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ADCI AWARDS 2018: Tutti i vincitori, nient’altro che i vincitori.

Si è conclusa sabato sera l’edizione 2018 degli ADCI Awards, con una cerimonia di premiazione in diretta su più schermi. Se c’eravate, non potevate non notarla. Se non c’eravate, o eravate distratti, ecco un riepilogo di come sono andate le cose.

Aprono le danze il presidente dell’ADCI Vicky Gitto e il presidente delle giurie Roberto Battaglia, che nei giorni precedenti hanno vigilato sul lavoro dei giurati, insieme al comitato organizzativo di IF: Davide Boscacci (menzione speciale per i suoi ringraziamenti all’elio), Marianna Ghirlanda, Nicola Lampugnani, Emanuele Nenna, Alessandra Lanza e Stefano Capraro, i grandi eroi del Festival.

Quest’anno le giurie sono state durissime. Per dare un esempio dell’elevato livello di esigenza imposto dai giurati, Dante Alighieri ha preso un bronzo in copywriting (citofonare Alkemy per ulteriori informazioni).

Ma bando alle ciance (se ciance si possono chiamare quelle legate al Sommo Poeta) e passiamo ai metalli, anzi, ai coni, che per l’occasione si sono vestiti di materiali nuovi, sostenibili e per questo ancora più belli.

Il primo premio è quello della Hall of Fame, che quest’anno va ad Armando Roncaglia: ritira Roberto Grasso con un discorso commovente. E infatti la platea si commuove.

Il prestigioso premio Equal, giunto alla sua seconda edizione, alza tantissimo l’asticella e va a DDB, con IKEA “The Room”. Menzione speciale a Accademia, con “Invisible Player” per adidas, e a DLV BBDO per WikiAfrica Foundation, per Moleskine Foundation.

Best Use of YouTube a GTB Roma, con Ford Ecosport “La vita è là fuori. E tu?” e ad Alkemy, con “Inter Bells” per FC Internazionale Milano. Vince poi “Don’t skip off”, il progetto di Alberto Santoro e Andrea Memmo, il 7 Days Brief.

Ma veniamo agli ori: entrano in campo GTB Roma con Ford “Feel The View”, Alkemy con il progetto “Colmar, in Caso di Mag”, Saatchi&Saatchi con Buondì Motta, SuperHumans con “Unscary Winter”, M&CSaatchi con “Neologismi” per Mini 3 porte, Auge con MuttiFondazione Accademia di Comunicazione nella categoria studenti, Vodafone con “Shake Remix” e Doing, che con Hasbro Stories vince in Copywriting.

Raggiungono quota 2 ori Ogilvy, con Wind “Ape” e “Meyeloma”, DLV BBDO, con Prada “Nylon Farm” e “Maipiuunbancovuoto” per Farexbene, e The 6th, con “The pack is in the back” per Salca1917.

Più ricco il bottino di McCannWorldgroup, che con “The Voice of Voices” totalizza 3 ori, come DDB, con IKEA “Blyertspenna” e “The Room”.

Ma niente batte Publicis, che con Heineken “Jackie”, Diesel “Go with the Flaw”, “DEISEL – Go with the Fake” (quest’ultima campagna è stata così tanto premiata che Mihnea Gheorghiu, Digital Creative Director di Publicis, tra una valanga di ori e l’altra ha anche fatto un cambio d’abito e acconciatura) porta a casa dieci ori, il Grand Prix e il Premio Agenzia dell’anno (e saluta i Luchi da New York). Cliente dell’anno? Indovinato: Diesel.

La premiazione è finita, il festival anche (e l’articolo quasi): ora sapete chi dovrete battere l’anno prossimo, se volete avere qualche speranza di salire sul palco. Buona fortuna!

 

PS: se vi stavate chiedendo che fine abbiano fatto tutti ma proprio tutti i metalli beh, eccoli qui.