Condividi:

3 Replies

#ItaliansFestival / ADCI Award : Hall of Fame a Maurizio D’Adda, copywriter

L’ovazione e la commozione della comunità dei creativi riunita in Sala Grande per gli ADCI Award hanno trasmesso il senso della Hall of Fame a Maurizio D’Adda. Il significato lo ha pronunciato Luca Scotto di Carlo – a voi, integrale.

Maurizio D’Adda, copywriter

La cosa migliore che può capitare a un creativo non è vincere un premio.
E’ avere un buon maestro.

E a me è capitato due volte: con Emanuele Pirella e con Maurizio D’Adda.

Ma se Emanuele ha rappresentato la primavera del mio copywriting, Maurizio è stato la mia estate.

Perché d’estate si sorride in continuazione, avvertiamo l’energia dentro di noi e ci sentiamo carichi di positività: sembra tutto più facile.

E così, Maurizio: parlavo con lui in agenzia ed era effettivamente tutto più facile. Come d’incanto sparivano le scadenze a ridosso e le seghe mentali.

La sua capacità di arrivare in un batter d’occhio alla soluzione mi ha sempre affascinato, così come la sua abilità di trovare ogni volta la chiave per rendere ogni riunione una discesa e mai una salita insormontabile – come spesso capita ai negativi cronici. Quelle riunioni alla fine delle quali tutti si guardano e dicono: “Ma certo, come ho fatto a non pensarci io?”

“La rima arriva prima” mi diceva quando snocciolava uno dei suoi slogan che faticavano ad accettare la definizione ‘claim’, giocando con leggerezza con le parole in quel modo tutto suo, un po’ come fanno gli anglosassoni da generazioni e non solo nella pubblicità ma anche nella musica o nelle serie tv. (cfr. Dumb ways to die)

Perché l’obiettivo di Maurizio è sempre stato non solo quello di parlare alle persone ma di raggiungerle, di interessarle e di intrattenerle, di mettersi sul loro stesso piano e poi sorprenderle.

Sembra facile a parole, ma solo se le parole sono le sue.

Grazie di tutto, Maurizio.

Luca Scotto di Carlo

***
NOTA: non è di buona qualità, e me ne scuso, ma restituisce il momento – la foto è mia, un po’ storta, fatta col telefono tenuto in alto, sopra le teste in standing ovation, come ai concerti, come per le rockstar. Come per le rockstar ; ) [ES]
  • Annamaria Testa

    Maurizio è stato il primo copywriter “vero” che ho incontrato, per una manciata di giorni prima che se ne fuggisse dalla strampalata piccola agenzia in cui ero entrata per caso a vent’anni, nel 1974, quando ancora niente era cominciato ed ero una spaesata ragazzotta delle periferie.

    In quel postaccio, lui luccicava, e mi sembrava bravissimo, intelligentissimo, tostissimo e inarrivabile. Così ho capito che non lì, ma da qualche parte, per qualcuno, questo avrebbe anche potuto essere un lavoro vero e appassionante.

    Bentrovato nella Hall of Fame, Maurizio.

  • Salvatore Mongiardo

    Maurizio è stato il “mio” primo copywriter. Colui che negli anni “70 mi scriveva i claim sui tovaglioli del Peter Bar. Era gia grande allora, poi sempre di più. Un abbraccio Mau!

  • Paolo Rumi

    grazie a lui siamo sempre 44 gatti, ma almeno sappiamo fare i conti.