Postato il Lun 25 Giu 2012 da in La vita del Club

Cannes Lions 2012: bilancio italiano e riflessioni personali.

Quest’anno possiamo ritenerci soddisfatti dalla nostra partecipazione a Cannes: il bilancio è il migliore degli ultimi 10 anni (se parlo di dieci è solo perché non ho dati antecedenti).

Vediamo alcuni numeri.

Abbiamo portato a casa 44 shortlist, suddivise su 12 sezioni (Promo, Direct, Media, Radio, Outdoor, Press, PR, Cyber, Film, Titanium&Integrated, Film Craft e Branded Content) e su 15 progetti: Integration Day di Coordown, The Beauty of a second” di Montblanc, “Who said a bathroom should be just a loo?” di Ikea, “Angry Birds” di T-Mobile, “Reach the Sunrise” di Heineken, “Save the Life” di Avis, “The Casting” di Sieropositivo.it, “The Pet Bottle” di Sanpellegrino Group. “Green Inside” di Ikea, “Following eyes” di Security Service, Fitosonno, “Unhate” di Benetton. “Trap Woods” di Pam Panorama, “Eco Radio” di Coop, “Happy New Year” di Emergency, “This is not a movie” di The Vatican Charity Foundation.

Non abbiamo ottenuto nessuna shortlist in Design, Creative Effectiveness e Mobile. Mentre abbiamo avuto il massimo dei lavori in shortlist nelle sezioni in cui avevamo giurati iscritti all’ADCI: 7 shortlist per Promo, Direct e Film (per numero di shortlist intendo il singolo pezzo di ogni progetto).

Su 44 shortlist abbiamo conquistato 17 Leoni: 9 d’Oro, 3 d’Argento e 5 di Bronzo. Dei 15 progetti in shortlist, 4 si sono trasformati in metalli: “Integration Day” di Coordown, “The Beauty of a second” di Montblanc, “Reach the Sunrise”di Heineken, “Hate” di Una Onlus.

Ecco il resoconto specifico: 7 Leoni d’Oro per “Integration Day” (1 Promo, 2 Direct, 2 PR, 1 Media, 1 Film), 2 Leoni d’Oro per “The Beauty of a second” (Direct e Branded Content), 2 Leoni d’Argento per “The Beauty of a second” (Promo, Cyber), 1 Leone d’Argento per “Reach the Sunrise”” (Direct), 1 Leone di Bronzo per “Integration Day” (Titanium&Integrated), 3 Leoni di Bronzo per “The Beauty of a second” (Promo, Direct, PR), 1 Leone di Bronzo per “Hate” (Film).

A questo si deve aggiungere il Grand Prix Press con “Unhate di Benetton”.

E, forse la cosa più importante di tutte, abbiamo conquistato tre podi nelle Young Lions Competitions: Oro nei Film con Lorenzo Picchiotti e Livio Basoli, Argento nel Design con Marco Tironi e Ileana Infantino, Bronzo nel Cyber con Oliviero Piccoli e Giorgia Fattoracci.

E dopo tutti questi dati statistici, alcune considerazioni personali.

44 shortlist e 17 Leoni rappresentano numeri importanti, ma qualcuno ha fatto giustamente notare che alla fine il maggiore numero di questi arrivano da “Integration Day”.

È vero, ma è altrettanto vero che se nel 2010 il bilancio era stato positivo quasi esclusivamente per Heineken (10 su 14 Leoni) quest’anno avevamo due progetti, di due agenzie diverse, che si sono fatti valere: non dimentichiamo infatti i 7 Leoni di “The Beauty of a second”.

Inoltre avevamo lavori che, a mio modesto parere, avrebbero meritato di più: mi ha stupito molto il fatto che “Angry Birds” non abbia portato a casa nemmeno un Leone e che “Reache the Sunrise” ne abbia preso solo uno. Così come altri progetti visti all’interno del gruppo Goodfellas avrebbero potuto conquistare almeno la shortlist.

Ma i Cannes Lions sono fatti così: le grandi idee conquistato sempre un buon numero di Leoni in diverse categorie (è successo lo stesso anche per i migliori progetti stranieri), mentre le buone idee combattono anche contro la fortuna e i giudizi di parte.

A proposito di giudizi, i nostri giurati hanno fatto molto bene, come numero di shortlist ma soprattutto per l’altissima conversione delle stesse in metalli. Non so se per questo risultato l’idea di Goodfellas sia stata utile, ma almeno ha portato fortuna e ha fatto nascere un inatteso spirito di squadra. Se vogliamo continuare a raccogliere successi a Cannes dobbiamo convincere Sipra che tutti i giurati spediti sulla Croisette devono essere appassionati, competenti e preparati come i nostri. È un impegno che qualcuno del Club dovrà prendersi a partire da settembre.

Il risultato senza dubbio più bello è comunque quello dei giovani.

Non riesco a recuperare dati attendibili ma credo che come nazione ci siamo comportati meglio di qualsiasi altra: su 4 equipaggi mandati a Cannes dall’Adci, 3 sono arrivati sul podio. Aver cambiato la formula di selezione per quanto riguarda i Giovani Leoni ha quindi funzionato (un ringraziamento a Davide Rossi per l’intuizione). La sfida è quella di non disperdere tutto questo talento ed entusiasmo (la notte del closing gala un Marco Tironi completamente ubriaco continuava a ripetermi che il prossimo anno il Club dovrebbe organizzare i pullman per portare le nuove leve a Cannes).

A prescindere dai risultati italiani, come è stato il livello medio dei lavori di quest’anno?

Parere assolutamente personale: un po’ inferiore rispetto alle ultime due edizioni.

Lo so che si dice sempre così, ma a mio parere l’innovazione pura ha avuto un rallentamento in sezioni come Promo, Direct, Media e PR. I Titanium sono stati un po’ sotto standard. Dopodiché è indubbio che alcune punte sono altissime ma la media avrebbe giustificato l’entrata in shortlist di altri lavori italiani. L’impressione è che nel complesso i lavori stiano diventando meno originali ma molto più pragmatici, che non è affatto un male.

Dopo anni anni così così, sempre parere personale, questa volta la sezione che mi ha colpito di più è stata la stampa. Certamente qualcuno obietterà che a Cannes tutti gli annunci sono fake. Può darsi, ma non voglio riaprire la polemica, aggiungo solo che Brasiliani e compagni i fake li sanno fare benissimo. E non parlo solo di esecuzione ma anche del fatto che gli insight sono solidi e reali, non fatti d’aria.

Per quanto riguarda la tendenza si percepisce un’attenzione particolare alla comunicazione che ha una rilevanza sociale, e con questo non intendo dire che vengono premiati solo i progetti no-profit ma che c’è un occhio di riguardo per i brand che dimostrano sensibilità al bene comune.

Un esempio è il Grand Prix dei Film, Chipotle.

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