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I Giovani Leoni 2014

Anche quest’anno tornano i Giovani Leoni, l’evento organizzato da Rai Pubblicità in collaborazione con ADCI, Assocom e Gettyimages, che non vi fa dormire il sabato sera.

È possibile registrarsi sin da ora sul sito giovanileoni.it

Sullo stesso sito è anche possibile leggere molto attentamente il regolamento e rendersi conto di una grande novità:

le modalità della sezione CYBER (finalmente, grazie a Dio) cambiano radicalmente.

Non più anacronistici banner ma campagne che si sviluppino sui vari social media. Una decisione presa direttamente da Cannes, alla quale siamo più che felici di adattarci. Quindi si aprono le porte a tutti quei creativi che quotidianamente affrontano campagne sviluppabili su social network ma che magari non sono dei draghi con html, flash ecc. ecc.

Per i dettagli di questa e di tutte le altre categorie potete leggere molto attentamente il regolamento che trovate qui.

A proposito di regolamento da leggere molto attentamente…

Per evitare le spiacevoli situazioni in cui siamo incorsi l’anno scorso, quest’anno si creerà una specie di commissione che valuterà gli elaborati prima che arrivino sul tavolo delle giurie. Questi saranno valutati solo in termini di regolamento. Chiunque non abbia rispettato i termini del regolamento incorrerà in una squalifica.

Questo per lasciare alle giurie il compito di valutare gli elaborati solo in base alla creatività e alla risposta al brief senza preoccuparsi di altro.

Quindi leggete molto attentamente il regolamento.

Ah… poi fate del vostro meglio e divertitevi, sarà pur sempre sabato sera.


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri del 10_03_014

Twitter: @claudianeri

L’istallazione dell’architetto Ghanese tedesco Diébédo Francis Kéré alla mostra Sensing spaces, Royal Academy di Londra.

Il luxury supermarket di Karl Lagerfeld per il recente evento Chanel

The GentleWoman magazine inglese di moda, molto influente.

Il talento eclettico e iconoclasta dell’illustratrice newyorkese/svedese Laurie Rosenwald


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New entry e importanti rientri nell’Adci del 2014

Dopo più di dieci anni ho finalmente deciso di iscrivermi nuovamente all’ADCI.
Il motivo è che per la prima volta ho visto un gruppo di creativi lavorare con determinazione
per riportare il club ad essere un punto di riferimento per tutta la industry, un luogo prestigioso
dove si discutono e si premiano le idee migliori. (Alessandro Antonini)

Rientro  nella nostra associazione di categoria per una semplice ragione:  la vedo battersi finalmente per  un’ideale più alto e responsabile, che è quello di qualificare di fronte al comparto economico italiano il mestiere del creativo pubblicitario.  Una professione che a lungo è stata scambiata per una ricerca forsennata del premio (molto spesso anche per colpa nostra) e non come elemento chiave per il benessere delle marche e, più in grande, dell’intera nazione. In questo senso, voglio dire grazie al presidente e a tutti i colleghi soci perché il loro lavoro sta trasformando il club in una delle realtà italiane più visionarie ed eticamente ammirabili.  (Sergio Rodriguez)

Il nuovo Consiglio Direttivo Adci è in carica da soli 11 giorni ma vi posso assicurare che l’intensità messa in campo da tutti è già notevole.
Sapendo per esperienza diretta quanto siano lunghi 3 anni di mandato, ho imparato la necessità di apprezzare (anche solo per un attimo) i segnali di incoraggiamento.
Continuo a pensare che le critiche insegnino infinitamente più dei complimenti. Ma ho anche realizzato che è più probabile che qualcuno alzi la voce solo per criticare, e questo alla lunga può togliere energie preziose anche ai più resilienti.

Per questo stavolta mi soffermo su un momentum che tre anni fa avrei glissato.
E oltre a ringraziare Alessandro Antonini e Sergio Rodriguez per le parole che ci hanno dedicato, voglio salutare e ringraziare tutte le new entry e gli eccellenti rientri nel Club in questo avvio di 2014.

Lorenzo Picchiotti
Matteo Pelo
Emilio Gagliardini
Luigi Ciccognani
Michelangelo Tagliaferri
Marco Gucciardi
Karim Bartoletti
Stefano Cergol
Gabriele Cucinella
Walter Domenichini
Stefano Maggi
Matteo Maggiore
Ottavio Nava
Emanuele Nenna
Caroline Schaper
Ingrid Villoresi

Voglio ringraziare pubblicamente anche Ugo Mauthe Degerfeld, che si definisce Socio non praticante, per avermi scritto queste righe via LInkedin:

…come sai non sono un socio praticante però mi ha fatto molto piacere la tua rielezione! Mi sembra che tu sia un Presidente più pragmatico che ideologico e credo che di persone così ci sia bisogno dappertutto oggi.  So che non ti cambia la vita saperlo 🙂 ma mi faceva piacere congratularmi con te per la rielezione.

Fine del self sucking.


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Aperte le iscrizioni agli ADCI Awards con un Call for Entries su modello internazionale

Prima novità del nuovo corso dell’Art Directors Club, un nuovo call for entries che detta le regole di iscrizione per il più importante riconoscimento creativo italiano, ancora più attuale rispetto a quello delle scorse edizioni.

CFE 2014Nelle parole del vicepresidente Davide Boscacci: “un rinnovamento del regolamento e delle categorie era già stato iniziato dal precedente consiglio, noi ci siamo limitati a portarlo a compimento nell’ottica di una maggiore uniformazione rispetto agli standard e alle categorie dei festival internazionali, riorganizzando alcune categorie e inserendone altre ormai imprescindibili nella comunicazione di oggi”.

Tra le novità più significative, la comparsa delle categorie Direct e Pr, e la riorganizzazione delle categorie Digital e Outdoor. Semplificate anche le modalità di iscrizione della categoria Integrated.

Nulla cambia nella composizione delle giurie, affidate ai presidenti delle singole sezioni, scelti tra i migliori creativi italiani e nominati dal presidente dell’award. Quest’ultimo, come già comunicato, sarà per la seconda volta Vicky Gitto (Executive Vice President-Group Executive Creative Director Young & Rubicam Group).

Ricordiamo che il premio sarà inserito all’interno del Festival della creatività cui il consiglio sta lavorando.

È possibile scaricare il regolamento sul sito adci.it. Possono essere iscritti lavori andati on air entro il 28 febbraio 2014, apertura iscrizione il 7 marzo e termine ultimo dell’iscrizione il 31 marzo.

Per chiarimenti rivolgetevi via mail a info@adci.it o via telefono a 02 6555943


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Buon lunedi, le segnalazioni di Claudia Neri del 3_03_014

Venetia Scott, grande, affermata stylist e fotografa di moda.

Il talento del giovane artista americano Eric Yahnker

Calligraphy e tipografia Araldica dell’artista designer inglese Sally Mangum

Kinfolk, magazine sito e blog americano che unisce arte, design fotografia e food.

Twitter: @claudianeri


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Un ricordo di Giancarlo Livraghi

di Enrico Chiarugi

Sabato scorso è mancato Giancarlo Livraghi, copywriter, manager di agenzie multinazionali, fondatore della Livraghi, Ogilvy & Mather e tante altre cose.

Giancarlo LivraghiVorrei ricordarlo brevemente e con affetto, non tanto per nostalgia dei bei tempi andati, ma perché il suo modo di intendere la pubblicità ha lasciato un segno netto nelle tante persone che, come me, hanno avuto l’opportunità e la fortuna di lavorare nella sua agenzia. Sottolineo “sua” perché la LO&M era soprattutto Giancarlo Livraghi e poi anche Ogilvy & Mather, così come la Bassat, O&M era soprattutto Luis Bassat; ma questo succedeva prima che arrivassero i grandi gruppi finanziari a farla da padroni.

Non a caso dicevamo, con una certa fierezza, “Lavoro in Livraghi”, come si diceva anche “Lavoro in Pirella”. Certo, le multinazionali erano presenti, ma per noi erano un background sfocato: quello che più importava era il fatto di lavorare per persone che, in forme diverse, ammiravamo e stimavamo.

Io ho iniziato lì, in piazza Santa Maria Beltrade, nel lontanissimo 1984, assunto come “assistant copywriter” (era la qualifica che compariva sul libretto di lavoro) e vi ho lavorato per tre anni, parlando poco e ascoltando molto.

Oggi le agenzie “prendono” molto da chi inizia a lavorare e “danno” pochissimo non solo in termini di remunerazione e di prospettive, ma anche e soprattutto in termini di formazione professionale.

La LO&M chiedeva molto, certo, ma dava anche altrettanto.

Per cui, ringrazio qui Giancarlo Livraghi , “il dott. Livraghi”, Giancarlo (abbiamo iniziato a darci del “tu” – da parte mia, timidamente – dopo che ci eravamo ri-trovati circa dieci anni fa, grazie a Jenny Evangelisti) per quello che mi è stato dato e che credo sia stato dato anche a molti altri (creativi, account, media ecc.) che sono passati in LO&M.

Grazie per aver creato un’agenzia che era anche una “scuola”, più Oxford che Berkeley.

Grazie per aver saputo creare una comunità solidale di persone.

Grazie per aver anche detto cose dure e dirette ai clienti in riunione, sempre da pari, senza mai ombra di servilismo.

Grazie perché in quelle riunioni erano ammessi anche i neo-assunti, che potevano solo imparare.

Grazie per averci trasmesso che per essere rispettati come comunicatori, dobbiamo prima di tutto essere credibili.

Grazie per averci trasferito che la nostra professione era (dico oggi, potrebbe essere) qualcosa di utile e intelligente, con una rilevanza sociale.

Grazie per averci fatto capire che “etica professionale” non è una formula vuota.

Grazie per averci insegnato che senza strategia e senza concetto, anche la migliore idea creativa resta solo un “buzzétt”.

Grazie per aver usato sempre il “lei” nei rapporti di lavoro. Sarà anche formale, ma molto meglio di un “tu” cui seguono poi parole e comportamenti pessimi.

Grazie per non aver mai detto: “Sabato e domenica dovete fermarvi a lavorare”. Quando accadeva, era solo perché ci sentivamo responsabili di quello che stavamo facendo. E la responsabilità in LO&M veniva incoraggiata.

Grazie per essere stato tra i primi a parlare contro i “megamerger” e la finanziarizzazione del mondo della comunicazione.

Grazie per aver visto nella stupidità il grande nemico (vittorioso) del nostro lavoro e del mondo in generale e per aver scritto in proposito un libro intelligente: “Il potere della stupidità”, appunto.

Grazie per aver fatto incorniciare all’ingresso dell’Agenzia un poster che recitava: “Quando parlava Eschine, gli Ateniesi dicevano: ‘Senti come parla bene’. Quando parlava Demostene, dicevano: ‘Uniamoci contro Filippo’. Noi siamo della scuola di Demostene”.

Oggi gli allievi della Scuola di Demostene la salutano con affetto, dott. Livraghi. Qui dove ci ha lasciato, però, credo che al momento stia vincendo Eschine.

 

P.S. Invito chiunque conosca poco Giancarlo Livraghi e voglia conoscerlo meglio a leggere qualche suo testo sul sito www.gandalf.it