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ADC*E, impressioni a caldo umido


[youtube=http://youtu.be/oM9ZRLXZBR8]

Appena atterrato a Linate, scrivo due impressioni a caldo – molto umido, dato il clima milanese di oggi.

Qui sopra vedete il video del grand prix: Dortmund Konzertmilk. Un argento a Cannes (nella categoria Titanium & Integrated, che secondo David Droga è la categoria più importante a Cannes; insomma, il grand prix della creatività che guarda al futuro), che sono felicissimo abbia guadagnato il Grand Prix all’ADC*E.

Perchè?

Perchè anche a Cannes, da qualche anno è premiato lo storytelling “innovativo”. Storie raccontate cercando nuovi linguaggi creativi, in modo decostruito, multi-narrativo, tech savvy, cuccurucu palomaaaa…

Philips Carousel e Old Spice, per fare 2 esempi, sono casi emblematici al riguardo.

Per questo, visto che all’ADC*E di Grand Prix se ne dà uno solo, che racchiude quindi tutte le categorie e le giurie, trovo assai azzeccato premiare un tipo di narrazione cuccuruccu palomaaaa come dicevo sopra. Una campagna che racchiude in sé molte altre, se non tutte le altre, categorie (ho sentito non pochi giurati della sezione design stupirsi che non avessero iscritto la bottiglia del latte nella loro categoria: “…avrebbe vinto un oro”), e offre un punto di vista inedito, originale, e creativo su un brief per nulla facile.

Insomma, un Grand Prix non scontato, dato che i pronostici pre-giurie erano per la consacrazione di Nike Write the future, ma proiettato al futuro della creatività, con una consapevolezza non solo di cosa è, ma anche di cosa sarà (e, magari, dovrebbe essere) il nostro mestiere.

Scusate eventuali refusi e castronerie bollite – il caldo è talmente umido che le dita scivolano sullo schermo dell’iPad…

  • http://www.giulianogaronzi.com Giuliano

    Ciò che scrive Paolo è una grandissima verità e un rispettabilissimo punto di vista che dovrebbe far riflettere. Io ero a Barcellona con lui, per votare (in categorie diverse), per bere (dell’ottimo vino vicino ai pasti e lontano dalle votazioni), e mangiare tapas parlando di creatività, presente e futuro. Io non ho votato il progetto di Dortmund per il Grand Prix. Personalmente lo avrei dato alla bellissima (un onesto capolavoro di intelligenza e bravura) Bibbia. Quindi anche se le intenzioni risultano diverse, il punto di vista è il medesimo. L’advertising cambia e noi dobbiamo cambiare con esso. Oppure siamo cambiati noi e l’advertising si sta adattando a questo cambiamento.

  • Brunella Maddalena

    mi piacerebbe che ci fosse più storytelling in giro. la superficialità o se vuoi, semplicemente i tempi veloci della nostra quotidianità sacrificano un bel po’ di “artigianato” creativo. ma una narrazione interessante riesce sempre ad aggirare l’ostacolo e a guadagnarsi attenzione. e viene sempre premiata. se non dalle giurie, dalla memoria delle persone.

    • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

      Hai ragione, lo “storytelling” può essere l’arma segreta della comunicazione di molte aziende. Devono solo imparare a raccontare gli aspetti interessanti della loro attività, tenendo presente che non è necessario essere “interessanti” per tutti, ed è pericoloso dare retta allo snobismo degli outsider. Chi produce tavole da surf ha clienti e intermediari che si appassionano ai temi specifici del surf, esattamente come chi produce lubrificanti per raffreddare le macchine utensili ha clienti e intermediari che si appassionano alle problematiche delle macchine utensili.

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