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Shortlist stampa & affissione: fine o nuovo inizio dipende solo da noi.

Questa tabella riepiloga l’esito dei controlli fatti dal Consiglio Direttivo Adci, nella sezione stampa e affissione, per verificare che i lavori selezionati dalla Giuria rispondessero ai requisiti esposti nella call for entries.
In verde trovate le conferme. In rosso le esclusioni. Gli altri due colori indicano i metalli: Oro a Durex e Bronzo a Imodium, entrambi nella stampa. Nessun metallo in affissione.

Le decisioni sono state tutte prese all’unanimità. A parte un paio di casi, più dibattuti internamente al Consiglio, che hanno comunque portato a una larga maggioranza (7 a 2). Segnalo l’astensione di Francesco Emiliani nella votazione “fm palestra”, in quanto indirettamente coinvolto.
Non siamo stati “politici”. Non siamo stati “forcaioli”. Abbiamo cercato di essere giusti (parola banale ma non me ne vengono in mente altre).

Dovevamo accertare che i lavori fossero usciti almeno una volta e su un medium coerente con il target e gli obiettivi di comunicazione.
Questa espressione non piace a nessuno, né a chi la considera un passaporto per i cosiddetti fake e nemmeno a me e ai Consiglieri, dopo i “dibattiti” che ha generato. Va cambiata, circostanziata meglio.
Dovevamo inoltre accertare che il lavoro iscritto agli Adci Awards corrispondesse a quanto realmente pianificato e che fosse stato approvato dal cliente.
Non capisco chi mi ha mandato l’autorizzazione all’iscrizione ai premi. NON SERVONO AUTORIZZAZIONI DA PARTE DEL CLIENTE per partecipare agli Adci Awards. Noi premiamo gli autori.

Ho chiesto ai Consiglieri di non lasciarsi condizionare dai pettegolezzi, dai “si dice” e di vagliare solo i fatti: prove e call for entries.
Non c’è stato nessun accanimento. Temendo che alcuni colleghi non fossero stati ben assistiti da segreterie e account, abbiamo pagato uno di quei servizi che monitorano le uscite pubblicitarie sulla stampa. Lo abbiamo fatto per tutti i lavori esaminati. Il bronzo di Imodium (solo soggetto “caribenho”) è stato confermato grazie a questo nostro scrupolo.

Ricordo che i controlli su questa sezione sono stati richiesti da alcuni soci, come prevede la cfe. Non ci sono arrivate segnalazioni per le altre sezioni.
Già esaminarne una ha richiesto una quantità di lavoro inimmaginabile da chi non è coinvolto.

Siate giusti nel guardare questa tabella. Formatevi un’opinione ma non siate ansiosi di giudicare. Verde e rosso sono solo due colori. Non evidenziano buoni e cattivi. Santi e ladri. Vero e Falso.

Soprattutto vi prego di essere maturi. Una tabella analoga ci sarebbe stata anche per altre edizioni degli Adci Awards se solo fossero state fatte verifiche analoghe. E ci sarebbe per molti altri premi, italiani e no. Più e meno prestigiosi.

Questa tabella non va presa come uno spartiacque tra onesti e disonesti. Non lo è. Se i tempi difficili ci stanno davvero rendendo tutti più maturi abbiamo l’opportunità di interpretare questa fredda tabella come un “nuovo inizio”.
Molti creativi si stanno rendendo conto che l’Annual non deve essere un costoso strumento di auto celebrazione e auto gratificazione che sfogliamo (forse) in 300.
Anche l’Annual, come la buona (e vera) pubblicità “può dire la verità, deve dire la verità”.
Molti soci si stanno rendendo conto che Club e Annual non sono, non devono essere, la stessa cosa. E soprattutto l’Annual non deve essere visto come un premio che promuova le carriere dei singoli. È qui che risiede la nostra dannazione, vi prego di credermi.

L’Annual dovrebbe essere il pubblico racconto di quella che è la nostra funzione, quella che è la nostra utilità sociale come Club: mostrare alla comunità aziendale, istituzionale e il pubblico in genere che un altro mondo è possibile, a cominciare dalla comunicazione pubblicitaria. A questo serve fornire esempi virtuosi di buona comunicazione. Ma perché il cerchio si chiuda occorre anche dimostrare che questa comunicazione sia stata realmente in grado di aprire un dialogo con l’utente. Sono personalmente favorevole a una categoria dichiaratamente più votata alla sperimentazione e ai cosiddetti learning. Da almeno 10 anni accade, anche in Italia, di utilizzare media classici in modo tattico e strumentale alla creazione di conversation e wom in rete. A volte funziona altre no.
Al di là del nome da dare alle eventuali nuove categorie, dovrebbe però risultare chiaramente distinguibile quello che è un autentico progetto di comunicazione e quello che è “ricerca”, non personale, ma condotta con l’approvazione del cliente, dei reparti marketing delle aziende. Investire tempo e denaro in ricerca è fondamentale in qualunque settore. Perché dovremmo fare eccezione?

Prima ho accennato alla necessità di essere utili socialmente. Al nostro Paese non serve che L’Art Directors Club Italiano sia il circolo elitario dei migliori creativi pubblicitari.

Serve una associazione i cui soci siano accomunati da una visione etica della comunicazione. E sono certo che sia superfluo ricordare il perché sia oggi più che mai cruciale migliorare gli standard della creatività nel campo della comunicazione e delle discipline ad essa collegate (come recita l’obiettivo primario del nostro statuto).

Il nostro lavora contribuisce a forgiare la società.
Abbiamo accesso ai media e questo comporta delle responsabilità. Nel bene e nel male contribuiamo a determinare “forme pensiero” e comportamenti in un paese che all’80% è influenzato dalla TV. Una tv scadente e decadente la nostra, come ci hanno sottolineato negli ultimi anni film documento visti e commentati in tutto il mondo più che in Italia: il corpo delle donne e videocracy

Riguardateli, oggi stesso. Fanno pensare molto più di Ads Of The World.

Chiudo ricordando l’incipit del nostro Manifesto Deontologico, approvato da tutti i past president viventi dell’Art Directors Club Italiano.

Noi soci ADCI siamo consapevoli del fatto che la comunicazione commerciale diffonde modi di essere, linguaggi, metafore, gerarchie di valori che entrano a far parte dell’immaginario collettivo: la struttura mentale condivisa e potente, tipica della culture di massa, che si deposita nella memoria di tutti gli individui appartenenti a una comunità, e ne orienta opinioni, convinzioni, atteggiamenti e comportamenti quotidiani

Dovremmo esserne fieri. Maneggiamo una “forza” che se ben usata vale mille coni d’oro agli Adci Awards.

Qualora la maggioranza dei soci non dovesse condividere questa mia visione del Club, le mie dimissioni saranno inevitabili quanto leggere. Vi basterà chiederle qua.

Buon weekend
massimo guastini

POSTILLA DEL GIORNO DOPO (H: 11.54 per la precisione)
Potete essere d’accordo o in disaccordo, soci o non soci Adci, ma vi dovete firmare questa volta. Non è nemmeno un cambio di policy, in realtà, visto che sin dal primo post di questo blog avevo scritto:

Impariamo a rispettare le nostre differenze, non ingessiamoci in categorie di merito e ranking fittizi. Sentiamoci parte di un Club che aspira a essere qualcosa di più di un club. E soprattutto firmiamoci, sia nei post, sia nei commenti. Non è un invito. È l’unica regola di uno spazio che non ve ne porrà altre.
Come in un vero Club ci metterete la faccia e sarete responsabili dei contributi che sceglierete di lasciare.