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Fermiamo l’inquinamento cognitivo

Il 25 marzo, alle ore 18.30, in occasione della pubblicazione del volume “L’austerità creativa nella comunicazione di oggi”, l’editore Skira e l’Art Directors Club Italiano propongono un incontro dal titolo “austerità creativa contro inquinamento cognitivo”. (Palazzina Liberty, largo marinai d’Italia, Milano)

Potete richiedere l’invito scrivendo a massimo.guastini@adci.it

Interverranno Paolo Ferrara (Terre des Hommes) Nicola Piepoli (Istituto Piepoli) e Lorella Zanardo (autrice e blogger).
Per il Club parteciperanno Pasquale Barbella, Annamaria Testa e Till Neuburg.

Attivisti, psicologi sociali e opinionisti (anche osservatori internazionali) lanciano da tempo un allarme purtroppo inascoltato: la televisione italiana è la principale fonte di inquinamento cognitivo. E la pubblicità è parte del problema.
Ovviamente non tutta la pubblicità, ma sicuramente una buona parte.
Da 28 anni l’Art Directors Club Italiano dedica tempo ed energie alla composizione delle giurie più autorevoli, per selezionare le migliori campagne pubblicitarie dell’anno. Lo facciamo con uno scopo: dimostrare che un’altra pubblicità è possibile, nonché doverosa.
Ma non è sufficiente. Sono i fatti a dircelo. È necessario che l’Art Directors Club Italiano si impegni ancora di più in quella che, non esagero, va ormai intesa come una battaglia culturale di liberazione.

Lorella Zanardo e Paolo Ferrara ci porteranno dati ed esperienze derivanti dal loro più recente e approfondito contatto con il “pianeta scuola”.

A Piepoli abbiamo rivolto una domanda: gli italiani sono consapevoli del problema? Si rendono conto di quale perniciosa forma di inquinamento cognitivo sia spesso la pubblicità? Aspettiamo di vedere i risultati, ma non sono ottimista.
Come scrive Lorella Zanardo: “proprio dai politici e dagli intellettuali, che dei cittadini dovrebbero essere i rappresentanti e la voce, è spesso mancato il supporto e, ancor peggio, l’interesse. Il motivo più chiaro ci è parsa una diffusa ignoranza sul potere delle immagini, su come funzionano i mezzi di comunicazione, sugli effetti a lungo termine che producono”. (Lorella Zanardo, senza chiedere il permesso – Feltrinelli Editore).

Suggerisco questo post ai lettori che non conoscessero l’Art Directors Club Italiano e i suoi scopi.

  • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

    Ci sono anche due forme di “inquinamento pubblicitario”, non solo cognitivo, che in Italia sono particolarmente diffuse, con la complicità di molti.

    1. La pubblicità diretta ai bambini, che in Italia va in televisione con controlli e limiti minimi negli orari pomeridiani (in molti paesi europei è esplicitamente vietata).

    2. La pubblicità esterna fuori dalle città lungo le autostrade e in luoghi panoramici, ovvero i “cartelloni” di ogni forma e dimensione che deturpano le strade di tutta Italia.

    In tutti e due i casi le complicità e connivenze sono vaste e imbarazzanti. Riguardano i pubblicitari, i venditori di spazi, ma anche le istituzioni: nel primo caso sappiamo quanto politica e interessi televisivi siano intrecciati (con code di paglia bipartisan: sono diversi i partiti che hanno interessi di potere nella Rai); nel secondo caso le affissioni selvagge proliferano su autostrade, strade provinciali e comunali anche perché rappresentano un’entrata economica per i comuni.

    Le soluzioni possibili sono molte. Una soluzione da implementare urgentemente è, a mio parere, l’introduzione nelle scuole di attività di interpretazione e decodifica dei media. Comprendere il potere manipolatorio di tv, giornali e anche le magagne di Internet, a mio parere, sarebbe molto più utile dello studio nozionistico del latino o dei compiacimenti epico-leggendari sulla storia romana. Non che la storia sia superata, però nel mondo moderno la capacità di _interpretare_ criticamente è molto più importante della capacità di ricordare date e declinazioni.

  • massimo guastini

    Certo Gianni. Il motivo per cui ho invitato Lorella Zanardo e Paolo Ferrara è che sono attivi proprio in questo senso. Consiglio caldamente la lettura di “Senza chiedere il permesso” (http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5100587)
    ciao
    m.

  • pietro

    mi sembra che ci sia una certa dose di schizofrenia nella meritoria intenzione dell’incontro ADCI e di Massimo che ho incontrato e con il quale ho molti punti di vista in comune. Intendiamoci io parlo di queste cose al comparto della pubblicità da piu’ di dieci anni (forse anche quindici) e quando ho iniziato venivo additato e schernito come talebano e persona che allora doveva cambiare mestiere. Ho avuto l’opportunità di fare questi warning quando ero nel consiglio direttivo della TP. Gli stessi che mi davano del talebano allora oggi professano la loro eticità e quella del comparto e addirittura costruiscono convegni per parlarne…. Ora Massimo ha il pregio di essere riuscito ad essere incisivo e ascoltato. Ma la questione schizofrenica sta nel fatto che se è vero come è vero che quello che è stato definito inquinamento cognitivo esiste… da chi è messo in atto? Chi…? La massima capacità di inquinare ce l’hanno le agenzie …anzi le persone delle agenzie e i loro clienti che con l’arma economica che consente di vincere le migliori posizioni e il maggior numero di passaggi basta che dicano una fesseria e questa assurge a verità.Chi ha il coraggio di dire -per esempio – alla Ferrero che non è etico impadronirsi di ogni campione sportivo per farlo diventare un puscher di merendine inadatte ad ogni attività sportiva?… Chi…. e vedremo che ovviamente mi si risponderà che ma qui ma li’ e che pecunia non olet… Insomma Massimo io sai che sono d’accordo con te sul tema, ma vorrei che ADCI e tutte le altre sigle non fossero cos’ ipocrite e, appunto schizofreniche. Le agenzie non sono nulla se non ci sono le persone e le campagne le pensano persone che si relazionano non con marchi ma con persone e se queste tutte insieme producono e licenziano contenuti che le persone dei media non filtrano allora di chi è la colpa dell’inquinamento cognitivo? …. e poi capita che io promuova a colleghi militanti o dirigenti in grosse strutture di comunicazione e misi dica (tutti) che è un tema che non va e che non è il momento e che fallo tu che io devo fare fatturato… sono un po’ incazzato. A presto pero’…

    • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

      Pietro (Greppi, suppongo), io non capisco il senso del tuo commento. Sono contraddittorie le persone, figurati le associazioni. La schizofrenia è un’altra cosa.
      C’è sempre un sacco di gente pronta a dire “io lo dico da dieci anni”, “io lo dicevo quindici anni fa” “no c’ero prima io, ho iniziato nel 1988″.
      Cheppalle.
      Intanto la nostra TV è peggiorata compresa la pubblicità. È peggiorata la nostra posizione nel global gender gap report e mi sono anche stufato di mettere il link per cui cercati online quello del 2012. È pure arrivato il monito dal Cedaw nel 2011 e hanno chiesto all’Italia di presentare un programma di provvedimenti entro luglio 2013.

      Io e te ci siamo visti mesi fa, non riuscivi a parlare con la TP. Io ti ho dedicato mezzo pomeriggio, ti ho raccontato cosa avrei fatto e ora sto semplicemente cercando di mettere in atto una serie di azioni di cui ti avevo già spiegato le intenzioni. Con le risorse limitate che ho a disposizione.
      Sei irritato perché non sei stato ascoltato dagli altri? Che ti devo dire?

      Vedi, a differenza di altri l’Adci può sostenere di avere fatto qualcosa. Per lo meno 26 annual con cui ha cercato di dimostrare che un’altra pubblicità si può fare. Dal 1986 mostriamo esempi concreti di cosa sia la buona comunicazione, le best practice come si usa dire.
      Hai mai visto una “campagna Ferrero con gli sportivi pusher di merendine” (come li definisci tu), essere selezionata dagli Annual Adci? Risparmiati la fatica di guardarti tutti gli Annual Adci online cercandola. Non la troverai.

      Poi. Io non sono una sigla. Al massimo ne rappresento una, temporaneamente, in questo momento. Mi spieghi cosa cavolo c’entro io con il fatto che altri ti abbiano detto che il tema non va e che non è il momento? Ma tu ti fai dire dagli altri cosa fare e quando batterti per ciò in cui credi?
      Se è così allora sei irritato con te stesso. E questo (per lo meno) non è un mio problema.
      Ciao
      m.

  • pietro greppi

    si sono Greppi…. hai perfettamente ragione Massimo… se leggi bene io, si’ sono arrabbiato, ma con il sistema che tu rappresenti (anch’io ne ho avuto l’opportunità in altra sigla) ora da uno scranno abbastanza in alto per poter organizzare delle iniziative di cui ti ho gia’ riconosciuto la meritorietà. E’ la tua posizione attuale che ti consente di farlo e fai bene ad approfittarne. Non ce l’ho quindi con te e il fatto che mi hai dedicato del tempo lo trovo forma di cortesia e interesse abbastanza normale per una persona curiosa … attenzione di cui ti ringrazio perchè appunto mi ha permesso di parlarci. Insomma che dire: bravo per quel che fai. Ma quando dicevo della schizofrenia che a mio modo di vedere governa le “istituzioni” della pubblicità stavo e sto puntando il dito contro il fatto che nonostante il sistema si sia dotato di un organo di autocontrollo è costantemente presente la necessità di mettere all’opera questo organismo. Attività che si somma anche ad altre di altre organizzazioni volenterose e di buoni propositi di persone più sensibili e attente di altre che si attivano quando si palesa qualche produzione commerciale (soprattutto) che la fa fuori dal vaso. Lascia perdere gli annual di ADCI che capisco tu debba citare e che sono altro rispetto al discorso che stiamo facendo. Tu fai quel che credi e che puoi…. e in genere mi sembra tu sia orientato come me alla ricerca del miglioramento. Ma trovo che sia da chiarire di chi è la colpa di quello che sia io che te denunciamo con mezzi e toni diversi. E’ a mio parere di chi la pensa, di chi la presenta all’approvazione, di chi la commissiona e la approva, e di chi non la filtra prima della trasmissione…. insomma il sistema al completo. Ma a cura di chi? Chi sono le persone che agiscono in questo modo? Lo fanno conspevolmente o solo perchè drogati dalla ricerca di ottenere budget da una parte e vendite dall’altra? Per speigarmi meglio questo muoversi improvviso dei colleghi sul tema che io ovviamente condivido mi lascia stranito … esattamente come quando sento i politici che criticano la politica… per rispondere poi alla tua legittima domanda del con chi sono arrabbiato… forse hai ragione. Sono arrabbiato anche con me che non ho alzato la voce quando avrei potuto farlo. Mi sono limitato a parlare con garbo a piu’ persone che potevo per provocare azioni operative nelle agenzie… non convegni. Non è dettoche quello che non sono riuscito a fare stando nelle istituzioni del sistema non riesca farlo da solo… da fuori con qualche alleato…la voglia non manca. Forse sono stato troppo soft nel passato per poter riuscire ad ottenere un riscontro. SPero di sentirti presto.

    • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

      Caro Pietro, per impostazione mentale non tendo a cercare i “colpevoli”. Soprattutto quando mi trovo nella merda. Mi viene istintivo cercare soluzioni, percorsi per cambiare la condizione in cui non mi piace restare. Grazie per il tuo contributo alla discussione.
      Ciao
      m.

  • pietro greppi

    Grazie a te Massimo, scusa ancora una cosa… neanche a me in genere piace dare la caccia alle streghe… ma in questo caso credo davvero che solo trovando chi si comporta male (e perchè) si possano trovare delle soluzioni… altrimenti si continuerà ad avere un mondo sedicente virtuoso che magari lo testimonia con degli annual o dei premi di altro tipo che convive con cose indicibili… comunque buon lavoro.,, e se credi che la mia anima possa essere utile alla causa chiamami—-
    pg

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