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“Quando ‘Sintetizzare’ i Credits equivale a Scippare il lavoro creativo.” di Fabio Ferri

“Quando ‘Sintetizzare’ i Credits
equivale a Scippare il lavoro creativo.”

Fabio Ferri, consigliere adci, ricorre contro indipendent ideas. Ecco cosa scrive:

 

“Una buona notizia per tutti le creative e i creativi. Spero.

“Giovedì 29/11/12 presso il Foro di Torino, si tiene la prima udienza del ricorso urgente contro independent ideas, circa l’omissione di chi scrive dai credits di una campagna premiata.

Non sono certo il primo ad aver subito un torto simile, ma spero per la gioia di tutta la comunità creativa, di essere l’ultimo.
Questo ricorso è un evento senza molti precedenti, che segue le parole dette e le polemiche scatenate a fine settembre 2011, e che mi auguro possa portare a costituire un deterrente al ripetersi di storie come questa.

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La filiera dell’adv è finita

Mercoledì 21 sono stato, assieme a Guido Cornara, coordinatore alla giornata didattica Movi&Co presso lo IULM.

Si tratta di un workshop di videomaking organizzato da Movie&Co, a cui diverse aziende si iscrivono, pagando una quota d’iscrizione. Questa quota dà loro accesso a un pool di giovani videomaker tra cui verranno individuati quelli che dovranno rispondere al brief dell’azienda, realizzeranno fino a due video.
A me e a Guido è stato riservato il compito di valutare i video ed elargire critiche e consigli sia ai giovani videomaker sia alle aziende. Quest’ultimo compito, devo confessare, è stato particolarmente piacevole per entrambi ;-)

Rispetto all’anno scorso, ho trovato ragazzi con una maggiore consapevolezza stilistica, e anche una maggiore “fame”: ragazzi che difendevano il loro lavoro dalle critiche mie e di Guido, con convinzione. Di lavori belli ce n’erano diversi: alcuni talenti sono sicuramente da tenere d’occhio. Certo, non tutti erano allo stesso livello. Così come i lavori che hanno realizzato.  E qui casca l’azienda.
Togliendo il velo di Maya a una questione che dovrem(m)o affrontare prestissimo, un’azienda si è lamentata pubblicamente del livello del video realizzato per lei, rispetto ad altri: argomentando che “con il biglietto che pago che vantaggio ne ho, se poi il video non è di livello?”. Va detto che l’azienda in questione è una fedelissima dell’iniziativa Movi&Co da diversi anni. E questo rende la questione ancora più cruciale. Perché un workshop del genere non è né una casa di produzione né un’agenzia creativa, ma più una roulette di talenti: ti può capitare quello migliore o quello peggiore. E’ un rischio consapevole, o così dovrebbe essere.
Lasciamo perdere lo spirito di un’iniziativa del genere, di talent scouting e di divulgazione di cultura del videomaking nel mondo dell’azienda. Facciamo i cinici. Se, in 7 anni, dovesse esserle andata bene anche solo 3/4 volte, ci sarebbe da esserne contenti: a un costo infinitamente inferiore a quello d’agenzia + casa di produzione si porta a casa un video di cui può fare l’utilizzo che vuole.

La filiera dell’advertising è finita.
Un azienda che dichiara con tanta pervicacia che *pretende* il servizio di un’agenzia, senza pagare un’agenzia, è un segno dei tempi. Puntualissime le parole che Guido mi ha sussurrato all’orecchio, mentre difendevo l’onore (e le fatture) delle agenzie: “Paolo, è finita…”

Hai ragione, Guido: il modello di business dell’agenzia è finito.
Non è un giudizio di valore, è una constatazione.
Sempre più aziende cercheranno scorciatoie per spendere meno e avere un servizio che assomigli a quello finora erogato soltanto dalle agenzie.

Questo è un brief che tutti i professionisti pubblicitari dovrebbero darsi: pensare un nuovo modello di business per la comunicazione.


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri

L’illustratrice canadese Leanne Shapton, talento e stile

Il talento dell’olandese Iwan Baan, fotografo extraordinaire di architettura paesaggi urbani.

Marcel Dzama, canadese fuoriclasse dell’arte, in un Tate Talk

La Rain Room al Barbican Centre for the Arts, Londra. Il meteo continua a ispirare l’Arte contemporanea da Eilafur Olafsson a Random International


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Chiunque può leggervi nella mente.

La pluripremiata agenzia belga Duval Guillaume Modem, ha realizzato un’operazione molto divertente. Obiettivo: indurre le persone a riflettere sul fatto che oggi tutta la loro vita è online e occorre esserne consapevoli. La versione originale è qui.

Io posto la versione con i sottotitoli in italiano, segnalata da Bruno Ballardini nel suo profilo Facebook. È lì che ho anche ricavato il pin del suo bancomat ;)


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri

Talk di Maria Sebregondi AD di Moleskine in occasione di Talent Almanack, Robilant associati

“Evergreen” pluripremiato progetto del 2008 di Taxi Toronto: “15 below” creatività al servizio diretto della (fredda) realtà

Ted Talk dell’italiana Paola Antonelli, curatore design del Moma di New York

Breve video su Massimo e Lella Vignelli, graphic designers extraordinaire, simbolo del Made in Italy che fu


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Look at what that swoosh did

Si racconta che i copywriter abbiano competenze musicali di gran lunga superiori a quelle degli art director. Copywriter sono sia Luca Scotto Di Carlo, sia Angelo Abbate, indicati spesso come portatori di un sapere enciclopedico in materia. Copywriter è anche il proprietario di una leggendaria collezione di dischi e cd: Pasquale Barbella. E gli art? Quella che ho di fronte ascolta spesso “che fretta c’era, maledetta primavera”. E non aggiungo altro.
Vi lascio alla segnalazione di Angelo Abbate. Mi ha promesso che non resterà l’unica.

Va fortissimo in campo hip hop l’americano bianco Macklemore di cui vi segnalo il recente singolo Wings.
È notevole l’uso di tromba e violino nella base, ma la formula vincente è il sodalizio con Ryan Lewis, produttore, fotografo e videomaker. Insomma, teniamoli d’occhio e d’orecchio.

 

Macklemore x Ryan Lewis WINGS from na mu on Vimeo.

 


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ADCI firma la Carta di Milano per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione

I bambini ci guardano, e capiscono molte cose. Qualche volta noi diciamo loro le cose sbagliate.

 

CARTA DI MILANO

Per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione

1. Le bambine e i bambini non sono oggetti, bensì soggetti attivi, con la loro dignità, i loro gusti, speranze, sensibilità, idee e valori di cui si arricchiscono e che con loro si rafforzano. Hanno diritti inalienabili e doveri. La rappresentazione delle bambine e dei bambini dovrebbe sempre tenere conto di questa grande ricchezza coinvolgendoli in modo attivo e coerente con gli obiettivi di comunicazione ed evitando l’uso meramente ostensivo, sensazionalistico e artificioso della loro immagine.

2. I bambini e le bambine sono tali indipendentemente dal colore della loro pelle, dalla provenienza etnica, dalla loro fede religiosa e dalla loro condizione sociale. La comunicazione deve saper raccontare tutte le diversità etniche, religiose, sociali e geografiche evitando stereotipi e messaggi discriminatori.

Leggi e firma anche tu la Carta di Milano qui | Per il rispetto delle bambine e dei bambini nella comunicazione. Promossa da Terres des Hommes.


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Bill è buono e fa bene.

Pasquale Barbella parla di Bill Magazine, il trimestrale che aveva un solo difetto, ora risolto:

Nelle mie vene scorre inchiostro di stampa. Sono cresciuto più a carta che a bistecche.

Superati i 60, ho subìto una mutazione genetica e sono diventato sempre più elettronico in fatto di letture e passatempi. In edicola ho tradito, una dopo l’altra, tutte le riviste che hanno accompagnato la mia vita e fomentato la mia curiosità. Trattengo ancora un legame con i libri di carta e qualche quotidiano, ma persino i quotidiani per me non sono più tali: dovrei chiamarli “settimanali”, perché ormai li consulto più in rete che con il foglio tra le mani.

“Bill”, il magazine della Tita, è riuscito a riaccendere in me quell’inclinazione al feticismo che sembrava essersi spenta. Droga da leggere, toccare e fiutare (nessun’altra concede tutti e tre questi piaceri)…

Leggi il resto qui, nel sito di Bill Magazine.

Per abbonarsi basta scrivere a bill@titamilano.com e poi seguire le semplici istruzioni.


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Buon lunedì, le segnalazioni di Claudia Neri

Artissima, a Torino si è appena conclusa. Qui il sito di Leonardo Sonnoli, autore dell’identità visiva.

Il linguaggio dei gesti, Stefano Marra/Tyler Jonhnson, “the Marson project”

Ted talk Di Paula Scher, Pentagram New York

Del 2008, imperdibile “making of” video sul video House of Cards, Radiohead. Innovazione tecnica, arte etc. Una case history d’eccellenza creativa e molto altro.


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Coincidenze bizzarre e tragiche.

Di Alessandro Canale, Chief Creative Director di Y&R Roma.

So che siete tutti occupatissimi, ma vi chiedo di dedicare un paio di minuti ad esaminare  una singolare coincidenza che ho trovato sul web in questi giorni di frenetica bagarre politica.
Si tratta di due spot basati, come noterete con facilità, sulla stessa provocazione intellettuale. Personalmente, credo che uno sia la copia dell’altro, e non vi sarà difficile capire a chi mi riferisco.
Il primo è di casa nostra, il secondo è americano. Messi vicini rappresentano un esempio folgorante per dimostrare a tutti noi come la professionalità, l’attenzione ai particolari più insignificanti, la sensibilità verso il target, la capacità non solo di trovare un insight ma anche di trattarlo in modo vero, autentico e mai retorico, riescano a fare la vera differenza.
Ed in più, qui non si può tirar fuori l’alibi dei soldi spesi, perché potrebbero essere costati la stessa cifra. Qui si tratta di talento.
Grazie per l’attenzione e buone visioni.

 

Il primo da vedere

Spot elettorale di Mattia Di Tommaso, candidato alle primarie del centrosinistra per il Sindaco di Roma.
Pubblicato in data 06/nov/2012 da

 

Il secondo

Lena Dunham talks about her first time voting and why she’s voting for President Obama.
Pubblicato in data 25/ott/2012 da