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Giovani Leoni rilevanti per Roberto Saviano


Lorenzo Picchiotti e Livio Basoli, rispettivamente art e copy in M&C Saatchi, hanno vinto la sezione TV ai Giovani Leoni. Questo già lo sapete. Quello che forse non sapete è che il loro video è finito anche nella bacheca di Roberto Saviano, tre ore fa. Ha già avuto quasi 900 “like” e oltre 600 persone l’hanno pure condiviso.

Il video è stato commentato da Saviano anche su Twitter.

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Un’idea che sta diventando rilevante anche al di fuori dei soci dell’Art Director Club Italiano che l’hanno riconosciuta e premiata. Ancora complimenti ragazzi e tutti gli “Hallelujah” del mondo per il festival di Cannes.
Ricordo che questo video è stato realizzato su briefind della Fondazione Banco Alimentare.

Pubblicato in ADCI

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Le immagini dell’Assemblea Soci Art Directors Club Italiano

Inviaci le tue foto via twitter #adciassemblea, le pubblicheremo nella photogallery.

Ha destato molta curiosità la t-shirt presidenziale. Ai fashion addicted (che non hanno potuto non notare anche la felpina indossata dal consigliere Ratti durante la nottata a disposizione dei giovani leoni) possiamo dire che la t-shirt presidenziale è in vendita su Threadless.
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Assemblea Soci Art Directors Club Italiano

Come scrissi sin dal primo post, “the missing link“, considero questo blog anche la “sede virtuale” del Club.
Viene quindi naturale postare qui e oggi, in contemporanea con l’Assemblea Soci che si sta tenendo a Milano, i contenuti che io e il Consiglio Adci stiamo esponendo a chi ha avuto la possibilità di partecipare.

 

Non trovo nulla di sconveniente nel fatto di condividere pubblicamente i contenuti di questa Assemblea.
Ricordo che nel mio programma avevo indicato proprio in Apertura e Trasparenza due dei valori chiave da perseguire nel nuovo corso. Gli altri due, per chi non li ricordasse, sono Consistenza e Rilevanza.

Le slides con le quali si apre il nostro incontro di oggi credo siano la migliore evidenza a supporto del fatto che il Club ha recuperato parte della credibilità perduta.
Se il crollo delle iscrizioni agli Adci Awards (tra il 2007 e il 2010) poteva essere imputabile anche (e magari solo) alla crisi economica, di certo non è per il superamento della stessa crisi che in questi 14 mesi di lavoro siamo riusciti ad aumentare di oltre il 20%.questa voce.

Invertire una tendenza negativa, durante il periodo peggiore (spero) della crisi ha una sola spiegazione: Apertura e Trasparenza ci stanno davvero facendo recuperare credibilità.
Anche al di fuori del circuito delle grandi agenzie e dei grandi liberi professionisti.

Se infatti nel 2010 erano stati 111 i soggetti partecipanti agli Adci Awards, nel 2012 sono stati 170. È un aumento notevole, così a occhio mi pare superiore al 50%

Malgrado le grandi agenzie abbiano necessariamente quasi tutte ridotto le iscrizioni, i creativi, “gli autori”, ci hanno sostenuto. Le implicazioni di questo risultato credo siano intuibili a tutti.

Non so quali e quante associazioni, club, o altro genere di “raggruppamenti” di professionisti, possano comunicare dati del genere oggi, in Italia.
Quindi, grazie a tutti per il supporto, la cooperazione e anche per tutte le critiche costruttive e varie forme di “pungolatura”.

Mi sono irritato solo davanti all’ignavia dovuta a disinformazione e/o pregiudizi, o a patetiche forme di snobismo pseudo intellettuale. Due o tre casi su varie centinaia di contatti. Siamo stati anche fortunati.

L’anno scorso, spiegai in Assemblea che il nostro obiettivo principale sarebbe stato “restituire dignità al nostro lavoro”, specificando:

E’ un obiettivo che dobbiamo perseguire. Questo non significa che lo raggiungeremo, non sono un ingenuo. Ma è necessario porcelo pubblicamente. E pubblicamente provarci.
Perché ce lo impone lo statuto (non si tutela la creatività senza battersi anche per le condizioni di chi dovrebbe produrla).
Perché è un tema socialmente rilevante (trattiamo temi rilevanti e torneremo rilevanti).
Perché provarci migliorerà la la nostra “consistenza”.
Perché è morale farlo. “Non ha più senso battersi per una pubblicità migliore senza battersi anche per una società migliore” (Pasquale Barbella)

Dovremo prendere posizioni pubbliche su temi come le gare, le remunerazioni d’agenzia, le condizioni di lavoro dei creativi. Non possiamo delegare ancora questa battaglia ad Assocomunicazione. Smettiamola di aspettare Godot. Quante agenzie di Assocomunicazione sono condotte da creativi? Non dico che vinceremo questa battaglia. Dico che ci fa passare da coglioni non combatterla.

Nelle slides che condivido, ho schematizzato quanto fatto in questi 14 mesi. In alcuni casi ho messo dei link. Pur essendo solo una parte del lavoro svolto, potete comunque farvi un’idea se le nostre azioni e i nostri comportamenti sono stati coerenti con le “promesse elettorali”. Mi dispiace non poter allegare i ritagli dell’Eco della stampa. Dopo il primo mese mi resi conto che a quel ritmo avremmo dovuto pagare oltre 7.000 euro all’anno per il servizio. Quel ritmo è stato poi aumentato. Ho preferito tenermi i soldi e non misurare una parte del nostro lavoro.

In ogni caso, questo blog resta anche un diario che se sfogliato all’indietro può darvi delle sensazioni verosimili su quanto fatto. E a proposito del blog: attualmente viaggia tra le 3 e le 5 mila visite alla settimana. Non siate timidi, mandateci riflessioni o lavori a cui volete dare visibilità. Ci frequentano anche aziende.

Di seguito, posto anche un intervento di Paola Manfroni, vicepresidente Adci. Grazie Paola, continua a tenermi d’occhio ;)

Noi vogliamo dire che senza bellezza, creatività, entusiasmo, coraggio, onestà intellettuale nessuna impresa sarà competitiva nel nuovo contesto.

Noi vogliamo dire che – nonostante la scure dei tagli nelle agenzie si sia abbattuta prevalentemente proprio sui reparti più ricchi di questi talenti – le persone che sanno produrre ciò di cui le aziende hanno bisogno, sono qui, sono i creativi bravi, spesso sono proprio i nostri soci.

Io voglio dire che tra i creativi – a dispetto di un generale deprezzamento e anche di una certa autoflagellazione – ho passato 30 anni più interessanti di quanto avrei mai potuto immaginare. Ho ascoltato e imparato di tutto, sulla musica, sulla letteratura e sul cinema, sulle cose buffe, sulle emozioni, sui grandi concetti e i piccoli dettagli artigianali. Ho visto al lavoro passione, ingegno, onestà intellettuale e voglia di vincere. Ho visto la meritocrazia. Incarnata nel portfolio che ci definisce molto più delle relazioni personali tanto in voga in questo paese.

Ho visto i vecchi insegnare con dedizione e i giovani imparare con devozione.

Questo incredibile capitale umano – che sì, è vero, spesso si incarna in ego ipertrofici, personalità istrioniche con tic insostenibili e manie di protagonismo – è ciò che ADCI da 25 anni protegge e promuove.

Oggi, con la crisi che ci è caduta addosso a fine 2011, con gli investimenti media che perdono percentuali a due cifre, dobbiamo tornare imprenditori di noi stessi e metterci alla testa del processo di innovazione.

ADCI sostiene questo passaggio con due azioni. La prima, rivolta all’interno, allargando sensibilmente la propria influenza a tutto il comparto dei mestieri creativi applicati alla comunicazione, e mettendo al servizio dei propri soci strumenti più utili alla condivisione e alla contaminazione delle idee: un nuovo sito concepito più come un social network che come un desk informativo, le nuove giurie larghe e live, il blog.

La seconda, rivolta all’esterno, costruendo maggiore credibilità presso tutti i nostri interlocutori, aziende, istituzioni, stampa. Con l’adozione del manifesto deontologico che sancisce il nostro impegno decennale contro l’inquinamento cognitivo. Con la difesa del valore del lavoro creativo, affrontando il problema del diritto d’autore e delle norme contrattuali.

Non c’è un altro club possibile, perché il club lo fanno i creativi italiani, e i creativi italiani saremmo comunque noi: capaci di lunghi periodi di avvilimento, ma capaci di tirar fuori cose come l’operazione per l’integrazione delle persone Down. Roba che ruggisce dentro le coscienze, prima ancora che sulla Croisette.


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Giovani Leoni – chi andrà a Cannes nella sezione cyber

Oliviero Piccoli  e Giorgia Fattoracci sono art e copy dell’agenzia M&C Saatchi.

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Oliviero e Giorgia hanno vinto la sezione Cyber dei Giovani Leoni 2012 con il banner interattivo che potete vedere cliccando su questo link (vi si aprirà a tutta pagina, per vederlo correttamente vi consiglio di chiudere la finestra e rimpicciolirlo).
A mio avviso Oliviero e Giorgia partiranno per Cannes per affrontare la Young Lions Competition con tutte le carte in regola per fare ottima figura.

Ecco cosa ci raccontano della gara:

“Prima di sabato mattina, per Giorgia Olli era il ragazzo silenzioso del web e per Olli Giorgia era la ragazza esagitata che non smette mai di parlare. Ritrovarci insieme quel giorno è stato un caso. Abbiamo deciso di partecipare due o tre giorni prima della scadenza delle iscrizioni. Più che altro per vivere un’esperienza diversa, non pensavamo minimamente di vincere. E invece è andata così. Fortuna? Destino? Fosse anche la profezia Maya che si avvera, per adesso non ci facciamo troppe domande e cerchiamo di vivere al massimo questo bellissimo momento. Per quanto riguarda il futuro, lo sguardo non va più lontano di giugno. Perché quello è il prossimo obiettivo. Arriveremo pronti, questa è una promessa. Quello che abbiamo imparato da questa esperienza? Meglio usare sempre il preservativo. Perché oltre che salvarci la vita, questa volta ci farà arrivare a Cannes.”

Invito gli altri finalisti a inviarmi un link al loro banner all’email matteo.righi@adci.it. Grazie.

 


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Giovani Leoni – chi andrà a Cannes nella sezione tv

Lorenzo Picchiotti e Livio Basoli sono rispettivamente art e copy in M&C Saatchi.

giovani leoni 2012 sezione tv

Questo è il video con cui hanno staccato il biglietto per rappresentare l’Italia alla Young Lions Competition. Già che ci sono chiedo agli altri 4 finalisti il favore di uploadare su youtube i loro video e di mandarmi poi il link per essere inclusi nel pezzo che posteremo sulla shortlist. (massimo@cookiesadv.com)

Ed ecco come Livio e Lorenzo raccontano i primi anni di carriera

“Lavoriamo rispettivamente da tre (Lorenzo) e due anni (Livio). Insieme da quasi un anno.
C’è una cosa che pensiamo di aver imparato in questi pochi anni e ce la ripetiamo ogni giorno: un lavoro può essere giusto senza essere bello, ma non può essere bello senza essere giusto. E’ un po’ il nostro mantra.
E poi.
Ci piace pensare che se tratti il cliente/l’account/il target/ il direttore creativo da scemi, non farai mai cose intelligenti.
Che fare pubblicità è il nostro lavoro e la nostra passione, ma quando ci dimentichiamo che è un lavoro manchiamo di rispetto alla passione.
Che è più difficile avere idee convincenti che convincere gli altri delle tue idee.
Lunedì sera è successa una cosa che non ci aspettavamo proprio. Adesso faremo di tutto per essercela meritata. Promesso.”


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Giovani Leoni – chi andrà a Cannes nella sezione design

Eccoli qui, Marco Tironi e Ileana Infantino come si sono mostrati nel back stage della 24 ore che ha tenuto sveglio l’infaticabile Consigliere Ratti.
vincitori giovani leoni 2012 sezione design

Ed ecco il loro racconto di come hanno vissuto la gara.

Sveglia alle 8.30: qualunque altro sabato sarebbe stata l’alba, ma non questo sabato. Le emozioni sembrano quelle del primo giorno di scuola: un misto di ansia e curiosità. Prima ancora del caffè n. 1 della giornata accendiamo il computer e Skype. Sì, lavoreremo a distanza ma la cosa non ci preoccupa. Per fortuna (come direbbe mia nonna) la tecnologia ormai fa miracoli. Il collegamento Bologna-Santa Maria Hoè funziona: le voci sono ancora un po’ assonnate ma l’adrenalina è quella giusta. Siamo pronti, scarichiamo il brief. Il brief, dov’è il brief? Ah, eccolo! Alle 9.20 lo leggiamo, ognuno sul suo monitor. Una ONLUS, ci piace! Il brainstorming è stimolante e quasi subito ci innamoriamo di un’idea. Sarà quella giusta? Andiamo avanti ma lei è sempre la più immediata, la più sintetica, la più riconoscibile. Così decidiamo di seguire il nostro istinto. Ci lavoriamo, carichiamo i JPG. È fatta.
Scoprire di aver vinto ci ha fatto fare i salti di gioia. Se adesso Banco Alimentare scegliesse di usare il nostro progetto, potreste vederci fare anche le capriole in aria.

giovani leoni 2012 - sezione design

giovani leoni 2012 - sezione design

giovani leoni 2012 - sezione design

Stiamo aspettando il reportage anche degli altri protagonisti, non siate timidi.


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Shortlist Giovani Leoni (stampa & affissioni)

In coda alla shortlist completa della sezione press&poster, Giovani Leoni, trovate la riflessione che Davide Rossi ha postato tra i commenti. Ricordo che Davide Rossi, attualmente direttore creativo associato in Ogilvy a Shanghai, è il socio che ha aiutato il consiglio direttivo Adci a realizzare la nuova formula del concorso riservato agli under 29.

secondo classificato Giulio Frittaion e Massimo Paternoster (Saatchi&Saatchi)

terzo classificato Andrea Fumagalli e Matteo Lazzarini (Young&Rubicam Milano)

quarto classificato Alessandro Agnellini e Davide Iacono Cassarino(Young&Rubicam Milano)

quinto classificato Giulio Bordonaro e Gabriele Caeti

Commenta Davide Rossi:

Vorrei uscire un attimo dalla questione plagio/non plagio per smorzare un po’ i toni e per dire una cosa che dai commenti non sembra essere stata colta.

Ossia comprendere che questa competizione non equivale al professionismo creativo.

Mi spiego: chi vince i giovani leoni non è detto che sia il miglior giovane professionista/creativo sulla piazza. Come chi perde non è detto che sia un incompetente. Il lavoro vero è un altro, le campagne si fanno (si dovrebbero fare per lo meno) in più tempo, in più media, con più possibilità di espressione, affidandosi a fotografi, illustratori, postproduttori ecc. ecc.

Questa è una cosa a parte, una specialità, quella di brief veloce con pochi mezzi. La stessa che c’è a Cannes. Spulciando i lavori dei giovani leoni a Cannes, dubito fortemente che se valutati dalle giurie degli altri leoni possano ambire a qualche premio (anche shortlist). Perché anche a Cannes è una cosa a parte.
Quindi chi vince i giovani leoni può ritenersi il migliore nel svolgere un brief in 24 ore con mezzi limitati. Quello sì.

Non è la cartina tornasole dei bravi/cattivi giovani professionisti tanto/poco creativi. Certo è una bella soddisfazione e vanto per chi vince. Un’occasione. Ma io la vedo, come un momento di libertà dal pantano in cui ci troviamo.

L’anno prossimo in molti avrete un’altra possibilità.

Nei commenti c’è chi difende e c’è chi attacca. Perché definire il giusto e sbagliato è abbastanza relativo, come lo è il giudizio di tutte le giurie al mondo. Magari con un altra giuria non avrebbe vinto, ma la giuria era questa e penso che fossero consapevoli sia della campagna portoghese sia delle altre, e abbiano espresso la loro valutazione in base anche a quello.

Ma tutto questo ormai è passato. Mi piace il parallelismo con Byron Moreno, dopo 4 anni abbiamo vinto il mondiale e tutto è cancellato. Fate lo stesso.

Per chi grida vendetta mi pare che possano ritenersi ormai soddisfatti. Tutti ormai sappiamo di questa somiglianza. E penso che i vincitori (perché quello rimangono) non se la stiano vivendo benissimo, o di sicuro non come si immaginavano.

Quindi io direi di voltare pagina sulla questione.

Ringrazio invece chi esprime considerazioni, critiche e suggerimenti sull’organizzazione dell’evento e della competizione. Siamo sicuri che le prossime edizioni saranno migliori di queste, stiamo già studiando aggiunte al regolamento e miglioramenti sul sito da proporre per l’anno prossimo. Se avete qualche suggerimento (niente flame su vincitori, giurie e robe del genere) mandatelo pure a me drossi79@gmail.com oppure, come al solito, telefonate all’infaticabile consigliere Mizio Ratti :)


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Giovani Leoni – i vincitori della sezione stampa & affissione

Oggi posto la campagna vincitrice del concorso Giovani Leoni 2012, nella sezione stampa&affissione. Non appena Sipra mi invierà i materiali, posterò tutti i lavori iscritti.

Voglio anche rispondere ad alcune contestazioni nate intorno all’assegnazione di questo premio.

Le rimostranze sono essenzialmente di due tipi.
I giovani vincitori, Federica Facchini e Luca Pedrani, sono accusati di avere plagiato altre campagne. E la giuria viene di conseguenza accusata di incompetenza.

Qualcuno ha addirittura richiesto il ritiro del premio.

In qualunque concorso, Cannes e Clio compresi, dopo la pubblicazione dei vincitori salta sempre fuori qualcuno pronto a sostenere che la tal campagna non è originale, mostrando a torto o ragione idee simili. La “somiglianza” o il presunto plagio non costituiscono una motivazione per l’annullamento del premio.

Federica e Luca ci rappresenteranno a Cannes nella sezione in cui hanno vinto i Giovani Leoni 2012.

Ora veniamo all’accusa di plagio.

È grave quanto purtroppo non dimostrabile.
I ragazzi hanno avuto solo 24 ore per ideare e realizzare il lavoro. Impensabile da parte loro trovare il tempo di controllare se un’idea simile fosse già stata realizzata.
Il meccanismo utilizzato per costringere il lettore a muovere la testa da sinistra a destra è stato usato molte volte.
Riutilizzare, anche consapevolmente, un meccanismo non è necessariamente plagio. Esattamente come non è plagio quando un musicista reinterpreta in modo personale uno standard.

E in questo caso esiste anche la possibilità che nessuno dei due vincitori fosse consapevole di stare reinterpretando uno standard.

Di sicuro, c’è che Federica e Luca, consapevoli o meno, hanno applicato questo meccanismo in modo intelligente e pertinente rispetto alle richieste del brief.
Ma nel dire questo esco dai confini del mio ruolo. Come presidente Adci mi devo limitare a controllare che le regole siano state rispettate, non devo entrare nel merito delle scelte della giuria.
Giuria per altro composta da persone di comprovata esperienza e competenza: Angelo Ghidotti, Edoardo Loster, Antonella Meoli, Sergio Spaccavento, Alessandro Stenco, Marco Viganò e Luca Zamboni.

Le regole sono state rispettate. Non ci sono nemmeno stati “giochetti” per favorire i lavori iscritti da giovani della propria agenzia. In nessuna sezione. I giurati si sono astenuti dal votare quando coinvolti (vale a dire quando il lavoro era stato realizzato da un giovane della propria agenzia). Se ricordo bene, tre dei cinque lavori finalisti nella sezione stampa sono stati ideati da ragazzi che lavorano in Y&R. Merito loro.
Alessandro Stenco, giurato proveniente da Y&R, si è comportato impeccabilmente.
I due vincitori della categoria stampa&affissione lavorano in Grey. In giuria non c’era nessun creativo di questa agenzia.

Dei quattro team premiati complessivamente ai Giovani Leoni, due arrivano da M&C Saatchi. Complimenti all’agenzia per la “cucciolata”. In nessuna delle due sezioni era presente un giurato di questa struttura.

Approvate o dissentite sulle scelte delle giurie. Ma rispettatene il ruolo.
Coltivate sempre il dubbio. Non l’invidia. Non la sfiducia nella buona fede altrui. Se dubiterete della vita, non la vivrete.
Che “a pensar male non si sbaglia mai” è una filosofia di vita sparagnina.
Giocate sempre in attacco, emotivamente spinti a costruire, creare, reinventare. Non parcheggiatevi nel recinto dell’alibi, dell’auto giustificazione, del “ho perso perché il mondo è disonesto”. Non è vero.
Partecipare a questo concorso vi ha sicuramente insegnato qualcosa su voi stessi, non gettate al vento questa lezione.
Chiedo scusa per la paternale finale. Potete anche archiviarla come “le riflessioni di un vecchio”. Ma, lo ripeto ancora una volta, coltivate il dubbio. Potrei avervi dato un consiglio utile.


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Consulente del lavoro in diretta web.

Ricordo che stasera, dalle 20.30, trasmetteremo in diretta web l’incontro con un consulente del lavoro esperto nel nostro settore.
Potrete partecipare facendo domande in chat QUI, ma in questo caso ricordatevi prima di registrarvi, anche con un nickname.
Ci interessa darvi informazioni e risposte, non ci importa sapere chi siete.

Non sono d’accordo con chi sostiene che questo sia un tema da TP o da Assocomunicazione. Tant’è che lo affrontiamo noi, non queste associazioni. E non devo essere io a fornire spiegazioni in merito.

L’Art Directors Club da oltre un quarto di secolo è il punto di riferimento non solo dei migliori creativi pubblicitari italiani ma di chiunque si definisca creativo pubblicitario.
Si guarda a noi, non a quello che fanno (o non fanno) TP e Assocomunicazione.

Il nostro obiettivo primario, riportato dallo Statuto, è quello di migliorare gli standard della creatività nel campo della comunicazione e delle discipline ad essa collegate. Promuovere la consapevolezza dell’importanza di questi standard all’interno della comunità aziendale, istituzionale e del pubblico in genere, in Italia e all’estero.
I soci fondatori si diedero questo obiettivo perché consapevoli del fatto che il nostro lavoro contribuisce a forgiare la società.

Perseguire questo obiettivo passa oggi necessariamente dalla tutela di chi produce idee. Lasciare la gestione del business pubblicitario a “ragionieri e mezzani” ha avuto effetti deleteri sulla comunicazione.

La pubblicità italiana uscirà dalla mediocrità solo se e quando i creativi torneranno a guidare o fondare agenzie di pubblicità.
Mi riferisco a quel ruolo di condottieri, spesso evocato da Andrea Concato, e incarnato in passato da colleghi che come Testa, Mignani, Pirella, Barbella, Sanna, Tschirren, Baldoni, Panzeri, Montaini e così via.

È questa l’unica strada per tornare a quella pubblicità che Aldo Grasso (nel 1997) definiva “spesso migliore dei programmi che interrompe”.

Ma prima di tutto occorre imparare a conoscere i propri diritti come dipendenti e trovare il coraggio di farli rispettare. È un passo propedeutico fondamentale. Perché per diventare imprenditori serve ancora più coraggio.

L’Annual Adci mostra quali sono gli standard creativi da emulare. Il Club deve diffondere competenze e best practice per raggiungerli. Farsi calpestare sistematicamente non è una best practice in nessun campo.
Inoltre, uccide la creatività.

Quindi, per favore, basta con la stupidaggine del ” Paperoga sindacalista”. Limitatevi al Paperoga.

Sono il presidente dell’Art Directors Club Italiano e desidero che questo “team”, del quale ho l’onore di essere allenatore, sia il miglior punto di riferimento possibile per chi si occupa di comunicazione in Italia.
È una responsabilità, non un posizionamento glamour.

Spetta ai migliori indicare la strada.


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Rooster dei premi digitali. Una proposta (aggiornata).

Si è da poco concluso il SXSW. A buon diritto la si può definire la più importante conferenza al mondo di interaction e digital design. Che al suo interno include un premio, gli SXSW awards. Oltre a questo, è, già dallo scorso anno, un luogo dove la creatività digitale di manifesta in maniera seminale: mi riferisco al caso di  Social Media Hell della R/GA.
Bene, questo mi ha fatto pensare che per l’ADCI sia tempo di aggiornare la lista dei premi digital da includere nel proprio rooster (anche per potersi accreditare come socio).
Ecco una mia lista.
Il già citato SXSW awards.
Vimeo e youtube sono i più importanti premi digital / viral in ambito video.
Facebook Studio è il premio del più importante social network.
Mashable è la bibbia dei social media e digital:
Il TED, che ha lanciato una sezione di ads worth spreading:
Il notissimo FWA.
Da ultimo, inserirei Contagious, bibbia della comunicazione viral (l’Archive del virale, insomma), che ha un forte seguito online.
Aggiungo gli awwwards e i webby awards, in effetti molto considerati in rete e non solo.
Resta una lista assolutamente opinabile.
Per cui: integratela, contestatela, riducetela.
A voi la palla.