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E’ italiano, ha ventidue anni ed è il vincitore del Nokia Tune Remake.

Dopo 4 settimane, dopo 6.200 proposte inviate da parte di 2.800 sound designer di oltre 70 paesi, dopo che 1 milione e 400 mila utenti hanno visitato il sito del concorso ascoltando più di 11 milioni di volte le proposte e dopo 100.000 condivisioni su Facebook e Twitter, abbiamo un vincitore per il Nokia Tune Remake.

Il concorso per realizzare una nuova versione del Nokia Tune, il famoso Gran Vals, il brano più ascoltato nel mondo: 1.728.000.000 volte ogni giorno, è stato vinto da Valerio Alessandro Sizzi, un ventiduenne DJ che vive in una piccola città in provincia di Milano.

Dal 2012 la sua suoneria sarà disponibile a 100 milioni di nuovi Smartphone Nokia.

Volete ascoltarla in anteprima? I link sono tutti qui.

Il concorso è stato organizzato da Nokia insieme alla community di AudioDraft (esperti mondiali di crowdsourcing musicale).


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“Insanely great”


Nel ’98 mi capitò di lavorare un paio di volte con Doug Menuez (trovate qui il suo sito personale)
un brillante fotografo, oltre che una persona molto piacevole, con alle spalle due decenni di esperienza a Life.
Nella sua casa di Sausalito mi mostrò una serie di fotografie scattate tra il 1986 e il 1988 che documentavano la nascita della nuova società di Steve Jobs, la neXT Inc.
Gli ho chiesto di mandarmi le sue preferite, per postarle qui nei prossimi giorni.
Per ora mi limito a quella che mi aveva colpito molto allora e alle parole con cui lo stesso Doug l’ha pubblicata stanotte, nella sua bacheca facebook.

Goodbye Steve, you asked the right questions, fought like hell for your vision of the world, and you made it happen. You changed my life, and all our lives, forever. You set the bar for all innovators and creative thinkers. You will be missed. Relentless, challenging, generous, brilliant. Here’s one of my favorites I took while you were momentarily dreaming up something “insanely great”…Thanks, Steve, it was an honor and an inspiration….onward

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Göttsche dice no alla gara Subaru

Non conosciamo le ragioni che hanno portato Michele Göttsche a questo “no grazie” probabilmente sofferto per quanto fermo e carico di orgoglio. Un orgoglio che da presidente dell’Art Directors Club non posso che apprezzare. Sono stati i troppi “sì” incondizionati ad avere tolto dignità e valore al nostro lavoro.
Lascio a Till Neuburg il piacere di commentare questa pagina di Göttsche.

Il raudi fatto esplodere dall’agenzia Göttsche in mezzo al silenzio assordante di chi dovrebbe fare e farsi una lunga serie di domande, secondo me è comunque un segnale di notevole qualità.

C’è un’agenzia che dice pubblicamente che un lungo sodalizio è arrivato al capolinea – inaspettatamente, ma anche indipendentemente dall’eventualità se lo scambio dei binari sarebbe stato attivato oppure no. Il messaggio fa anche capire che questo scambio non sarebbe stato deciso dal manovratore, ma che quel clakkk era già stato predisposto nella sala comandi di chi decide gli orari, il prezzo dei biglietti, le coincidenze.

Almeno questa è la mia lettura. E chi sa leggere (e non solo scrivere), sarà sicuramente d’accordo con me.

L’altro punto – e non è solo un puntino come lo troviamo dopo la E di GÖTTSCHE. – è che l’agenzia dichiara non solo la sua assoluta in-disponibilità a chiudere un occhio (o tutti e due), ma che non crede più nel “Vedi vidi vici”. Ma solo nel “vidi”.

È un annuncio sobrio e orgoglioso e si distingue pure per un elegante lay out. Proprio per questo lo considero un autentico botto a sfracelo sereno.
In una Champions League come la nostra dove i giocatori contano sempre meno mentre il buono e il cattivo secondo tempo lo fanno gli sponsor e i procuratori, sembra di assistere finalmente a una gara dove non c’è più la moviola, né i tempi supplementari, né il quarto, il quinto e il tredicesimo uomo a bordo campo. (Till Neuburg)

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In Italia, Wikipedia potrebbe chiudere

Oggi, nella versione italiana del sito, si legge questo comunicato:

“In queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero. Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita. Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni…”

L’intero comunicato qui.


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“Call for Entries” ADCI 2012 Contribuisci anche tu a migliorarla

Categorie degli ADCI Awards dal 1986 al 2010

Le categorie degli ADCI Awards dal 1986 al 2010 (a cura di Gianguido Saveri)

Questo confronto chiarisce bene come sono cambiate le cose dal 1986, anno in cui fu prodotto il primo Annual dell’ADCI Art Directors Club Italiano, ad oggi. Le cose si sono complicate sia per chi lavora in comunicazione, sia per chi ne premia la qualità creativa. L’ADCI lo fa ormai da 25 anni, come le analoghe associazioni in tutta Europa, negli Stati Uniti e in tutto il mondo.

Venticinque anni di esperienza sono tanti e hanno permesso di mettere a punto un meccanismo efficiente e quasi perfetto. Quasi, perché è molto difficile tenere conto di tutte le possibilità di errore insite nel processo necessario per gestire migliaia di lavori fra cui selezionare i circa duecento-trecento meritevoli di pubblicazione e i circa sessanta-novanta meritevoli di un premio (oro, argento o bronzo).

La strada più efficace per migliorare il processo probabilmente è:

  1. Fare tesoro degli errori degli anni precedenti
  2. Cercare il miglioramento incrementale
  3. Cercare la massima trasparenza del processo nelle diverse fasi.

Per questo motivo, utilizzando anche le possibilità della comunicazione digitale e della socializzazione online, quest’anno il consiglio direttivo ADCI ha deciso di sottoporre la “Call for entries” a una peer review collettiva, con lo scopo di evidenziare i dettagli problematici che richiedono revisione.

Il testo del bando 2011 viene pubblicato in coda a questo post per la revisione. Tutti possono sottoporre critiche, osservazioni e idee attraverso lo strumento dei commenti:

  • I commenti devono essere firmati e identificabili
  • I commenti dei soci ADCI  e degli ex soci hanno la priorità (scrivetelo all’inizio dell’intervento: “sono un Socio ADCI”, “sono un ex Socio ADCI” per chi non vi conosce)
  • Tutti i commenti e le proposte che arrivano entro il 15 ottobre saranno tenuti in considerazione (i commenti successivi al 15 ottobre potranno comunque essere fatti a futura memoria, anche per un eventuale miglioramento della CFE 2013)
  • La decisione finale su tutti i punti controversi comunque spetta al Presidente ADCI e al Consiglio Direttivo (in altre parole, non è che se qualcuno propone “si vota con i fagioli”, allora siamo impegnati per forza a votare con i fagioli).

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Giurie Adci: via il cappuccio.

A maggio, in un post sul mio blog personale, condivisi le mie sensazioni sui limiti delle giurie ristrette e iniziai a descrivere una bozza di nuovo modello.
Come promesso, ho poi organizzato tre incontri: a Torino, Milano e Roma, per confrontarmi sul tema sia con i soci sia con gli ex soci Adci.
Prevale a livello pressoché unanime il desiderio di tornare a confrontarsi apertamente, senza voti segreti e pseudo gerarchie.
Credo che sia un buon segnale. Penso sottintenda il desiderio di tornare a essere un Club innanzitutto.
Penso anche che questo possa rendere gli Adci Award un premio più autorevole. La trasparenza aiuta sempre.

Alla luce dei tre incontri, il modello di giurie che sta prendendo corpo prevede

  • n presidenti scelti dal consiglio Adci (il numero dipende da quante saranno le categorie previste dal nuovo Call For Entry)
  • ogni presidente potrà scegliere 6 giurati tra tutti i soci in regola con il pagamento della quota.
  • tra questi sei soci invitati potranno anche esserci dei non iscritti all’Adci (max 2) se giustificati dalla sezione (per esempio registi, fotografi o illustratori)
  • per ogni giuria verranno sorteggiati altri 5 soci.
  • ogni giuria non potrà avere più di due votanti provenienti dalla stessa agenzia.
  • il voto sarà palese, per alzata di mano e, determinata la short list, si passerà poi alla discussione per assegnare i metalli.
  • qualunque socio in regola con la quota potrà assistere ai lavori delle giurie (anche se non selezionato o sorteggiato).

Nota: vorrei permettere ai giornalisti che si accrediteranno di assistere ai lavori delle giurie. Potranno così verificare che i soci Adci premiano la migliore creatività, secondo criteri trasparenti e concordati.

Come forse ricorderete, la mia idea iniziale era di far votare online tra questo modello e quello giù utilizzato negli ultimi anni, “le giurie ristrette”.
Diversi soci mi hanno però fatto notare la contraddizione: “Se vuoi tornare a favorire il dialogo reintroducendo il voto trasparente, non ha senso passare attraverso una votazione segreta.”
Vero.

Così, abbiamo deciso di avviare un dibattito pubblico, online, non solo su questo punto ma anche su tutto il prossimo Call For Entry, qui.
Io mi limito a ricordare una cosa: questo blog è la sede virtuale del Club ma è anche una vetrina.
Possiamo rappresentare un modello e fissare degli standard anche nel modo in cui ci relazioniamo. Vi assicuro che le tre riunioni dalle quali ha preso via questo “iter approvativo” sono state esemplari.

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