Condividi:

5 Replies

Torniamo a parlare di Aids e di preservativo

L’Art Directors Club Italiano ha deciso di collaborare con Sieropositivo.it perché l’Aids è ancora un problema sociale rilevante, benché non se ne parli più. Probabilmente proprio perché non se ne parla più. Ma resta un killer in attività. Un killer silenzioso, anche perché ha un periodo di incubazione molto lungo (sino a dieci anni) durante il quale chi l’ha contratto è già contagioso, e non sa di esserlo sinché non si sottopone a dei controlli. Cosa che fanno in pochi.
Si spiega così il fatto che la percentuale di donne contagiate da rapporti sessuali è cresciuta di oltre 6 (SEI) volte. E solo una su cinque delle donne infettate tra il 1986 e il 2009 sapeva che il partner era Hiv positivo.
Preoccupante resta anche la situazione tra i giovani. Il 14.5% delle nuove diagnosi riguarda il gruppo di malati tra i 15 e i 24 anni.
Anche in questo caso, il silenzio dei mezzi di informazione è la causa principale vista la significativa percentuale di ragazzi che hanno rapporti non protetti.

Oggi la trasmissione del’Aids avviene prevalentemente per via eterosessuale. Bigotti e benpensanti non possono nemmeno più nascondersi dietro alla barricata ghettizzante del “tanto colpisce solo drogati e omosessuali”. Può colpire anche i loro figli se non usano il preservativo e si affidano solo al segno della croce.

Speriamo che il nuovo corso che l’Italia sembra avere intrapreso porti una maggiore attenzione da parte degli organi governativi e delle istituzioni. Ci auguriamo di tornare presto a vedere campagne del Ministero che mettano in guardia sull’Aids e invitino a utilizzare il preservativo. C’è molto più bisogno di questo che di generici e inutili messaggi alla “pane amore e sanità”. Ci auguriamo anche che operazioni di comunicazione così delicate non vengano più curate in maniera dilettantesca come la campagna contro la droga firmata da Giovanardi.

L’Art Directors Club Italiano è l’associazione che accoglie gran parte dei migliori talenti e professionisti italiani della comunicazione. Chiediamo alla classe politica di memorizzare questa sigla: Adci. Siamo tutti stufi di vedere soldi pubblici buttati in progetti di comunicazione discutibili perché discutibili sono i criteri di scelta nell’affidamento dell’incarico.
Usate i migliori professionisti del settore, usateli con costanza e rispettando la loro area di competenza se volete raggiungere dei risultati, nell’interesse di tutti.

Ringrazio l’agenzia TBWA per la grande disponibilità in pensiero, mezzi, tempo e persone. La casa di produzione, The Family Kids, e Luca Lucini per aver aderito immediatamente a questo progetto.

  • emanuele nenna

    Bella iniziativa e bellissima idea. Bravi, complimenti.
    Un contributo alla sensibilizzazione sul tema (tristemente attuale) dell’HiV c’è anche nell’archivio dei lavori di Now Available:

    http://www.youtube.com/watch?gl=IT&v=t6wXK1NuUxg

  • Claudio B.

    Lodevole iniziativa. Lo spot invece non mi convince. Una manfrina di 3 minuti per dimostrare che potendo scegliere nessuno sceglierebbe di prendersi l’Aids. Mi verrebbe da dire: ma che scoperta!

  • Pingback: Goldone, goldone, goldone! | Il blog dell'ADCI

  • francesco s

    Mi perplime la “spontaneità” e vattendibilità degli intervistati: onestamente se qualcuno davvero avesse avuto rapporti non protetti lo andrebbe a dire pubblicamente in giro a tutti mettendoci la faccia?

    • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

      Ha sorpreso anche me, Francesco. Eppure è esattamente quello che è successo. Gli intervistati hanno scoperto la reale intenzione del finto casting solo alla fine. Passo necessario per la firma della liberatoria.
      Forse questo “candore” può spiegarsi proprio con la diffusa percezione che poiché non se ne parla, l’Aids non è più pericoloso. Per questo non imbarazza ammettere di non avere sempre preso precauzioni. Non è più vissuto da tutti come comportamento irresponsabile.
      Ciao
      m.