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Assemblea Soci Art Directors Club Italiano 2015

Per chi non ha potuto partecipare all’Assemblea Soci, ecco una sintesi di quanto successo. Lo slideshow è il riepilogo delle attività principali svolte dall’Adci negli ultimi 12 mesi.

Il nuovo Vice Presidente dell’Art Directors Club Italiano è Nicola Lampugnani.
Nel Consiglio Direttivo entra Mauro Manieri

Il Presidente dell’Adci Award 2015 è Luca Scotto Di Carlo.

L’Assemblea ha approvato all’unanimità il bilancio 2014 e, sempre all’unanimità, ha approvato le quote associative per il 2015
260 euro per i Soci “awarded”
130 euro per i Soci di nuova nomina
I giovani sotto i 30 anni potranno entrare nel Club con una quota di 50 euro.
(non chi compie i 30 anni nel corso del 2015)

“Thanking Ovation” a J. Edgar Gabriele Biffi. Per 30 anni Tesoriere Adci (dall’anno della sua fondazione).
Gli subentra Emanuele Soi.

I Soci che vogliono rinnovare la propria iscrizione al Club possono farlo anche con un bonifico online (causale rinnovo quota). Ecco le cooordinate:

Banca Prossima, Milano

Iban: IT19V0335901600100000119579 

BIC/SWIFT:  BCITITMX (Solo per l’estero)
Per i giovani under 30 che stessero valutando se e come entrare nel Club, segnalo questo post.


1 Risposta

Perché sono socio Adci (e perché vi chiedo di diventarlo).

Mercoledì vi ho dato tre ragioni concrete per essere Soci Adci.

Oggi voglio spiegavi perché io stesso continui a essere socio Adci al di là della (temporanea) carica.

Prendo spunto da due commenti-posizioni che ho letto recentemente su una bacheca Facebook.

Tesi: “è bizzarro che l’Adci si metta contro grandi aziende e grandi agenzie”

Antitesi:”L’adci è un’associazione di persone dal 1984” (in realtà 1985 ndr)

 

Mio parere personale.

È falso affermare che io sia contro le grandi strutture. Mettersi contro i grandi, a priori, è stupido. Ma difenderli a prescindere è pavido.

A me è semplicemente capitato, in questi 4 anni, di dovermi mettere contro determinate “piccolezze”. Al di là delle dimensioni e del peso di  chi le avesse commesse.

Ho cercato di rendere l’Adci un luogo sano e pulito, utile a tutti i creatori di contenuti. Mi sono sforzato, forse romanticamente, di proteggere questo nostro piccolo ecosistema da prevaricazioni “muscolari” di qualunque tipo e provenienza. Che fossero Bulloni o bulletti.

L’Adci è nato 30 anni fa con obiettivi statutari apparentemente ambiziosi

1. migliorare gli standard della creatività nel campo della comunicazione e delle discipline a essa collegate. Promuovere la consapevolezza dell’importanza di questi standard all’interno della comunità aziendale, istituzionale e del pubblico in genere, in Italia e all’estero.

2. operare per la qualificazione, valorizzazione e sviluppo dell’attività professionale.

Perché definisco questi obiettivi ambiziosi solo in apparenza?  Perché se andiamo a rileggere i nomi dei 40 fondatori troviamo molti creativi che erano proprietari di agenzie, soci o comunque figure di primissimo piano, e in grado di spostare budget.

Erano parte integrante del business.

La loro competenza, autorevolezza, il loro rapporto quotidiano con i clienti, di fatto già perseguivano concretamente gli obiettivi statutari del Club.

Alcuni di loro, per esempio Marco Mignani, erano presenti attivamente anche in Assap (attuale Assocom).

L’Adci poteva dunque limitare le proprie apparizioni ufficiali alla festa di premiazione dell’Award e alla presentazione dell’Annual.

Senza nessuna nostalgia dobbiamo essere consapevoli  dei profondi mutamenti che hanno portato i profili professionali “creativi” a essere sempre più eccentrici (periferici) rispetto al business. Google supporta con dati e seminari l’importanza del Content. Ma ai creatori di content, che siano autori dell’idea fondante o partner nella realizzazione, non viene dato molto valore.

Nell’attuale nostra “Industry”, il vero valore (quello economico) viene portato “a casa” non dalle idee, ma da passaggi meno appariscenti e ufficiali. Che nulla hanno a che vedere con la creazione di contenuti (sapete cosa sono i “diritti di negoziazione”, vero?).

Di conseguenza, ora molto più che più che allora, l’Adci dovrebbe sostenere pubblicamente e  con la necessaria fermezza, solo le buone pratiche di business.

Quelle che possano realmente favorire un miglioramento degli standard della creatività nella comunicazione.

E dovrebbe anche potersi esprimere nettamente e prendere posizione  contro le cattive pratiche. In modo imparziale.

Che siano campagne che alimentano il sessismo. Gare senza regole e quindi senza rispetto per chi lavora (noi). Una gestione discutibile delle risorse umane. La sottrazione di credit.

Negli ultimi 4 anni, posizioni di questo tipo  e su questi temi le ha prese con costanza solo l’Adci.

In più abbiamo organizzato IF! una tre giorni in cui si è parlato di marketing innovativo, creatività, comunicazione nel senso più esteso.

Per tutto questo sono socio Adci.

Non per gratitudine, ma perché possa continuare a esistere una voce indipendente, alternativa ai comunicati stampa ufficiali, in grado di diffondere con competenza cultura della comunicazione.

Una voce libera di affermare  non solo quale sia la buona creatività, ma anche quali siano le buone pratiche nel nostro business e quali le cattive pratiche.

Cattive perché non permettono di qualificare, valorizzare e quindi sviluppare la nostra attività professionale. Un obiettivo statutario dell’Adci.

Perché farlo? Perché se non lo fa l’Art Directors Club Italiano non lo faranno altri.

Il modello di business della stampa di settore (e non solo di settore) non permette una reale autonomia e indipendenza.

Per non parlare dei rischi enormi di un giornalismo di inchiesta, teso a raccontare quello che realmente accade, al di là dei comunicati stampa auto celebrativi.

Io mi sono preso due diffide (e ora aspetto la denuncia) solo per avere raccontato dei fatti, non delle supposizioni.

E l’ho fatto non per attaccare qualcuno ma per difendere i princìpi alla base del nostro lavoro e dell’esistenza stessa di questo Club.

Perché servono altri Soci?

perché se  ci avvicinassimo a quota 1000 iscritti, potremmo fissare a 130 euro la quota (per tutti e non solo per i Soci di prima nomina) e avere più denaro per battaglie nell’interesse comune come quella sul diritto d’autore.

Perché per essere indipendenti è necessario essere non ricattabili. L’Adci sarà ricattabile sinché non saremo in grado di sostenerci con le sole quote associative.

Quote associative pagate dai Soci, non dalle agenzie.

Il Presidente dell’Adci e il suo Consiglio dovrebbero  poter prendere determinate posizioni, nell’interesse di tutti, senza preoccuparsi dell’impatto economico.

Gli status su Facebook non bastano per innescare un reale cambiamento. Nemmeno i vostri affettuosi like, di cui comunque vi ringrazio. A volte anche un semplice like richiede coraggio, di questi tempi.

Però ora vi chiedo uno sforzo in più. Diventate Soci Adci. Il sito non è attivo al momento ma potete fare richiesta di iscrizione inviando una mail a (tutti) questi tre indirizzi:

massimo@cookiesadv.com

emanuele.soi@gmail.com

caroline.schaper@gmail.com

Se non siete mai stati associati, la quota è 130 euro all’anno.

Se invece siete già stati associati in passato, non dovrete fare domanda di ammissione al Club. Basterà  un bonifico bancario (260 euro attualmente)

Banca Prossima, Milano

Iban: IT19V0335901600100000119579 

BIC/SWIFT:  BCITITMX (Solo per l’estero)

L’assemblea Soci è domani, ore 10.30, presso la Design Library.

 

 

 

 

 

 

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Avete mai annusato un tablet?

È un’esperienza piuttosto deludente, perché non profuma di niente. Solo plastica, vetro e metallo. Sarebbe molto più esaltante annusare della sana, vecchia, pregiata carta. Ma dove trovarla, ai tempi della rivoluzione digitale? C’è davvero ancora qualcuno che produce carta nel 2015?

Sembra incredibile ma sì, c’è ancora. Se pensate che sia solo una diceria artatamente messa in giro dalla lobby rettiliana per mistificare l’immaginario collettivo, venite a constatarlo voi stessi alla Pop’Up Exhibition, dal 19 al 21 Marzo presso la Galvanoteca Bugatti, in via Gaspare Bugatti 7 a Milano, in zona Tortona (e dove sennò?).

Organizzata da Arjowiggins, leader globale nella produzione di supporti creativi, la mostra tocca con Milano la terza di sei tappe (dopo Parigi e Barcellona seguiranno Londra, Amsterdam e Berlino), grazie anche al patrocinio di AIAP (Associazione Italiana per la Comunicazione Visiva). “Sarà l’occasione per scoprire vere e proprie installazioni artistiche realizzate con i progetti creati per alcuni dei clienti più importanti di Arjowiggins Creative Papers. Un vero showcase di creatività, ingegno, bellezza, fantasia e – naturalmente – di carte creative con la loro versatilità e unicità”, spiega Simone Medici, CEO di Arjowiggins Italia.

Dopo il vernissage inaugurale riservato, sarà possibile registrarsi qui per visitare la mostra nei due giorni successivi.
NB: nell’ingresso non è inclusa la possibilità di annusare le opere esposte.

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Tre ragioni concrete per diventare Soci Adci.

ADCI & DesignLibrary

Dal 2015, essere soci Adci significa diventare automaticamente soci di DesignLibrary, che diventa anche la nuova sede dell’Art Directors Club Italiano.

Questo comporterà avere un (bel) posto in cui incontrarsi, ispirarsi, lavorare, studiare, bere un caffè, mangiare qualcosa o farsi un aperitivo (c’è uno sconto per i soci, al DesignLibrary Cafè, su via Savona 11); avere un luogo dove incontrare soci, clienti o amici, e poter partecipare gratuitamente, in qualità di associato, agli eventi che DesignLibrary -da quest’anno anche in collaborazione con Adci- organizza settimanalmente.

Se non vivete a Milano, tutto questo vi potrà essere utile solo occasionalmente. Ma essere associato significherà anche poter accedere, entro la fine dell’anno, alla Digital DesignLibrary: la versione su tablet, digitalizzata e indicizzata, dell’intero patrimonio (oltre 18.000 volumi) di DesignLibrary Milano, che includerà naturalmente tutti gli Annual Adci pubblicati finora.

 

Adci e Patamù

Da quest’anno Adci offre a tutti i soci l’iscrizione a Patamù. Una delle preoccupazioni degli autori di opere creative è disporre di una prova, che abbia valore legale, in grado di dimostrare la propria paternità (maternità) dell’opera. Giusto nel caso altri volessero appropriarsene in modo abusivo o muovessero difficoltà a riconoscere il nostro ruolo.

Con Patamu i Soci Adci potranno depositare in pochi istanti e in modo del tutto informatizzato i propri lavori. La tutela avviene attraverso marcatura temporale crittografata, una procedura informatica che permette di attribuire, a un documento digitale, una data certa opponibile a terzi. Ha la stessa validità legale del deposito notarile e del deposito opere inedite Siae.

 

IF!

Se avete partecipato alla prima edizione, vi sarete fatti un’idea dell’impegno necessario.

Diventare soci Adci non è però solo un modo per supportarci nella realizzazione di IF!2. È anche un modo per risparmiare il 50% sull’acquisto del pass pro per la prossima edizione.

 

Come iscriversi all’ADCI.

In queste settimane stiamo cambiando la piattaforma digitale. Per questo il sito è “giù”.

Potete fare domanda di iscrizione all’Art Directors Club Italiano mandando una email a

emanuele.soi@gmail.com

caroline.schaper@gmail.com

se non siete mai stati iscritti al Club la quota è di 130 euro, nei primi due anni.

La prossima assemblea dei Soci si terrà il 7 marzo, ore 10.30, presso la Design Library (via savona 11 milano).

 

 

 

 

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Biglietti scontati per Sónar+D-18.19.20 Giugno 2015

Grazie alla collaborazione tra l’Art Directors Club of Europe, i suoi club membri e il Sonar Festival di Barcellona, vi proponiamo 30 biglietti con il 20% di sconto per Sónar+D 2015.

L’offerta consente il pieno accesso a Sonar+D, il Congresso Internazionale di Digital Culture and Creative Technologies. Un evento imperdibile per scoprire le nuove tecnologie e conoscere persone e iniziative che mostrano lo stato dell’arte della creatività nelle sue molteplici forme.

Sonar è un festival pionieristico. Coniuga un’offerta culturale variegata, l’avanguardia tecnologica e la sperimentazione di nuove tendenze della musica dance elettronica.

Richiedi il tuo accredito contattando l’ADCE a maytee@adceurope.org.

Il prezzo promozionale è di 200 euro (prezzo originale 250 €).

Questa offerta è valida fino al 30 marzo 2015.

Vince chi arriva prima, quindi: dajje.

Per maggiori informazioni: Sonar+D 2015


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Aperte le iscrizioni ai DMA Awards.

È ufficialmente aperta la Call For Entries per i DMA Awards, il premio che onora le migliori campagne di direct marketing e data-driven.

La terza edizione dei DMA Awards Italia sarà sincronizzata con con gli ECHO Awards americani. Ricalcando il modello inventato dalla casa madre americana, i DMA Awards sono l’unica competizione che guarda alla disciplina del direct & data driven marketing nella sua totalità. La formula è semplice: 30% strategia, 30% creatività, 40% uso dei dati e misurabilità.

Sono ammesse a partecipare tutte le campagne di marketing diretto prodotte, completate, eseguite e misurate tra il 1 Ottobre 2013 e il 31 marzo 2015.

Sarà possibile iscrivere le campagne fino al 3 aprile 2015 utilizzando la piattaforma awards.dmaitalia.it. Quest’anno, attraverso l’EARLY BIRD, c’è la possibilità di risparmiare il 20% del costo delle iscrizioni per le campagne iscritte entro il 20 MARZO 2015.

Sono 15 le categorie di business per le quali si può competere: automotive; business and consumer services, communications and utilities, financial products and services, information technologies, insurance, nonprofit, pharmaceutical and healthcare, product manufacturing and distribution, publishing and entertainment, retail and direct sales, travel and hospitality/transportation , consumer products, education, professional services.

Per ciascuna categoria saranno assegnati un Oro, un Argento e un Bronzo DMA Awards. Tra questi saranno poi selezionati 9 Premi Speciali: DMA Direct Mail Award Freccia d’Oro, DMA E-mailing Award, DMA Big Data Award, DMA Search Marketing Award, DMA Digital Award, DMA Mobile  Award e il Diamond Award, il premio all’eccellenza.

Poiché la Giuria dei DMA Awards Italia è accreditata anche presso gli Echo Americani, i vincitori di un metallo potranno accedere direttamente alle semifinali della competizione americana, chi non vince invece accederà alla prima fase della gara, il costo per tutti sarà di 40 dollari. Inoltre, novità di quest’anno, le campagne che vinceranno uno o più metalli entreranno nella galleria virtuale “The Best of The Best” sulla piattaforma della Global DMA, il network che raggruppa tutte le DMA nel mondo, www.globaldma.com.

Massimiliano Maria Longo presiede la Giuria, ADCI e AssoCom patrocinano la competizione

Insieme al lancio della CFE, DMA Italia è onorata di presentare i componenti della Giuria 2015, selezionati con criteri molto severi tra leader di mercato con un’esposizione costante a un gran numero di stimoli creativi e di challenge innovativi in tema di strategie e tecniche di real time marketing. La Giuria è composta da esperti di marketing e CRM in azienda, da creativi di importanti agenzie e da accademici.

Alessandro Betti – Direttore Raccolta Fondi, Telethon.

Andrea Boaretto – Head of Marketing Projects at School of Management del Politecnico di Milano.

Marzia Curone – Partner Relata (madrina premio Freccia d’Oro).

Flaminio Francisci – Marketing Director at SAP.

Arturo Frixa – Direttore Generale Marketing, Comunicazione e PR in Jaguar Land Rover Italia.

Andrea Antonio Galli – Head of Digital Excellence, Nestlé Italiana.

Marianna Ghirlanda – Head Of Creative Agencies at Google.

Carla Leveratto – Creative Director presso Gruppo Roncaglia.

Jacopo Mele – Presidente Fondazione Homo Ex Machina Onlus.

Ottavio Nava – Managing Director at We Are Social.

Alessandro Orlandi – Creative Director at Saatchi & Saatchi.

Matteo Righi – Creative Director at Hagakure.

Marco Rosso – Presidente DM Group e Past President DMA Italia.

Marita Spera – Head Of Public Affairs And External Communication, American Express Italia.

Amodiovalerio Verde – Group Product Manager, ContactLab.

Cristina Ziliani – Professore Associato di Marketing Università di Parma (Osservatorio Fedeltà).

 


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri, 02_03_015

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