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Maurizio Cattelan, Hall of Fame ADCI 2016

 

Sarà Maurizio Cattelan ad entrare nella “Hall Of Fame” dell’ADCI, in occasione della serata di Premiazione prevista al Teatro Parenti sabato 8 Ottobre in occasione di IF, Italian Festival.

L’ADCI ha deciso di conferirgli questo prestigioso riconoscimento sulla base di questa motivazione:

Maurizio Cattelan è autore di opere e azioni di forte impatto mass-mediatico ed è uno degli artisti che più ha influenzato l’immaginario contemporaneo su scala planetaria. Figura emblematica e controversa, è ‘il creativo’ italiano che più di ogni altro si è misurato con il potenziale totalizzante dell’era dei mass media utilizzandoli in una logica avanguardista. Come sottolinea Massimiliano Gioni: “In Cattelan i media fanno da cassa di risonanza alle sue leggende urbane e alla sua mitologia individuale. Alcune opere di Cattelan esistono solo nello spazio mediatico, come per esempio la campagna elettorale “Il tuo voto è prezioso, tienitelo” apparsa unicamente sui giornali. E tutte le sue opere vivono una specie di seconda vita o una serie infinita di vite nei media.” Per queste ragioni è un grande onore per noi includere Maurizio Cattelan nella Hall of Fame dell’ADCI

Maurizio Cattelan, il più quotato sul mercato tra gli artisti italiani viventi, nasce a Padova nel 1960. Vive e lavora tra Milano e New York

I personaggi che popolano il mondo di Cattelan, definito da ”Le Monde” il primo surrealista del terzo millennio, sono comparse di un teatro dell’assurdo: poliziotti ribaltati a testa in giù, animali impagliati che pendono dal soffitto, icone del potere derise pubblicamente, bambini meccanici che disturbano i visitatori. Il lavoro di Maurizio Cattelan simula e sovverte le regole della cultura e della società, in un continuo gioco di sconfinamenti e gesti di insubordinazione.

Stando a Nancy Spector – curatrice della personale che nel 2012 il Guggenheim dedicò al ribelle di Padova – “Per Maurizio Cattelan il sistema dell’arte funziona come il lettino dell’analista; è un non luogo in cui fare emergere derive, angosce e contraddizioni”.

By Stefania Siani