottimo esempio di creatività che conferma i trend evidenziati da Google.
Un video web di quattro minuti, confezionato per un cliente che solitamente comunica sui mezzi tradizionali e con i codici più classici, premiato con il Best Use of Youtube 2015 e il Grand Prix agli ADCI Awards 2015.

Papà”, realizzato da Ogilvy & Mather per Wind, ha ottenuto un successo incredibile. Aggiungendo 240 secondi agli unskippable five, il brand ha avuto l’opportunità di narrare autentici valori umani e verità universali, come l’indissolubile rapporto tra padre e figlio.

La grammatica cinematografica, frame dopo frame, crea empatia, coinvolge, conquista, emoziona, dando origine a un video impossibile da ignorare. Durante la narrazione il brand è una presenza discreta, percepibile attraverso i diversi mezzi di comunicazione che il protagonista preferisce non utilizzare per rimettersi in contatto con il padre.

Difficilmente un montaggio da 15 o 30 secondi avrebbe ottenuto lo stesso risultato.

Cosa abbiamo imparato dunque in questo primo appuntamento?
Nonostante la costante presenza del pulsante skip e i tempi di attenzione degli utenti sempre più corti, una storia interessante e coinvolgente, che si snoda all’interno di un annuncio più lungo, si presta a catturare e mantenere vivo l’interesse del pubblico.
Usiamolo bene questo tempo.

Per avere maggiori informazioni su questa ricerca, potete trovare l’articolo completo su Think with Google.


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Aperte le Call For Entries ai DMA Awards 2016

DMA Italia, Association for Direct and Data Driven Marketing, annuncia oggi la quarta edizione dei DMA Awards Italia, la competizione patrocinata da ADCI che premia le migliori campagne di marketing diretto e data driven.

Le Call For Entries sono aperte e sarà possibile iscrivere le campagne fino al 26 aprile 2016 utilizzando la piattaforma awards.dmaitalia.it, con un’early bird del 20% entro il 4 aprile 2016.

Sono ammesse a partecipare tutte le campagne di marketing diretto prodotte, completate, eseguite e misurate tra il 1 Ottobre 2014 e il 31 marzo 2016.

Quest’anno sono due le novità principali.

La presidenza di giuria è affidata a Kristina Castagnoli, CRM Manager di Automobili Lamborghini. Una scelta che vuole tenere conto delle criticità di chi investe in comunicazione, ma che non pregiudica l’importanza della creatività, ben rappresentata in giuria da figure di provata esperienza come Sergio Müller, creative and planning director di A-Tono, e Fabio Paracchini, Regional Creative Director Western Europe di DigitasLBi.

Continuando a ricalcare il modello inventato dalla casa madre americana – ovvero guardando alla disciplina del direct & data driven marketing nella sua totalità – i DMA Awards Italia si presentano quest’anno con una formula rinnovata. Una volta scelta la categoria di industry nella quale iscrivere la campagna, è necessario scegliere se si desidera competere seguendo il percorso di engagement LOVE o il percorso BUY (o tutte due, iscrivendo la campagna due volte). Nel percorso LOVE le campagne saranno valutate in base all’esigenza di creare un engagement finalizzato alla condivisione dei valori del brand, privilegiando metriche quali like, follower, post, reach, views. Le percentuali sono 20% strategia, 40% creatività, 10% esecuzione, 30% risultati. Nel percorso BUY si valuta l’engagement finalizzato alla call to action, privilegiando le metriche dei leads, sales, sales point, visitors. In questo caso le percentuali sono 40% strategia, 20% creatività, 10% esecuzione, 30% risultati.

Per ciascuna categoria saranno assegnati un Oro, un Argento e un Bronzo DMA Awards. Tra questi saranno poi selezionati 9 Premi Speciali: DMA Direct Mail Award Freccia d’Oro, DMA E-mailing Award, DMA Big Data Award, DMA Search Marketing Award, DMA Digital Award, DMA Mobile Award e il Diamond Award, il premio all’eccellenza.

La Cerimonia di Premiazione si terrà il 30 giugno e sarà anche un importante momento di confronto e di riferimento per il mercato del direct.


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The Design of Words: la mostra-evento dedicata alla calligrafia in partnership con ADCI

Acqua su Marte, spazio di coltivazione del futuro, laboratorio sperimentale di Le Balene e Trees Home, partecipa alla Design Week 2016 con uno dei tipi di design più antichi e affascinanti del mondo, quello della scrittura.

Da martedì 12 a sabato 16 aprile 2016, il circuito Tortona Design Week conterà su una mostra-evento dedicata al mondo della calligrafia: The Design of Words, organizzata da Acqua su Marte e Calligraphy Masters in collaborazione con l’Art Directors Club Italiano e CiAl (Consorzio Imballaggi Alluminio).

Per l’occasione l’ADCI, partner principale dell’evento, riserverà 25 posti a titolo gratuito ai propri soci, fino a esaurimento disponibilità, per partecipare ai workshop di calligrafia tenuti dai Calligraphy Masters.

The Design of Words è una mostra.
Il merito di declinare la Calligrafia nelle sue multiformi evoluzioni creative va ai membri del team internazionale Calligraphy Masters, la prima e più grande community online del settore al mondo, il cui team unisce alcuni tra i migliori esperti in questa arte.
Nei locali di Acqua su Marte saranno esposti gli album dei Masters, forniti dal partner tecnico Moleskine. Si tratta di album che hanno letteralmente compiuto il giro del mondo, giungendo nei diversi luoghi in cui ogni membro del team esercita ogni giorno la propria ossessione per la parola.
L’intento della mostra sarà quello di offrire una panoramica sui diversi stili di calligrafia, osservando la loro evoluzione e diffusione in diverse zone del pianeta.

The Design of Words è un evento.
I Calligraphy Master non si limiteranno ad esporre le proprie opere. Ogni mattina, dalle 10.00 alle 16.00, cinque tra i migliori calligrafi del team terranno dei workshop di calligrafia. In particolare:
- 12/4 Theosone // Creativity in Calligraphy: Tecniche e trucchi del mestiere, dalle regole di composizione alla creatività in calligrafia, logo design, tattoo e murales;
- 13/4 FrakOne // Gothic styles: Panoramica su Textura, Rotunda, Fraktur e Batarde, con diversi livelli di approfondimento e difficoltà.
- 14/4 Zepha // Tribal letters: Alfabeti e glifi, tradizioni millenarie e applicazioni moderne su muro e pelle con introduzione alla tecnica di tatuaggi temporanei attraverso il frutto della Jagua;
- 15/4 Pokras Lampas // Modern calligraphy: Calligraffiti & Calligrafuturism: Sviluppo della calligrafia per progetti su larga scala, dal graphic all’interior design;
- 16/4 Tolga Girgin // 3D calligraphy and lettering: Passeggiata dal bidimensionale verso il 3D e i disegni anamorfici.

ADCI, in quanto main partner di questo imperdibile evento, riserva ai propri soci a titolo gratuito 25 posti in questi workshop, 5 posti per ciascun appuntamento.
Chi tra i soci è seriamente interessato a partecipare, potrà scrivere una mail a info@adci.it, con oggetto “Workshop The Design of Words partecipazione”.
I posti verranno assegnati fino ad esaurimento disponibilità.

Per maggiori informazioni sui programmi e su come partecipare, potete scrivere a info@acquasumarte.net 


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Advertising takes the stage: il meglio dell’adv

Avete trascorso un 2015 intenso, passando da una riunione all’altra senza sosta, e vi siete persi le più belle campagne pubblicitarie dell’anno? Ora potete rimediare.
TVN Media porta il meglio della pubblicità del 2015, con una rassegna delle migliori campagne italiane e internazionali selezionate da GrandPrix Advertising Strategies, Epica Awards e New York Festivals.

Il 18 marzo all’Anteo spazioCinema di Milano arriva il meglio della pubblicità internazionale 2015 con ‘Advertising Takes The Stage’. TVN Media Group, editore di Pubblicità Italia, Today Pubblicità Italia e Advertiser, porta per la prima volta nel capoluogo lombardo un evento unico, in cui la pubblicità diventa spettacolo.

Secondo una formula strutturata su due ingressi, alle 9.30 e alle 11.15, agli ospiti sarà proposta una rassegna delle campagne pubblicitarie selezionate da tre importanti Festival della comunicazione nazionale e internazionale: Epica Awards, GrandPrix Advertising Strategies (il Premio italiano dell’editore dedicato alla strategia di marca) e New York Festivals.

Obiettivo dell’incontro: creare un focus sull’intera filiera della comunicazione come elemento d’importanza economico-culturale per la città di Milano. L’evento si propone di essere una full-immersion di aggiornamento per tutti coloro che lavorano nel settore: uomini di marketing e comunicazione, creativi e producer.

Per partecipare registratevi su tvnevents.yapsody.com
Per maggiori info potete scrivere a grand.prix@tvnmediagroup.it


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ADCI AWARDS 2015 – Breve resoconto

Ecco un breve resoconto di cosa è accaduto durante la cerimonia di premiazione degli ADCI Awards: i ragazzi di BCube hanno spaccato i culi.

Ore 20.45. Il pubblico di IF! viene fatto accomodare in Sala Grande. Sullo schermo, un conto alla rovescia scandisce i secondi mentre le persone si riversano sulle poltroncine. La folla freme, sgomita. La confusione aumenta. Baci, abbracci, strette di mano, pacche sulle spalle, selfie di gruppo e di nuovo abbracci. Vanna Marchi sta cercando di smerciare le 800.000 Volkswagen che non hanno superato il test. Oliviero continua a dichiararsi l’unico vero direttore creativo presente in sala. Le luci rosse del palco accecano senza pietà gli spettatori, che arrancano con difficoltà verso gli ultimi posti rimasti. Lo scompiglio aumenta. Tante facce felici. Tanta frenesia.

Quando lo spettacolo inizia, la temperatura percepita si aggira intorno ai 30°. La sala del Parenti scoppia d’energia. C’è grande aspettativa. C’è voglia di vedere della bella pubblicità. E per fortuna la bella pubblicità non tarda a farsi vedere. Ogni volta che Lele Sacchi annuncia l’oro di categoria, il pubblico non si risparmia in applausi, urla e altre manifestazioni d’apprezzamento di svariata natura. Ma quant’è bello vedere salire sul palco i creativi più giovani? Sarebbe meraviglioso vederne salire ancora di più.

La cerimonia si conclude con il presidente Guastini che annuncia i due Grand Prix.

Da una parte Ogilvy & Mather con Wind. Un video intenso e poetico che arriva dritto al cuore, con il quale il brand fa un passo indietro, si avvicina ai più autentici sentimenti umani e con grande eleganza prende le distanze da una tecnologia sempre più pervasiva.

Dall’altra parte BCube. Ceres c’è e attraverso una strategia che è già considerata best practice in ambito social, non ha paura di esprime la propria opinione sui fatti di cronaca italiana e internazionale. Grazie a una creatività sempre ironica, istantanea, costante e dissacrante, per Ceres non esiste argomento troppo spinoso o notizia troppo distante dal brand per parlare (e far parlare) ancora una volta di sé.
Si tratta del primo Grand Prix vinto da un’agenzia grazie a un piano editoriale e una strategia social. Possiamo dire che BCube con questo progetto abbia dato un nuovo valore e una nuova centralità a un mezzo che solitamente nelle presentazioni fino a poco tempo fa finiva etichettato sotto la categoria Collateral o Altre declinazioni?
Sono convinto che questa case dovrebbe essere sottoposta all’attenzione di tutte quelle aziende che si ostinano a non destinare adeguate risorse ed energie alla comunicazione digitale e social. Sono convinto che la strategia portata avanti da Ceres dovrebbe essere non il singolo eclatante caso nazionale, ma un approccio molto più diffuso e consolidato tra i brand presenti online.

I ragazzi di BCube ci hanno dimostrato che la creatività bella, senza compromessi e divertente in Italia è ancora possibile, e non può essere ignorata.

Per dirla con le parole di Ceres, la pubblicità ha bisogno di eroi così.


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IF! Italians Festival – Day 02

Dopo aver scaldato i motori con la serata di giovedì, la seconda giornata a IF! si è rivelata densa di appuntamenti stimolanti.

Pierpaolo Nave (Clear Channel Italy), Keith Nilsen (Clear Channel International) e Valerio Franco (Hallelujah) hanno illustrato come sta cambiando la creatività nell’Out of Home. Grazie allo sviluppo delle città, agli alti flussi di popolazione che ogni giorno entrano ed escono dai centri urbani e alle potenzialità offerte dal digitale, questo mezzo è in continua evoluzione, si rinnova sempre. Basti pensare all’activation fatta da Google in Times Square a New York, che ha dato l’opportunità a tutti i presenti di creare il proprio robot Android e interagire con i mega schermi in piazza. Oppure alle pensiline speciali pensate da Walkers, delle vending machine interattive pronte a elargire pacchetti di patatine in cambio di un semplice tweet.

Quando il digitale e i dati in real time incontrano l’OOH, i risultati possono essere davvero sorprendenti: i contenuti veicolati possono essere potenziati e l’interazione tra utente e messaggio diventa sempre più coinvolgente, un’autentica esperienza. Ecco i progetti che hanno sfruttato queste potenzialità.

The Great Escape. Vrin, un piccolo paesino nel Cantone dei Grigioni, si è fatto conoscere in tutto il mondo grazie a un’installazione speciale che ha messo in contatto diretto i pendolari della stazione di Zurigo con un simpatico abitante locale. I viaggiatori più coraggiosi che hanno trovato il tempo di fermarsi e dialogare con questo personaggio, si sono aggiudicati un biglietto omaggio per raggiungerlo immediatamente nell’altro lato dello schermo, immersi nel verde delle montagne svizzere.

 

British Airways, The Magic of Flying. Il risultato strabiliante ottenuto dall’utilizzo incrociato di un’installazione OOH, i dati in real time dei voli e un ricevitore GPS.

Durante il talk Pierpaolo Nave inoltre ha presentato il brief per vincere Cannes. La richiesta è semplice: realizzare una campagna appositamente per l’OOH (per un cliente d’agenzia), con un video inedito. Le idee devono essere presentate dal 23 novembre al 23 aprile. I creativi vincitori si aggiudicheranno due biglietti per Cannes Lions 2016, mentre l’agenzia si aggiudicherà una pianificazione di 14 giorni tra luglio e agosto 2016 per mandare on air la campagna.

Alle 15.30 Chris Clarke di DigitasLBi ha esposto alla platea di IF!, senza risparmiarsi, il proprio punto di vista sulla creatività.
La pubblicità nel corso degli ultimi anni è cambiata radicalmente. La creatività non può più permettersi di essere moralmente neutrale. Le agenzie non possono più comportarsi come le passeggiatrici della notte che tirano avanti a “100 euro e faccio tutto quello che vuoi, bello”.
Secondo Clarke ora il marketing ha due possibilità. Far comprare alla gente cose di cui non hanno bisogno con soldi che non hanno, o aggiungere un valore, un motivo, aggiungere bellezza ai prodotti e ai servizi offerti, in modo da ridare dignità al settore.

Nel pomeriggio Kim Bartoletti (Indiana Production) ha intervistato Shekhar Kapur (regista, attore, filosofo, artista, influencer, producer e molto altro che non ricordo più) per parlare di creatività e caos. Lo scambio di battute tra Kim e Shekhar ha incantato il pubblico, prendendo il largo e andando a spaziare in più temi e discipline.
Secondo Shekhar creatività significa comportarsi da avventurieri, essere coraggiosi, non aver paura. La creatività non è sempre dentro di noi, è un momento, un attimo durante il quale riusciamo ad accedere all’illuminazione. Come accendere questa scintilla quindi? Come cogliere questo attimo? Rimanendo umili.

L’orgoglio brasiliano ha incontrato l’autenticità argentina durante il talk condotto da Beto Fernandez (BBH London) e Fernando Bellotti (Leo Burnett Argentina).
Sul palco di IF! i due creativi hanno messo in scena una sfida tra le proprie nazioni d’origine, combattuta a colpi di creatività e case studies.

Perché è bello essere brasiliani?
Per Beto i brasiliani abbracciano la diversità, accettano tutti (e se non ne siete convinti, guardatevi The Proud Whopper di Burger King). I brasiliani hanno un modo tutto loro di risolvere i problemi, il Ginga, il Brazilian way of life, ben espresso dal progetto Sol De Janeiro: Tattoo Skin Cancer Check. I brasiliani sono fiduciosi, ottimisti (Bald Cartoons, GRAACC), accoglienti e calorosi (Immortal fans, Sport Club Recife).

Poi è stato il turno di Fernando. Perché è bello essere argentini?
Perché gli argentini sono resilienti, lottano ogni giorno contro ogni avversità (Instituto de Apoio a Crianca), trovano l’ironia in ogni tragedia (Car One: Blueberries), sono spiritosi, arguti (GPS to Get Lost, Jeep) e sono sempre autentici (Bon o bon, Mother’s Day).

Come si è concluso il duello tra Beto e Fernando? Entrambi, abbracciandosi, hanno riconosciuto che non sono poi così diversi.

È tutto bellissimo.


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Moleskine protagonista a IF! Italians Festival per salvaguardare la creatività “nell’era del rumore”

Nuovo content partner del Festival della Creatività organizzato e promosso da Adci e AssoCom insieme a Google, Moleskine porterà al Teatro Franco Parenti la sua case history unica di marca mondiale con sede in Italia, attraverso un viaggio dentro i processi creativi, tra strumenti analogici e digitali. L’inspiration talk di Maria Sebregondi, co-fondatrice di Moleskine, è in programma venerdì 6 novembre alle 17.00.  

Come si alimentano le idee? Come non perderle nell’info-obesità quotidiana? Come selezionare, curare, editare i contenuti che ci passano continuamente davanti agli occhi, le orecchie e la testa? Come salvare ciò che ha senso, dargli spazio per farlo crescere?
Sono alcune delle domande chiave che guideranno l’inspiration talk dal titolo “La creatività nell’era del rumore” curato da Maria Sebregondi, co-fondatrice di Moleskine, nuovo content partner di IF! Italians Festival.

Case history di marca arrivata alla notorietà globale quasi esclusivamente via word of mouth, Moleskine porterà al Teatro Franco Parenti la propria esperienza in fatto di processi creativi e strumenti per l’elaborazione delle idee.
Caso singolare nel mondo e silenziosa eccezione in un panorama di grande affollamento pubblicitario come quello italiano, Moleskine ha scelto toni di voce sussurrati come strumento per emergere dal rumore. “La saturazione informativa e pubblicitaria è tale – afferma Maria Sebregondi, co-fondatrice di Moleskine – che spesso il modo migliore per emergere è il silenzio o il sussurro. Poca comunicazione, con toni di voce pacati, che lasci spazio al pubblico.

Dal 5 al 7 novembre, inoltre, uno sketchnoter e un illustratore Moleskine racconteranno il Festival della Creatività di Adci e AssoCom attraverso illustrazioni e schizzi che saranno condivisi sui social con l’hashtag #moleskinestories. E tutti i partecipanti riceveranno gratuitamente uno speciale taccuino tascabile Moleskine personalizzato al momento con speciali timbri dedicati al festival, per annotarsi le idee e gli stimoli raccolti durante la tre giorni milanese.

Nata a Milano nel 1997, Moleskine (moleskine.com/it) ha il proprio pubblico naturale nei professionisti della comunicazione, dell’informazione, dei media, delle arti visive e audiovisive, del graphic design, industrial design e del web design, tra i pubblicitari e gli innovatori digitali: persone che ben conoscono l’importanza della fase offline nella formulazione di idee, quando si è liberi da distrazioni, lontani dal flusso dell’iper informazione, al riparo dalla tentazione del copia e incolla, magari in movimento, sospesi tra A e B, quando il cervello è più propenso all’elaborazione di nuove connessioni.

L’inspiration talk di Maria Sebregondi è in programma venerdì 6 novembre, alle ore 17.00,
nella Sala A del Teatro Franco Parenti di Milano.

Per maggiori informazioni:
Ufficio Stampa IF! Italians Festival
Alessandro Turchi – alessandro.turchi@thebignow.it
Annalaura Giorgio – annalaura.giorgio@elita.it
Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo, 14 – 20135 Milano


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A IF! Italians Festival il “peggio della pubblicità mondiale” con “Mai dire spot” della Gialappa’s Band firmato the BigMama

La casa di produzione milanese guidata da Valentina Fronzoni, Simone Adiletta e Lorenzo Borsetti, content partner del Festival della Creatività di Adci e AssoCom, sarà protagonista insieme alla Gialappa’s Band di uno speciale showreel dedicato agli spot più brutti e imbarazzanti provenienti da tutto il mondo. Fino al 19 ottobre è possibile contribuire alla scelta dei film pubblicitari da proiettare a IF! inviando le proprie segnalazioni via mail o sulla pagina Facebook di theBigMama.

Teatro Franco Parenti, Milano (5-7 novembre 2015)
Sito web: italiansfestival.it
Ticket/3 Days Pass: 15,00 €

Per il secondo anno consecutivo la casa di produzione theBigMama (thebigmama.it) sarà content partner di IF! Italians Festival (italiansfestival.it), evento interamente dedicato alla creatività organizzato dal 5 al 7 novembre al Teatro Franco Parenti di Milano da Adci e Assocom, in collaborazione con Google.

Dopo il successo della passata edizione, che ha visto la partecipazione del pluripremiato regista egiziano Ali Ali, la casa di produzione milanese fondata nel 2008 sarà protagonista al Festival della Creatività con uno show esclusivo - dal titolo “Mai dire spot” - pensato per gli addetti ai lavori e per i tanti appassionati degli spot in TV e sul web.
Una speciale selezione dei film pubblicitari più brutti, divertenti e imbarazzanti provenienti da tutto il mondo, presentati e commentati dal “perfido” trio comico della Gialappa’s Band.

“L’idea di portare a IF! Italians Festival il peggio della pubblicità mondiale – spiega Valentina Fronzoni, Founder & Executive Producer di the BigMama insieme a Simone Adiletta e Lorenzo Borsetti – ci è venuta perché spesso si tende a prenderci tutti un po’ troppo sul serio e a dimenticare che in realtà le idee migliori sono quelle più semplici. La selezione di spot che presenteremo al Teatro Franco Parenti può anche essere letta come una sorta di avvertimento: fare delle cose brutte purtroppo è possibile e per questo dobbiamo impegnarci tutti per mantenere sempre alta la qualità”.

Fino a lunedì 19 ottobre sarà inoltre possibile segnalare gli spot da sottoporre alla Gialappa’s Band sulla pagina Facebook di the BigMama (facebook.com/www.thebigmama.it) o via mail all’indirizzo info@thebigmama.it.

Lo show “Mai dire spot” by theBigMama, moderato da Valentina Fronzoni,
è in programma sabato 7 novembre, alle ore 14.00,
nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti di Milano.

Per maggiori informazioni:
Ufficio Stampa IF! Italians Festival
Alessandro Turchi – alessandro.turchi@thebignow.it
Annalaura Giorgio – annalaura.giorgio@elita.it
Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo, 14 – 20135 Milano