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L’ultimatum dell’Avvocato Goetz, legale di The Name


Mancano ancora molte ore allo scadere dell’ultimatum che ho ricevuto alle 16.42 di martedì da parte dell’Avvocato Davide Goetz, su mandato del Signor Torchetti.

Ma perché fare aspettare degli uomini importanti?

Alessandro Izzillo, Daniele Dionisi e Giuseppe Scaglione hanno messo in imbarazzo il loro generoso ex datore di lavoro, il Signor Paolo Torchetti.
Perché non paghi di avere vinto un argento agli Adci Awards, il premio più ambito del settore in Italia, hanno coltivato l’assurda pretesa di andare anche a ritirarlo.
Che importa se il regolamento degli Adci Awards specifica che i premi devono essere ritirati dagli autori?
E cosa importa se la sentenza 3508/2011 del Tribunale di Torino ha riconosciuto che anche uno slogan è “un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore“?

Non è mica da questi particolari che si giudica un professionista.

Un professionista lo vedi dal coraggio di rinunciare ai suoi diritti. Dall’altruismo di pagare l’iscrizione al posto del suo ex capo.
Dalla fantasia di salire su un palco ma poi saper lasciare i riflettori ad altri.

L’agenzia The Name non ha indebitamente impedito agli autori della campagna premiata di essere applauditi da gran parte dei migliori creativi pubblicitari d’Italia.
Si sono semplicemente dimenticati di spiegare a Izzillo, Dionisi e Scaglione quanto è assurdo anche solo immaginare che gli Adci Awards vengano ritirati da “coloro con cui il rapporto era stato interrotto da tempo”.

Quindi male ho fatto io ad ancorarmi a bazzecole quali il regolamento del premio, lo statuto del nostro Club, e il già citato diritto d’autore.
Il buon padrone che rischia di suo ogni giorno, ha un diritto ovviamente superiore: quello alla gratitudine imperitura da parte di chi ha ospitato nei suoi uffici e addirittura pagato.
Con buona pace del Manifesto e della sua linea editoriale.

Ubi maior minor cessat. O, se preferisce, quod licet Iovi non licet bovi.
L’uso del latino, da parte mia, è un’evidente captatio benevolentiae, un venirle incontro anche lessicalmente, Avvocato Davide Goetz, affinché si rassicuri.

Questa mia rettifica è densa di sorrisi :) :) :) , non può immaginare quanti. Mi dolgo solo per averle trasmesso un’immagine di persona livorosa nonché di concorrente potenzialmente sleale per il suo assistito.
Le giuro che non c’è cliente di The Name per cui vorrei lavorare. Quanto al livore (sentimento di invidia e rancore), la prego di credere che non vorrei mai sentirmi un Signor Torchetti.

Se non altro perché mi toccherebbe rifarmi il guardaroba e io odio fare shopping.

Rifiuto altresì, con pacata (e sempre sorridente) fermezza, l’accusa di conflitto di interessi.
Purtroppo l’Art Directors Club Italiano non può avere un presidente scelto tra i pescatori di cozze o selezionato nell’ambito degli addestratori di piccioni viaggiatori. Non ancora.
Ma se già che c’è vuole mettere mano al nostro statuto non ha che da chiedere.

Mi permetta però di ricordarle, Avvocato, che il conflitto di interessi non esiste in Italia. È stato spesso all’estero negli ultimi 17 anni?

Nella speranza che ritenga adeguata questa mia rettifica, mi conceda di congedarmi con una formula assai cara ai fisici quantistici: BAZINGA!

massimo guastini

  • http://m-o-d.biz FRa’

    Bene, bravo, bis.

  • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

    Come ho già scritto altrove, ammiro Paolo Torchetti. È un grande copywriter e un grande imprenditore. Ascoltavo con grande piacere i suoi radiocomunicati per il Manifesto quando passavano a radio Popolare, negli anni 90.

    In quegli anni Paolo Torchetti ha vinto diversi premi all’ADCI e penso che a quei tempi forse avrebbe fatto il diavolo a quattro se gli avessero impedito di ritirarli. Ma cambiare idea è legittimo, come si sa solo i cretini non cambiano mai idea. O forse mi sbaglio io, e magari ha realizzato in prima persona moltissimi lavori di cui, generosamente, ha lasciato ad altri l’onore di ritirare il premio. Chi lo conosce meglio di me potrà confermare (o smentire).

    Come già scritto, il blog è a sua disposizione per qualsiasi puntualizzazione o chiarimento, sia nello spazio dei commenti, sia con un guest posting.

    Fra l’altro, visto che l’argomento si sta ripresentando e il tema è analogo, sarebbe interessante se raccontasse in prima persona il suo punto di vista sulla vicenda Radiofestival di qualche anno fa. Se magari dicesse pubblicamente la sua, esponendosi a repliche, commenti e rettifiche, sarebbe un segno di grande disponibilità ed apertura e un modo per rappacificare tutti.

  • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

    NOTA PER “LA ZINGARA”
    Il tuo commento è interessante e pertinente, ma non posso postarlo sinché resta anonimo. La tua firma non porta nemmeno a un blog o a un sito personale.
    Non ti sto censurando, ma non posso approvare un commento del genere lasciato in forma anonima. Che fai?
    Ciao
    m.

  • La Zingara

    Ciao Massimo,
    preferisco restare anonima perché “debole”. Una freelance “debole”.
    Ti seguo e ti approvo, in ogni caso.

  • Fabio ciccio Ferri

    Che significa l’ultimatum? Cosa dovresti fare? Qual è per loro la tua frase incriminata che dovresti ripudiare? Fattela “virgolettare”. E poi io offrirei entro la scadenza, e non all’avv. Goetz una pagina tutta per Lui ed il suo Cliente sul Blog Adci, di spazio e dimensione pari al tuo articolo “un furto manifesto”. Sai che risate? Ripeto. Caro Massimo, non dobbiamo, non devi, recedere. Ripeto. Al contrario, mettiamo a disposizione uno spazio per una sua replica sullo stesso Blog ADCIcrivendogli ora sul Blog ADCI e chiamiamolo anche al telefono, che non possa dire che non l’hai avvertito…UNO spazio pari al tuo, di ‘un furto manifesto, ovvero una pagina sul nostro BLOG all’Avv. Goetz. Chiedendogli contestualmente di “virgolettarti” esattamente la frase da te scritta e da lui ritenuta offensiva e degna di diffida, così non potrà ciurlare nel manico. Io l’ho letta più volte ma non trovo alcun attacco offensivo.Poi fai come vuoi. Fabio (: ciccio Ferri

    • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

      Lo spazio glielo abbiamo offerto, come a tutti quelli che hanno qualcosa da dire alla platea dei pubblicitari. Inoltre lo spazio dei commenti è aperto a tutti (salvo, con rare eccezioni, a chi non si firma). Su Internet chiunque ha diritto di replica: nella peggiore delle ipotesi basta andare su Blogger, su WordPress o un altro servizio analogo, e aprire il proprio blog. Senza contare che ai titolari delle grandi agenzie i mezzi per replicare non mancano.

  • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

    Bazinga! ;)
    (FabioCiccio, guardati un po’ di The Big Bang Theory, è divertente.)

  • alessandro piccioni

    “l’Art Directors Club Italiano non può avere un presidente scelto tra i pescatori di cozze o selezionato nell’ambito degli addestratori di piccioni viaggiatori”
    Fantastico! anche se il solo Bazinga sarebbe stato sufficiente a chiudere la questione.

  • M.

    Guastini, nel gruppo Flumen lavorano decine di persone oneste e perbene.
    Quando scrivi frasi come questa: “Le giuro che non c’è cliente di The Name per cui vorrei lavorare” , non stai offendendo solo la Proprietà, ma anche creativi, account, segretarie, producer, e molti altri lavoratori che con questa bagarre non c’entrano niente. Lo trovo profondamente ingiusto e volevo dirtelo. Ciao e scusa l’anonimato. M.

    • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

      Il mio giuramento è dovuto agli ingiustificati sospetti ai limiti della calunnia mossi nei miei confronti dall’Avvocato Goetz.
      Che lei poi interpreti la mia frase come un “sono clienti orribili” è una sua scleta. Per me resta un’ arbitraria deduzione.
      Non so nemmeno di che clienti si tratta. So solo che dopo un’accusa odiosa come quella rivoltami dall’Avvocato Goetz (forse a corto di argomenti), starò molto attento a non inciampare in clienti provenienti dal gruppo Flumen. Il mercato è grande abbastanza, fortunatamente.
      Saluti
      m.

    • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

      Aggiungerei una cosa, se possibile. Il fatto che la frase “Le giuro che non c’è cliente di The Name per cui vorrei lavorare” possa essere “offensiva” è una personale interpretazione del misterioso anonimo che l’ha scritta.

      Per fare un esempio, fra i clienti del gruppo Flumen c’è sicuramente “Il Manifesto” che è un cliente prestigioso per il quale moltissimi creativi vorrebbero lavorare. Moltissimi – ad esempio – eccetto me. Io non vorrei lavorare per “Il Manifesto” non per motivi ideologici né di gusto, ma semplicemente perché li considero dei conservatori (dal punto di vista editoriale) che hanno perso il treno della comunicazione online laddove “Il Fatto Quotidiano” ha dimostrato che fra online e offline è possibile realizzare un quotidiano che guadagna e fa opposizione senza piangere continuamente miseria per i finanzianziamenti statali (è un tema che ho affrontato più approfonditamente in altre sedi).

      In sintesi, io vorrei lavorare per “Il Fatto Quotidiano” e non vorrei lavorare per “Il Manifesto”.

      Questo non vuol dire che il marchio “Il Manifesto” non abbia il suo valore né che il mio criterio personale abbia un valore assoluto o debba essere condiviso da altri, né che le campagne del Manifesto siano meno belle o meno efficaci (e in genere mi sono sempre piaciute molto).

      Ha spiegato il senso della sua frase Massimo Guastini. Aggiungo io – facendo un esempio concreto – che esistono mille e un motivi (pratici, ideologici o di opportunità) per cui uno può non voler lavorare per un dato cliente senza che questo venga necessariamente considerato offensivo per chi invece ci lavora (magari non per scelta ma perché è capitato a lavorare per questa o per quella agenzia).

  • Dan15

    A distanza di giorni sarei curiosa di sapere com’è finita..
    ci sono aggiornamenti?
    Ma sopratutto i creativi derubati del premio, hanno avuto salvi i loro diritti??

    • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

      Attualmente tutto tace. Se ci saranno sviluppi, terremo tutti informati attraverso il blog (e chi vorrà replicare, commentare, aggiungere notizie, confermarle o smentirle in forma non anonima avrà tutto lo spazio che desidera).

  • http://www.studiokmzero.com debora Manetti

    se non fosse stato per il Bazinga finale avrei avuto difficoltà a digerire l’affermazione “io odio fare shopping”. Salvato in corner! fiuuu…