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I “nuovi” Giovani Leoni

 

Nei prossimi giorni Sipra in collaborazione con l’ADCI diffonderà il regolamento ufficiale dei Giovani Leoni 2012. Regolamento che porterà diversi cambiamenti rispetto alle precedenti edizioni in particolare per quello che riguarda le categorie PRINT, FILM, DIGITAL e la nuova DESIGN.

Più che cambiamento è giusto parlarne come un adeguamento dato che la formula diventerà simile alla competizione che si svolge a Cannes. Lo scopo principale è quello di far diventare I Giovani Leoni una manifestazione per valorizzare e promuovere esclusivamente il talento dei giovani professionisti creativi.

Tutti avranno le stesse possibilità di vittoria. I brief saranno uguali per tutti e i mezzi (sperando e augurandoci che nessuno intervenga dall’esterno) saranno pressoché gli stessi. Sta solo alla vostra abilità e creatività. Con la vecchia formula una vittoria dipendeva troppo dai clienti, dalle opportunità e dai brief dell’agenzia di appartenenza.

Potranno parteciparvi tutti i giovani creativi under 28 che lavorino o abbiano lavorato per un’agenzia pubblicitaria italiana. Potranno fare coppia con un giovane creativo anche di un’altra agenzia. Quindi niente più coppie con un membro senior, niente più aggiunte last minute nei credits per aggiudicarsi un viaggetto a Cannes.

I tempi a disposizione per la realizzazione saranno quelli di Cannes (24 ore per Stampa, Digital, Design e 48 ore per Film) e probabilmente si svolgerà durante un fine settimana in modo da non “scontrarsi” con impegni lavorativi. L’invio delle proposte avverrà in forma digitale e, come sempre, l’iscrizione gratuita.

Queste sono alcune novità, le più importanti. Maggiori dettagli e il regolamento completo usciranno presto sul sito dedicato sviluppato da Sipra e, ovviamente, anche su questo blog. Un ringraziamento va proprio a Sipra che fin dalla prima proposta si è subito rivelata disponibile ed entusiasta verso questi cambiamenti.

Quindi, aspettando i prossimi aggiornamenti, vi possiamo dire di cominciare ad affilare le unghie e mostrare i denti perché quest’anno dipenderà esclusivamente da voi stessi.

 


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Lost in Google: la web serie dove quello che succede lo decidono i fan.

La rete è il luogo ideale per progetti cinematografici partecipati dagli utenti. Sempre più spesso si tratta di crowdsourcing dedicato al finanziamento di film indipendenti, altre volte gli spettatori vengono coinvolti nella costruzione dello storytelling, come in questo caso, dove i fan di una storia ne divengono totali protagonisti senza dover recitare!

Gli sciacalli di thejackal, un’irriverente gruppo di videomaker indipendenti napoletani, si sono inventati una web serie dove sono gli utenti a decidere il proseguimento e i contenuti della storia stessa.

Si tratta di Lost in Google. Scopri il resto su Partecipactive. Clicca qui.


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Ultimi dati della pubblicità online

Ecco i dati relativi ai fatturati accertati dall’Osservatorio FCP-Assointernet per il periodo gennaio-dicembre 2011 raffrontati al periodo gennaio-dicembre 2010 (cliccare su immagine per ingrandire). I dati sono relativi esclusivamente alle 2 tipologie Display e Affiliate le quali registrano rispettivamente il +15,7% per il Display e il +7,4% per Affiliate con un +12,3% del totale.

Il commento del presidente Fcp-Assointernet Carlo Poss: “Con dicembre si conclude un anno particolarmente favorevole per l’intero comparto internet, che si chiude con un +12,3% medio, particolarmente positiva la crescita della pubblicità tabellare classica Display +15,7 medio, all’interno della quale spiccano l’ottimo andamento del video (+59,9%), dei formati tabellari fuori pagina (+31,6%) e mobile (+14,4%). La performance ha contribuito in modo interessante (+15,9%).”

(via Primaonline.it)


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Come funzionano i Social Media

Social Media Explained

Come funzionano i social media

Questa è un’immagine trovata su Facebook. Magari è vecchia, oppure è già circolata in migliaia di siti. Chi ne conosce la fonte o l’autore può segnalarcelo per i dovuti crediti. Il motivo per cui la pubblichiamo è che comunque si tratta di una sintesi ironica ma geniale e realistica dei diversi social media, con i rispettivi posizionamenti: Twitter, Facebook, Foursquare, Quora, Youtube e Linkedin.


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Vincenzo. Un post serissimo.

Giöbia – Old Jim from 1080 Pixels on Vimeo.

Un copywriter è, fra le altre cose, uno scrittore che sa come farsi leggere e apprezzare dal numero più alto di lettori possibile. Nell’era di facebook, equivale a dire che un copywriter è uno scrittore che sa come raccogliere il maggior numero di like e di share possibile.

Qualcosa come 4615 like 3460 condivisioni dovrebbero, quindi, decretare un copywriter ad honorem. E’ quello che è capitato a Vincenzo, autore 36enne tra i più apprezzati di Spinoza.it, con la battuta
«Berlusconi candida Alfano. Quale delle tre è più fastidiosa?» .
E non è l’unica battuta / headline che Vincenzo ha scritto, di questo livello.
Come è possibile, allora, che Vincenzo non abbia trovato neppure un direttore creativo disposto a dargli un’occasione o a riceverlo?
Certamente, non è un giovane stagista da sottopagare. Certamente, non viene dai soliti pascoli dell’accademia.
Altrettanto certamente, è un talento nell’artigianato della parola. Lo potete contattare qui.

Vincenzo è solo un esempio.
Da cui ADCI prende le mosse per iniziare un’operazione di talent scouting. Per segnalare al circuito dei creativi pubblicitari quei talenti che non provengono dai soliti posti a cui il circuito attinge.
Chiunque incontri o noti un altro “Vincenzo”, ci scriva: faremo girare il suo nome e il suo CV, per aumentare la quantità di talento del nostro mestiere.

PS. che c’entra il video qua sopra? L’ha ideato e diretto Vincenzo, ovviamente (ha studiato regia e sceneggiatura negli States).


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Bill: “La pubblicità deve dire la verità” – Grazie a Giuseppe Mazza e al suo manipolo di coraggiosi

Ecco il retro di “Bill”, la rivista trimestrale che Giuseppe Mazza ha presentato ufficialmente venerdì 20 gennaio.

Non parto dalla fine per attirare l’attenzione. È pertinente che io inizi dalla quarta di copertina perché questa rivista è veramente coraggiosa, dalla prima all’ultima pagina. Pubblicità comprese.
Del resto ci vuole davvero tanto, troppo coraggio. Non solo per morire a maggio, come il Piero di De Andrè, ma anche per sforzarsi di fare il mestiere del creativo pubblicitario nel solco tracciato da Bill Bernbach.

Eppure, come ha spiegato Pasquale Barbella durante la presentazione di “Bill”,

oggi c’è un grande bisogno di rispolverare la “lezione Bernbach” in Italia.

Ma perché riesumare un creativo pubblicitario nato nel 1911 ?
Lo illustra molto bene Guido Cornara nel suo articolo:

…abbiamo un disperato bisogno di Bill. Perché ha detto e soprattutto messo in pratica, cose che hanno dimostrato che la comunicazione pubblicitaria è qualcosa di diverso da quello che molta gente crede. Può essere qualcosa di diverso.

Può dire la verità. Anzi deve dire la verità.

La buona pubblicità (potremmo spingerci fino a dire la vera pubblicità) non offende, non inganna, non prevarica, non impone.
La vera pubblicità, come Bill ci ha insegnato, è esattamente il contrario dell’illusionismo. È la sua negazione.

La grande lezione di Bill, l’essenza forse della sua grande rivoluzione sta proprio in questo voler raccontare la verità.

Quanti operatori oggi, nelle aziende e nelle agenzie di pubblicità, sono consapevoli di questa grande lezione? Quanti ci credono? A giudicare da quello che vediamo, offline e online, pochissimi. Anche per questo sono sempre meno quelli che credono alla pubblicità, in Italia.

Patrizio Epifani, nel pezzo che apre il numero uno di “Bill”, prende spunto dall’utilizzo del termine pubblicità sui giornali per arrivare a un’amara quanto vera conclusione:

Pubblicitario non è il nome di un mestiere – del quale ben poco si sa – ma un aggettivo. Squalificativo.

Non a caso ho scritto insieme ad Annamaria Testa e Pasquale Barbella il Manifesto Deontologico dell’Adci, e il primo principio che abbiamo ricordato riguarda proprio l’Onestà:

La fiducia è uno dei pilastri su cui si fonda ogni società civile. Tradire la fiducia di altri esseri umani è una forma di inquinamento morale che rende tutti più vulnerabili. Per questo noi soci Adci ci impegniamo a evitare espedienti retorici tesi a creare aspettative che il prodotto o il servizio pubblicizzato non sarà mai in grado di soddisfare. Fuorviare il pubblico a cui parliamo indebolisce il nostro stesso lavoro.

“Tutti noi che per mestiere usiamo i mass media contribuiamo a forgiare la società. Possiamo renderla più volgare. Più triviale. O aiutarla a salire di un gradino”

Nel ricordare questa frase di Bill, Pasquale Barbella ne ha sottolineato anche l’implicita connotazione tecnica (oltre che l’evidente risvolto etico):

Nel momento in cui un inserzionista qualsiasi compra spazi pubblicitari sui giornali, sui muri, sugli schermi, alla radio o altrove, egli diviene di fatto – nel bene e nel male – un operatore culturale. Non più soltanto produttore di automobili o bevande, ma anche diffusore di idee, commentatore, opinionista, istruttore, propagandista, divulgatore di principi e di visioni del mondo. Un inserzionista che sia minimamente consapevole della bomba che ha comprato e che adesso stringe tra le dita dovrebbe farne un uso oculatissimo. Egli ha acquisito un potere che la sola competenza del marketing non basta a giustificare. Conosce a menadito la composizione e il gusto delle sue caramelle, il mercato dolciario, la concorrenza, il cervello e le passioni dei suoi “consumatori” reali e potenziali, i canali di vendita, gli obiettivi che la sua azienda si prefigge; ma gli sfugge, perché nessuna Bocconi glielo ha mai insegnato, il senso squisitamente editoriale di ciò che sta per compiere attraverso i mass media.

Gli sfugge, aggiungo io, perché troppe volte sono gli stessi pubblicitari a non ricordarglielo.

Anche per questo ritengo che oggi l’Art Directors Club Italiano, più che auto definirsi il Club dei migliori creativi pubblicitari debba posizionarsi come l’unica associazione i cui membri sono accomunati da una visione etica della comunicazione. L’unica i cui soci perseguono nei fatti questa visione.
Le evidenze a supporto sono i circa 5000 lavori che negli ultimi 25 anni abbiamo selezionato e premiato pubblicandoli nel nostro Annual Adci. Andate a riguardarveli (io l’ho fatto), non troverete violazioni a principi e avvertenze espressi nel nostro Manifesto Deontologico.

L’estetica, come la creatività vera, è sempre etica. Ma abbiamo trascurato di spiegarlo all’esterno, permettendo di essere confusi nel mucchio selvaggio dei “pubblicitari”. Mucchio che per opinione pubblica e stampa, come argomenta Patrizio Epifani, comprende anche l’ex Primo Ministro Silvio Berlusconi.

Il nostro arrocco, troppo a lungo prolungato, ha di fatto lasciato campo libero a improvvisazione e incompetenza. Con la conseguenza che oggi ha essenzialmente ragione chi definisce “inquinatori cognitivi” i pubblicitari.

Da questo punto di vista ritengo “Bill” potenzialmente più utile degli ultimi dieci annual Adci.
Spero di vedere “Bill” sui tavoli dei direttori marketing oltre che nelle agenzie di pubblicità. Spero di vederlo nelle università.
Spero di vedere più Bill in giro nei prossimi anni. Online e offline.

Vi lascio a “nove comandamenti”, in realtà citazioni prese da Bernbach, che una decina di anni fa Marco Carnevale postò nella mailing list Adci, aggiungendone uno, il decimo, suo. È l’unico che non invito a seguire, pur con tutta la stima che ho per Marco. Anche perché lui per primo ha dimostrato di non crederci, con comportamenti che oggi definirei “antischettiniani”.

Il motivo per cui non è proprio il momento, secondo me, per lasciare campo libero ai “barbari”, lo trovate proprio all’inizio del Manifesto Deontologico Adci:

Noi soci adci siamo consapevoli del fatto che la comunicazione commerciale diffonde modi di essere, linguaggi, metafore, gerarchie di valori che entrano a far parte dell’immaginario collettivo: la struttura mentale condivisa e potente, tipica della culture di massa, che si deposita nella memoria di tutti gli individui appartenenti a una comunità, e ne orienta opinioni, convinzioni, atteggiamenti e comportamenti quotidiani.

Ecco i “comandamenti” di Bill (più quello di Marco Carnevale).

1. La verità non è verità fin quando la gente non ti crede; e la gente non può crederti se non ti sta ascoltando; e non ti ascolterà mai se non sarai interessante. E non sarai mai interessante se non dirai le cose in modo fresco, intelligente e fantasioso.

2. In comunicazione, la familiarità genera apatia.

3. Sii provocatorio. Ma assicurati che gli stimoli nascano dal prodotto stesso. NON E’ GIUSTO mettere in un annuncio un uomo a testa in giù solo per attirare l’attenzione. E’ GIUSTO mettere un uomo a testa in giù per dimostrare che il prodotto impedisce alle cose di cadergli dalle tasche.

4. Il nostro lavoro consiste nello sconfiggere quel tipo di abilità che mette in luce noi stessi invece del prodotto. Il nostro lavoro consiste nel semplificare, nell’eliminare ciò che non è pertinente, nello strappar via le erbacce che soffocano il messaggio del prodotto.

5. Posso mettere su una pagina l’immagine di un uomo che piange, ed è soltanto l’immagine di un uomo che piange. Oppure posso mettere la stessa immagine in modo che faccia venire da piangere. La differenza sta nell’abilità creativa: quella cosa intangibile di cui il mondo degli affari diffida.

6. Se prendi posizione nei confronti di qualcosa, troverai sempre chi è con te e chi è contro di te. Se non prendi posizione su nulla, non avrai nessuno contro ma neanche nessuno con te.

7. Usa per lavorare il linguaggio che usi per vivere.

8. Adatta la tecnica all’idea, non l’idea alla tecnica.

9. Non fare perdere tempo a chi ti legge.

10. Procurati al più presto un passaporto. E soprattutto usalo.

Nel numero di gennaio Guido Cornara intervista John Hegarty; Pasquale Barbella su Bernbach; Speciale Primavera Araba, con interviste all’egiziano Ali Ali e Nicolas Courant dalla Tunisia, entrambi oro Cannes 2011; un reportage di Reed Young sugli slogan di Occupy Wall Street; un diario da NY sulle primarie Usa e altro ancora. La copertina e alcuni servizi interni sono di Alvaro Tapia, illustratore cileno già collaboratore di Wired e Piauì. Art director Franz Degano, assistant art director Luca Riva, web designer Jacopo Caracci.


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LEGO: nel futuro del brand Co-creazione, Crowdsourcing e User Generated Advertising.

i mattoncini LEGO, hanno superato la soglia dei 50 anni di vita diventando un prodotto cult capace di diventare anche un elemento forte dell’immaginario collettivo capace addirittura di influenzare arte e cultura.

Il successo del brand, seppur tra alti e bassi, si è sempre mantenuto costante grazie all’innovazione di prodotto e alle tecniche di marketing adottate. Recentemente il brand danese si è aperto al crowdsourcing, all’User Generated Advertising e alla co-creazione di prodotti insieme ai fan.

Di questo parlo oggi nel blog Partecipactive. Prosegui la lettura qui.


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Francesco Emiliani intervista Luca Ciarla, New Partners, per ADCI

Francesco Emiliani, consigliere ADCI, ha intervistato Luca Ciarla di New Partners.

 

Visto l’impegno, la professionalità e anche il coraggio di comunicare la notizia della messa in liquidazione della sua società abbiamo scambiato due parole con Luca Ciarla della New Partners. Volevamo sentire direttamente da lui alcune risposte su domande che spesso rimangono nel cassetto, come storyboard ingialliti. Buona lettura.

Quale percentuale di tempo una casa di produzione cinematografica pubblicitaria destina a finalizzare idee creative in gare senza essere pagata?

R. : La gara per noi è il momento in cui concentriamo tutto il massimo di energie e risorse della cdp, come prima cosa bisogna essere certi di aver ben compreso il brief ricevuto dall’agenzia per le proposte di regia, se questa fase è stata superata con buon esito bisogna passare a preparare il regista alla conference call con i creativi dell’agenzia. È un momento molto delicato, e se non è ben gestito, si rischia di fare delle telefonate in cui i creativi hanno un’idea ed il regista ha recepito un’altra visione dello stesso storyboard. Segue l’aspetto economico, il preventivo. Bisogna parlare a lungo con il regista e cercare, nei limiti, di carpire più informazioni sul modo con cui intende girare, la richiesta di mezzi tecnici e collaboratori che, se si tratta di un regista internazionale possono anche arrivare dall’estero.

Ultima fase di questo grosso lavoro è la formulazione del preventivo di produzione che nella maggior parte dei casi supera sempre il budget indicato dal cliente. Tutto questo lavoro effettuato ovviamente non è retribuito, molto spesso oltre alle spese telefoniche affrontiamo anche le spese per la realizzazione del treatment e le ricerche fotografiche per le reference.
Vorrei estendere all’Art Directors Club Italiano una mia richiesta. Troppo spesso le case di produzione si trovano a cose fatte cioè con una creatività approvata e un budget assolutamente inadeguato per produrre quell’idea. Sarebbe opportuno avere sempre prima il budget che un cliente ha destinato alla produzione Tv affinché la direzione creativa e i creativi sappiano misurare lo storyboard in relazione al budget dichiarato dal cliente.

Percentuale di film prodotti, rispetto a storyboard e script esaminati?
R. : Questa percentuale per noi è abbastanza alta infatti in media una gara su tre ci viene confermata. Spesso è vincente la nostra proposta di regia che è il primo elemento su cui viene giudicato l’intero lavoro svolto. Se la proposta di regia non è adeguata ma il preventivo è più basso di norma si perde la gara. Continue reading


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Call for Entries ADCI Awards: chiarimenti.

Quest’anno la Call for Entries è stata modificata notevolmente. Massimo Guastini ha dialogato con oltre cento soci e ascoltato i vari pareri. Dopodiché ci sono state discussioni in consiglio. Il risultato è stato un cambio sostanziale nel modello giurie, preannunciato dal post “via il cappuccio” dello scorso ottobre. So che è un argomento importante e delicato, ma non è tutto.

Un altro lavoro importante e delicato è stato fatto sulle categorie. Sono state eliminate vecchie suddivisioni come quelle della stampa, ne sono state aggiunge di nuove nel digital. Io e Paola Manfroni ci siamo accollati il compito di sintetizzare, ottimizzare e riscrivere la Call for Entries cercando di rispettare il buon senso e il parere della maggioranza.

Nonostante questo è possibile che la Call for Entries non sia perfetta, che ci sia qualche errore o imprecisione. Nel caso ne riscontraste vi prego di scrivermi a questo indirizzo: maurizio.ratti@adci.it.

Ad esempio.

Tre soci ci hanno scritto per sapere se nella categoria “Copywriting” era possibile iscrivere pezzi digital. La risposta è sì, assolutamente. Il dubbio nasce forse dal fatto che nella descrizione della categoria G.5 COPYWRITING è stato scritto: “…per l’iscrizione online seguire le stesse indicazioni della categoria del lavoro: Stampa, Film o Radio” e non abbiamo scritto Digital, ma fa fede il paragrafo precedente. Cioè: “Possono essere iscritti in questa categoria tutti i lavori di comunicazione che si segnalino per il valore del copywriting”.

Quindi, non solo Digital ma anche Design e Live Advertising. Correggeremo la CFE al più presto.

Segnalateci tutti i vostri dubbi e se al momento dell’iscrizione avete bisogno di chiarimenti telefonate a Gabriele Biffi in sede ADCI oppure scrivete a me.

mizio ratti

La Call for Entries degli ADCI Awards 2012 può essere scaricata qui.

Qui il link per registrarsi e iscrivere i lavori.


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Annamaria Testa e Till Neuburg: Creatività al di là dei luoghi comuni

Mercoledì 18 gennaio, ore 18 è stato organizzato il primo incontro del ciclo di incontri “mercoledì NABA” in Aula Magna Edificio Titanio presso l’Istituto NABA.nAll’incontro interverranno Annamaria Testa e Till Neuburg sul tema Creatività al di là dei luoghi comuni. Uno scambio d’idee su modi, metodi, processi, prospettive, stereotipi, persone e contesti a partire dal testo “La Trama Lucente”. A cura della Scuola di Graphic Design e Art Direction. Da Aiap.

Dettagli dell’incontro: Mercoledì 18 gennaio 2012, ore 18 Aula Magna Edificio Titanio presso l’Istituto NABA Via Darwin, Milano.

Altre informazioni qui.