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Creativi e Agenzie: perché amici? Questa e altre domande ad Assocomunicazione

Ho dato volentieri spazio all’apertura di Emanuele Nenna, perché si candida consigliere Assocomunicazione con un mandato, “valorizzazione della creatività”, che non posso che condividere. Del resto, “ridare dignità e valore al nostro lavoro” è la sintesi estrema delle 17 pagine del programma con il quale mi candidai a suo tempo. Valorizzare la nostra professionalità è l’unica strada percorribile per provare a normalizzare un mercato che non è diventato quello che è per via dell’ultima lunga crisi economica. Era già stato “sputtanato” in precedenza, per lo più da manager che avrebbero dovuto tutelarlo.

Mi sta anche bene dialogare in un’ottica di “ricostruzione” con chi oggi guida le agenzie di pubblicità, senza stare a recriminare su errori e comportamenti poco etici. Però vorrei promesse concrete e fatti coerenti.
Con Emanuele ci siamo trovati subito d’accordo nell’identificare una strategia volta a incentivare i casi virtuosi. Se sarà eletto, realizzeremo un progetto che valorizzi la reputazione delle agenzie e dei clienti meritevoli.

Sono pronto a collaborare con chiunque consideri una “poltrona” di Assocomunicazione come opportunità (e responsabilità) di incidere realmente, per operare un cambiamento indispensabile. Un cambiamento che migliori concretamente anche le condizioni di lavoro della categoria professionale che rappresento.
Come ho spiegato più volte, oggi non ha senso tutelare la “creatività” in astratto se non si tutela al contempo la dignità di chi deve produrla.

Esattamente come Emanuele, nemmeno io amo gli stereotipi. Sono pronto a fare tutti i “distinguo” del caso, e a dare risalto a qualunque comportamento “virtuoso”, indipendentemente dalla categoria professionale di provenienza.. Ho già spiegato in passato la mia idea di pubblicare una white list dei clienti che osservano determinate regole e comportamenti.

Quello che non posso sapere, oggi, è quanti siano gli associati ad Assocomunicazione pronti a questo dialogo, disponibili a recepire sino in fondo l’appello di Emanuele. Né posso sapere quanto pesino sul mercato. Questo post è il mio tentativo concreto di confronto.

Sappiamo che Massimo Costa si è alla fine convinto ad accettare la candidatura alla presidenza. Non ci siamo mai incontrati e non posso avere un’opinione sulla persona.
So che con la sua carica all’interno del gruppo WPP rappresenta una fetta molto significativa del mercato (tra il 30 e il 40 per cento).
So anche che la sua nomina è stata indicata da una liturgia credo inedita: il “collegio dei saggi” Masi, Montangero e Testa (Marco), l’ha nominato dopo avere sondato gli umori degli associati.
Da quanto mi risulta si è sentita la necessità di una persona che esprimesse un network forte.

Non sta a me valutare i candidati alla presidenza di altre associazioni e le procedure seguite per nominarli. Questo mi è molto chiaro.

Ma ho alcune domande da porre a Massimo Costa. Sarò grato a lui e tutti gli altri associati di Assocomunicazione che mi aiuteranno a trovare delle risposte.
Questo blog ha una sola regola fondamentale: ci si deve firmare.

Ecco le domande.

1. Un uomo che rappresenta una fetta importante del mercato pubblicitario italiano deve necessariamente diventare presidente di Assocomunicazione per operare dei cambiamenti?

2. Non basterebbe un pubblico “ordine di scuderia” alle sigle che rappresenta? Qualcosa tipo: “da oggi le mie agenzie non parteciperanno più a gare non remunerate e con più di quattro partecipanti perché questo comportamento è causa e non effetto dell’attuale devastazione del settore”.

3. Il mercato, come la società, non è qualcosa che si determina in base a misteriose ed esoteriche regole. Ogni singolo player contribuisce a rafforzare o indebolire una tendenza, in maniera direttamente proporzionale al suo peso economico. Massimo Costa ha davvero bisogno della carica di presidente Assocomunicazione per affermare:
“le agenzie del gruppo WPP operanti in Italia sono profondamente contrarie all’utilizzo di stagisti non remunerati o sottopagati.”?

4. Nessuno può dare la colpa a un manager se è costretto a tagliare costi a causa della perdita di un budget. Ma perché agenzie di Assocomunicazione accettano di firmare contratti che possono essere disdettati con brevissimo preavviso?

5. Massimo Costa ha dichiarato che le opinioni sono come il buco del culo. Tutti ne hanno una.
A me interessa moltissimo la sua opinione (e solo quella) per questo gli chiedo: cosa pensa dei manager di agenzia che accettano lavori incerti ai limiti della rarefazione, scaricando il rischio imprenditoriale sui dipendenti e chiedendo loro straordinari non remunerati o stipendi del tutto inadeguati all’orario lavorativo?

6. Massimo Costa si è ritirato dalla gara Ferrero e ne ha pubblicamente spiegato le motivazioni. In che modo si prefigge, durante la sua eventuale presidenza, di porre fine alle gare non remunerate e affollate da troppi partecipanti?

7. Massimo Costa concorda con i principi enunciati dal Manifesto Deontologico Adci? Ritiene di poterli sottoscrivere e aiutare i creativi a farli rispettare già a partire dalle sue agenzie, indipendentemente dalla sua elezione?

8. Il nostro mestiere non si impara nelle università. Massimo Costa è disponibile ad aiutarmi nel tentativo di far comprendere al Governo che sarebbe più onesto agevolare economicamente le agenzie disposte a prendere un giovane a “bottega”? Io in sei mesi sono in grado di capire se un ragazzo può diventare copywriter o un account. Non mi servono tre anni più due. Inoltre credo che alla nostra attuale società (e al nostro mercato) non servano altri 25 mila laureati all’anno in scienze della comunicazione.

Ho molto apprezzato quando Massimo Costa ha detto di no a Ferrero e ne ha pubblicamente spiegato le ragioni. Mi convince meno quando tende a giustificare con “la paura” le scelte ottuse di manager di agenzia.
Io mi chiamo Massimo Guastini, non rappresento nemmeno lo 0,04% del mercato pubblicitario italiano ma dico di no alle gare selvagge, allo sfruttamento dei giovani e agli stipendi inadeguati rispetto alle ore lavorative richieste ai collaboratori.
Benché anch’io possa avere “paura del futuro incerto”, e debba lavorare per mantenere le persone che amo.

Grazie per l’attenzione e buon lavoro.
m.g.

  • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

    Se mi si permette il consiglio, una delle prime cose che AssoComunicazione dovrebbe fare è aprire un blog di dialogo e discussione, come hanno fatto ADCI http://blog.adci.it/ e TP http://www.tpblog.it/ in modo da ampliare il dibattito online fra i diversi protagonisti della Pubblicità Italiana.

  • http://Www.45gradi.com Marina.cattaneo

    Grazie massimo per la difesa della correttezza e dell’etica. Noi in 45gradi sottoscriviamo con i fatti le regole adci, perché come te siamo di estrazione creativa e sappiamo quanto sia importante tutelare il vero cuore del lavoro per avere il meglio. Diffido dei manageroni tutto business e niente cuore, vendono anime e non sogni per comprarsi macchine e non qualità . Ne abbiamo visti tanti e sempre più ne vedremo, con sempre meno soldi però. Quindi più cattivi. Mettere un semi monopolista in assocomunicazione fa pensare che sia più per p.r. che per salvare la categoria, ma essere malpensanti non serve, quindi guardiamo con interesse i cambiamenti e poi, nel caso, ci assoceremo.

  • http://porkfolioitaliano.blogspot.com/ Paolo Pedrazzini

    Perbacco, talvolta ho la gradevole sensazione che mi rappresenti anche se non sono socio dell’ADCI.

  • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

    Massimo Costa ci fa sapere tramite YouMark che è rintracciabile via e-mail e al telefono: http://www.youmark.it/article/34394/news-Guastini-Adci–8-domande-a-AssoComunicazione–La-replica-di-Massimo-Costa-youmark?utm_source=YouMark&utm_medium=twitter

    (e Youmark copia e incolla ma non mette i link :-) )Correzione, il link c’è.

  • boris

    massimo sei grande: ne vedremo delle belle. cmq costa è stato chiaro over 50 a casa. se lavorassi per lui ti segherebbe :)

  • Till Neuburg

    La “risposta” di Costa è la classica non-risposta di un monarca che non deve rendere conto a nessuno – della serie “Se proprio vuoi parlarmi, sai dove trovarmi”.

    Per discutere di cose serie (p.e. una “bicamerale” tra AssoComunicazione e UPA), il blog ADCI gli sembra lo spazio meno adatto. Gli unici interlocutori che Costa prende sul serio, sono i clienti e Martin Sorrell.

    I soldati che gli fanno vincere le guerre, facciano i soldati. Su come impostare le battaglie, alle truppe manca la visuale. Per decidere come, dove e quando conquistare “il nemico”, ci pensa il Commander in Chief, lo stratega.

    Se posso parafrasare von Clausewitz: “La politica AssoComunicazione non sarà che la continuazione della sua politica con altri mezzi”.

    Per Costa, gli “altri mezzi” non sono solo il web, il placing, la telefonia, il virale, i social network… ma prima di tutto i Managament Representative, lo Strategic Planner, il Financial Executive Officer.

    Non certo i creativi. Quelli, lasciamoli sfogare nel parco tematico chiamato ADCI.

    • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

      Caro Till,
      questa mattina mi ha telefonato Massimo Costa.
      Lo vedrò in settimana per un caffè e due chiacchiere informali.
      Naturalmente gli consiglierò di rispondere alle domande, oltre che rendermi disponibile alle sue eventuali.
      Ciao
      m.

    • Till Neuburg

      Se questa telefonata tra i due Massimi sistemi dell’advertising sia scaturita solo dalle domande del nostro presidente o in minima parte anche da altri stuzzichini, non è importante. L’unica cosa che importa è che le due associazioni (una che accomuna sigle, l’altra fatta di persone), si parlino finalmente vis-à-vis.

      La circostanza è senz’altro estremamente positiva.

      Se i due player che creano e gestiscono i messaggi tra aziende, istituzioni e cittadini, riuscissero a trovare un’intesa sul significato moderno di innovazione, efficienza, fairplay, trasparenza e qualità, sarebbe un achievement eccezionale.

      In attesa di belle notizie, un’ola trepidante dal più anziano giocatore di questa squadra primavera.

    • emanuele nenna

      Caro Massimo,

      sono felice di aver contribuito a lanciare un sasso nella direzione di un dialogo che -come sai bene- ritengo indispensabile. Spero (e ne sono convinto) che nei fondi dei vostri caffè si possa leggere un futuro più contemporaneo e “creativo” per la nostra associazione e (soprattutto) per il nostro mestiere.

      Buona chiacchierata.
      E.

  • Gian Paolo Uccelli

    Nel titolo di Guastini c’è già tutto. Se ci si può domandare se creativi e agenzie possono essere amici, allora ci si può anche domandare se gli operai di Melfi possono essere amici di Marchionne. Perché no?
    Ma sempre nel rispetto dei ruoli. Ovvero nella considerazione che chi stabilisce le strategie industriali e chi rappresenta solo una variabile del profitto, vedi alla voce “forza lavoro”, dialoga da posizioni differenti e inconciliabili. Ed è bello che i creativi comincino ad accorgersene.

  • uno qualsiasi

    interessante il fatto che massimo C. abbia chiamato massimo G.

    secondo me, massimo G. ha sbagliato approccio. scrivere le domande su un blog, per quanto pubblico, è gettare un messaggio in una bottiglia in mezzo all’oceano.
    Massimo C. avrà di meglio da fare che leggere il blog dell’ADCI e massimo G. avrebbe potuto scrivere alla mail di Massimo C. che avrebbe sicuramente risposto.

    Till mi sembra abbia fatto una sparata senza motivo.

  • uno qualsiasi

    sarà anche fare conversazione online, ma non mi sembra il modo più appropriato di entrare in contatto con una persona che ha, evidentemente, anche altro da fare come chiunque ricopra una carica di quel tipo.

    provo a spiegarmi meglio: fossi stato io guastini avrei prima provato a chiamare costa, poi a scrivergli e, dinanzi ad un’eventuale non risposta, a quel punto avrei scritto un bel post citando il fatto che non c’era stata apertura al dialogo.
    messa così a me sembra un messaggio con poche possibilità di essere letto dalla persona in questione (a cui sarà arrivata sicuramente la segnalazione del post, sia chiaro). tant’è che la prima cosa che ha fatto costa è stata chiamare guastini per parlare e chiarire le reciproche posizioni.

  • uno qualsiasi

    l’attacco, che non prende in considerazione quanto scritto e punta alla persone invece che alla sostanza, dimostra che hai poche argomentazioni oltre alla presa di posizione sterile e puerile.

    cancella pure, non mi firmo, anche perché l’anonimato è una delle grandi conquiste del web (mi pare, sai sono indietro) e la moderazione ex-ante fa parte del web 0.2beta (ma forse sono sempre indietro io).

    ad maiora

    • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

      Non ho attaccato nessuna persona perché non si può attaccare una persona che non si conosce e che potrebbe essere chiunque. Ho solo scritto, dalle indicazioni di galateo e protocollo che fornisci, che probabilmente sei un po’ indietro rispetto alla comunicazione online. Hai letto il link che ho segnalato? Hai considerazioni da fare, invece di arroccarti nel vittimismo anonimo inventando inesistenti e impossibili “attacchi alla persona”? :-)

  • http://kttbblog.splinder.com/ Massimo Guastini

    Caro “unoqualsiasi”,
    Le mie otto domande a Massimo Costa e ad Assocomunicazione sono state postate pubblicamente, attraverso il Blog Adci, perché riferite a questioni di interesse comune per chiunque operi professionalmente nel settore della comunicazione pubblicitaria.
    Credo che chi si candida a rappresentare interessi comuni debba abituarsi a comunicare con trasparenza le proprie posizioni, sin dai primi passi.
    Ritengo che abbia anche il diritto di non rispondere alle domande di carattere privato.
    Ma non avevo domande del genere da porre a Massimo Costa.
    Per questo non gli ho scritto ai recapiti personali.

    Ora, può darsi che io non abbia seguito il protocollo ideale. Non lo so. Massimo Costa mi ha telefonato e ci incontreremo. Gli consiglierò di rispondere alle mie domande, perché potrebbero anche essere otto assist fantastici. Non sono domande capziose, né prevenute. Sono otto vere domande, alla maggioranza delle quali potrebbe rispondere anche nel caso non fosse il candidato ad Assocomunicazione. Tutto qua. Non complichiamola e non divaghiamo ;)

    Ciao “unoqualsiasi”
    m.

  • Till Neuburg

    Lo ribadisco per l’ennesima volta, con sempre più convinta verve:

    Per chiunque sia cresciuto in una famiglia, in una scuola, in un luogo di lavoro dove esprimere pubblicamente un pensiero non è solo un vaglia ma un valore, “uno qualsiasi” è veramente uno qualsiasi cioè un signor nessuno.

    Anche laddove il voto è segreto, prima di affidare all’urna la propria decisione, ci si confronta pubblicamente senza nascondere l’identità.

    Invece, scrivere su questo blog senza firmarsi, e come scarabocchiare sui muri “Evviva la Classe 1968″, “Forza Bartali”, “Asino chi legge”. È roba d’altri tempi.

    Io non so se sotto, dietro, o dentro Uno qualsiasi – e tutti i suoi colleghi in passamontagna, – si nasconda un Black block, Rita Levi Montalcini, un mio collega di lavoro o Luciano Moggi. Siccome per me le parole di un infiltrato, di un Premio Nobel, di un pubblicitario o di uno squallido corruttore, non hanno lo stesso peso, mi sembrerebbe ingiusto valutare i loro pensieri tutti con la stessa attenzione, la stessa stima.

    Se per Uno qualsiasi valesse il vecchio refrain “Se firmo, rischio di perdere il posto – o un cliente”, vuol dire semplicemente che sul lavoro non dirà mai la sua. Rimarrà Uno qualsiasì anche lì.

    Invito dunque tutti i “firmatari” di questo luogo, dallo stagista più timido fino al Presidente, di non rispondere più a chi si trastulla come Colombina o L’Uomo mascherato. Di servitori di padroni e padrini che straparlano dappertutto, in questo paese ne abbiamo già abbastanza.

    Chi mi accusasse di non capire una mazza di allegri o sporchi trucchi di identità nel web, rispondo serenamente che la malizia o la pusillanimità può manifestarsi facilmente, ovunque. Per travestimenti, recite, doppi ruoli o sputtanamenti, le opzioni tecniche sono infinite. Spacciare per mia una qualsiasi affermazione sul paranormale, sulle paranoie o sul paradiso, sarebbe un gioco da ragazzi. Ma, voglio sperare, che almeno qui dentro, l’intelligenza continui ad avere la meglio sulle più tristi variabili dell’intelligence.

    • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

      “uno qualsiasi” deve svegliarsi: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/indignata-per-stage-gratis-le-danno-della-mignotta-allestero-ho-un-contratto-vero/164701/

      Questo non toglie che se qualcuno commenta in forma anonima, ma in modo argomentato, rilevante e senza diffamare nessuno, il commento può essere pubblicato nel blog. Why not?

      Ovviamente, chi commenta in forma anonima non deve prendersela se qualcuno, giustamente, gli dà del pusillanime o lo critica per questo: proprio il fatto di commentare in forma anonima dimostra che chi lo fa è poco coraggioso. E quindi, se è poco coraggioso, quando viene criticato stia zitto e cerchi di imparare dalle osservazioni di chi ha più coraggio di lui :-)

  • giulio

    ciao sono contento, forse sta veramente cambiando qualcosa anche qui, nel settore dove lavoro da quasi venti anni e dove ho visto davvero pochi cambiamenti paragonabili a quello attuale che massimo e emanuele stanno cercando di portare avanti. Volevo dire che la mia stima per loro due è grande prima di tutto perchè ho avuto la fortuna di conoscerli sia come professionisti sia come persone. Ora avrò una altra motivazione in più per riporre nel loro operato le mie speranze di incamminarci verso un settore della comunicazione più etico.

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  • alessandro piccioni

    Domande ingenue:
    La candidatura di Costa può servire anche a contrastare/equilibrare i cambiamenti che stanno tentando di portare Massimo Guastini e l’ADCI? La risposta di Costa, può essere letta come la chiara intenzione di non volere un dialogo “aperto”?

    • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

      Risposta ingenua, perché non sono un dietrologo: non credo.

      Secondo me si tratta semplicemente di “old style”. Osserva questi fatti:
      1. TP e ADCI hanno un blog e sono aperti alla discussione
      2. UPA e Assocomunicazione hanno siti istituzionali, in cui la discussione è difficile o impossibile.
      3. Quando abbiamo citato con ampiezza UPA non c’è stata nessuna reazione da questi, neanche un’e-mail per dire “grazie del post”, semplice e doverosa cortesia nei confronti di un’Associazione di peso più modesto ma comunque fondamentale per il mondo della pubblicità italiana. http://blog.adci.it/?p=364 (tieni presente che, occupandomi io di promuovere il blog, ho segnalato attivamente il post agli indirizzi e-mail di segreteria e direzione generale di UPA)
      4. “uno qualsiasi”, che probabilmente non è del tutto “uno qualsiasi” ha fatto osservazioni di protocollo e galateo, dimostrando che esiste una cultura aziendale per cui blog, social media e comunicazione online non sono considerati una via legittima per dialogare con le persone importanti. Se il dialogo fosse partito da un’intervista su ADV Express o su Prima Comunicazione, probabilmente queste obiezioni non ci sarebbero state. (da notare che anche importanti direttori creativi italiani di agenzie internazionali fino a poco tempo fa snobbavano attivamente “blogger” e blog, considerandoli una specie di perdita di tempo e non utili canali di comunicazione).
      5. Costa, molto cortesemente, si è fatto vivo lui. Ma lo ha fatto dopo essere stato contattato da Youmark. Netiquette, usi online e confidenza con i social media avrebbero invece voluto e preferito un commento diretto al post, anche semplicemente per dire: “guarda, non sono ancora pronto per discuterne pubblicamente, sentiamoci per un caffé”. Insomma, Massimo Costa non ha fatto l’Altezza Reale come l’UPA, ma per il momento non dimostra neppure di essere a suo agio con i social media (a differenza di Emanuele Nenna, va detto).

      Da questo punto di vista tutta la nostra classe dirigente è arretrata, dal Presidente del Consiglio, che lavora col telefono e non è ancora neppure arrivato alla posta elettronica, fino ai numerosi dirigenti politici e aziendali di ogni ordine e grado che vedono come soli canali di comunicazione professionale il telefono e l’e-mail, snobbando Facebook, Twitter e i blog come giocattoli per perditempo.

  • nemo

    Giusto per citare uno che in questi giorni è sulla bocca di tutti, ma che era citato solo da pochi fino a qualche tempo.
    Steve Jobs aveva la “pessima abitudine” di rispondere a tulle le mail che arrivavano alla suo indirizzo mail, che tra l’altro era pubblico e non celato dal segreto di stato come molte mail di CEO e AD locali, pubblicitari compresi.
    Risposte brevi, sintetiche, molti “si”, o “no”, o “forse”, o “aspetta e vedrai” ma pur sempre risposte. Se ne avessi almeno una nella mia casella di posta targata da qualche CEO pubblicitario locale, probabilmente sarebbe incorniciata assieme a quella di Steve… ma è l’unica appesa.

    • alessandro piccioni

      Quella della mail di S.J. è una legenda. Non serve poi andare così lontano se vuoi interloquire con qualcuno pronto a darti ampia disponibilità. Sei esattamente nel posto giusto, se Massimo G. ha già dimostrato qualcosa è proprio questa capacità.

  • http://viralvideochart.unrulymedia.com/ Mario

    Una domanda su Costa: io ho sempre sentito dire che le sue agenzie nelle gare
    praticavano il dumping. O detto in altre parole, dei sensibilissimi sconti. E in effetti tutte le volte che me lo sono trovato contro in gara la sua agenzia era sempre la più economica (e tra paretesi, non ha vinto comunque). Ora, essendo il dumping-harakiri il principale di tutti i mali di cui soffre la pubblicità italiana (perché a cascata fa dipendere tutti gli altri mali), è giusto e sensato che questa persona, con questo vissuto e/o percepito, faccia il capo di Assocomunicazione?

    • http://scrittorefreelance.blogspot.com/ Gianni Lombardi

      Relativamente a Massimo Costa, penso che non sia possibile confermare quello che dici in assenza di dati precisi. Inoltre la tua domanda andrebbe girata agli associati di Assocomunicazione. :-)

      In base alla mia esperienza, mi risulta che diverse agenzie internazionali nel passato abbiano fatto dumping per acquisire clienti italiani di ogni dimensione. Il motivo è che, siccome le agenzie internazionali hanno parte del fatturato assicurato dai contratti internazionali, sono fortemente incentivate ad acquisire i clienti nazionali ad ogni costo, secondo questa strategia: “intanto vediamo di prendere il cliente anche sottocosto, cercheremo di guadagnare negli anni seguenti”. Il motivo è che l’acquisizione del cliente con grande fanfara consente di guadagnare punti oggi, la redditività del cliente si vedrà invece domani nelle pieghe del bilancio. Questa politica contribuisce a rovinare il mercato e toglie ossigeno alle strutture indipendenti e ai freelance che talvolta hanno trovato concorrenti sovradimensionati ma con preventivi sottocosto anche su budget piccoli e piccolissimi.

    • nemo

      Se non ricordo male, c’è stata una gara delle Poste, poi annullata per evidenti scorrettezze, nella quale un’agenziOna aveva messo a preventivo di spesa 1 euro. Forse è una leggenda anche questa, come la mail di S.J… in quell’agenzia ci lavorava mio cuggino.
      Però su Massimo hai ragione, è rinato il newsgroup ADCI di Enzo, chiuso da qualche burocrate.

  • Francesco Rigon

    Ciao a tutti, vi ho letto con molto interesse!!!! :) …e se devo dirla tutta, quando leggo post od articoli come questo mi si riempie nuovamente il cuore di speranza e ne ricavo molta energia. Non fraintendetemi, non sono un romanticone od un emotivone, ma semplicemente un creativo della provincia di Vicenza, che da circa una decina d’anni lotta (come tantissimi altri) per riuscire a realizzarsi professionalmente. In questi anni ho trovato molta gente che si aproffittava di te e della tua figura professionale, “pigliandoti a calci nel culo” sistematicamente ogni giorno e pagandoti con un pugno di arachidi, perchè nel loro immaginario tu ricopri la figura dell’asino che fa girare la macina e devi farla girare sempre più veloce e sempre con maggiori risultati; per loro si trasformano in soldoni, mentre per te non c’è nemmeno un grazie, …un ben fatto…. Molto spesso per dare forza e soddisfazione a qualcuno basta veramente poco.

    Da 4 anni mi sono messo in proprio, ho un network di professionisti, giovani come me, che gestisco come una piccola agenzia, cercando di creare una struttura veramente nuova ed innovativa, partendo dai rapporti con le persone che operano con me, dalla considerazione della loro professionalità, dal rispetto reciproco sia della persona che del suo lavoro.
    Difronte a me, nel mercato, tra le aziende, ho sempre trovato un muro di gomma fatto sostanzialmente di ignoranza, dove non filtra più la cultura dell’investimento, fatto per dare valore alla propria azienda, avvalendosi di persone con competenze adeguate, ma vige unicamente la legge del prezzo basso, o nullo, contribuendo così ad affossare ulteriormente il livello della qualità del lavoro e sopratutto del mezzo e del messaggio correlato (l’immagine dell’azienda stessa). Pocchissime aziende, soprattutto tra le PMI, hanno un’idea “illuminata” della cominicazione…

    Come vi dicevo, leggere post e commenti come questo mi fanno sentire ancora vivo, perchè molto spesso ho l’impressione d’esser un pazzo allucinato che insegue l’utopia, ma poi mi accorgo che ci sono molte persone che la pensano come me, che hanno voglia di migliorare il settore e son pronti a mettersi in prima linea. In queste occasioni non mi sento più solo!!! Avete tutto il mio riconoscimento ed il mio sostegno, sia “intellettuale” che “fisico” (se vi fa piacere e lo ritenete utile). “Rendermi utile” e “dare una mano” (entro le mie possibilità, chiaramente) son sempre stati due miei cavalli di battaglia!!!

    Vi ringrazio cari colleghi ed amici!!!! ;) :) :)
    Francesco

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