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“I problemi sono altri”. Ad esempio: dumping, gare al ribasso, ritardo digitale

Mentre infuria il dibattito sui fake, sempre più autoreferenziale dopo dieci anni di giri a vuoto (opinione personale), la realtà riporta in primo piano qualche problema concreto. Badavenue, riprendendo un’intervista di Salvatore Sagone a Massimo Costa presidente di Assocomunicazione, riporta alla nostra attenzione il problema dei problemi: la costante ricerca della riduzione dei compensi da parte delle aziende nei confronti delle agenzie pubblicitarie. Questa costante riduzione ha portato negli anni a cascata anche la riduzione dei compensi del personale, la stagizzazione dei reparti creativi, una situazione di sofferenza del settore che probabilmente ha pochi paragoni, visto che mancano ammortizzatori sociali adeguati.

Massimo Costa, nell’intervista, parla di tre problemi: la riduzione dei compensi, il dumping autolesionistico fatto da agenzie grandi e medie, il ritardo digitale del nostro paese. Sono tre problemi grossi che fino ad ora hanno ricevuto poca attenzione pubblica nel settore, restando spesso confinati ai discorsi di corridoio o di qualche forum online.

Da parte mia ricordo questo: alcuni importanti azionisti e proprietari di agenzie medie e grandi, nei tardi anni ottanta dissero: “ci riducono le commissioni d’agenzia? E noi ci rifacciamo con le overcommission dai fornitori.” In cui “overcommission” era anche un eufemismo per dire preventivi gonfiati e altre irregolarità. Insomma, il problema arriva da lontano, e deriva anche dalla miope furbizia italiana di risolvere i problemi con la scorciatoia personale.

  • http://www.eadesign.it Stephen

    Il mercato digitale oltre frontiera funziona perchè ci sono professionisti che sono nati sul digitale e se ne occupano in prima persona. In italia i professionisti ci sono e molti di loro non sono neanche da formare. Il problema è che questi sono a casa, oppure in attesa di trasferirsi all’estero. Il digitale è il futuro, o cominciamo ad investire oppure rischiamo che diventi anch’esso un mercato della frutta.
    Comunque, sempre complimenti a Massimo.