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“Produci, consuma, crea”, l’articolo di Stefano Torregrossa per l’Annual ADCI

Foto di Debora Manetti, @deboramanetti

A volte capitano cose che, per piccole che sembrino, sono fonte di grande soddisfazione. Questa è una di quelle: essere contattato da Pasquale Barbella (membro e già due volte Presidente dell’Art Directors Club Italia) per scrivere l’articolo di apertura al capitolo “Creativo è l’utente” per l’Annual 2012 dell’ADCI, dal titolo “L’austerità creativa nella comunicazione di oggi” (Skira Editore, Milano). L’Annual è arrivato e non riesco a smettere di fare la coda da pavone. Vi trascrivo l’articolo: buona lettura.

Il resto dell’articolo di Davide Terragrossa per l’Annual ADCI 2012 qui.


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Nuovo Annual ADC*E e app gratuita per iPad

ADCE Annual 2012 – Best of European Design and Advertising from Art Directors Club of Europe on Vimeo.

L’Art Directors Club of Europe annuncia la disponibilità della versione per iPad dell’Annual ADC*E. Può essere scaricato gratuitamente dall’App Store Apple cliccando qui.

L’Art Directors Club of Europe (ADC*E) è l’associazione che unisce tutti i principali Art Directors Club dei paesi europei, raccogliendo oltre 4600 creativi pubblicitari di venti nazioni.

• “The Annual of Annuals 2012”, ovvero l’Annual dell’ADC*E seleziona 600 lavori prodotti in 18 paesi europei nel corso di un anno.

• Tutti i lavori segnalati sono vincitori delle categorie ‘Oro’, ’Argento’, ‘Bronzo’ oppure sono entrati in ‘Shortlist’ nei rispettivi Art Directors Club nazionali.

• La selezione finale è stata fatta da una giuria di 56 creativi internazionali che hanno selezionato le campagne più innovative in tv, radio, stampa, Internet, eventi, design e nuovi media.


17 Risposte

Figli di un io minore


Cosa succederà con la “riforma Fornero”?

Il 29 gennaio, dalle ore 21, proveremo a raccontarlo qui, attraverso una diretta online con il Consulente del lavoro che incontrammo già il 27 marzo 2012.
In febbraio intervisteremo invece un Avvocato della rete di San Precario. L’Adci non è un sindacato ma ha secondo me anche il compito di aumentare la consapevolezza dei propri diritti, all’interno della comunità dei creatori di contenuti. Ne scrissi qui, quasi un anno fa.

Mi sono inoltre prestato a fare da complice a un giornalista di Piazza Pulita, per un’inchiesta sull’argomento.
Abbiamo visitato insieme tre grandi studi legali esperti in diritto del lavoro, utilizzati anche da grandi agenzie pubblicitarie.
Io ho fatto da esca, descrivendo una situazione aziendale inventata ma piuttosto verosimile di questi tempi.
Non comparirò nel servizio. Non cerco visibilità personale. Il mio scopo era far parlare gli avvocati per capire i consigli che hanno già dato e stanno dando agli imprenditori.

Ho accettato anche per un’altra ragione. Spero che questo servizio serva a far riflettere i più giovani.
Quelli che magari stanno pensando di chiedere alla propria famiglia di investire sino a 80 mila euro in tre anni di formazione e mantenimento a Milano, per entrare nel mondo della comunicazione pubblicitaria.
Pensateci molto.
Sappiate che rientrare dell’investimento potrebbe essere estremamente difficile.
Non voglio tarparvi le ali. Non voglio tenervi fuori. Desidero solo che sappiate. Che siate consapevoli delle prospettive che vi si offrono.

A tutti e tre gli studi legali ho presentato lo stesso problema.

L’agenzia inizia il 2013 con una previsione vicina al break even.
970 mila euro di costi e circa un milione e cinquantamila euro di entrate.

Struttura di 21 persone, compreso me.
sei dipendenti a tempo indeterminato e tre a tempo determinato per un costo di 420 mila euro.
Otto cocopro e tre partite iva.

Mettere in regola i cocopro e le partite iva (di fatto tutti lavoratori subordinati al di là della descrizione del progetto) mi costerebbe circa 330 mila euro in più all’anno.
Il che significherebbe andare in passivo.
Senza contare che, vista la situazione, il mio income potrebbe subire una flessione del 15-20% rispetto alle previsioni attuali.
Non posso assolutamente aumentare i costi di personale. Ma voglio essere in regola. Cosa devo fare?

Sono stato confortato: “la sua situazione è molto comune”.

Sono stato informato: “è una riforma figlia di troppi compromessi”.

E alla fine di questo giro di pareri preliminari, se davvero mi trovassi nella situazione descritta starei ora pensando di sostituire i tre con contratto a tempo determinato.
“Le consiglio di cambiarli ogni dodici mesi”.
E starei per lasciare a casa sia gli 8 cocopro sia le 3 partite iva, per sostituirle con 4 persone assunte a tempo indeterminato.

Non si angosci per i 14 che lascia a casa.
Di casi così ne vediamo tantissimi e non è più come una volta. La gente è inconsapevole dei propri diritti. Sono rassegnati.
Evitare la causa non le costerà molto
“.

Ho un’altra domanda avvocato. Ma come potranno 4 persone fare il lavoro che prima ne occupava 11? Dovrò richiedere molti straordinari.
Devo pagarli?

Possiamo studiare insieme delle soluzioni….

La ringrazio Avvocato.
Mi permetta però anche una riflessione da cittadino.
A me pare che qualcosa non torni in tutta questa storia. E non certo per colpa sua.
Oggi ho 20 persone che lavorano con me. Da domani di queste ne rimarranno solo sei.
Certo, ufficialmente i dipendenti assunti a tempo indeterminato passeranno da 6 a 10 nella mia azienda.
E se come dice lei, il mio caso è abbastanza diffuso, posso immaginare che questa crescita del “posto sicuro” sarà usata come “cibo per la stampa”, indicatore di un miglioramento.
Ma i 14 che lascerò a casa? Desaparecidos?
Inoltre, quelli che resteranno dovranno lavorare molto di più per avere lo stesso stipendio.
Perché lei mi consiglierà come “ammortizzare gli straordinari”.

Mi perdoni l’espressione ma mi sento di merda. Non vedo in tutto questo una conquista.

Centro sinistra e governo potranno dire che la riforma ha aumentato i contratti seri.
Il centro destra potrà dire di avere ottenuto maggiore flessibilità nel risolvere i rapporti di lavoro.
Ma io non vedo come questa riforma possa generare più serenità per i cittadini.
E non dovrebbe essere questo il compito di chi gestisce (o si propone di gestire) la cosa pubblica?
Non dovrebbe perseguire la serenità dei cittadini? Badi, uso il termine serenità, non mi azzardo a menzionare la felicità.

Mi pare che ogni “fazione” abbia cercato solo di ottenere qualcosa da raccontare ai propri elettori per legittimare la propria esistenza.

Tanto, come dice lei, “non è più come una volta, la gente è inconsapevole dei propri diritti. Sono rassegnati.”

E, aggiungo io, la generazione cresciuta a pane e mediaset non sembra nemmeno rendersi conto di essere precari con la job description fashion.
La sera ci si incontra tutti all’happy hour, la mensa dei poveri cool: 5 euro un mojito con avanzi riscaldati.
Impaginati bene però.


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri

Lo stile e il talento del giovane, ma già affermatissimo, illustratore americano Brian Rea

video intervista alla designer e typographer italo americana Louise Fili, nota soprattutto per i progetti nel food / restaurant design. Particolarmente interessante il suo rapporto idealizzato con l’Italia e la bellezza di cui spesso qui non ci accorgiamo.

Il sito di Dana Tanamachi designer e calligrafa americana di grande talento.

David Sparshott, grande illustratore inglese.


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La meditazione aiuta la creatività?

Osservazione consapevole e associazioni di idee…

Alcune tecniche di meditazione possono essere utilizzate per incrementare la creatività? I ricercatori della Leiden University in Olanda hanno studiato come due diversi tipi di meditazione possono influenzare due tipi di pensiero creativo: la capacità di generare nuove idee e la capacità di trovare soluzioni ai problemi.

I due tipi di meditazione esaminati sono 1. la concentrazione su un oggetto (ad esempio, la concentrazione sul respiro, su un suono o su un’immagine); 2. L’osservazione consapevole (ad esempio osservare consapevolmente tutte le sensazioni interne e contemporaneamente tutti i suoni provenienti dall’esterno).

La meditazione basata sulla concentrazione non ha provocato migliori prestazioni nella generazione di nuove idee, mentre la pratica della meditazione basata sulla consapevolezza ha migliorato le prestazioni in termini creativi. Qui la sintesi dello studio.

Qui altre notizie su come la meditazione influenza cuore e cervello: TED Blog | 4 scientific studies on how meditation can affect your heart and brain.


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rock bottom 3 (by Angelo Abbate)

Sbtrktk – ossia subtract – è l’aka di Aaron Jerome, dj loondinese già noto per i suoi remix di Radiohead, M.I.A., Basement Jaxx e altri ancora. Appare in quasi tutte le shortlist delle riviste specializzate come uno dei migliori artisti del 2012. Per presentarvelo ho scelto un brano con Sampha, il cantante che lo segue sempre nell’attività dal vivo e spesso anche in quella in studio. Non è una proposta estrema come quelle a cui vi ho abituato, ma è pur sempre elettronica pop di ottima qualità.


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri

Il calendario Pantone© progettato da Pentagram, New York

A proposito di design e politica, le applicazioni del logo e le 2 videointerviste a Sol Sender, ideatore principale del brand Obama nel 2008

L’inglese Nathan Burton Design, ovvero l’eccellenza assoluta nel book cover design. A rischio archiviazione …

Sempre in tema di libri, la casa editrice on demand artbookstand, di Los Angeles, specializzata in produzioni d’arte