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Fermiamo la pubblicità sessista. #adci

Quest’anno, in occasione della manifestazione “Giovani leoni” organizzata da Sipra, il brief per la sezione stampa ha invitato i giovani concorrenti a immaginare una campagna a favore della petizione online contro la pubblicità sessista.

La petizione sarà online domani, 13 maggio 2013.
Oltre che firmarla vi invito a condividerla. La troverete QUI, in home page nel sito Adci e nella home page di changes.org

E questo è il lavoro che abbiamo scelto per sostenere la petizione.
L’idea è di Lara Rodriguez e Giorgio Fresi (Tbwa).

campagna contro la pubblicità sessista in Italia, promossa dall’Art Directors Club Italiano

Per regolamento non è possibile iscrivere campagne multi soggetto ai Giovani Leoni, e l’unico soggetto iscritto al concorso da Lara e Giorgio non era nella forma attuale.
Ma ha comunque colpito l’attenzione mia e della giuria presieduta da Annamaria Testa. Li abbiamo quindi contattati affinché tirassero fuori con più calma (rispetto alle sole 24 ore concesse dal concorso) tutto il potenziale della loro idea.

A quante figure carismatiche, possibili premier, premi nobel, imprenditrici, artisti, stiamo rinunciando, tarpando loro le ali, senza esserne consapevoli? Siamo certi che sia conveniente, per un paese a terra, accontentarsi di un solo motore quando per decollare ce ne servirebbero due?

Sono ormai vent’anni che le nostre università laureano più donne che uomini.
E il 66% delle votazioni superiori a 106 sono state ottenute da donne (Miur, 2006).

Ma i numeri contano evidentemente poco in un paese in cui oltre l’80% degli individui si forma un’opinione sulla base di quello che trasmette la televisione.

E quale immagine della donna ci racconta la TV?
Non certo quella che ci suggerirebbero i dati delle università, quanto piuttosto una figura quasi sempre relegata a ruoli gregari, ancillari, decorativi o ipersessualizzati.
Liberare la nostra pubblicità (e anche il resto del palinsesto TV, possibilmente) da stereotipi sessisti libererebbe risorse umane preziose.

In un momento in cui il nostro Paese avrebbe più che mai bisogno di accedere alle migliori risorse umane, per tirarsi fuori da una crisi senza precedenti dal dopo guerra, è del tutto autolesionistico ingabbiare e tenere in panchina (ruoli marginali) proprio quel 50% della popolazione da cui provengono i più promettenti segnali di dinamismo intellettuale.

Ringrazio Lara Rodriguez&Giorgio Fresi, per il loro importante contributo (e grazie anche ai loro direttori creativi Nicola Lampugnani e Francesco Guerrera).

Ho già inviato richiesta alle banche immagini (Corbis e Yay Images) e a The Coincidential Dandy, di concederci gratuitamente i diritti di utilizzo delle foto per potere avviare una ricerca spazio presso le concessionarie.

Ecco altri soggetti.

La pubblicità sessista ha idee chiare sull'occupazione femminile

campagna contro la pubblicità sessista in Italia, promossa dall’Art Directors Club Italiano

campagna contro la pubblicità sessista in Italia, promossa dall’Art Directors Club Italiano

  • http://www.concreate.it Antonio Bellan

    Complimenti, siete fantastici! :)

  • http://www.lorenzostrona.com LORENZO STRONA

    BRAVO MASSIMO. AVANTI COSI’.
    LORENZO

  • Olimpia

    MachebraviicreativiTBWA|

  • http://donneinritardo.blogspot.it Benedetta Gargiulo

    Il cambiamento è possibile soltanto se tutte, ma proprio tutte le agenzie e i professionisti della comunicazione riusciranno a essere uniti in questa visione etica. Dobbiamo fare cultura presso le aziende clienti e non dobbiamo avere paura di dire NO a richieste di messaggi sessisti e stereotipati. Se però anche uno solo, magari spinto dalla crisi, dice “sì” per garantirsi un budget più o meno profumato, tutto questo sforzo sarà vano.

  • sabina

    basta guardare la pubblicità di kayak, in cui dice “e se LEI non potrà avere figli..”: perchè LEI? e poi cosa ci azzecca con un sito di viaggi? tanto per buttare lì una frase infelice e lasciar credere che se una coppia non può avere figli dipenda esclusivamente da lei

  • miriam

    grandissima idea! ci voleva proprio! COMPLIMENTI!!!

  • unaperplessità

    Appena l’ho vista mi è sicuramente piaciuta e sul web è spinta da ogni social. Ma ho solo una perplessità: è normale che si parli più di questa di quelle che hanno vinto? E se è cosi meritevole, perchè non si è meritata neanche un terzo posto?

    • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

      perché, come ho scritto nel post

      Per regolamento non è possibile iscrivere campagne multi soggetto ai Giovani Leoni, e l’unico soggetto iscritto al concorso da Lara e Giorgio non era nella forma attuale.
      Ma ha comunque colpito l’attenzione mia e della giuria presieduta da Annamaria Testa. Li abbiamo quindi contattati affinché tirassero fuori con più calma (rispetto alle sole 24 ore concesse dal concorso) tutto il potenziale della loro idea.

      il che significa che nelle 24 ore concesse, altri avevano presentato un lavoro migliore secondo il parere dei giurati. Non è mia abitudine commentare l’operato delle giurie Adci, ma ne condivido la scelta.
      Ciao
      m.

    • unaperplessità

      appunto!Quelle che hanno vinto non so state spammate in questa maniera!
      Non avendo seguito i giovani leoni ero convinto fosse questa quella vincitrice proprio perchè delle altre, su tutti i social, non se n’è parlato cosi. Tutto qui!

  • http://www.idealiway.com Carlo Maffeo

    Da pubblicitari di nota agenzia e promossa da prestigioso club di art director nel panorama di un noto premio internazionale avrei pensato a qualcosa di meno parziale e addirittura controproducente nei confronti del messaggio stesso: è di fatto un messaggio sessista contro le molte donne che fanno lavori di pari dignità a politiche scienziate e quant altro. Pubblicità autogol poco meditata in profondità… Ovviamente non vuole essere una critica “selvaggia” questa! :-)

    • http://donneinritardo.blogspot.it Benedetta Gargiulo

      Da donna, da creativa e da attivista per le pari opportunità, non l’ho trovata “sessista contro le molte donne che fanno lavori di pari dignità a politiche e scienziate”. Qui si prende spunto dai – rari- casi in cui le donne “ce l’hanno fatta” e si crea un contrasto forte con l’uso che la pubblicità fa della figura femminile. E il punto è proprio questo: che se provi a mettere una spugna in mano a una donna-insegnante, o a una donna-vigile urbano, o a una donna-impiegata, l’effetto rimanda proprio allo stereotipo che si vuole combattere. Viceversa, se la stessa cosa la fai con un uomo e con gli stessi mestieri, il risultato sarà molto diverso, strano, oserei dire.

  • laura de luca

    perchè prima siamo persone, e solo dopo siamo donne!
    perchè essere donne non debba mai più significare restringere il ventaglio delle nostre possibilità.

  • http://www.gdesigner.it Riccardo Magini

    A me questa campagna non piace, siete riusciti a “stereotipare” esattamente ciò che non era uno stereotipo facendo esattamente quello per cui combattete, uno stereotipo.

    Io avrei messo Bill Clinton, Mahatma Gandhi o il Dalai Lama a pulite i pavimenti e non delle donne per ricreare lo stereotipo.

    • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

      con che titolo, Riccardo?

    • http://www.gdesigner.it Riccardo Magini

      Semplicemente perché uno stereotipo è una donna che pulisce i vetri di casa e fa la torta ai figli e riproporre esattamente questo è ricreare lo stereotipo per giunta con testimonial che non sono caratterizzati da questo stereotipo.

      Diplomato come Tecnico della Grafica e della Pubblicità nel lontano ’96 e più di 10 anni di professione dietro le spalle…

    • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

      ti avevo chiesto un titolo, Riccardo. Non di impressionarmi. sarà sicuramente come sostieni tu allora. Ciao m.

    • http://donneinritardo.blogspot.it Benedetta Gargiulo

      @Massimo Guastini, Riccardo è un grafico, per quello temo non abbia considerato la parte copy :)

    • http://www.gdesigner.it Riccardo Magini

      No, ti sbagli è proprio perché ho considerato il copy che mi preoccupo…

      Se non mi sbaglio!
      Voi state facendo una campagna pubblicitaria per combattere l’utilizzo della figura femminile come stereotipo. Figura, immagine, fotografia, illustrazione…

    • http://www.gdesigner.it Riccardo Magini

      Se non avessi compreso il body copy non avrei mai capito che era una campagna contro il sessismo e l’utilizzo della figura femminile come stereotipo.

    • L’arbitro

      Riccardo, Massimo ti ha chiesto “con che titolo” inteso che copy head avresti messo nella tua proposta al maschile.

      Tu hai capito che intendesse “a che titolo” muovevi la critica e di conseguenza hai risposto.

      Da lì una serie di incomprensioni che ha generato un botta e risposta senza molto senso.

    • http://www.gdesigner.it Riccardo Magini

      Sinceramente opterei per una sorta di pubblicità comparativa, proponendo una immagine composta da due fotografie una foto-ritoccata e l’altra no.

      Ad esempio
      Hillary Clinton a sinistra con la spugna e a destra l’immagine originale mantenendo l’oggetto o i gesti reali, così mettendo in risalto che lo stereotipo non combacia con la realtà, senza titolo. Magari con fotografie che mettano in evidenza questa differenza.

      Scusate per il fraintendimento.

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  • http://www.gdesigner.it Riccardo Magini

    Ultima considerazione e poi non scrivo più.

    Per la comparazione si potrebbero usare persone non note aggiungendoci magari un titolo del tipo “la realtà e diversa”.

    Per i personaggi pubblici c’è bisogno di richiedere i diritti estesi per la pubblicazione ed è difficile ottenerli.

  • tinella

    Ogni tentativo di discutere della questione di genere in Italia è nobile e sensato.
    Detto questo, mi piacerebbe vedere anche uno spot con illustri uomini che fanno lavori considerati da donne. Perchè da come la vedo io il punto non è che le donne non debbano cucinare o pulire i vetri, ma che siano anche gli uomini a prendersi carico di queste cose quanto le donne. La questione andrebbe ribaltata, vista così mi pare un’occasione persa.

    • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

      Sono d’accordo, Tinella. Ti informo che il punto di vista delle aziende, sull’argomento, è:
      “il 90% delle donne italiane pensa alle faccende di casa. Se mostrassimo uomini alle prese con il bucato, non venderemmo più”.

      Questa la tesi da “smontare”. Insulti e affermazioni apodittiche non sono utili, ovviamente. E non sarà una passeggiata. Ciao.

    • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

      In quanto uomo periodicamente single che si fa da solo le lavatrici, stende la biancheria, lava i piatti, si attacca i bottoni, quando era militare faceva i “posti di lavaggio” tutti i giorni, ha imbiancato molti soffitti ma ha anche lavato molti pavimenti, penso di avere qualche titolo a parlare (nel senso di competenza – a scanso di equivoci sul significato di “titolo” ). :-)

      E il mio messaggio è: “bisogna anche intendersi sugli standard dei lavori domestici”. Gli standard a cui aspirano le famiglie italiane, complice anche molta pubblicità, sono estremamente e artificialmente elevati: pavimenti tirati a lucido, pirofile scintillanti, bagni smaglianti, deodoranti da ambienti dappertutto e lotta senza quartiere alle macchie di calcare sui rubinetti (perché, poi?).

      Questo mio commento non inciderà più di tanto nel mercato, e non costituisce nessun pericolo per lo status quo dei consumi (non temete, non sono così influente), però va detto che una buona parte dei detersivi sono inutili se non dannosi (non tutti, naturalmente), semplici varianti di marketing dello stesso detergente di base.

      E buona parte dei lavori domestici in casa hanno funzioni puramente estetiche o di effetto placebo (rendere più brillanti le superfici, coprire gli odori, “igienizzare” pavimenti che restano sterili per pochi minuti quando va bene).

      Insomma: chi se ne frega delle macchie di calcare. I pavimenti stanno per terra e la gente ci deve camminare sopra: è normale che siano sempre un po’ sporchi.

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  • http://www.laveritasostanzialedeifatti.blogspot.com PUBBLICITA’ SESSISTA CHE LEDE LA DIGNITA’ MASCHILE

    Da tempo va in onda una pubblicità sessista che lede la dignità maschile, ma nessuno ne parla pubblicità sessista che lede la dignità maschile ma nessuno ne parla http://laveritasostanzialedeifatti.blogspot.it/2014/01/adotta-un-ragazzo-la-pubblicita-che.html

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