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Award adci best creative idea – IFF Capalbio – Man after machine

Colin Trevorrow, regista di Jurassic World e del prossimo Star Wars Episodio IX, è stato con noi. Ha avuto modo di curare e coordinare un workshop per pochi fortunati, un laboratorio creativo dedicato allo storytelling. E come è in uso nella cultura civile, il Maestro si confonde molto volentieri con tutti. Con i giovani colleghi, con noi della giuria, con i ragazzi dello staff, anch’essi giovani artisti prestati all’organizzazione. L’happening al Parco dei Tarocchi è disinvolto, informale, e di approfondimento e di divertimento collettivo. Colin Trevorrow è persona timida, riservata, siede su di uno sgabello, al centro di un emiciclo naturale di rocce e sassi, dove noi tutti troviamo posto. Parla con voce lenta e sempre riflessiva, beve un sorso d’acqua dalla bottiglia e ci racconta dei suoi esordi. E’ paterno nell’approccio, esorta la platea a provarci. Anche per il solo gusto di provarci. A metterci sempre passione e lavoro, senza fronzoli o stupide illusioni che spesso traducono un alibi in pesante macigno, che ferma o alla meno peggio ritarda un lavoro che dovrebbe essere ben fatto. Il suo lavoro d’esordio: un corto che ha richiesto un investimento di circa 7000,00 dollari, una buona prova d’autore visto che ha attirato l’attenzione di Steven Spielberg, e il resto è storia e lo sarà ancora.
Atteggiamenti informali, nessuno si è concesso, tutto molto naturale nell’interazione tra ruoli ed esperienze. Racconti di Colin e dei presenti, sensazioni, riflessioni, confronto ed arricchimento con le altre storie che libere, raccontano di altre esperienze. Si è creato così un ambiente rilassato, dove tutti parlano con tutti, non c’è ruolo, nazione, religione o credo politico che interferisca nel libero scambio di idee, sorrisi e proiezioni. Tutti coinvolti e accomunati dalla cultura. La cultura, in questo caso del cinema, che parla la stessa lingua in ogni luogo della terra. Gli occhi che brillano per l’opera compiuta e in concorso sono gli stessi sia per il giovane regista americano Graham Parkes di Where you are che per il più “maturo” regista tunisino Lotfi Achour di La Laine Sur Les Dos / Law Of The Lamb
 in concorso anche a Cannes.
Anche gli assenti hanno il loro fascino. The Takeaway Scenes presenti al festival con Jumpers, quinto loro corto, a cui è andato – AWARD ADCI BEST CREATIVE IDEA è un gruppo di creativi: Director Anonymous Written By Anonymous Cinematography Anonymous Editing Anonymous Music Anonymous Cast Anonymous, Anonymous. Sono fatti così giranno e fanno girare i loro lavori per i festival di tutto il mondo e di solito non ritirano i premi e visto il talento non escluderei, che i martedì possano perdersi, suonando in qualche locale di Manhattan.
Capalbio, mi verrebbe da dire e lo dico è cornice, paesaggio naturale, dove tutto questo può accadere. In questa cornice di calma apparente, tre giorni nella percezione di quanto fatto, si sono amplificati, sono diventati multipli di se stessi. Appuntamenti con Video Mapping, Storyboomers, Virtual Reality Experience, Interactive Documentary, tutto rigorosamente in lingua. La sera proiezioni di corti fino a tarda notte. Una full immersion di tecnologia e nuove tendenze dove la macchina dai tempi di Fritz Lang dichiara di voler sostituire l’uomo. Ma l’uomo non molla, tiene duro, guarda alle stelle, si ritrova e si raccoglie a notte inoltrata, puntuale ogni sera al Vecchio Frantoio per uno scarico di tensione con il favore di quattro chiacchiere, magari con un’idea in proiezione da condividere, davanti a un bicchiere di buon rosso.

THE AWARDS
in the suggestive Piazza Magenta, in the old town centre of Capalbio, the awards of the XXIII edition of CAPALBIO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL were given. The festival was founded by Stella Leonetti – with Michelangelo Antonioni as its godfather and has now Tommaso Mottola as director. The International Competition Juries, was made up of the actress Pamela Villoresi, the producer Pietro Valsecchi, the actress and director Stefania Casini, the director of L’attesa with J. Binoche Piero Messina, the screenwriter Filippo Bologna and the writer Giuseppe Catozzella.
They gave the following awards:

GRAN PRIX BEST FILM: Where You Are by Graham Parkes
With the following reason: “The best narrative idea, realized and told in an extremely delicate and poetic way.
A film that touches your heart and soul. An intimate and delicate story about the relationship between father
and son and the difficulties in accepting its changes.”

GRAN PRIX BEST FILM DIRECTION: Lotfi Achour for La Laine Sur Les Dos / Law Of The Lamb
With the the following reason: “A story of power abuse and poverty. A world that is now close to us, depicted
with ability and irony. It is a bitter epilogue about the old abuse of power of the rich against the poor, told
withe the strength and simplicity of a tale by Phaedra.”

GRAN PRIX BEST CINEMATOGRAPHY: Yek An / A Moment by Naghi Nemati
With the the following reason: “A bitter story that reflects the situation in the south of the world. Its images
are blurred and brave, on different levels of an historical reality.”

GRAN PRIX SPECIAL MENTION: Partir / Leave by María Saavedra
With the following reason: “A wonderful story with extraordinary images and skillful protagonists. An on the
road film that stretched the boundaries of the world and life.”

The International Jury, made up of the actress and director Stefania Casini, the Israeli director Ayelet Albenda and the Norwegian producer Torstein Nybø, nominee at the Academy Awards, gave the following
awards:
WORLD OF MAPS PRIZE: Home by Daniel Mulloy
Withe the following reason: “Even tough it is a short film, dramatically it seems like a long one. So simple and yet so ingenious. It has a peculiar way of facing the gender issue, exchanging the roles. Is exemplary how the title is summarized in the final hug, symbolizing the home that will never be lost. A short that leaves the desire of watching more movies from the same director.”

AWARD ADCI BEST CREATIVE IDEA award to: Jumpers di Takeaway Scenes,the award was assigned by journalist and creative Giacomo Marsella
With the following reasons: “It is extraordinary how the directors manage to use an event that takes place once a year and use it as a theatrical stage. The roof of a building becomes a natural stage where you can go to either watch the stars or decide to jump off. With some fireworks as background the drama between two different generations takes place.The illusory improvisation hides the capability to analize and understand in a
second the right decision to take. The actors have sharp aspects and the dialogues are fast. The film shows how when there is a good idea, the story develops alone without the need for the producers intervention or technical devices.”

PH – FABIO MAZZELLA

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