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I miei primi colloqui/Pagina 4: Federico Ghiso.

I colloqui si possono sbagliare, ma a volte, se hai la determinazione giusta, puoi correggerli. Come è successo a Federico.

Questa è la storia di Federico Ghiso, VP e Direttore Creativo Esecutivo di Alkemy digital_enabler.

Ci racconteresti i tuoi primi colloqui? Chi erano i tuoi “guru”? Cosa ti hanno detto?

I miei primi colloqui sono durati un mese e sono stati un rodaggio per arrivare all’agenzia dei mei sogni, la Pirella Gothsche Lowe (era il 1996). Un colloquio sbagliato dopo l’altro (tipo che alla domanda vuoi fare il copywriter o l’art director ho risposto…”mah…io scrivo, però mi vengono in mente anche le immagini…forse sono più un direttore creativo…”), sono arrivato ad avere un colloquio con Aldo Cernuto che era il direttore creativo della famosa Pirella, la miglior “bottega” per imparare il mestiere del copywriter. Anche con lui sbaglio il colloquio. Alla domanda “La tua pubblicità preferita?” rispondo con scena muta. Mi dà un’altra possibilità: “Raccontami qualcosa che faccia ridere”. E io avevo veramente qualcosa che faceva ridere, un monologo che avevo scritto all’università per un esame di sceneggiatura, glielo leggo tutto d’un fiato…ma salto l’ultima riga. E non fa più ridere. Mi dà ancora una possibilità: “Federico, tu sei fresco di studi, hai ancora in mente i saggi di Umberto Eco…la pubblicità invece è immediatezza. Se mi dimostri che sai cos’è l’immediatezza, ti prendo.” Esco dalla Pirella di piazzale Biancamano, con il cervello che va a mille e crea sinapsi tutte da solo. Faccio le scale per prendere la metro di Moscova…è lì, sulle scale, mi viene in mente questa frase: “Saggio di due righe sull’immediatezza. Anzi, una”. Vengo preso.

Quando è che ti sei sentita/o onorato/a?

Quando una sera ho ricevuto una chiamata da Pino Rozzi, il mattino dopo mi ha fatto incontrare Vigorelli e al pomeriggio ho firmato in D,L,V, BBDO.

Quando è che ti sei vergognato/a?

A dire il vero, mai. Nel senso che il mestiere del creativo è fatto di tanti alti e bassi. Bisogna non esaltarsi troppo negli alti e non abbattersi nei momenti bassi, e in questo territorio la vergogna (per cosa, poi?) non dovrebbe mai trovare spazio.

Come era il tuo primo book?

Il primo book “vero” era composto con i lavori fatti in quasi 3 anni di Pirella: tanti titoli, qualche campagna, un po’ di annunci così come erano usciti e anche nella versione come non erano usciti.

Ci racconti qualche aneddoto su come lo hai costruito?

Per sottrazione, ascoltando tanti pareri e in più tenevo molto a personalizzarlo in base a chi sarei poi andato a incontrare. In un certo senso era una sorta di Data Driven Portfolio ; )

Quali sono gli insegnamenti che hai tratto dai colloqui?

Il portfolio è solo una parte del colloquio. Il resto è fatto dalla passione, determinazione e voglia che si ha di lavorare in quell’agenzia. Non si tratta solo di far vedere quanto si è bravi ma anche di quanto si è disposti a mettersi in gioco, a dare e a imparare. Caratteristiche, insieme alla curiosità e a una costante voglia di sperimentare, che devono accompagnare un creativo non solo nei suoi primi colloqui ma in tutto il percorso della sua carriera.

Grazie Federico.

Federico Ghiso. Faccio esattamente il mestiere che sognavo di fare da piccolo: indeciso tra astronauta e palombaro, opto per il pubblicitario. Un mestiere che mi permette di esplorare sia verso l’alto che verso il basso. Nel mio passato ci sono 5 agenzie tradizionali: Lowe Pirella, Tbwa, DLVBBDO, Grey, 1861United; nel mio presente una completamente digitale: Alkemy digital_enabler. Qui sono VP e Direttore Creativo Esecutivo e insieme a più 400 persone “we stand at the intersection of business, technology and creativity”. Un bel posto dal quale osservare che tutto è digitale, niente è digitale. 

“I miei primi colloqui” continua. Se non sai cosa sia leggi qui.

In collaborazione col team di Plural: Marco Diotallevi, Direttore Creativo; Sara Tiano, Art Director; Francesca Lanzilotto, Strategist e Antonella Dente, Social Media Manager.