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Diario di un giurato a Lisbona. Dia 1.

Oggi ho capito cosa prova Alex DeLarge, il protagonista di Arancia Meccanica, quando viene costretto a tenere gli occhi aperti davanti a uno schermo.
Più di 500 film visionati e votati in una stanza buia e fredda mentre fuori i 20 gradi sotto al sole cospiravano per farci soffrire ancora di più. Ci hanno diviso ancora in tre squadre e ho potuto vedere parecchie categorie, tra cui Non-Alcoholic Drinks, Fundraising & Appeal e la metà dei film per internet.
In generale, l’opinione della maggior parte dei giurati è che il livello medio sembra molto basso: poche campagne con concetti rilevanti, molti insight già visti perché si va sul sicuro, molto humor ma poca sostanza. Tranne le solite poche punte di eccellenza che emergono immediatamente rispetto al resto. Alcune, però, sono le seconde o terze puntate di campagne che abbiamo già visto. Internet e la categoria Other Screen invece riservano sorprese: alcune belle, molte brutte. Parecchi film prodotti per internet, il luogo in cui se non sei intrattenente o rilevante sei invisibile, sono a volte più noiosi e insignificanti di quelli prodotti per la TV. Noi 7 – obbligati a restare in quella stanza – ricorderemo a lungo gli 8 lunghissimi film (durata media di ognuno: 4,5 minuti) in cui 8 capi progettisti di un’azienda automobilistica orientale raccontano le proprie filosofie progettuali. Tutto in giapponese, con i sottotitoli in inglese con corpo 8.
Nelle categorie che ho visionato temo che l’Italia abbia solo qualche timida speranza.
Finito di visionare i film, verso le 15 siamo passati a rivotare i lavori che hanno passato la prima selezione online di print e outdoor: la qualità è più alta. Nella stampa la semplicità e l’essenza vengono premiate. In outdoor ci sono alcuni ambient e stunt che hanno catturato l’ammirazione di molti giurati. Devo dire che quasi tutti i lavori che avrei voluto entrassero in shortlist hanno superato la prima fase. Qualche soddisfazione per l’Italia c’è, ma sono poche: nella long list siamo rappresentati da non molte campagne ma alcune molto valide. Sergio Valente – il presidente di giuria – stasera ha postato sulla sua pagina FB le idee che ha apprezzato di più e una è “nostra”. (http://www.facebook.com/#!/doSergioValente)
Domani passeremo ai radio, rivoteremo la prima scrematura dei tv e il dibattito di sicuro inizierà a decollare. Oggi si è discusso poco di creatività, molto della crisi. La serata è finita con una sontuosa cena offerta dal sindaco di Lisbona nel magnifico palazzo del Comune. Andrew Smart, giurato inglese per la Danimarca, davanti a tanto sfarzo ha giustamente commentato: someone has to tell them that we work only in advertising.
Boa noite.

 

Qui la puntata precedente.

Cristiano Tonnarelli