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E voi come la vedete?

Questa immagine è stata ripresa da un’amica su Facebook dove ha dato luogo a vari commenti, alcuni molto interessanti.

Quanto vado a esporre rappresenta ovviamente un’opinione strettamente personale e non la posizione ufficiale dell’Art Directors Club Italiano.

Al di là delle motivazioni personali che possono avere spinto l’autore a questo tipo di opera mi colpisce soprattutto una cosa: sono per lo più gli uomini a parlare di blasfemia.
E sono anche quelli che spendono più argomentazioni razionali per farlo.
Curioso.
Ma in cosa consiste la blasfemia? Io non vedo insultare (blàptein) nessuna reputazione (phama).

Questa immagine, piuttosto, ci ricorda sia da dove veniamo, sia (per sineddoche) ciò che desideriamo più di ogni altra cosa, per gran parte della nostra vita di maschi.
La nostra stella polare.
La riconciliazione tra due poli.
Soldi, gloria e potere sono solo surrogati. Aridi succedanei privi di qualunque linfa vitale.
Recenti vicende italiane che hanno coinvolto maschi potentissimi, ricchissimi e molto cattolici, ci dimostrano ancora una volta cosa motiva realmente il maschietto medio italiano.
E non fatemi i Santini infilzati. Non ci sono eccezioni, al massimo sublimazioni.

Questa immagine ci ricorda anche dove andiamo, se guardiamo all’abbraccio virginale della Madonna come un’allegoria della Dea, nel grembo della quale tutti torneremo alla fine del viaggio. O dei viaggi.

E secondo me, ci mette davanti a quello che siamo davvero ora, in questo preciso momento, sulla base delle reazioni contraddittorie che ci evoca.
Risata goliardica. Repulsione. Riflessione laica. Speculazione filosofica.
Diciamo la verità: se anche ne avete una visione ristretta, è solo una vulva. Non ha fatto niente di male né mai potrà farne. A nessuno.
Che sessualità e genitali (specie al femminile) siano qualcosa di “sporco”, “basso” e “tentatore” non è un messaggio del Cristo ma un’invenzione del cattolicesimo.
Di cui siamo inevitabilmente intrisi. Una ragnatela di fil di ferro per la mente.
Spezziamola, e ci sembrerà che la Madonna sia nel posto giusto. Noi stessi ci sentiremo più spesso nel posto giusto. A casa.
E a casa si sta bene, perché non dobbiamo dimostrare nulla.

Puttane e madonne sono egualmente noiose. Le donne infinitamente più divertenti.

In ogni caso, ribadisco il mio auspicio già espresso sulla bacheca Facebook della mia amica: più cunnilingus e meno baciapile. Hallelujah.

P.S.
Recentemente ho sentito un ex membro del consiglio di amministrazione Rai (cattolico, area centro destra) massacrare il commercial Ikea “basta poco” con la seguente motivazione:
“Inaccettabile, usa i bambini in modo pretestuoso e veicola messaggi omosessuali”.
Capite perché dobbiamo impedire che il cattolicesimo continui a ingabbiare le nostre coscienze?


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“Tic Toc” di Michelangelo Cianciosi.

Domani scade il tempo per iscrivere le vostre campagne al Cristal Festival. Ecco un contributo di Michelangelo Cianciosi, Direttore Creativo Esecutivo Verba e giurato nella sezione Film e Radio.

Mi giro e c’è qualcuno che bussa alla finestra dell’ufficio. Ha la testa piegata da un lato nel modo scemo che hanno gli uccelli, le zampe magre a stecco che hanno gli uccelli, il corpo a patata che hanno gli uccelli. E TA-DAAA, è un uccello.

“Cucù”, dice

“Che vuoi?”, gli chiedo “Il tuo amico calciatore se ne va in Australia e devi rompere i coglioni a me? Faccio plin plin già abbastanza, grazie.” Sto per chiudere la finestra, ma quello insiste: “Cucù”.

“Senti, non ho tempo, davvero…” cerco delle monete nelle tasche, evitando al tatto quelle dal calibro più grosso, ne estraggo una da 20 centesimi “…tieni, ci escono un sacco di vermi”.

“CU-CÙ, CU-CÙ come cazzo devo fartelo capire? Sono un uccellino a cucù hai presente? Quelli che fanno in Svizzera, le casette, di legno, con la porticina, le pigne sotto, l’orologio, io che esco ogni ora e dico CU-CÙ? O ti sei bruciato il cervello con mio cugino, quello blu che fa tanto il sociale e parla solo con 140 caratteri alla volta? Oooooh” alza gli occhi al cielo, esasperato.

“Ho capito… cucù…” faccio offeso.

“Ecco! E sono venuto per dirti che venerdì 9 novembre scadono le iscrizioni al Cristal Festival, quello in cui non si sa per quale motivo ti hanno preso come giurato nella sezione film e radio e che si tiene anche quest’anno in…?

“Svizzera?”

“Bravo Einstein! Allora? Che vogliamo fare?”

“Mah… vedo…”

“Bravo, allora vedi anche di non lamentarti poi dei festival che sono sempre gli stessi e che ormai sono in decadenza e che moltiplicano le categorie a dismisura per farci più soldi e che nessuno ha il coraggio di fare cose nuove e bla-bla-bla…”

“Dici che qua è diverso?”

“Dico che puoi andare da solo sul sito www.cristalfestival.com a leggere chi c’è in giuria, chi sono i presidenti, qual è la filosofia e farti un’idea. Per chi mi hai preso, per il tuo analista? Io sono un Cucù. CU-CÙ. CU-CÙ. Ti saluto, fesso… CU-CÙ…” si lancia dal davanzale e si schianta a terra due piani più sotto.

Non c’è dubbio. Era un Cucù.

Pubblicato in ADCI

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Come sollecitare un pagamento, con il giusto tocco “Bazinga”.

Rubo questa testimonianza dalla bacheca Facebook di Roberto Ottolino, un giovane copywriter che ho conosciuto due anni fa, alla portfolio night.
A un vecchio datore di lavoro che gli deve dei soldi da oltre due anni, ha mandato questa mail.

Oggetto: Steve Jobs, Amy Winehouse, Mario Monicelli, Donna Summer, Lucio Dalla, Whitney Houston

Erano ancora tutti vivi il 20 ottobre 2010, il giorno in cui iniziò la mia collaborazione con XXX. Sembra ieri, vero?

Poi purtroppo sono iniziati a morire, piano piano, uno dopo l’altro: eppure a distanza di oltre due anni non ho ancora ricevuto da XXX neanche un piccolo acconto sulle mie spettanze, malgrado la nostra collaborazione, come da accordi, si sia regolarmente conclusa nel dicembre 2010.

E sì che di cose nel frattempo ne ho fatte: ho concluso un master e ne ho iniziato un altro; ho cambiato un’auto, due fidanzate e tre lavori: tutti, questi ultimi, pagati con regolarità e puntualità.

Nessuna nuova invece da parte di XXX; il che tutto sommato mi fa più sorridere che arrabbiare, considerando che l’importo dovuto ammonta, se non ho fatto male i conti, a circa 500 € lordi, forse anche meno.

Per carità, la crisi è crisi, chi può negarlo? Ma sono certo che i due anni trascorsi siano stati più che sufficienti a XXX per raggranellare l’astronomica somma a me dovuta.

Vi invito pertanto a ricontattarmi per regolare quanto dovuto, prima che un’altra dipartita illustre contribuisca ad allungare la lista di cui in oggetto.

Un cordiale saluto.


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Il talento del fare con le mani

…la bellezza di avere le mani sporche di terra,
di dedicare del tempo a una attività creativa e a noi stessi.

La sensibilità artistica è un talento spesso inespresso che, se coltivato e ascoltato, porta a notevoli risultati. La tecnica e la manualità nascono “facendo” e confrontandosi con il proprio elaborato. È in questo processo di apprendimento che nasce il “talento del fare”

(Monica Sgrò)

 

 

 

 

 

 

 
Quest’anno LABOSGRO’ (zona Stazione Centrale) propone due appuntamenti:

MARTEDI’ – Scuola di nudo artistico con l’insegnamento accademico della modella vivente, sia con il disegno sia con il modellato in creta. Orari 16-19. Costo mensile 130 euro, incluse creta (cottura a parte) e presenza della modella.

VENERDI’ – Seminari a tema, ogni partecipante può iscriversi per tutto l’anno o al singolo tema di suo interesse.

La composizione scultorea (in creta)
– la Lotta (dal 9 novembre al 18 gennaio) costo 225 euro, cottura a parte
– l’Abbraccio (dall’1 febbraio al 29 marzo) costo 225 euro, cottura a parte

Gli animali , realizzazione di un animale, quello che piu’ ci rappresenta, attraverso l’uso di foto e disegni (dal 5 aprile al 17 maggio) costo 175 euro

Il bambino, attraverso il metodo della testa cava si cerchera’ di visualizzare il bambino che e’ in noi. (dal 24 maggio al 28 giugno) costo 175 euro, cottura a parte

Per informazioni e iscrizioni: sgro.monica@libero.it – 348-6923817

Monica Sgrò, insegnante e artista, nasce a Milano nel 1973. Si diploma prima in grafica pubblicitaria (lavora per qualche tempo in un’agenzia pubblicitaria milanese) e poi, grazie all’incontro con il suo maestro, Mario Robaudi, in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. La sua sensibilita’ sociale la porta a lavorare presso i laboratori di ceramica di Bruno Munari a Faenza e, in seguito, a insegnare presso l’Istituto d’arte steineriano di Milano. Da circa un anno insegna all’Accademia di Brera al corso della Libera Scuola del Nudo e Artefici dove propone un corso di disegno e bassorilievo. Nella sua ricerca artistica sperimenta le tecniche ceramiche unite alla scultura di varia natura.


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“Questo post è stato scritto in Helvetica in 6 minuti e 11, quasi 12, secondi. Voi invece avete tempo fino al 9 novembre”. di Sofia Ambrosini.

Questo è un post scritto velocemente e con il carattere svizzero per eccellenza (copio e incollo da Wikipedia: Helvetica, creato nel 1957 da Eduard Hoffmann, direttore della fonderia Haas di Münchenstein, e disegnato da Max Miedinger. Fu dapprima denominato Neue Haas Grotesk, il nome fu poi cambiato in Helvetica da Helvetia, il nome latino della Svizzera. Nel 1989, con Massimo Vignelli, divenne il carattere tipografico ufficiale per la segnaletica di New York, dalla metropolitana ai treni, dai cartelli stradali alle mappe della città, vincendo la sfida contro l’allora preferito Standard (Akzidenz Grotesk.) perché il suo obiettivo è convincervi a iscrivere i lavori al Cristal Festival (dal 12 al 16 dicembre a Crans Montana, premiata località sciistica e di golf della Svizzera Francese) e il tempo che resta per farlo è pochino: la scadenza è stata prorogata, sì, ma solo fino al 9 novembre.

Lo so cosa state pensando, il Cristal non è Cannes né l’Eurobest, ma credetemi, ci sono dei buoni motivi per non lasciarvi sfuggire l’occasione di partecipare a questa edizione 2012.

Per amore di sintesi la smetto con Wikipedia e vado con i bullet point:

– Il Gunn Report. Il Cristal fa punteggio per il ranking del Gunn Report.

– Il patrocinio adci. Quest’anno l’adci dà il suo patrocinio al Cristal, e il Cristal per ricambiare dà un sacco di vantaggi ai soci adci (uno su tutti, l’iscrizione dei lavori vincitori degli Adci awards dà diritto a un bello sconto: 50% per i vincitori dell’oro; 30 % per i vincitori dell’argento; 15% per i vincitori del bronzo).
– Il new business. La Svizzera, dopo il cioccolato, gli orologi, le mucche, Heidi e il carattere Helvetica, è famosa anche per il denaro che vi circola indisturbato: pensate a quanti clienti curiosi e danarosi potrebbero vedere i vostri lavori e chiamarvi.

Di buoni motivi ce ne sarebbero tanti altri, ma se continuassi a scrivere il post diventerebbe più lungo e il tempo non la smetterebbe di fuggire, quindi prima del punto aggiungo solo una parola: iscrivete!

Sofia Ambrosini (giurata italiana nella sezione Outdoor&Print Design).

Per saperne di più: ilaria.granato@cristalfestival.com

http://www.cristalfestival.com/

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