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Dire bene qualcosa di rilevante


Dicono: è melenso. Dicono: è latte alle ginocchia. E’ lacrimevole. E’ vecchio. E’ convenzionale. E’ demagogia, captatio benevolentiae. Qualcuno dirà è anni ’80, oppure è barillesco. Qualcuno dirà: una regia degna di miglior causa, o farà accenno alla fotografia nemmeno desaturata, per niente scandinava, troppo firmata. Nemmeno una luce in macchina, un dettaglio trendy, nemmeno un già visto da qualche altra parte. Qualcuno dirà addirittura che va bene tutto ma non le firme (?), o farà accenno alla recitazione troppo stereotipata dell’uomo sugli spalti alla sinistra della mamma nera. Qualcuno dirà che non è digital, non è social, non fa seo. Unretweettable. O diranno un’operazione morta, per un media morto, e per gente morta. Un guardarsi indietro, un po’ fascista, da matriarcato arcaico.
Io dico che mi piacerebbe tanto che venissero a ripetere i loro pensierini davanti al board della Procter & Gamble, davanti al board della Wieden & Kennedy, e poter vedere di nascosto, in un ufficio al quattordicesimo piano, con la finestra spalancata.
Andrea Concato
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Aggiungo: c’è un filo a mio avviso evidente che unisce questa segnalazione di Andrea Concato e il mio pezzo dell’altro giorno (L’Art Directors Club Italiano i fake e le noccioline).
Tant’è che Concato ha accompagnato questa sua segnalazione scrivendomi:

Molto bello il tuo ultimo intervento.
Quando facciamo una riunione di soci senza altro in agenda che lo stato del mestiere?

Bella domanda. La rilancio a tutti i soci dell’Art Directors Club Italiano. (m.g.)


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Black Box Project, invito per art director e pubblicitari. Grafica internazionale e cucina svedese

Il road show mondiale della cartiera svedese Iggesund, dopo Parigi, Londra, New York, Amburgo, sarà a Milano per l’ultima data:  martedì 15 maggio 2012, dalle ore 18.00 alle 23.00, al Magna Pars in via Tortona 15. Cena svedese per gli intervenuti. Confermare la partecipazione scrivendo qui.

Art director, designer, pubblicitari, responsabili marketing e comuncicatori professionisti sono attesi dalle 18.00 alle 23.00 per gustare le deliziose specialità di un famoso chef svedese.

Iggesund, importante cartiera svedese, è specializzata nella produzione di carte e cartoncini per il packaging. Il Black Box Project è una sfida ai designer per creare progetti unici utilizzando la carta Invercote.

Per il progetto “The Black Box Project” Iggesund ha selezionato in Europa e Stati Uniti sei agenzie che si sono distinte per la loro creatività nel design e nel packaging: Landor Associates di Parigi (Francia), Van Heertum Design di Tilburg (Olanda), Brunazzi & Associati di Torino (Italia), Marc Benhamou/Creative 360° di New York, Sebastian Onufszak di Augsburg (Germania), Jeff Nishinaka di Los Angeles (USA).

Iggesund presenterà in questa occasione il sesto designer, Jeffrey Nishinaka di Los Angeles, insieme ai progetti delle altre cinque agenzie selezionate.

Per maggiori informazioni sull’evento  contattare:

Brunazzi&Associati 011 8125397 art@brunazzi.com
Ada Brunazzi 348 3898303 ada.brunazzi@brunazzi.com

Black Box Project Iggesund
martedì 15 maggio 2012,
dalle ore 18.00 alle 23.00,
Magna Pars
via Tortona 15,  MIlano

Cena svedese per gli intervenuti. Confermare la partecipazione scrivendo qui.


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L’Art Directors Club Italiano, i fake e le noccioline.

Le campagne italiane considerate innovative, originali, un benchmark, non solo agli Adci Awards ma anche al festival di Cannes, raramente sono sostenute da investimenti superiori ai 500 mila euro.
Se sommassimo l’investimento media degli ultimi 4 leoni italiani, che importo raggiungeremmo secondo voi?
Temo non andrebbe meglio nemmeno se considerassimo gli investimenti media che hanno supportato complessivamente gli ultimi trenta leoni italiani. Peanuts.

Eppure, ogni anno, Cannes e i più importanti festival oltre confine premiano moltissime idee sulle quali grandi aziende internazionali hanno puntato decine di milioni di euro. Soldi veri per progetti veramente rilevanti.

Perché in Italia le aziende investono soldi veri solo su campagne poco originali e innovative, spesso anche stupidotte e non professionali?
Forse che la comunicazione di massa debba essere in Italia necessariamente arretrata?

Ho preparato uno slideshow di tutti i lavori entrati nell’Annual Adci 1992.

Stampa&affissione 1992

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Potete confrontarli con la shortlist dei lavori entrati quest’anno. Vi consiglio di farlo. Offre molti spunti di riflessione.

Il punto principale riguarda l’evidente importanza che aziende leader attribuivano ai “content”, vent’anni fa. E mi riferisco ad aziende di primissimo piano, attive in differenti settori merceologici.
Un’attenzione alla qualità e alla “consistenza” dei contenuti che oggi è scomparsa.

Riguardatevi le campagne entrate in shortlist nella sezione stampa&affissione agli Adci Awards 2012. Non chiedetevi quale sia “fake” e quale non lo sia. Non in questo momento e non in questa sede.
Facciamoci piuttosto altre domande:
quali e quanti di questi lavori sono stati sostenuti da un investimento superiore ai 500 mila euro?

A mio parere tre. Forse.

Quali e quanti di questi lavori sono stati sostenuti da un investimento superiore ai 250 mila euro?
Forse altri due.

Quali e quanti annunci sono stati supportati da un investimento media superiore ai 5 mila euro ma inferiore ai 100 mila euro? Temo la maggioranza.

Guardando a cosa è rimasto escluso, trovo al massimo tre lavori che avrei inserito nella shortlist. È un parere del tutto personale e riconosco alla giuria un’autorevolezza necessariamente superiore alla mia.
In ogni caso, i tre lavori che avrei incluso, tutti insieme, non arrivano ai 100 k di investimento media.
Rispetto a quello che sto cercando di dimostrarvi non avrebbero spostato il problema di una virgola.

Ciò che i migliori creativi italiani definiscono efficace non è ritenuto tale da chi investe in comunicazione. Tant’è che chi guida le aziende preferisce puntare le risorse strategiche su linguaggi (?) diversi.

Se un grande marchio, che investe oltre tre milioni di euro all’anno in advertising, entra nell’Annual con un lavoro su cui ha investito meno di 100 k (probabilmente meno di 50) io mi chiedo perché non abbia allocato la parte strategica del budget su una comunicazione altrettanto brillante.

La risposta, purtroppo, è che oggi non c’è più identità di vedute, tra creatori di contenuti e aziende. Se anche sommassimo l’investimento media che ha supportato tutti i lavori entrati nella shortlist agli Adci Awards, otterremmo una frazione omeopatica del reale totale investimenti. Nel 1992 trovavamo rappresentati nell’Annual Adci decine di settori merceologici e vari prodotti mass market. Compresi yogurt, lavatrici e cibo per cani. Vent’anni dopo la situazione è molto diversa.

Eppure gli ultimi dieci anni ci hanno dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, grazie a Internet e non alle ricerche di mercato, che i contenuti brillanti, quelli che sanno “ingaggiare” davvero gli utenti, sono gli unici in grado di guadagnarsi spazio. Il che implica che abbiano saputo anche attirare l’attenzione del target. Perché il comportamento dello stesso utente dovrebbe essere diverso quando fruisce dei nostri messaggio attraverso media classici?
Perché in Italia non riusciamo a far comprendere ai committenti quello che le più importanti aziende del mondo hanno compreso da tempo? Quello che molte grandi aziende italiane dimostravano di avere compreso perfettamente già vent’anni fa, ancora prima delle evidenze fornite da Internet.

Vedo due motivazioni.
La prima l’ho ripetuta ormai infinite volte. In Italia non ci sono più grandi agenzie fondate o guidate da creativi. Dominano i “mezzani&ragionieri”, non creatori per definizione. Quindi, tra creatori di contenuti e imprenditori non c’è quasi mai un dialogo diretto o una autentica relazione.
È sicuramente un peccato per entrambi. Le due categorie, i due profili umani, sono accomunati dalla spinta a creare valore, anche se possiedono competenze diverse.

La seconda ragione è che anche tra i creatori di contenuti spesso manca una visione comune di cosa renda bella ed efficace una campagna.

Diversi soci, giovani e non, negli ultimi mesi mi hanno espresso un disagio che Annamaria Testa ha riassunto in queste tre righe:

i primi anni del club eravamo tutti più o meno d’accordo su che cosa fosse una buona campagna. Adesso, non nascondiamocelo, non è più così. E alcuni parametri di base si sono proprio perduti. Per esempio, la necessità di essere semplici e comprensibili. Di dire – bene – qualcosa di rilevante.
Sarebbe sano ripartire da quelli. Sano ma, temo, noioso.

La stessa Annamaria Testa, in uno scambio di opinioni sui criteri con cui valutare il nostro lavoro, ha scritto:

una campagna pubblicitaria, su qualsiasi medium e anche, finché c’è, sulla stampa, deve o presentare un prodotto nuovo, spiegandolo, o vantare le caratteristiche distintive di un prodotto noto (non della merceologia a cui questo appartiene, a meno che non si tratti di una campagna collettiva), o rendere interessante un prodotto banale e noioso, o rendere simpatico un prodotto tetro, o delineare nuovi e più consistenti motivi di acquisto… e così via.
Ci basta un’immagine curiosa, corredata da un titolo spesso pretestuoso e là, nell’angolo, il prodotto, messo lì come una minuscola foglia di fico?

Davvero vogliamo continuare ad accontentarci di qualche pacca sulla spalla, una volta all’anno, agli Adci Awars e magari anche a Cannes? Davvero ci bastano poche noccioline di un business che dovrebbe essere nostro? Quando ricominceremo a ruggire tutti i giorni riappropriandoci del nostro ruolo? Solo le scimmiette ammaestrate possono trovare la felicità in qualche nocciolina.

NOTA IMPORTANTE
l’archivio storico degli oltre 5000 lavori selezionati dall’Art Directors Club è potenzialmente un piccolo patrimonio culturale. Ed è tenuto da schifo (lo slideshow lo dimostra). È nel nostro interesse “restaurarlo”, ma serve la collaborazione di tutti.
1) tutti gli autori di lavori entrati nei primi venti annual dovrebbero controllare quanto siano effettivamente fruibili e consultabili. E mandarci un formato più attuale, in modo che testo e immagini possano essere visti
2) tutti gli autori di commecial entrati negli annual dovrebbero inviarci un file digitale che ne possa consentire una programmazione di qualità anche in un cinema.
3) abbiamo bisogno di volontari, anche tra i più giovani, per raccogliere i materiali e riorganizzarne la fruizione. È un lavoro che può insegnare e far riflettere sul fatto che non dovreste mai e poi mai accontentarvi delle noccioline.


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L’Art Directors Club Italiano e l’esterno.


Negli ultimi 30 giorni questo blog è stato visitato da oltre 8000 persone, e ha superato le 24 mila visioni. La durata media di ogni visita è stata di oltre 4 minuti.

Anche più sorprendenti i dati di Slideshare, dove i contenuti Adci hanno superato le 80 mila views in un mese.

Il precedente contenuto Adci più condiviso era stato, sino a questo mese, il video “i guerrieri dell’adci” (5204 views in circa 4 anni).

Siamo stati più volte top content of the day e una volta top content of the week.
Ed è successo semplicemente condividendo pubblicamente quello che per noi è il lavoro eccellente (o buono) e quello che non lo è.
Abbiamo fornito dei modelli, i nostri, magari discutibili forse non universalmente condivisibili, ma abbiamo comunicato con l’esterno indicando esempi concreti e non semplici nominalizzazioni.

Se penso al patrimonio di lavori di grande livello presenti nel sito Adci e attualmente così poco condivisibili, mi viene da pensare che stiamo dormendo su un piccolo giacimento. Vedremo di sfruttarlo nei prossimi mesi.
Buon ponte a chi riesce a farlo.


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Adci Awards 2012 – La shortlist ufficiale

La shortlist ufficiale degli Adci Awards sarà online stasera sul sito Adci. Rispetto alle notizie anticipate in questo stesso blog, nei post dei giorni scorsi, ci sono minime variazioni.
Per errori di trascrizione non erano stati riportati alcuni lavori che le giurie avevano invece selezionato. Segnalo anche il caso di un lavoro tolto dalla shortlist per stessa segnalazione dell’autore, Giuseppe La Spada.
In un mondo in cui fanno notizia più che altro le sospette o presunte violazioni delle regole, mi piace sottolineare il gesto (così deamicisianamente retrò) di La Spada. Mi ha chiamato per dirmi

ero in giuria Live Adv, e a meno che non abbiano rivotato un mio lavoro mentre mi ero assentato, sono certo che sia rimasto fuori.

Chapeau, Giuseppe. Con il cuore prima che con la testa.

Ecco lo slideshow con tutti i lavori effettivamente selezionati dalla giuria Design. Prima di immergervici, vi prego di leggere l’avvertenza sotto. Riguarda la possibilità di segnalarci violazioni.

Avvertenza: a partire da stasera i soci ordinari dell’Adci (non studenti e non sostenitori), avranno due settimane per consultare la shortlist ufficiale degli Adci Awards 2012 e segnalare in forma riservata (ma non anonima) eventuali violazioni del CFE. Basterà scrivere a info@adci.it

Ricordo che il nostro CFE, alla voce eleggibilità dei lavori recita quanto segue:

possono partecipare agli ADCI Awards 2012 tutti i lavori che rientrano nelle categorie elencate al paragrafo CAtegorIe e mAterIALI per Le IsCrIzIonI e che siano stati pubblicati
nel periodo che va dal 1° febbraio 2011 al 29 febbraio 2012. non è necessario essere socio ADCI per iscrivere i lavori e partecipare agli ADCI Awards.
una singola uscita mediatica, approvata dal committente e pianificata su un mezzo coerente con il target e con gli obiettivi di comunicazione, costituisce la condizione minima e sufficiente
per l’iscrizione agli ADCI Awards. ADCI premia e incoraggia l’eccellenza creativa quanto la deontologia professionale e considera pertanto scorretto non solo il plagio, ma anche tutte le pratiche di alterazione che portano a una differenza sostanziale tra il lavoro iscritto agli ADCI Awards 2012 e quello effettivamente uscito come, a puro titolo di esempio, il rimontaggio di uno spot o l’alterazione di una headline o di un payoff. L’effettiva pianificazione dei lavori, l’approvazione del committente, l’assenza di plagio e la rispondenza tra quanto iscritto e quanto pubblicato potranno essere accertate, da quando si chiudono le iscrizioni e fino alla data di assegnazione dei premi compresa, con la richiesta di giustificativi, fatture o quanto altro sia ritenuto necessario per convalidare la selezione o il premio. In caso di mancata presentazione del materiale richiesto o di accertamento di irregolarità, i lavori saranno esclusi e le relative quote non saranno restituite. un lavoro può essere iscritto a una sola edizione degli ADCI Awards. qualora risultasse già iscritto in precedenza, il lavoro sarà escluso e la relativa quota non verrà restituita.


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SOLD OUT. Il Grande Venerdì di Enzo.

A più di una settimana dall’inizio del Grande Venerdì di Enzo i posti disponibili sono andati esauriti: 120 adesioni a Milano e 60 a Roma.

Non possiamo aumentare la disponibilità per problemi logistici, possiamo solo segnare il nome di chi vorrà iscriversi da oggi in poi e tenerlo come riserva in caso di eventuali defezioni.


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L’oro nel sound design: “abbiamo avuto il tempo per sperimentare”.


L’oro per la sezione musica e sound desig è stato vinto da “Paris-Rome“. Abbiamo chiesto a Josè Bagnarelli di raccontarci il ruolo di “Eccetera” in questo lavoro.

Quando Marco Venturelli e Luca Cinquepalmi ci hanno chiamato per fare il sound design del film internazionale di Citroen C3 ne siamo stati molto orgogliosi.
Con Marco avevamo fatto solo radiocomunicati, con Luca solo aperitivi…
I progetti per la tv in cui Eccetera viene coinvolta sono infatti rari e particolari: non che non ci piaccia lavorare per il video ma solo per la radio, purtroppo soffriamo perché i tempi e i budget di uno spot prodotto in Italia vengono spesso rosicchiati proprio alla post audio e alla sua qualità. E’ l’ultima nella linea produttiva e anche la parte il cui il potenziale e le variabili sono i più trascurati, forse perchè difficili da immaginare sopratutto in fase di preventivo.
L’idea video di H-Paris era meravigliosa: il viaggio tra Parigi e Roma, fatto con un solo pieno,che viene raccontato attraverso la scomposizione delle immagini del percorso che rimanda al contatore di una pompa di benzina.
Marco e Luca volevano che entrambi il viaggio e la ciclicità del meccanismo di racconto visivo avessero una loro rappresentazione sonora; per questo motivo ho voluto che sul progetto insieme ai tecnici del suono di Eccetera lavorasse Luca Imperato, il nostro musicista interno.
Il nostro Luca è un Dj conosciuto dai nottambuli: mago del campionamento in sala e nei suoi dj-set in tutta Europa, ma soprattutto campione del magheggio al calciobalilla…
Il trattamento di ogni singolo sfx della colonna è stato fatto in chiave musicale. Tutti gli effetti, campionati e trasformati entrano ciclici a tempo e si ripetono andando via in dissolvenza, sovrapponendosi agli sfx che li hanno preceduti e amalgamandosi in un loop ipnotico senza soluzione di continuità. Sembra una colonna effetti, ma in realtà è una colonna musica il cui scopo è esprimere il viaggio attraverso la ciclicità del contatore della pompa di benzina.
Una volta stesa la colonna, il lavoro di mix è stato fondamentale, per dare ad ogni effetto audio la sua collocazione spazio-fisica all’interno di ogni immagine in rotazione nell’inquadratura, e per sottolineare e valorizzare i vari passaggi e paesaggi che spaziano da sinistra a destra.
Marco e Luca ci hanno dato le cose piu’ preziose: fiducia e tempo.
E’ stato un lavoro di collaborazione, confronto e senso critico iniziato fin dalle riprese tra tutte le parti coinvolte: Luca, Marco, il regista Scott Lyon e noi.
Abbiamo avuto tutto il tempo necessario per sperimentare, montare ,smontare e sostituire le colonne e , per una volta, si può dire che il video ha influenzato l’audio tanto quanto la costruzione dell’audio ha suggerito successive modifiche al video. Ne siamo molto orgogliosi.
Penso che il risultato più visibile, anzi udibile, sia proprio dato dal tempo che abbiamo avuto a disposizione, per provare a fare del nostro meglio e restituire la fiducia a chi ce l’ha data.

CREDITS SOUND DESIGN.
PARIS-ROME
CITROEN C3

CASA DI PRODUZIONE AUDIO:

Eccetera Produzioni Audio, Milano

Sound Designer
Luca Imperato (Music & Sound Designer) – Luca De Sensi (Sound Engineer)

Sound Studio Director
Jose’ Bagnarelli

Producer
Sabina Feneri & Trottola

AGENZIA:

H, Paris

Chief Creative Officer
Gilbert Scher

Executive Creative Director
Gilbert Scher

Creative Director
Luca Cinquepalmi/Marco Venturelli

Copywriter
Marco Venturelli

Art Director
Luca Cinquepalmi

Agency Producer
Christopher Thiery/Julie Malet/Lionel Dray

CASA DI PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA:

Bandits
France

Producer
Philippe Dupuis-Mendel

Director
Scott Lyon


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Il Grande Venerdì di Enzo: venerdì 4 maggio 2012

Mancano solo 11 giorni al Grande Venerdì di Enzo che, vi ricordo, consiste nell’incontro fra direttori creativi e giovani aspiranti pubblicitari.

L’appuntamento è fissato per venerdì 4 maggio 2012 a partire dalle ore 17.

  • A Milano presso Made in via Carnevali 24.
  • A Roma presso Spazio Cerere in via degli Ausoni 3.

Il Grande Venerdì di Enzo è dedicato a Enzo Baldoni e alla sua consuetudine di dedicare ogni venerdì pomeriggio all’incontro con i giovani aspiranti creativi che gli chiedevano un colloquio.

Ecco i direttori creativi che hanno aderito all’appuntamento milanese: Davide Rossi, Luca Scotto di Carlo, Stefania Siani, Max Gnocchi, Vicky Gitto, Pino Rozzi, Lele Panzeri, Sandro Baldoni, Serena Di Bruno, Mauro Manieri, Sofia Ambrosini, Vincenzo Celli, Michelangelo Cianciosi, Luca Cortesini, Nicola Rovetta, Matteo Righi, Andrea Concato, Maurizio Sala, Aldo Cernuto, Alessandro Orlandi, Federica Ariagno, Paolo De Matteis, Nicola Lampugnani, Guido Cornara, Fabio Gasparrini, Giuseppe Mazza, Pietro Maestri, Toon Coenen, Marco Geranzani, Erick Loi, Enrico Chiarugi, Cristiano Tonnarelli, Luca Pannese, Luca Lorenzini, Giordano Curreri, Francesco Emiliani, Bruno Bertelli, Luca Zamboni, Annamaria Testa, Aldo Pugnetti, Francesco Guerrera, Pasquale Barbella.

Ma, grazie a Paola Manfroni, le adesioni romane non sono da meno: Luca Albanese, Alessandro Canale, Fabio Ferri, Alessandro Sciortino, Andrea Ferolla, Marco Carnevale, Francesco Taddeucci, Fabrizio Russo, Agostino Toscana, Elisa Pazi, Flavio Mainoli, Paolo Savignano, Arturo Vittorioso, Paola Manfroni, Marco Ferri, Cristiana Boccassini, Geo Ceccarelli, Patrizio Marini, Tonino Risuleo.

Per quanto riguarda la capitale l’elenco potrebbe arricchirsi nei prossimi giorni, mentre la lista dei milanesi è chiusa ed è ufficiale.

La partecipazione al Grande Venerdì di Enzo è assolutamente gratuita, ma non potete presentarvi così, a caso. Per partecipare dovete assolutamente scrivere a maurizio.ratti@adci.it

Alcuni informazioni generali.

Durante il Grande Venerdì di Enzo potrete far vedere il vostro portfolio ad alcuni fra i più importanti direttori creativi italiani. Quanti? Come minimo 3, ma ci stiamo organizzando per farvene incontrare il maggior numero possibile.

È ovvio, quindi, che dovete presentarvi con un portfolio.

E vi consiglio di portarvi dietro un portatile con i vostri lavori su file digitali. Saremo in tantissimi ed è molto probabile che la connessione non funzioni.

Prima dell’inizio, inoltre, ci saranno degli speech di alcuni fra i più importanti pubblicitari italiani. Da non perdere.

Ripeto l’informazione più importante: chi vuole partecipare al Grande Venerdì di Enzo scriva a maurizio.ratti@adci.it. E lo faccia in fretta perché i posti si stanno esurendo molto velocemente.

P.S.

Naturalmente il Grande Venerdì di Enzo è organizzato da Adci, mentre per la campagna di comunicazione dell’evento è stata gentilmente offerta dalle Balene.


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Apperò.

“Bill” incrementa la distribuzione in tutta Italia e aggiunge l’app digitale.

Bill – un’idea di pubblicità è la rivista trimestrale sull’advertising edita da Tita, da pochi giorni disponibile gratuitamente sull’Edicola Apple e utilizzabile per acquistare le versioni digitali dei diversi numeri che usciranno. L’app di Bill è stata realizzata da Franz Degano (art direction) e Stefano Sala (sviluppatore).

Un’integrazione – quella tra rivista cartacea, sito e app – che risponde al grande interesse suscitato dal primo numero della rivista.

La presentazione di Bill 02 si terrà venerdì 20 aprile dalle 12.30 al ristorante indiano Just India, via Benedetto Marcello 34 a Milano, e il 7 Maggio a Roma.