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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 19_11_018

twitter: @claudianeri

Dall’UK l’irrefrenabile talento di Mr Bingo

Da New York advertising che worth seeing: Johannes Leonardo, recentemente a Milano per un talk a IF

Talento provato e conosolidato: Toni Meneguzzo, fotografo

Ashley Longshore, artista eclettica di base a New Orleans


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ADCI AWARDS 2018: Tutti i vincitori, nient’altro che i vincitori.

Si è conclusa sabato sera l’edizione 2018 degli ADCI Awards, con una cerimonia di premiazione in diretta su più schermi. Se c’eravate, non potevate non notarla. Se non c’eravate, o eravate distratti, ecco un riepilogo di come sono andate le cose.

Aprono le danze il presidente dell’ADCI Vicky Gitto e il presidente delle giurie Roberto Battaglia, che nei giorni precedenti hanno vigilato sul lavoro dei giurati, insieme al comitato organizzativo di IF: Davide Boscacci (menzione speciale per i suoi ringraziamenti all’elio), Marianna Ghirlanda, Nicola Lampugnani, Emanuele Nenna, Alessandra Lanza e Stefano Capraro, i grandi eroi del Festival.

Quest’anno le giurie sono state durissime. Per dare un esempio dell’elevato livello di esigenza imposto dai giurati, Dante Alighieri ha preso un bronzo in copywriting (citofonare Alkemy per ulteriori informazioni).

Ma bando alle ciance (se ciance si possono chiamare quelle legate al Sommo Poeta) e passiamo ai metalli, anzi, ai coni, che per l’occasione si sono vestiti di materiali nuovi, sostenibili e per questo ancora più belli.

Il primo premio è quello della Hall of Fame, che quest’anno va ad Armando Roncaglia: ritira Roberto Grasso con un discorso commovente. E infatti la platea si commuove.

Il prestigioso premio Equal, giunto alla sua seconda edizione, alza tantissimo l’asticella e va a DDB, con IKEA “The Room”. Menzione speciale a Accademia, con “Invisible Player” per adidas, e a DLV BBDO per WikiAfrica Foundation, per Moleskine Foundation.

Best Use of YouTube a GTB Roma, con Ford Ecosport “La vita è là fuori. E tu?” e ad Alkemy, con “Inter Bells” per FC Internazionale Milano. Vince poi “Don’t skip off”, il progetto di Alberto Santoro e Andrea Memmo, il 7 Days Brief.

Ma veniamo agli ori: entrano in campo GTB Roma con Ford “Feel The View”, Alkemy con il progetto “Colmar, in Caso di Mag”, Saatchi&Saatchi con Buondì Motta, SuperHumans con “Unscary Winter”, M&CSaatchi con “Neologismi” per Mini 3 porte, Auge con MuttiFondazione Accademia di Comunicazione nella categoria studenti, Vodafone con “Shake Remix” e Doing, che con Hasbro Stories vince in Copywriting.

Raggiungono quota 2 ori Ogilvy, con Wind “Ape” e “Meyeloma”, DLV BBDO, con Prada “Nylon Farm” e “Maipiuunbancovuoto” per Farexbene, e The 6th, con “The pack is in the back” per Salca1917.

Più ricco il bottino di McCannWorldgroup, che con “The Voice of Voices” totalizza 3 ori, come DDB, con IKEA “Blyertspenna” e “The Room”.

Ma niente batte Publicis, che con Heineken “Jackie”, Diesel “Go with the Flaw”, “DEISEL – Go with the Fake” (quest’ultima campagna è stata così tanto premiata che Mihnea Gheorghiu, Digital Creative Director di Publicis, tra una valanga di ori e l’altra ha anche fatto un cambio d’abito e acconciatura) porta a casa dieci ori, il Grand Prix e il Premio Agenzia dell’anno (e saluta i Luchi da New York). Cliente dell’anno? Indovinato: Diesel.

La premiazione è finita, il festival anche (e l’articolo quasi): ora sapete chi dovrete battere l’anno prossimo, se volete avere qualche speranza di salire sul palco. Buona fortuna!

 

PS: se vi stavate chiedendo che fine abbiano fatto tutti ma proprio tutti i metalli beh, eccoli qui.


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IF! Day 3

Chiudere col botto: lo stai facendo bene.

 

Per il terzo e ultimo giorno, IF! non si fa pregare e regala un fitto calendario di appuntamenti capaci di soddisfare anche i palati più esigenti.

 

Per i mattinieri del sabato, Andrea Bracco di Sapient ci insegna tutte le angolature da cui si possono guardare i dati, per immaginare nuove soluzioni (e nuovi modi di immaginare i consumatori), mentre i Mokamusic ci raccontano l’inizio di una storia commovente, e tante emozioni che non esisterebbero senza un cromosoma in più.

Subito dopo pranzo si ride sul serio con Sergio Spaccavento, Maccio Capatonda e il commento musicale di Chris Costa

Nel Controcolloquio del pomeriggio, l’imperturbabile Roberto Ottolino dà in pasto Stefania Siani, Alessandro Sabini e Marco Venturelli a due giovanissimi ed esigentissimi studenti per farsi assumere, ma ci sarà posto solo per uno: il vincitore è proprio Sabini, con un diagramma di flusso che è la versione scaltra dell’Infinito di Leopardi.

Poco male per Venturelli, comunque. Questo gran rifiuto non dovrebbe scalfire i suoi piani, platealmente confessati nel corso del colloquio, di andare in pensione tra 10 anni.

E speriamo però che abbia ragione la Siani, specialmente quando pronostica una trasformazione radicale delle aziende verso le tematiche di CSR e climate change, che secondo lei diventeranno parte intrinseca e integrante del modo di comunicare dei brand e non più oggetti di campagne dedicate.

Subito dopo, Nicola Lampugnani, Stefania Siani e Flavio Fabbri ci mostrano le più belle case che hanno vinto a Cannes. Gordon Bown invece spiega a LL Commander Data tutto ciò che non capisce degli esseri umani: la musica, l’astrazione per immagini, la fantasia.

Poi, il gallerista Francesco Pantaleone e l’artista Loredana Longo discutono della distruzione come atto artistico.

L’artista di origini siciliane illustra le proprie opere più importanti: installazioni e performance basate sulla bruciatura e la marchiatura di tappeti, demolizioni di edifici ed esplosioni di tavole, chincaglierie, piatti, bicchieri, camere ed eleganti banchetti.

Ciò che emerge dall’analisi di questi progetti è chiaro: gli oggetti bruciati, in frammenti, acquistano una seconda vita (perché dai, a chi non piace bruciare cose?).

Ogni processo creativo passa attraverso una trasformazione.
Nel caso di Loredana Longo questa trasformazione avviene grazie alla distruzione.
 

Menzione speciale per altre due superstar clamorose: Ferdinando Verderi di Johannes Leonardo (cintura nera di idee fighissime per i più famosi brand di moda) che, intervistato da Fabio Pelagalli, ha raccontato con una semplicità disarmante quanto sia possibile fare creatività di un altro pianeta se anche tu creativamente sei di un altro pianeta.

E poi lui, il più controverso, il più atteso, il più seguito: Leonardo Da Vinci, sapientemente introdotto da un Vittorio Sgarbi in formissima, capace di intrattenere una platea avida di sapere, spaziando dal genio rinascimentale a Marcel Duchamp senza soluzione di continuità.

Presentato da Monica Lazzarotto (Direttore Responsabile Youmark) e Davide Boscacci (Executive Creative Director Publicis Milano, Comitato Organizzatore IF!), Sgarbi tiene sempre alta l’attenzione. Non mancano le risate ma nemmeno il food for thoughts (combo inevitabile quando Vittorione sale in cattedra).

Boscacci rinuncia alle celebri “10 domande scomode” che in passato ha rivolto a soggetti come Maurizio Cattelan, Morgan e Oliviero Toscani, ma trova comunque l’occasione per lanciare una provocazione chiedendo a Sgarbi: la pubblicità fa cultura? Il critico d’arte non ha dubbi: la pubblicità non fa cultura, la pubblicità è cultura, nella misura in cui viene realizzata con intelligenza e coraggio, perché la creatività deve essere selvaggia.

Conclusa questa prima fase introduttiva, Sgarbi regala al pubblico di IF! un’anteprima della sua nuova lectio magistralis dedicata a Leonardo da Vinci.

Analizzando alcune delle più celebri opere come l’Ultima Cena (che “Leonardo ha dipinto a secco, come un coglione!”), la Dama con l’ermellino, la Vergine delle Rocce e la Gioconda (“la suprema troia”), il nostro amato Vittorio dimostra come il genio di Leonardo risieda nella sua imperfezione, perché “la pittura è cosa mentale” e se l’immaginazione dell’uomo è infinita, la sua mano è finita.

La serata si chiude ovviamente con la cerimonia degli ADCI Awards, una valanga di birrette e la solita, inscalfibile presa bene che eventi come questi portano nel proprio DNA.

Per parafrasare Elio, arrivederci, IF! Ci mancherai di brutto. Arrivederci al prossimo anno.


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ADCI Awards 2018 – Come Funziona La Premiazione

Da grandi premiazioni derivano grandi responsabilità.

Una di queste, per esempio, è spiegarti come funziona la premiazione di stasera.

 

Come avrai già intuito venendo nelle altre serata, il BASE non è gigantesco per cui, per assistere agli ADCI Awards, i posti sono limitati.

 

La buona notizia è che, essendo un evento ADCI, verrà data la priorità ai soci.

 

Facciamo un po’ di ordine, però.

 

Ecco le FAQ più importanti alle quali rispondere.

D) Quanti posti ci sono a disposizione?
R) Circa 100.

D) Dove posso richiedere l’accredito per entrare alla premiazione?
R) Al desk all’ingresso (ricordati di ricordare che sei socio ADCI).

D) Da quando posso richiedere l’accredito?
R) A partire dalle 18.

D) Sono socio ADCI ma non ho acquistato il pass di IF! Posso richiedere comunque l’accredito?
R) Certo che sì.

D) Sono socio ADCI ma non ho fatto in tempo a ritirare il mio accredito e ora i posti sono finiti. Mi attacco fortissimo?
R) No. Abbiamo organizzato una proiezione dell’intera premiazione sui maxischermi del foyer, così puoi goderti tutti gli Awards e anche le birrette.

D) Sono socio ADCI e vorrei far venire con me amici, parenti, fidanzati/e non soci del club. Posso?
R) Certo che sì. A partire dalle 19 l’ingresso al BASE è gratuito e tutti possono avere accesso al foyer per assistere alla proiezione della premiazione.

D) Non sono socio ADCI, non ho il pass per l’evento, ma vorrei comunque partecipare. Posso?
R) Anche per te a partire dalle 19 l’ingresso al BASE è gratuito. Ti aspettiamo nel foyer!

Hai altre domande a cui non abbiamo pensato? Scrivici e capiamo assieme.

 

 


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Cerimonia ADCI Awards 2018 – Siediti. Dobbiamo parlare.

Mi raccomando, massima attenzione. Qui la faccenda si fa complicata.
Ma se mi segui, neanche troppo in realtà.

 

Dunque, come sai sabato sera è prevista la premiazione degli ADCI Awards.
Ora, tu lo sai che il BASE ha una certa capienza che non è infinita, vero?

Porca miseria, come faccio a spiegartelo in un linguaggio comune a entrambi?

Boh, proviamo così: anni fa c’era una pubblicità dei preservativi che faceva leva sulla smodata capacità del prodotto.
Capacità nel senso scientifico, tipo che proprio riusciva a contenere fino a 18 litri prima di esplodere.

Ecco, hai presente? C’era anche un’avvenente ricercatrice che raccontava i risultati… me la ricordo solo io? Vabbè, fa niente. Il punto è che il BASE è un po’ il contrario di quel preservativo.

 

I posti non sono infiniti e la serata è a invito.

 

“Che pacco, la solita pappetta da pubblicitari milanesi, cheppalle, è uno scandalo, e allora il PD? Lasciamoli lavorare” e altri commenti del genere sono comprensibili (vabbè, la maggior parte, dai), ma ADCI ti vuole bene e lo sa che, per quanto creativo/a, non hai ancora avuto un’idea su come rimpicciolirti, né tantomeno su come ingrandire lo spazio con un’app.

 

Per questo la premiazione verrà trasmessa urbi et orbi su tutti gli schermi del BASE, quindi tutto a posto. Anche se rimani nel foyer, non ti preoccupare: gli ADCI Awards non ti scappano.

 

E niente, il mantra rimane lo stesso di sempre: ci vediamo a IF!


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IF! Day 1 – Di feste, shortlist e altre cose belle

And so it begins.

Eccolo, finalmente. Dopo oltre un anno d’attesa, torna l’evento più bello dedicato alla creatività italiana. Ma non serve che te lo dica, dai. Sicuro eri lì ieri sera a farti la birretta offerta da shutterstock (Grand Prix per il Best Use Of Free Drink), a chiacchierare con gli amici, salutare gli ex colleghi che non beccavi da una vita, esaltarti per la short presa o maledire i giurati perché “noncapiscononientemacomehannofattoametterequellavoroenonilmiomaioproprioboh”.

Insomma, in poche parole è tornato IF!

 

Lo shortlist party è stato un successone che levati proprio. A cominciare dalle giurie, severissime, talentuosissime (ma questo lo sapevi già) e puntualissime.

 

Infatti ecco qui le shortlist. Guarda quante bombette!

E poi la festa, mammalafesta!

Già dal primo disco ci hanno fatto ballare, sudare, ridere, cantare, cazzeggiare.

Insomma, mi sa che è ufficiale: IF! è tornato e anche stavolta è clamoroso.

 

E le buone notizie non sono finite: pensa che ci sono altri due giorni pieni di eventi, worshop, tavole rotonde, speech e molto altro (per esempio, la butto lì, la serata di premiazione degli ADCI Awards).

 

E allora l’unica chiusura possibile di questo post è la frase più bella dell’anno: ci vediamo a IF!


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Eurobest Country Selection: i risultati tanto attesi.

Ci siamo, in questi giorni li avete chiesti tanto, in tanti. Il Consiglio ADCI si è consultato e finalmente abbiamo i risultati dell’Eurobest Country Selection 2018.

Per creare un po’ di suspense partiamo dal terzo posto conquistato da Helena Pinillos e Francesco Morzaniga, entrambi di Accenture Interactive.

Una campagna classica, ben eseguita e di facile realizzazione. Celebra la cultura della creatività e i suoi “mostri sacri”. Che però è anche un’arma a doppio taglio: i grandi nomi storici dell’advertising internazionale potrebbero non essere conosciuti dalle persone che decideranno se sponsorizzare o meno i Giovani Leoni.

Passiamo ora al secondo gradino del podio. Il progetto è firmato da Chiara Mezzalira  (McCann Roma) e Gian Luca De Martini (Hdrà).

Secondo posto meritato da questo progetto grazie al concept: chi investe nei Giovani Leoni è effettivamente un moderno mecenate che patrocina i giovani creativi, dimostrando concretamente di credere nel loro talento proprio come si faceva una volta con gli artisti.

Veniamo ora al primo posto. Rullo di tamburi…

Motivazione della vittoria: è una campagna che pesca nell’immaginario collettivo del Paese, portando alla luce un insight forte (andare a Cannes per partecipare alla Young Lions Competition è come essere nella “Nazionale italiana di Creatività”) e riconoscibile da tutti, creativi e aziende. La meccanica è interessante anche dal punto di vista delle PR e spendibile sui social perché la maglietta si presta a molti utilizzi: i Giovani Leoni possono indossarla nelle interviste, utilizzarla nei loro contenuti social e pure portarla a Cannes. È un’idea che offre visibilità agli sponsor, ad ADCI e – in generale – al nostro Paese.

Una nota sul progetto che ha alzato la coppa: abbiamo ricevuto una campagna con un’idea simile ma meno sviluppata. Gli elementi che hanno portato la campagna vincitrice a prevalere sono stati l’insight meglio raccontato, la maggiore chiarezza espositiva dell’idea e la cura nei dettagli (es. 11 vincitori ai Giovani Leoni come sono 11 i giocatori in una squadra di calcio).

Ma insomma, chi parteciperà alla Eurobest Young Competition in Polonia? I vincitori sono Andrea Raia (Publicis) e Pierpaolo Bivio (DDB): complimenti ragazzi! Ora tenete alto l’onore della Nazionale italiana di Creatività anche a Varsavia ;)


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri 05_11_018

twitter: @claudianeri

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